Azazel
01-03-2006, 10:45 PM
Ho letto una alcune pagine dal libro di una fata..
Le ho scritte e qui le riporto..probabilmente molti di voi lo conoscono già..
Io devo ancora leggerlo..
Ma su queste pagine mi si è mosso qualcosa dentro..
E se sapessi ancora come si fa,avrei pianto.
...Non potè proseguire.Scoppiò bruscamente in singhiozzi.
Era caduta la notte.Avevo abbandonato i miei utensili.
Me ne infischiavo del mio bullone,della sete e della morte.
Su di una stella,un pianeta,il mio,la Terra,c'era un piccolo principe da consolare!Lo presi in braccio.Lo cullai.Gli dicevo:"Il fiore che tu ami non è in pericolo...Disegnerò una museruola per la tua pecora e una corazza per il ruo fiore..Io.."
Non sapevo bene cosa dirgli.Mi sentivo molto maldestro.Non sapevo come toccarlo,come raggiungerlo...Il paese delle lacrime è così misterioso.
...
(Qui sboccia Il fiore di cui si parlava.Per sintesi sono costretto a tagliare una parte :( )
E poi, ecco che un mattino,proprio all'ora del levar del sole,si era mostrato.
E lui, che aveva lavorato con tanta precisione, disse sbadigliando:
"Ah! mi sveglio ora.Ti chiedo scusa..sono ancora tutto spettinato"
Il piccolo principe allora non potè frenare la sua ammirazione:
"Come sei bello!"
"Vero",rispose soavemente il fiore,"e sono nato insieme al sole.."
Il piccolo principe indovinò che non era molto modesto,ma era così commovente!
"Credo che sia l'ora del caffè e latte",aveva soggiunto,"vorresti pensare a me.."
E il piccolo principe, tutto confuso,andò a cercare un innafiatoio di acqua fresca e servì al fiore la sua colazione.
Così l'aveva ben presto tormentato con la sua vanità un poco ombrosa.Per esempio, un giorno,parlando delle sue quattro spine, gli aveva detto:
"Possono venire le tigri con i loro artigli!"
"Non ci sono tigri sul mio pianeta",aveva obbiettato il piccolo principe," e poi le tigri non mangiano l'erba".
"Io non sono un'erba",aveva dolcemente risposto il fiore.
"Scusami.."
"Non ho paura delle tigri,ma ho orrore delle correnti d'aria...Non avresti per caso un paravento?"
"Orrore delle correnti d'aria?"
"E' un po' grave per una pianta",aveva osservato il piccolo principe."E' molto complicato questo fiore..."
"Alla sera mi metterai al riparo sotto una campana di vetro.Fa molto freddo qui da te...Non è una sistemazione che mi soddisfi.Da dove vengo io.."
Ma si era interrotto.Era venuto sotto forma di seme.Non poteva conoscere nulla degli altri mondi.Umiliato di essersi lasciato sorprendere a dire una bugia così ingenua,aveva tossito due o tre,per mettere il piccolo principe dalla parte del torto...
"E questo paravento?..."
"Andavo a cercarlo,ma tu mi parlavi!"
Allora aveva forzato la sua tosseper fargli venire dei rimorsi.Così il piccolo principe,nonostante tutta la buona volontà del suo amore,aveva cominciato a dubitare di lui.
Aveva preso sul serio delle parole senza importanza che l'avevano reso infelice
"Avrei dovuto non ascoltarlo",mi confidò un giorno,"non bisogna mai ascoltare i fiori.Basta guardarli e respirarli.Il mio, profumava il mio pianeta,Ma non sapevo rallegrarmene.Quella storia degli artigli, che mi aveva tanto raggelato, avrebbe dovuto intenerirmi".
E mi confidò ancora:
"Non ho saputo capire niente allora!Avrei dovuto giudicarlo dagli atti,non dalle parole.Mi profumava e mi illuminava.Non avrei dovuto mai dovuto venirmene via!Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie.I fiori sono così contraddittori!Ma ero troppo giovane per saperlo amare".
Il piccolo principe-De Saint Exupéry.capitolo VIII
Una dedica a tutti i fiori..E a tutti i piccoli principi.
Accomunati dal dolore intenso e lacerante che solo l'amore può causare.
E perciò accomunati dall'amore.
Le ho scritte e qui le riporto..probabilmente molti di voi lo conoscono già..
Io devo ancora leggerlo..
Ma su queste pagine mi si è mosso qualcosa dentro..
E se sapessi ancora come si fa,avrei pianto.
...Non potè proseguire.Scoppiò bruscamente in singhiozzi.
Era caduta la notte.Avevo abbandonato i miei utensili.
Me ne infischiavo del mio bullone,della sete e della morte.
Su di una stella,un pianeta,il mio,la Terra,c'era un piccolo principe da consolare!Lo presi in braccio.Lo cullai.Gli dicevo:"Il fiore che tu ami non è in pericolo...Disegnerò una museruola per la tua pecora e una corazza per il ruo fiore..Io.."
Non sapevo bene cosa dirgli.Mi sentivo molto maldestro.Non sapevo come toccarlo,come raggiungerlo...Il paese delle lacrime è così misterioso.
...
(Qui sboccia Il fiore di cui si parlava.Per sintesi sono costretto a tagliare una parte :( )
E poi, ecco che un mattino,proprio all'ora del levar del sole,si era mostrato.
E lui, che aveva lavorato con tanta precisione, disse sbadigliando:
"Ah! mi sveglio ora.Ti chiedo scusa..sono ancora tutto spettinato"
Il piccolo principe allora non potè frenare la sua ammirazione:
"Come sei bello!"
"Vero",rispose soavemente il fiore,"e sono nato insieme al sole.."
Il piccolo principe indovinò che non era molto modesto,ma era così commovente!
"Credo che sia l'ora del caffè e latte",aveva soggiunto,"vorresti pensare a me.."
E il piccolo principe, tutto confuso,andò a cercare un innafiatoio di acqua fresca e servì al fiore la sua colazione.
Così l'aveva ben presto tormentato con la sua vanità un poco ombrosa.Per esempio, un giorno,parlando delle sue quattro spine, gli aveva detto:
"Possono venire le tigri con i loro artigli!"
"Non ci sono tigri sul mio pianeta",aveva obbiettato il piccolo principe," e poi le tigri non mangiano l'erba".
"Io non sono un'erba",aveva dolcemente risposto il fiore.
"Scusami.."
"Non ho paura delle tigri,ma ho orrore delle correnti d'aria...Non avresti per caso un paravento?"
"Orrore delle correnti d'aria?"
"E' un po' grave per una pianta",aveva osservato il piccolo principe."E' molto complicato questo fiore..."
"Alla sera mi metterai al riparo sotto una campana di vetro.Fa molto freddo qui da te...Non è una sistemazione che mi soddisfi.Da dove vengo io.."
Ma si era interrotto.Era venuto sotto forma di seme.Non poteva conoscere nulla degli altri mondi.Umiliato di essersi lasciato sorprendere a dire una bugia così ingenua,aveva tossito due o tre,per mettere il piccolo principe dalla parte del torto...
"E questo paravento?..."
"Andavo a cercarlo,ma tu mi parlavi!"
Allora aveva forzato la sua tosseper fargli venire dei rimorsi.Così il piccolo principe,nonostante tutta la buona volontà del suo amore,aveva cominciato a dubitare di lui.
Aveva preso sul serio delle parole senza importanza che l'avevano reso infelice
"Avrei dovuto non ascoltarlo",mi confidò un giorno,"non bisogna mai ascoltare i fiori.Basta guardarli e respirarli.Il mio, profumava il mio pianeta,Ma non sapevo rallegrarmene.Quella storia degli artigli, che mi aveva tanto raggelato, avrebbe dovuto intenerirmi".
E mi confidò ancora:
"Non ho saputo capire niente allora!Avrei dovuto giudicarlo dagli atti,non dalle parole.Mi profumava e mi illuminava.Non avrei dovuto mai dovuto venirmene via!Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie.I fiori sono così contraddittori!Ma ero troppo giovane per saperlo amare".
Il piccolo principe-De Saint Exupéry.capitolo VIII
Una dedica a tutti i fiori..E a tutti i piccoli principi.
Accomunati dal dolore intenso e lacerante che solo l'amore può causare.
E perciò accomunati dall'amore.