Aurorablu
06-11-2004, 08:01 AM
<center>...passerà per le strade del mondo simile a un piccolo nulla ambulante.
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Come si può soffrire per l'assenza di chi è presente?
***
... contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta - e sfuggono a qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
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Avida di silenzio!
***
... e il balletto delle incertezze si ripeté in tutte le sue fasi...
***
... l'occhio è la finestra dell'anima, il fulcro della bellezza del volto, il luogo in cui si concentra l'identità di un individuo; ma allo stesso tempo è lo strumento che ci consente di vedere e che ha costantemente bisogno di essere deterso, inumidito, trattato con uno speciale liquido in cui è disciolta una determinata quantità di sale. Insomma lo sguardo, la cosa più meravigliosa che l'uomo possegga, subisce un'interruzione periodica, dovuta a un movimento meccanico di lavaggio. Come un parabrezza pulito da un tergicristallo. Al giorno d'oggi la velocità del tergicristallo si può anche regolare, in modo che fra un movimento e l'altro vi sia una pausa di dieci secondi - che è pressappoco, l'intervallo fra due battiti di palpebra.
***
Pensa anche: nel suo improvvisato laboratorio artigianale, Dio è riuscito per puro caso a costruire questo modello di corpo del quale siamo costretti, ciascuno per un breve lasso di tempo, a diventare l'anima. Ma che miserabile destino è quello di essere l'anima di un corpo fabbricato alla buona, di un corpo dotato di occhi che non sono in grado di funzionare se non vengono puliti ogni dieci o venti secondi! Come credere allora che l'altro, colui che abbiamo di fronte, sia un essere libero, indipendente, padrone di sé? Come credere che il suo corpo sia l'espressione fedele di un'anima che lo abita? Per poterlo credere, è stato necessario dimenticare quel perpetuo battere delle palpebre. Dimenticare quell'improvviso laboratorio artigianale dal quale proveniamo. È stato necessario sottoscrivere un contratto che ci impiega all'oblio. Un contratto che ci è stato imposto da Dio in persona.
***
Il suo pudore si ridestò e imparò un'altra volta ad arrossire.
***
Non si può misurare l'affetto che lega due esseri umani dalla quantità di parole che si scambiano.
***
« Oh no, nessun amore sopravvive al mutismo ».
***
Come si può detestare e al tempo stesso adattarsi così facilmente a ciò che si detesta?
***
... ma il dolore non intende prestare ascolto alla ragione, perchè il dolore ha una sua propria ragione che non è ragionevole.
http://www.liberonweb.com/images/books/8845916642.jpg
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Come si può soffrire per l'assenza di chi è presente?
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... contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta - e sfuggono a qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
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Avida di silenzio!
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... e il balletto delle incertezze si ripeté in tutte le sue fasi...
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... l'occhio è la finestra dell'anima, il fulcro della bellezza del volto, il luogo in cui si concentra l'identità di un individuo; ma allo stesso tempo è lo strumento che ci consente di vedere e che ha costantemente bisogno di essere deterso, inumidito, trattato con uno speciale liquido in cui è disciolta una determinata quantità di sale. Insomma lo sguardo, la cosa più meravigliosa che l'uomo possegga, subisce un'interruzione periodica, dovuta a un movimento meccanico di lavaggio. Come un parabrezza pulito da un tergicristallo. Al giorno d'oggi la velocità del tergicristallo si può anche regolare, in modo che fra un movimento e l'altro vi sia una pausa di dieci secondi - che è pressappoco, l'intervallo fra due battiti di palpebra.
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Pensa anche: nel suo improvvisato laboratorio artigianale, Dio è riuscito per puro caso a costruire questo modello di corpo del quale siamo costretti, ciascuno per un breve lasso di tempo, a diventare l'anima. Ma che miserabile destino è quello di essere l'anima di un corpo fabbricato alla buona, di un corpo dotato di occhi che non sono in grado di funzionare se non vengono puliti ogni dieci o venti secondi! Come credere allora che l'altro, colui che abbiamo di fronte, sia un essere libero, indipendente, padrone di sé? Come credere che il suo corpo sia l'espressione fedele di un'anima che lo abita? Per poterlo credere, è stato necessario dimenticare quel perpetuo battere delle palpebre. Dimenticare quell'improvviso laboratorio artigianale dal quale proveniamo. È stato necessario sottoscrivere un contratto che ci impiega all'oblio. Un contratto che ci è stato imposto da Dio in persona.
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Il suo pudore si ridestò e imparò un'altra volta ad arrossire.
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Non si può misurare l'affetto che lega due esseri umani dalla quantità di parole che si scambiano.
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« Oh no, nessun amore sopravvive al mutismo ».
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Come si può detestare e al tempo stesso adattarsi così facilmente a ciò che si detesta?
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... ma il dolore non intende prestare ascolto alla ragione, perchè il dolore ha una sua propria ragione che non è ragionevole.
http://www.liberonweb.com/images/books/8845916642.jpg