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Visualizza versione completa : Un raggio di sole dal Kenya


Terry
03-25-2006, 02:32 PM
“Caro Beppe,
siamo un gruppo di italiani impegnati in una missione religiosa qui in Kenya. Abbiamo scritto una piccola testimonianza che forse potrebbe essere utile segnalarti. Siamo sicuri che tu sei al corrente, ma nel nord del Kenya quasi 3 milioni di persone rischiano la fame e la perdita totale del bestiame se anche le prossime piogge falliranno. E' strano ma sembra che in Italia le notizie sull'Africa non filtrino molto(almeno sul grande schermo)”.
Ciao bello”.
Daniele, Beppe e Andrea


“…ed è subito sera”. Credo sia una poesia di Quasimodo. E’ diventata un po’ il motivo portante di questa mia vita qui, a Chaaria. Mi accorgo di quanto sia vero proprio in questo posto, proprio adesso in cui rubo qualche minuto alla routine in ospedale per scrivervi.
Non me ne sono accorto, e quasi due mesi sono passati. Un giorno per volta, un passo dopo l’altro, mi sembra di aver fatto tanta strada e nello stesso tempo di essere fermo.
Dalla mia camera si vede l’alba. Ogni mattina spengo la sveglia –maledico la sveglia- e, ancora sdraiato, 6 e 20, apro le tende. Apro anche la finestra, mi piace il fresco del mattino, mi aiuta a svegliarmi. E’ tutto tranquillamente in ombra, le vacche dormono, il bananeto non si muove. E di colpo esce fra le foglie di banana un disco arancione.
Sembra che quella palla rossa, enorme, sia lì apposta per me, a guardarmi in faccia per dirmi che sono vivo, e se mi sbrigo a saltare fuori dalle lenzuola è meglio. Non capisco cosa sia diverso nel cielo, è come se fosse pronto a piombarti sulla testa, è come se fosse piegato ad abbracciarti. Probabilmente sarà per la diversa curvatura della Terra all’equatore. Non mi interessa. Mi piace pensare che sia Dio che stringe al petto con amore i suoi figli prediletti: i miserabili, i sofferenti che abitano qui. E che sono quelli che ama di più non perché sono più buoni. Ma perché sono poveri.
Così comincia un’altra giornata. La messa come prima cosa. Per dare energia, per trovare un motivo per tutto quello che ci circonda. O almeno dovrebbe essere. In realtà vi confesso che ho talmente sonno che tante volte riprendo conoscenza quando qualcuno seduto vicino a me mi scrolla per darmi il segno della pace.
Di lì in poi si comincia a correre. Perché ha detto Madre Teresa :”non sia mai che qualcuno venga da voi e non se ne vada migliore di com’era quando è venuto, più felice.” Questo cerco di propormi ogni mattina. Spesso non ci riesco.

E’ difficile spiegare Chaaria. Perché è difficile spiegare i sentimenti a parole. Ed i sentimenti sono forti, e sono in contrasto fra di loro. Sono occhi, grida, sorrisi, lacrime. Sono volti, nomi, odori.
Chaaria è Glory, che non sa perché, ma a 12 anni ha un tumore. Troppi soldi per operarsi. Maledetti soldi. Sempre loro. Troppo tardi per cercare una soluzione. C’è un angelo in più, adesso, in cielo. Un angelo troppo piccolo per capire, troppo lontano adesso dal suo papà che piange.
Chaaria è Susan, che non ha fatto niente di male. Ha l’AIDS. Senza colpa. Solo è nata dove non doveva. Susan sorrideva, sempre, mi salutava con la mano sinistra. Mi ha anche ringraziato perché le ho tolto un dente che le faceva male. Non è una bambina, è un fiore, dolce come un bacio. Mi sorrideva anche la sera se passavo a toccarle una mano. Ma è fragile, Susan. Troppo il peso della sofferenza sulle sue ossa leggere. Susan è una fiammella che si allontana sempre più. Susan è un angelo con un’ala rotta, è scesa per farci capire quale preziosa meraviglia sia la vita.

Stasera, proprio mentre scappavo dall’ospedale per venire a scrivervi, si sentiva da una radio quella canzone di non so più chi, che dice “ … but if God was one of us…”. Già, se Dio fosse uno di noi, cosa gli direi...
Lo ringrazierei per l’alba, i fiori del frangipane, gli alberi di banana, i mango. Per la risata di Makena, le gambe di Kanana, il sorriso di Beppe, la voce di Lorenzo. Perché respiro. Forse ci litigherei. Gli urlerei in faccia. Come Vecchioni che canta “ora facciamo due conti io e te, Signore!”. Perché non fai qualcosa?
In questa mia fede traballante mi convinco sempre più che, se Dio c’è, è qui, con i poveri, con quelli che soffrono. Non fa quello che vorrei io. Non è un Dio prestigiatore, che fa i miracolini per far vedere che può. E’ un Dio che sta con gli ultimi. Anzi, sta proprio in fondo alla fila. Lui era lì. Con Glory. A tenerle la mano, in silenzio. Lo so.

Certo, la rabbia a volte è tanta. Non so se la notizia sia arrivata in Italia, ma qui la scarsa stagione delle piogge ha portato la carestia. Giustamente persone di buon cuore si sono attivate per portare sollievo a una popolazione sofferente. Così una dolce vecchietta neozelandese, amministratore delegato di una multinazionale che produce alimenti per animali, ha offerto in dono diversi quintali di mangime per cani, “per alleviare la fame dei bambini del nord del Kenya”. Complimenti! E’ grazie ad iniziative costruttive come questa che Beppe Grillo può mantenere attivo il suo blog.

L’UNDP ha calcolato che basterebbero 40 miliardi di dollari, lo 0,1% del prodotto interno lordo mondiale, per garantire a tutti, in tutto il mondo, i servizi sociali di base. Ogni anno spendiamo circa 1000 miliardi di dollari in armi, quasi 500 in pubblicità, 50 in sigarette, 11 in gelati. E circa 20 in cibo per animali. Guardando tutto da quaggiù, non mi sento per niente fiero di essere un abitante di questo pianeta.

Ma non vorrei che con tutto questo mi pensaste triste, o scoraggiato. L’unica cosa ho tanto sonno. Ma sento verissimo quello che dice Frei Betto: "Nella vita per essere felici serve solo un po’ di pane, del buon vino e un grande amore". La vita semplice, come dice Gesù: beati, si, beati i cuori semplici. E’ la semplicità che fa scoprire una libertà interiore. E’ di questa libertà del cuore che, credo, tutti abbiamo sete. Una mia grande amica mi ha detto una volta che i poveri sono una straordinaria ricchezza. Credo sia vero.
E poi non ci sono solo Glory e Susan. Solo che spesso (capita anche a voi?) spendo più tempo a pensare alle ombre che alle luci.
Vorrei raccontarvi di William, che lavorando si è distrutto una mano. Con Gian l’abbiamo ricostruita, ed ho visto ieri che riesce di nuovo a muovere il pollice. Che figo! Potrei raccontarvi di Kangai, che ha partorito dopo un bruttissimo intervento una bimba che sarà una fotomodella o almeno un premio Nobel. La settimana scorsa è andata a casa, mi ha salutato con quel suo orrendo sorriso sdentato bellissimo. O di Isidoro, uno dei nostri Buoni Figli, un dolce vecchietto di 5 anni che non dimostra per niente i suoi 60. Che salta di gioia quando lo portiamo in macchina a bere una cocacola in “città”, che mi ferma per mostrarmi orgoglioso la sua tartaruga che ha chiamato Brother Moris. Ma non c’è più tempo, vi parlerò ancora di loro. Adesso è tardi, devo tornare in ospedale. Poi bere una birra e poi andare a dormire. Magari dopo averne cantate un paio con Andrea. Canzonacce da osteria, o canzoni d’amore con la chitarra. Come se fossimo da sempre in vacanza.

Ho sentito in un film una frase dura, che mi ha colpito. Diceva circa così: faranno vedere tutte queste cose al telegiornale, la gente dirà “che vergogna”. Poi prenderà in mano la forchetta e ricomincerà a mangiare cena. Forse è proprio così. Ma non dobbiamo rassegnarci. Non dobbiamo abituarci. Si può cambiare. “il sole nasce anche d’inverno. La notte non esiste: guarda la luna” diceva una canzone qualche anno fa. Il mondo può cambiare. Siamo noi che possiamo cambiarlo. Noi, tutti insieme. Un pezzo alla volta.

Non so se il Signore mi ha voluto qui per cambiare il mio pezzettino. Credo che ci proverò. Di sicuro sono felice. Un grande abbraccio a tutti".

ghostolino
03-26-2006, 07:49 AM
Mi piace pensare che sia Dio che stringe al petto con amore i suoi figli prediletti: i miserabili, i sofferenti che abitano qui. E che sono quelli che ama di più non perché sono più buoni. Ma perché sono poveri.

Perché ha detto Madre Teresa :”non sia mai che qualcuno venga da voi e non se ne vada migliore di com’era quando è venuto, più felice.”

Già, se Dio fosse uno di noi, cosa gli direi...
Lo ringrazierei per l’alba, i fiori del frangipane, gli alberi di banana, i mango. Per la risata di Makena, le gambe di Kanana, il sorriso di Beppe, la voce di Lorenzo. Perché respiro.
In questa mia fede traballante mi convinco sempre più che, se Dio c’è, è qui, con i poveri, con quelli che soffrono. Non fa quello che vorrei io. Non è un Dio prestigiatore, che fa i miracolini per far vedere che può. E’ un Dio che sta con gli ultimi. Anzi, sta proprio in fondo alla fila. Lui era lì. Con Glory. A tenerle la mano, in silenzio. Lo so.

Cavolo chiunque abbia scritto questa lettera ha capito fino in fondo il senso della vita, ma sopratutto ha la fortuna di viverla, dico fortuna perchè di sicuro è un'esperienza dura, lontano da casa, senza niente, nella sofferenza, quella vera, eppure la reputo una persona fortunata

Giustamente persone di buon cuore si sono attivate per portare sollievo a una popolazione sofferente. Così una dolce vecchietta neozelandese, amministratore delegato di una multinazionale che produce alimenti per animali, ha offerto in dono diversi quintali di mangime per cani, “per alleviare la fame dei bambini del nord del Kenya”.

Sottolinerei il "di buon cuore" e il "dolce vecchietta"

Ho sentito in un film una frase dura, che mi ha colpito. Diceva circa così: faranno vedere tutte queste cose al telegiornale, la gente dirà “che vergogna”. Poi prenderà in mano la forchetta e ricomincerà a mangiare cena.

Frase dura? diciamo più chiaramente che la gente se ne strasbatterebbe determinate parti del corpo, uso il condizionale perchè ovviamente al tg non faranno mai vedere certe cose, è meglio supervisionare le storie d'amore di calciatori e soubrette vari

Non sai quanto mi da fastidio leggere una lettera così bella, scritta da chi vive ogni giorno questa situazione, ieri mattina su rai3 a talk tv, ho visto uno spezzone di un programma di mtv in cui alcuni ragazzi/e intervistavano Blair, una ha detto più o meno:"tutti pensano che l'aids in africa dipenda dal fatto che facciamo sesso senza precauzioni, può dire che non è vero?" Blair ha risposto più o meno:"certo! è una convinzione sbagliata, bisogna fare qualcosa" Direi accidenti che risposta!

Alcuni articoli da leggere: http://www.consapevolezza.it/notizie/apr-giu-2002/fame_nel_mondo.asp
Il racket dell’Hamburger
Sono due miliardi gli uomini che soffrono la fame. Il numero potrebbe decrescere ma, come al solito, l'interesse dei pochi (potenti) prevale sul destino dei molti (fragili)
Il grano c'è. E potrebbe bastare alle popolazioni denutrite.
Ma il 36 per cento della produzione mondiale
serve solo all'allevamento del bestiame. di Jeremy Rifkin

Visitate la pagina perchè ci sono foto interessanti...ai lati

ghostolino
03-26-2006, 07:51 AM
http://www.globalizzazione2000.it/famenelmondo.htm

I dati sulla fame nel mondo

link ad altro sito La fame può coesistere con i granai pieni, un dato di fatto, questo, sconcertante, che induce a riflettere e ad attivarsi per cercare di colmare il baratro esistente fra le popolazioni che muoiono di fame e quelle che vivono nell’eccedenza alimentare.
Quanto è profondo questo baratro? E perché il progresso anziché avvicinare i mondo ha accentuato la distanza fra poveri e ricchi?
Quanto è lontano da noi il mondo di quelli che muoiono per fame?
Ogni giorno veniamo bombardati da notizie sulle persone che soffrono, si uccidono, che muoiono di fame, circa 825 milioni, secondo gli ultimi dati diffusi dalla FAO, un bambino ogni otto secondi, e la condizione di queste persone, equivalenti alla popolazione complessiva di 14 paesi della dimensione dell’Italia, non è transitoria.
Questi tragici dati, quelle immagini che irrompono nel nostro quotidiano fanno disperatamente da eco al nostro mondo fatto di consumismo, di surplus alimentare, a volte purtroppo di indifferenza.
Viene da chiedersi perché succede tutto questo in un mondo in cui essendo la torta più grande rispetto al passato le sue porzioni non sono tali da garantire che chi ha più bisogno di cibo lo ottenga. Dipende sicuramente dal complesso funzionamento della società e dell’economia, e non si può essere certi che, pur producendo tutti di più, stiano tutti un po' meglio. Il pianeta nel suo insieme, ed i singoli paesi avranno più alimenti, ma non necessariamente le persone che ne avevano troppo pochi.
La fame purtroppo continua ad essere la condizione quotidiana in cui versano centinaia di milioni di persone nel nostro pianeta e questo nonostante gli innegabili progressi registrati ultimamente da alcuni paesi del mondo sottosviluppato nel campo dell’alimentazione e nonostante i massicci aiuti alimentari della comunità internazionale in favore delle aree più depresse. Oggi si calcola che muoiano nel mondo circa 40 milioni di persone per cause legate alla fame o alla sottoalimentazione e malnutrizione.
Eppure, il diritto alla alimentazione è uno dei principi proclamati nel 1948 dalla “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”. La coscienza pubblica si è espressa senza equivoci. Nonostante questo milioni di individui sono ancora segnati dai danni provocati dalla fame e dalla denutrizione o dalle conseguenze dell’insicurezza alimentare. Lo abbiamo detto la causa non è da ricercarsi nella mancanza di cibo. Le risorse della terra, considerate globalmente, sono in grado di nutrire tutti i suoi abitanti, il cibo disponibile pro capite a livello mondiale è addirittura aumentato del 18% circa nel corso degli ultimi anni. L’umanità si trova oggi di fronte ad una sfida indubbiamente di ordine economico e tecnico ma ancor più di ordine etico e politico. È una questione di solidarietà vissuta e di sviluppo autentico, al pari di una questione di progresso materiale.
Cosa può fare L’Unione Europea per contribuire a far fronte a questa drammatica situazione? All’interno dell’Unione assistiamo a fenomeni aberranti in nome delle leggi di mercato. Tonnellate e tonnellate di eccedenze alimentari che vengono stoccate e lasciate marcire quando non vengono distrutte immediatamente. L’ultimo grave episodio è quello relativo alle centinaia di migliaia di tonnellate di riso invenduto che rischia di deperire perché nulla è stato deciso. La Unione Europea, in nome del protezionismo, acquista a prezzo di mercato il riso che i produttori non sono riusciti a vendere e lo deposita in magazzini senza saperne che fare. Quali sono le ragioni alla base di queste scelte e quali gli strumenti per destinare tali risorse alimentari verso i Paesi che ne hanno bisogno? per strappare alla morte, nutrendoli, quelli che quotidianamente vivono nella lotta contro la fame.
Nutrire coloro che muoiono di fame è un imperativo caregorico, non farlo equivale ad ucciderli. Può sembrare un monito duro, quasi insopportabile, ma queste parole indicano una priorità e vogliono arrivare alle nostre coscienze di cittadini europei e ancor di più alle coscienze di coloro che ci governano, che sono poi quelli che posso agire concretamente.
In assenza di una legislazione comunitaria specifica, nel panorama di norme che non vietano, ma nemmeno dispongono che le eccedenze alimentari, altrimenti soppresse, siano destinate ai Paesi del terzo mondo, è un’illusione attendersi soluzioni preconfezionate. Ci troviamo in presenza di un fenomeno legato alle scelte economiche dei dirigenti, dei responsabili, di un problema la cui soluzione sta nella volontà politica. Tuttavia questo appello impegna ognuno di noi.
In quello che sembra, purtroppo, il regno dell’indifferenza o della non volontà ad impegnarsi in questo senso appare encomiabile l’impegno del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Alfonso Pecoraro Scanio che si fa eco di questo appello provocatorio e che a più riprese e con insistenza ha sollecitato le autorità governative italiane e la Commissione Europea al fine di destinare il riso stoccato alle popolazioni che muoiono di fame. Purtroppo è un appello senza risposta, che cade nel vuoto della insensibilità, che si perde nel labirinto di interesse economici superiori, di una politica chiusa nei propri confini e che sembra prescindere da rapporti umani solidali.
Resta la speranza di una volontà politica comunitaria, sostenuta dalle autorità governative nazionali, e improntata al perseguimento di obiettivi che trascendano i meri interessi della Unione e che sappia, in nome della solidarietà, tradursi in disposizioni legislative per destinare le proprie eccedenze a chi ne ha bisogno, per evitare di continuare ad essere indifferenti spettatori di una tragica realtà, sordi alle richieste di aiuto di chi muore di fame, nonostante i nostri granai siano pieni.

I dati sulla fame nel mondo

1. Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa correlate. I dati sono migliorati rispetto alle 35.000 persone di dieci anni fa o le 41.000 di venti anni fa. Tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei cinque anni d’età.
2. Oggi, il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto cinque anni. Anche in questo caso, il dato è migliorato rispetto al 28% di cinquanta anni fa.
3. Carestia e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, benché queste siano le cause di cui si sente più spesso parlare. La maggior parte dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica. I nuclei familiari semplicemente non riescono ad ottenere cibo sufficiente. Questo a sua volta è dovuto all'estrema povertà.
4. Oltre alla morte, la malnutrizione cronica causa indebolimento della vista, uno stato permanente di affaticamento che causa una bassa capacità di concentrarsi e lavorare, una crescita stentata ed un’estrema suscettibilità alle malattie. Le persone estremamente malnutrite non riescono a mantenere neanche le funzioni vitali basilari.
5. Si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne muoiono ogni anno.
6. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l’accesso all'acqua. Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto.
7. Numerosi esperti in questo campo, sono convinti che il modo migliore per alleviare la fame nel mondo sia l’istruzione. Le persone istruite riescono più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame.

Isabella Verardi

La fame nel mondo

1.

Quando si parla di "fame" nel mondo, bisogna parlare del Terzo mondo, cioè di quell'area geografica che non fa parte né dell'occidente industrializzato, dove l'economia è capitalistica e di mercato (Primo mondo), né di quell'area del cosiddetto "socialismo reale" (Secondo mondo), dove la produzione è pianificata dallo Stato e dove però in questi ultimi anni tale modello di sviluppo è entrato profondamente in crisi.
2.

Come tutti sanno, il Terzo mondo nel 2000 avrà l'80% della popolazione mondiale, che vivrà in condizioni poverissime: già oggi il debito di quest'area coll'estero supera di molto i mille mrd di $. Tanto è vero che si parla anche di Quarto mondo, quell'area cioè che comprenderebbe i paesi più arretrati del Terzo mondo (ad es. Etiopia, Ciad, Tanzania, Bangladesh ecc.). [Terzo mondo è stata una parola inventata da un giornalista francese nel 1952, in analogia col Terzo stato della Rivoluzione francese].
3.

Che cos'è la fame? Quand'è che si può parlare di alimentazione insufficiente o di denutrizione? Il fabbisogno alimentare degli esseri umani -come noto- viene espresso in calorie, e varia a seconda dell'età, del peso, del sesso, della salute, del lavoro, del clima, del metabolismo, delle abitudini alimentari. Normalmente, un'alimentazione sufficiente deve garantire almeno 2.000 calorie al giorno.
4.

Ebbene, si calcola oggi che nel mondo più di 1 mrd e 300 mil di persone (circa 1/3 della popolazione mondiale) ha un'alimentazione insufficiente. Secondo l'OMS, di questo 30% almeno 500 milioni non dispongono neppure di 1500 calorie al giorno, per cui soffrono di fame assoluta.
5.

Per non parlare del problema della sete. Le ultime ricerche fatte nel Terzo mondo indicano che in Africa circa il 75% della popolazione rurale non ha acqua potabile; in Americalatina sono il 77%; in Estremoriente circa il 70%. In valori assoluti, sono più di 600 milioni le persone al mondo prive di acqua potabile.
6.

Conseguenze della fame. Un'alimentazione insufficiente porta a: dimagrimento, apatia, debolezza muscolare, depressione del sistema nervoso, minor resistenza alle malattie, invecchiamento precoce, morte per inedia.
7.

Queste conseguenze si manifestano soprattutto nei bambini, la cui mortalità nel Terzo mondo è altissima: ventre gonfio, magrezza, avvizzimento della pelle, apatia, ecc. Le malattie parassitarie e infettive colpiscono soprattutto i bambini non solo a causa della denutrizione, ma anche per le precarie condizioni igieniche (acqua inquinata, mancanza di fogne, ecc.). L'UNICEF ha calcolato che la causa principale di morte dei bambini fino a 5 anni è dovuta alla disidratazione conseguente alle diarree provocate da infezioni intestinali.
8.

Differenze nei consumi alimentari tra Nord e Sud. Come noto, gli alimenti fondamentali che dovrebbero comparire in tutte le diete, sulla base di percentuali più o meno rigorose sono i seguenti: 70% carboidrati (cereali, frutta, patate, zuccheri ecc.) (1 gr. = 4 calorie); 15% proteine, di cui metà di origine vegetale (legumi, cereali ecc.) e metà di origine animale (carne, latte, uova ecc.) (1 gr = 4 calorie); 15% grassi (olio, burro ecc.) (1 gr = 9 calorie); piccole vitamine e sali minerali presenti nella frutta e verdura, e circa 2,5 litri di acqua. Secondo la FAO, i livelli calorici medi della popolazione italiana sono superiori del 50% rispetto al necessario. Da noi la percentuale di bambini che muore nel primo anno di età è di 1,4%.
9.

E' stato dimostrato che il 61% del totale delle calorie di cui dispone in media ciascun abitante del Terzo mondo proviene dal consumo dei cereali (riso, frumento, orzo, segale, miglio...), mentre molto ridotto è il consumo degli altri alimenti (ad es. per la carne è 3,9% mentre nei paesi sviluppati è 13,4%). Nei paesi più sviluppati la percentuale dei cereali consumati raggiunge solo il 30% del totale delle calorie, mentre molto elevata è la quota dei prodotti di origine animale (carne, latte, uova, pesce). Ad es. nel Nordamerica i cereali forniscono solo il 24% delle calorie, mentre in Asia più del 78%.
10.

La prevalenza di un solo elemento-base nell'alimentazione (in questo caso i cereali) dà luogo a diete monotone, ripetitive, prive di quella varietà e di quei valori nutritivi che sono necessari per un'alimentazione equilibrata.
11.

L'alimentazione dei paesi avanzati. In Occidente il fenomeno alimentare più diffuso è la sovralimentazione. Noi soffriamo di mali fisici tipici del nostro modo di mangiare: disturbi al cuore, appendicite, calcoli, vene varicose, emboli, trombosi, ernia, emorroidi, cancro del colon e del retto, obesità, ecc.
12.

Per di più abbiamo l'abitudine a utilizzare alimenti che hanno subìto processi di trasformazione (refrigerazione, cottura, raffinazione, ecc.) invece di alimenti freschi: il che rende la dieta più costosa sul piano economico (ed anche più povera dal punto di vista del suo valore nutritivo).
13.

Il problema maggiore però è costituito dal fatto che poco meno della metà dei cereali prodotti sulla terra vengono utilizzati in Occidente per alimentare quel bestiame che viene poi consumato, da noi, sotto forma di carne, uova, latte. Ora, per produrre una sola caloria di origine animale ci vogliono ben 7 calorie di cereali. La conseguenza di questo è ovvia: nei paesi avanzati una persona consuma in media molto più cereali di quanti ne consumi una persona del Terzo mondo: praticamente più di 2,5 kg al giorno (pane-pasta-cereali e soprattutto carne-latte-uova), contro i 500 gr al giorno del Terzo mondo.
14.

Se l'enorme quantità di cereali destinati all'alimentazione del bestiame venisse impiegata direttamente nell'alimentazione umana, potrebbero venir nutrite ben 2 mrd e 500 mil di persone. Con la sola quantità di cereali che USA e URSS destinano al bestiame, si potrebbero nutrire 1 mrd di persone.
15.

La diseguale distribuzione delle risorse. La fame non è un male inevitabile. Dal 1970 al 1983 la produzione alimentare complessiva (cereali, legumi, tuberi, carne ecc.) è aumentata del 47% (l'aumento medio dei prodotti in quei 14 anni è stato del 3,3% l'anno). L'incremento della popolazione nello stesso periodo è stato, a livello mondiale, dell'1,9% annuo, mentre nel Terzo mondo del 2,5%.
16.

Come si può notare, la causa primaria della fame del mondo non sta in una produzione alimentare insufficiente, ma nell'impossibilità per i più poveri di acquistare gli alimenti prodotti. I prezzi dei generi alimentari sono troppo alti per i redditi medi della popolazione del Terzo mondo. Nei paesi avanzati la spesa alimentare rappresenta il 20-25% del reddito familiare, mentre il resto viene speso per vestiario, mezzi di trasporto, alloggio, divertimenti ecc. Nei paesi più poveri invece la spesa alimentare costituisce fino all'80% del reddito familiare. Da noi la povertà raramente comporta fame e denutrizione, nel Terzo mondo invece povertà significa subito fame.

Terry
03-26-2006, 10:01 AM
:rose

Triste
03-27-2006, 08:39 AM
E' una lettera stupenda che ci fa catapultare in quella misteriosa Africa che tutti diaciamo di amare.
Che cuori grandi decidono di adottarla...!!!
Persone splendide, che sanno di essere solo una piccola goccia del mare ...ed hanno la forza di un fiume in piena.

Potessero travolgere con le loro parole il quieto lago dell'indifferenza del mondo.

Televisioni al servizio dell' informazione della futilità e dell'ipocrisia.
Giornali dediti agli spot elettorali e agli sponsor.
Radio, dove si cantano canzoni che vendono per le stupidaggini dei loro testi ...
Ma dov'è finito l'uomo?
Indaffarato nel suo grigio quotidiano...
Cosa fa della sua vita che scorre piatta?

Sono stata anch'io, in modo diverso, una piccolissima goccia che ha cercato di formare un piccolo ruscello...che arrivasse nel grande mare africano.

Posso riconoscermi nella stessa voglia di dormire per recuperare le energie mai risparmiate,

nella frenesia di organizzare progetti che per qualcuno erano troppo ambiziosi...

MA CI HO CREDUTO, SINO IN FONDO E SONO ANDATA AVANTI, ARMATA DELLA MIA TESTARDAGGINE
E DELLA VOGLIA DI CONTAGIARLA AGLI ALTRI.

In africa ci sono tante malattie contagiose... :-(

Potremmo curarle, se una bella epidemia di solidarietà affliggesse questa nostra cara, (ricca, indifferente, dedita alle chiacchere), metà del mondo! :-?

Posso riconoscermi nella gioia immensa di servire ad uno scopo, a qualcuno che non sia me stesso.

Estendo questa felicità a tutti coloro che leggendo sentiranno nel cuore la voglia vera e pura di far qualcosa,nel concreto, per gli altri...anche per l'africa. :OK

Grazie di esistere :hug :rose :rose :rose 8)

ghostolino
03-29-2006, 04:57 PM
Triste, quella goccia è comunque fondamentale, è molto più di quello che ho fatto io nella mia inutilità verso gli altri, è più di quanto fatto da milioni di abitanti nel mondo, per questo non devi essere triste come dice il tuo nick ma devi essere orgogliosa di te stessa :rose

----------

Questa notte alla buon ora (eh, cosa vogliamo, di certe cose è meglio parlarne quando i bambini sono a letto), su rainews24 c'era un documentario sull'emergenza dell'influenza aviaria in africa, c'è stata una frase agghiacciante, in pratica, in ogni villaggio africano uno degli alimenti più presenti è la carne di volatili vari, il problema è che vige la più totale ignoranza e disinformazione sull'influenza aviaria, la frase assurda che ho sentito da più donne africane è:

"il problema sono le carni importate, quelle che arrivano surgelate dall'europa, sono quelle le carni che contengono i virus"

(non capisco in africa quali siano le carni "surgelate" importate, comunque penso sia davvero triste.... intanto la gente, io per primo, continua a fregarsene :(

Triste
03-29-2006, 06:52 PM
Caro ghostolino, ti ringrazio per le tue parole...
Posso sinceramente dirti che quando si aiutano gli altri
si fa molto per se stessi senza accorgersene e si è
DAVVERO FELICI.
E' certo che siamo così frastornati da mille e più notizie negative che queste non fanno più quasi alcun effetto.
In effetti sono rimasta sorpresa che nessuno abbia risposto a questo post.
Forse siamo stanchi di essere circondati dalle brutture, che il nostro bisogno impellente è solo quello di rilassarci...e almeno per un momento di non pensare ai nostri guai e a quelli altrui.
La vita è così frenetica! :???:
La nostra vita.
Ho visto dei filmati realizzati nei villaggi del kenya dove c'è estrema povertà, ebbene lì la gente canta e sorride sempre. :lol:
Quante cose avremmo da imparare da loro... :OK
Il discorso del pollo con l'aviaria poi...mi auguro che non abbiamo così tanto cuore da inviare polli...malati per sfamare popolazioni già allo stremo. :-?
Ci sarebbe tanto da dire....mah... :-(
Ciao :rose :rose :rose :cool: 8)

ghostolino
03-30-2006, 03:58 PM
Forse siamo stanchi di essere circondati dalle brutture, che il nostro bisogno impellente è solo quello di rilassarci...e almeno per un momento di non pensare ai nostri guai e a quelli altrui.
Come avrai notato sono molto critico e pessimista su questi argomenti sopratutto verso noi e verso me stesso, per dirla alla "Oxford" sinceramente sono cose che mi fanno girare determinate cose, il problema è che quello che dici è vero, qualcuno diceva:"le gente ha sempre fretta, per guadagnare il tempo che sprecherà poco dopo"

Ho visto dei filmati realizzati nei villaggi del kenya dove c'è estrema povertà, ebbene lì la gente canta e sorride sempre.
Dove c'è solo povertà, per il resto c'è davvero nulla.
Eh si cantano, ballano, ridono, corrono, giocano.... insomma vivono, noi no, se ci manca il cellulare è peggio di un funerale

Il discorso del pollo con l'aviaria poi...mi auguro che non abbiamo così tanto cuore da inviare polli...malati per sfamare popolazioni già allo stremo.
Accidenti detta così è ancora peggio, io avevo capito tutta un altra cosa, quindi spero di avere capito bene, loro dicevano di non essere disposte ad ammazzare il loro pollame perchè sano, mentre negli aiuti umanitari sarebbe contenuto il virus; io lo interpretavo come:"queste non sanno che il virus si trasmette solo tra polli vivi, quindi avere polli da allevare è peggio" mentre davo per scontato che quelli importati fossero buoni. Quanto sono ingenuo, spero di avere ragione

Triste
03-30-2006, 07:33 PM
Aiutooooooo, spero che abbia capito bene tu, Ghostolino!
Forse ho avuto un "eccesso di cinismo"... :???: me lo auguro, ma non ne sono tanto sicura... :-?
8) :rose :rose :rose

ghostolino
03-31-2006, 08:35 AM
Nella lettera c'era scritto:
Certo, la rabbia a volte è tanta. Non so se la notizia sia arrivata in Italia, ma qui la scarsa stagione delle piogge ha portato la carestia. Giustamente persone di buon cuore si sono attivate per portare sollievo a una popolazione sofferente. Così una dolce vecchietta neozelandese, amministratore delegato di una multinazionale che produce alimenti per animali, ha offerto in dono diversi quintali di mangime per cani, “per alleviare la fame dei bambini del nord del Kenya”. Complimenti! E’ grazie ad iniziative costruttive come questa che Beppe Grillo può mantenere attivo il suo blog.
In ogni caso siamo sicuri che certe cose capitano

Oggi ho trovato una barzelletta di Giobbe Covatta:

Caro Gesù Bambino, ti ringrazio per aver esaudito i miei desideri dell'anno scorso. Ti avevo chiesto di eliminare la fame nel mondo, ed infatti quelli che avevano fame sono quasi tutti morti.