Azazel
11-15-2005, 09:06 AM
La macchina..
La macchina correva incontro alla notte,andatura sostenuta ma non troppo veloce.L'andatura di chi sa che deve tornare a casa,ma proprio non vuole..di chi vorrebbe rimanere e guidare e perdersi..nella notte..per sempre..Piccole scintille,piccole esplosioni di luce,repentine luci di bengala, minuscole nove silenziose..
Lucciole..
le passavano di fianco,e lui ne vide,oh se ne vide..
e la sua era la sorpresa di un bambino che per la prima volta vede queste piccole lampadine viventi..e come un bambino,come solo un bambino potrebbe fare..
ne coglie la magia..del resto non è mai cresciuto..
Il solo pensiero lo ripugna..Mente da vecchio,spirito da bimbo,
in un giovane corpo..
il più mostruoso degli ibridi..
Le passavano affianco..
sovrastate dal lucore dei fari..
occhi di vetro della creatura metallica
Fasci omicidi di luce per quella notteda favola..
mitragliatrici artificiali che assaltano,coperte dal bombardamento incrociato di file e file di lampioni,l'asfalto e le storie che ha da raccontare..
le passavano affianco..
Cullate dalla chiara luce di un astro argenteo..
la Luna,notte di luna piena e cielo terso,sereno..
Quelle notte in cui le stelle ti sorridono e salutano,e ti chiedono di contarle..di unirti a loro..nella loro eterea vita..quelle stelle che ci guardano e ridono delle nostre piccole avventure
Le passavano affianco
Petali incandescenti di lievi fiori portati dal vento..
che presto sarebbero bruciati..in volo.
Le volle cogliere..
Girò..
una strada secondaria,di campagna.
Niente più luci,nemmeno più le poche macchine che passavano,quella notte, di persone che quella stessa sera vivevano altre vite tutte ugluali e tutte diverse..Di cui solo vedevi i loro occhi di vetro,i cristalli di luce del mostro d'acciaio di cui erano succubi..
Era il posto giusto.
Rallentò l'andatura,non di tanto,ma l'istinto di conservazione lo costrinse a rallentare un po'...
Spense i fari.
No,non fermò la macchina..
La magia era nel vedere quegli esserini sfrecciare a destra, a sinistra..apparire di fronte e scomparire..
Fuochi fatui al chiarore lunare
Che a suo piacimento rende le cose ambigue..
distinte e indistinte..
fantasmi che muovono a seguire le lucciole,
silenziosa processione..
Di alberi,case..
e il serpente argenteo che si dipana davanti agli occhi chiusi(della macchina)e spalancati(i miei) nel tentativo di vedere la strada di fronte a me..di cogliere il miracolo che si trovava al mio cospetto..Anzi di cui mi trovavo al cospetto..Le iridi spalancate dei miei occhi color notte..
..Sì..a sinistra.. a destra..?Forse..
Mai..mai una volta pensai:"ora accendo i fari"..
Non potevo..non volevo..era così scontato e stupido..
ma così innaturale in quel momento..e avrei voluto che mai finisse la strada, mai le lucciole, mai quella notte..
A costo di schiantarmi da stupido contro un muretto,o distruggere la macchina inn un fosso o contro una casa o un cancello..
Come tempo prima con la moto..le curve in discesa al massimo della velocità..e così trovarsi di colpo a girare nella corsia opposta per non schiantarsi e uccidersi..
E rallentare..per poi ancora trovarsi ad accellerare..
Lo stesso assurdo gioco..
Guidare a fari spenti nella notte..
Rischiare la vita gareggiando col vento..
E sentire l'adrenalina
E non avere paura..
Ero io.
Poi la strada principale,
di nuovo i fari..di nuovo le auto,di nuovo le luci.
Di nuovo casa..
E nella mente quelle lucciole..
E nel cuore..la cappa che perennemente lo soffoca lacerata
dal sapere chi sono.
Ero ubriaco?
No
Ero sotto effetto di stupefacenti?
No
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
..E le lucciole erano così splendide..splendida la luna..splendida la notte..
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
.. il vento e i moscerini sugli occhiali da sole..
..nei capelli che nel vento danzavano..
E il casco copriva il mio volto..
Senza identità..perso nel sole e nel vento..
Che accarezzavano i miei vestiti,il mio viso..
Seducendomi..
Chiedendo solo che continuassi..
Finchè ce n'era
Curva dopo curva,in quella discesa..
Dove tanti erano rimasti..
Io ero ancora a cavallo.
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
Lo rifarei?
Sì.
Ogni giorno della mia vita.
P.S. Il passaggio da terza a prima persona era voluto. ;-)
La macchina correva incontro alla notte,andatura sostenuta ma non troppo veloce.L'andatura di chi sa che deve tornare a casa,ma proprio non vuole..di chi vorrebbe rimanere e guidare e perdersi..nella notte..per sempre..Piccole scintille,piccole esplosioni di luce,repentine luci di bengala, minuscole nove silenziose..
Lucciole..
le passavano di fianco,e lui ne vide,oh se ne vide..
e la sua era la sorpresa di un bambino che per la prima volta vede queste piccole lampadine viventi..e come un bambino,come solo un bambino potrebbe fare..
ne coglie la magia..del resto non è mai cresciuto..
Il solo pensiero lo ripugna..Mente da vecchio,spirito da bimbo,
in un giovane corpo..
il più mostruoso degli ibridi..
Le passavano affianco..
sovrastate dal lucore dei fari..
occhi di vetro della creatura metallica
Fasci omicidi di luce per quella notteda favola..
mitragliatrici artificiali che assaltano,coperte dal bombardamento incrociato di file e file di lampioni,l'asfalto e le storie che ha da raccontare..
le passavano affianco..
Cullate dalla chiara luce di un astro argenteo..
la Luna,notte di luna piena e cielo terso,sereno..
Quelle notte in cui le stelle ti sorridono e salutano,e ti chiedono di contarle..di unirti a loro..nella loro eterea vita..quelle stelle che ci guardano e ridono delle nostre piccole avventure
Le passavano affianco
Petali incandescenti di lievi fiori portati dal vento..
che presto sarebbero bruciati..in volo.
Le volle cogliere..
Girò..
una strada secondaria,di campagna.
Niente più luci,nemmeno più le poche macchine che passavano,quella notte, di persone che quella stessa sera vivevano altre vite tutte ugluali e tutte diverse..Di cui solo vedevi i loro occhi di vetro,i cristalli di luce del mostro d'acciaio di cui erano succubi..
Era il posto giusto.
Rallentò l'andatura,non di tanto,ma l'istinto di conservazione lo costrinse a rallentare un po'...
Spense i fari.
No,non fermò la macchina..
La magia era nel vedere quegli esserini sfrecciare a destra, a sinistra..apparire di fronte e scomparire..
Fuochi fatui al chiarore lunare
Che a suo piacimento rende le cose ambigue..
distinte e indistinte..
fantasmi che muovono a seguire le lucciole,
silenziosa processione..
Di alberi,case..
e il serpente argenteo che si dipana davanti agli occhi chiusi(della macchina)e spalancati(i miei) nel tentativo di vedere la strada di fronte a me..di cogliere il miracolo che si trovava al mio cospetto..Anzi di cui mi trovavo al cospetto..Le iridi spalancate dei miei occhi color notte..
..Sì..a sinistra.. a destra..?Forse..
Mai..mai una volta pensai:"ora accendo i fari"..
Non potevo..non volevo..era così scontato e stupido..
ma così innaturale in quel momento..e avrei voluto che mai finisse la strada, mai le lucciole, mai quella notte..
A costo di schiantarmi da stupido contro un muretto,o distruggere la macchina inn un fosso o contro una casa o un cancello..
Come tempo prima con la moto..le curve in discesa al massimo della velocità..e così trovarsi di colpo a girare nella corsia opposta per non schiantarsi e uccidersi..
E rallentare..per poi ancora trovarsi ad accellerare..
Lo stesso assurdo gioco..
Guidare a fari spenti nella notte..
Rischiare la vita gareggiando col vento..
E sentire l'adrenalina
E non avere paura..
Ero io.
Poi la strada principale,
di nuovo i fari..di nuovo le auto,di nuovo le luci.
Di nuovo casa..
E nella mente quelle lucciole..
E nel cuore..la cappa che perennemente lo soffoca lacerata
dal sapere chi sono.
Ero ubriaco?
No
Ero sotto effetto di stupefacenti?
No
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
..E le lucciole erano così splendide..splendida la luna..splendida la notte..
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
.. il vento e i moscerini sugli occhiali da sole..
..nei capelli che nel vento danzavano..
E il casco copriva il mio volto..
Senza identità..perso nel sole e nel vento..
Che accarezzavano i miei vestiti,il mio viso..
Seducendomi..
Chiedendo solo che continuassi..
Finchè ce n'era
Curva dopo curva,in quella discesa..
Dove tanti erano rimasti..
Io ero ancora a cavallo.
Perchè lo feci?
Perchè è facile rischiare la vita quando questa appare senza senso e quindi senza valore ai tuoi occhi.
Lo rifarei?
Sì.
Ogni giorno della mia vita.
P.S. Il passaggio da terza a prima persona era voluto. ;-)