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Visualizza versione completa : il portafogli del cuore


et_1975
02-19-2005, 08:28 PM
LEGGETE UN PO' COSA MI E' ACCADUTO OGGI!
INCREDIBILE...

Il portafogli del cuore.

Fine inverno. In attesa del dì di festa un ragazzo, preso dalla voglia di rispolverare vecchie fotografie ordinatamente riposte in vari album plastificati dai colori sgargianti all’interno di uno dei tanti cassetti del mobile in legno chiaro nella sala da pranzo della sua abitazione, scende la ripida scala che separa la sua stanza da letto dalla zona giorno. Nonostante vi sia un cartello stradale, preso in prestito e mai restituito da un magazzino dell’ANAS, con un chiaro divieto di superare i 50 Km orari, la discesa è veloce; un giro a novanta gradi su se stesso come una ballerina di teatro e col ritmico passo di un ghepardo in calore fino al cassettone dei ricordi. Dapprima il ragazzo si adagia comodamente sul tappeto in moquette di colore nera che occupa circa metà della modesta sala da pranzo che funge non solo da ritrovo per le serate in compagnia di care amicizie, ma anche da zona di relax per ritemprare lo spirito con della buona musica o un buon libro comodamente sdraiati sulla poltrona in pelle scura e acciaio di stile prettamente moderna. Con una delicatezza nei movimenti come se all’interno del cassetto vi fosse riposto un grosso quantitativo di nitroglicerina, il giovane comincia a cercare nella prima parte dell’archivio, quello che comprende foto fino ai suoi 8 anni circa, un ricordo di una persona a lui molto cara e di cui ogni tanto se ne rammarica della perdita.
Suo nonno, quello paterno, era un modesto pittore, un ottimo compagno di viaggi, una persona di grande spirito, uno sfortunato pescatore ma soprattutto un uomo che per la sua simpatia e carica spirituale non passava mai come persona da odiare; Silvano era ricordato così.
Tra le foto il primo picnic con tutta la famiglia al completo, i giovani genitori e i nonni paterni, insieme su di un grande prato verde intorno ad un rozzo focolare con una griglia in ferro su cui cocevano carni e verdure; il nonno chino a girare le costine di maiale per evitare di trovarsele belle arrostite e il bambino invece dedito alla cottura di una lumaca per studiare cosa accadeva se esposta alla fiamma libera, come se dovesse redigere un trattato scientifico. Era ignaro dell’orrore che stava provocando alla povera creatura, che quel giorno sarebbe stato più opportuno per lei andare in un'altra direzione.
Guardando questi brevi ricordi del passato, il cervello chiama il corpo burattino alla sua attenzione; devo trovare il portafoglio di mio nonno.
Infatti, dopo la morte del suo parente così caro, quasi tutti i suoi beni terreni e se vogliamo anche un po’ di spiritualità furono svenduti dalla vedova per la fretta di liberarsi da un così odioso ricordo della morte prematura di suo marito senza nemmeno chiedere al figlio e al nipote se desiderassero tenere poco o niente della loro parte di affetto.
Rimasero al giovane soltanto pochissimi cimeli, tra cui 4 canne da pesca e pochissimi degli strumenti di pittura che aveva ereditato dal defunto ancora in vita; se così non fosse stato avrebbe mancato persino di quelli.
Il portafoglio fu l’unico dono della nonna perché a quanto pareva non seppe trovar alcuno a cui potesse mai interessare un usato di tal fattura.
Un oggetto in pelle di camoscio liscia nel lato interno e rugosa sull’esterno per evitare di sfuggire dalla tasca durante la deambulazione; poche tasche interne per carte o bigliettini, cioè ridotto all’essenziale. L’ideale per le idee minimaliste del giovane nipotino.
Chiudendo il cassetto frettolosamente si girò di scatto sicuro di sé verso la libreria in legno addossata ad una delle pareti di intramezzo tra un locale e l’altro vicino. Tra i diversi volumi presenti, da quelli più fantasiosi e di narrativa a quelli più riflessivi e filosofici, riesce a individuare su una serie di volumi dedicati all’architettura il tanto bramato oggetto del desiderio.
Per lui non fu difficoltosa la ricerca poiché tutti i sabati, dopo una settimana di duro lavoro, il ragazzo per non sobbarcare la madre, già onerata di altre faccende domestiche, soleva dapprima far passare la polvere con il suo fido straccio sintetico antistatico così morbido al tatto da parer vellutato per poi continuare con aspirapolvere e spazzola estensibile per le ragnatele; era abitudine per lui spostare gli oggetti per poi rimetterli nella posizione iniziale e di archiviare correttamente la tasca in pelle non ne voleva proprio sapere. Fino a quel giorno.
In effetti il portafogli gli mancava proprio. Quale miglior soluzione che ricordare il nonno caro con un oggetto da lui utilizzato?
Nel riprenderlo tra le mani e aprendolo per vederne l’apparente contenuto vuoto, sovviene alla mente il ricordo di una gita dai parenti veneziani. Solo fugaci immagini a colori, un giardino pubblico, e nonni, genitori e cugini alla ricerca di un quadrifoglio portafortuna.
Quand’ era lì chino con lo sguardo rivolto alle forme dell’erba, trovò trifogli con 1, 5 e 6 foglie ma di quadrifoglio nemmeno l’ombra, finché d’un tratto il nonno lo chiamo di accorrere per vedere qualcosa di incredibile. Poco davanti a lui c’era un portafoglio. Il nonno gli disse: “Forza aprilo, vediamo quanti soldi ci sono… ma di chi sarà mai?” E mentre il nipotino, beffato, apriva il documento d’identità si accorse che la faccia ritratta nella fotografia era a lui molto famigliare. Il nonno gli aveva tirato uno scherzetto buttandolo a terra prima che se ne accorgesse…
Ora lo teneva stretto a sé deciso di mai più separarsene. Nostalgico e un po’ scocciato di non aver potuto apprezzare le doti artistiche di pittura in un età in cui gli avrebbero fatto più comodo nei suoi studi al liceo artistico, corse a ritroso verso la sua stanza al piano superiore.
Gli scricchioli del parquet sotto i suoi veloci passi e infine un fruscio delle ciabatte in gomma adatte più ad un uso in piscina sulla moquette della parte soppalcata della camera da letto.
Accedente una luce e si mette a rovistare l’oggetto come se nutrisse il dubbio di avervi dimenticato altri ricordi o una manciata di vecchie lire italiane, oramai più di valore.
Comincia con le poche tasche visibili, dapprima due tessere di biblioteca scadute di cui una recante intestatario il “bimbo Enea” poiché avendo il responsabile esaurito i modelli per gli adulti si vide costretto a redigere un lasciapassare per i piccoli di età.
Poi un adesivo della prima campagna pubblicitaria del partito di Silvio Berlusconi, “Forza Italia” conservato gelosamente perché erroneamente stampato a metà indicava solo la scritta Forza.
La tessera del solarium e quella del gommista di fiducia delusero un po’ le aspettative del ragazzo perché pensavo di trovarvi qualche immenso tesoro.
Nulla di più erroneo, il suo sesto senso aveva agito in buona fede.
Esaminando accuratamente questo semplice portafogli si accorse come ciò che sembrava a prima vista una cucitura sulla pelle in realtà nascondeva un’ultima tasca di cui ignorava completamente l’esistenza. Infilando l’indice, tastando, capì che al suo interno vi era un pezzo di carta che estrasse con estrema delicatezza per evitare mandarlo in mille pezzi.
Strano, disse lui. “Un foglio di carta da quaderno di colore verde chiaro. Ma quando mai ne ho usato uno simile?”
Piegato in due, nascondeva un messaggio.
La commozione nei suoi occhi mentre leggeva:
“ x Enea”
“17 Venerdì 1996”
“Buongiorno dolcissimo amore… “
Finendo con la scritta in codice di semplice traduzione “t.a.t. Titta 77”
Possibile? Dopo ben 9 anni, un messaggio d’amore dedicato a lui da una sua carissima compagna di scuola, giunse al destinatario, ignaro di averlo posseduto per così lungo tempo.
Ritornano allora i calorosi atteggiamenti di questa ragazza Siciliana, dalla generose forme e dai capelli scuri, ma dal dolce sguardo perso nelle parole che i due si scambiavano amichevolmente.
Capì quanto lei aveva tenuto alla sua persona e si rammaricò solo del fatto che ella avrebbe potuto essere più esplicita nelle sue esternazioni senza affidarsi ad un messaggio che poteva venir dimenticato con lei.

et_1975
02-19-2005, 08:34 PM
pardon per gli errori di correzione automatica di WORD...

:)

Maya
02-20-2005, 12:43 PM
Enea....povera lumachina!!!!
che bello però trovare a distanza di così tanti anni un bigliettino d' amore.....a me queste cose non capitano mai...
Complimenti per il racconto :OK
Ho risposto al tuo pm
ciao