enrichetto
10-03-2009, 07:35 AM
Patrizia Valduga
Poetessa e traduttrice contemporanea
http://www.club.it/autori/grandi/patrizia.valduga/indice-i.html
Vieni, entra e coglimi, saggiami provami….
comprimimi discioglimi tormentami….
infiammami programmami rinnovami.
Accellera…rallenta…disorientami.
Cuocimi bollimi addentami…covami.
Poi fondimi e confondimi…spaventami….
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami…ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami….
dissociami divorami….comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra…riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
----------------------------------------------------------
Oh baciami, biancore di tramonto,
fratello senza pace nella fine,
baciami gli occhi chiusi, chiudi il conto
per l’alba della morte senza fine.
Io mi arrendo, congedo i miei soldati,
la mia legione di sogni e di versi.
Combattete per altri disarmati,
vincete... in verità, miei sogni in versi.
No, non ancora. Ancora pochi istanti:
per approssimazioni millimetriche
sempre spietatamente equidistanti
le mani buie, le braccia scheletriche…
Eccomi, ancora. Prendimi per mano:
occorre che mi fermi e mi conforti
perché non posso andare più lontano
perché dopo ci sono solo i morti
Poetessa e traduttrice contemporanea
http://www.club.it/autori/grandi/patrizia.valduga/indice-i.html
Vieni, entra e coglimi, saggiami provami….
comprimimi discioglimi tormentami….
infiammami programmami rinnovami.
Accellera…rallenta…disorientami.
Cuocimi bollimi addentami…covami.
Poi fondimi e confondimi…spaventami….
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami…ardimi bruciami arroventami.
Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami….
dissociami divorami….comprovami.
Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra…riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.
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Oh baciami, biancore di tramonto,
fratello senza pace nella fine,
baciami gli occhi chiusi, chiudi il conto
per l’alba della morte senza fine.
Io mi arrendo, congedo i miei soldati,
la mia legione di sogni e di versi.
Combattete per altri disarmati,
vincete... in verità, miei sogni in versi.
No, non ancora. Ancora pochi istanti:
per approssimazioni millimetriche
sempre spietatamente equidistanti
le mani buie, le braccia scheletriche…
Eccomi, ancora. Prendimi per mano:
occorre che mi fermi e mi conforti
perché non posso andare più lontano
perché dopo ci sono solo i morti