Elimiel
05-03-2006, 02:36 PM
Lentamente
“Mostrami l’alba ma mostramela con calma…solamente chi va senza fretta l’amore sa come si fa…prenditi il tempo per conoscere il mio tempo…senza corsa nel riposo fino in fondo…”
Leggevo un’intervista e mi catturarono le parole di un uomo bellissimo che diceva che la fretta in amore non serve, sciupa, e non conta affannarsi per trovare qualcuno a caso…
E nell’accantonare la spasmodica ricerca di un volto che possa davvero emozionarmi ho sentito tutta quanta prepotente la vita. Quel fermarsi a respirare gli attimi, attimi che sembrano privi di eventi possibili ed immaginabili. Si dice sempre che la vita ti sorprende quando meno lo stai aspettando…mi stupisce questo attimo. Queste minuzie di secondi, apparentemente vuoti, apparentemente privi di senso, di nessuna logica. L’amore quello vero l’ho inseguito o schivato?
L’amore quello vero a cui non puoi mettere una data di scadenza, l’amore quello che fa fare le pazzie…l’amore quello che ti prende senza accorgertene…quello concreto dei gesti…
L’amore verso se stessi, nel non sciupare proprio questi secondi inaridendosi dietro volti estranei…che non sai mai cosa proverranno davvero, cosa si nasconde…perché è facile trincerarsi e non sapere poi gestire davvero i rapporti. Lasciandoli ad un passo fuori, un minimo passo dal vero…ma cosa è vero? Vero è il dolore del mondo con cui ogni giorno ci misuriamo e non sappiamo nello stesso vedere che anche quello sa diventare meraviglioso…Paradossale la mia frase, ma ci sono delle prove che ci aiutano ad autenticarci, a far uscire il nostro lato migliore, a smussare angoli duri, visuali scorrette. Il tempo…avidi, corriamo, non basta mai niente…e tralasciamo pure la semplicità di sorridere ad un passante che ci urta, al vicino di casa. Tutto di corsa, tutto veloce, e dove si va? Tutto pratico, tutto in scatola, non mettiamo in gioco i sentimenti e non ne siamo mai capaci…L’amore un’infatuazione…ubriachiamoci…perché amare rende ancora più fragili di ciò che siamo…manca il coraggio per andare verso l’altro. Manca l’istinto di comprendere… di dare qualcosa che vada oltre la chimica. Verso cosa corro me compresa? Ho cercato di attanagliare la mia solitudine con altri cento volti. E questo lo so che non lo posso chiamare amore. Un telefono muto, una non risposta, costante rifiuto penso…costante bene di non inciampare ancora una volta nello stesso percorso. Basta poco per stare bene e ci complichiamo il pane. Si perdono ore dietro file interminabili, ore dietro ripicche stupide…dietro l’incoerente orgoglio. Uccide l’orgoglio. Era solo un fiore delicato quello che avevo dentro, era solo una poesia, delle piccole parole quelle che volevo dire…e non ci sono riuscita. Non esiste il tempo adesso.
Ti dicono poi che avrai anche tu dei giorni facenti parte di una favola e più ho provato a scriverne una più mi sono autodistrutta. “ Lo so che ti fai male, lo so che ti stai ancora odiando”….così mi è stato detto e non scivolano giù queste parole, non scendono in gola. Erano vere. “Puoi mentirti, fuggirti, ancora affogare dentro i tuoi limiti”. Il senso era quello, e quando trovo qualcuno che si ferma con me a fare la coscienza di pinocchio tremo. Tremo perché mi stupisce quando qualcuno sa oltrepassare il mio confine…sa vedere ciò che mi ostino a nascondere ed è sempre lì presente. Inutile e sciocco pure il mio sforzo per non sembrare troppo patetica. E’ patetico sfiancarsi una corsa ma non smetterò mai di crederci pure ora…. Ma i miei limiti erano tutti con me ieri notte. E non mi hanno lasciata in pace. Ci dedichiamo parole di seconda mano, ci dedichiamo finti pezzi di canzoni, dalle strofe incomprensibili, di una lingua sconosciuta…ed andiamo avanti…facendo finta di niente. Tutto va bene…tutto va rigorosamente bene. Reclamo i miei sogni, reclamano ancora più di ieri aria, a chi imploro di non farmi male, di non essere cattivo con me…e tutto passa tra carnefice e vittima. E le due figure coincidono.
Che per me si è scritto mi commuove, mi commuove aver ispirato tanti bei pensieri quando penso che c’è alla fine chi si è preso gioco di me. Che qualcuno a trovato talmente grazia da avere parole come petali….mi fa rompere il cuore in un pianto senza pace. No, ho pace per questi giorni, non ho pace e non voglio mentirmi di essere stata gratuitamente ferita. Sì, si è preso gioco da sempre del mio lato migliore in cambio dandomi coriandoli di magnifica tenerezza. Non promettetemi nulla, non ditemi ti voglio bene, non ditemi altro. Ho già sentito troppo. Manca l’abbraccio quello che annienta ogni forma di pensiero. Manca.
“Mostrami l’alba ma mostramela con calma…solamente chi va senza fretta l’amore sa come si fa…prenditi il tempo per conoscere il mio tempo…senza corsa nel riposo fino in fondo…”
Leggevo un’intervista e mi catturarono le parole di un uomo bellissimo che diceva che la fretta in amore non serve, sciupa, e non conta affannarsi per trovare qualcuno a caso…
E nell’accantonare la spasmodica ricerca di un volto che possa davvero emozionarmi ho sentito tutta quanta prepotente la vita. Quel fermarsi a respirare gli attimi, attimi che sembrano privi di eventi possibili ed immaginabili. Si dice sempre che la vita ti sorprende quando meno lo stai aspettando…mi stupisce questo attimo. Queste minuzie di secondi, apparentemente vuoti, apparentemente privi di senso, di nessuna logica. L’amore quello vero l’ho inseguito o schivato?
L’amore quello vero a cui non puoi mettere una data di scadenza, l’amore quello che fa fare le pazzie…l’amore quello che ti prende senza accorgertene…quello concreto dei gesti…
L’amore verso se stessi, nel non sciupare proprio questi secondi inaridendosi dietro volti estranei…che non sai mai cosa proverranno davvero, cosa si nasconde…perché è facile trincerarsi e non sapere poi gestire davvero i rapporti. Lasciandoli ad un passo fuori, un minimo passo dal vero…ma cosa è vero? Vero è il dolore del mondo con cui ogni giorno ci misuriamo e non sappiamo nello stesso vedere che anche quello sa diventare meraviglioso…Paradossale la mia frase, ma ci sono delle prove che ci aiutano ad autenticarci, a far uscire il nostro lato migliore, a smussare angoli duri, visuali scorrette. Il tempo…avidi, corriamo, non basta mai niente…e tralasciamo pure la semplicità di sorridere ad un passante che ci urta, al vicino di casa. Tutto di corsa, tutto veloce, e dove si va? Tutto pratico, tutto in scatola, non mettiamo in gioco i sentimenti e non ne siamo mai capaci…L’amore un’infatuazione…ubriachiamoci…perché amare rende ancora più fragili di ciò che siamo…manca il coraggio per andare verso l’altro. Manca l’istinto di comprendere… di dare qualcosa che vada oltre la chimica. Verso cosa corro me compresa? Ho cercato di attanagliare la mia solitudine con altri cento volti. E questo lo so che non lo posso chiamare amore. Un telefono muto, una non risposta, costante rifiuto penso…costante bene di non inciampare ancora una volta nello stesso percorso. Basta poco per stare bene e ci complichiamo il pane. Si perdono ore dietro file interminabili, ore dietro ripicche stupide…dietro l’incoerente orgoglio. Uccide l’orgoglio. Era solo un fiore delicato quello che avevo dentro, era solo una poesia, delle piccole parole quelle che volevo dire…e non ci sono riuscita. Non esiste il tempo adesso.
Ti dicono poi che avrai anche tu dei giorni facenti parte di una favola e più ho provato a scriverne una più mi sono autodistrutta. “ Lo so che ti fai male, lo so che ti stai ancora odiando”….così mi è stato detto e non scivolano giù queste parole, non scendono in gola. Erano vere. “Puoi mentirti, fuggirti, ancora affogare dentro i tuoi limiti”. Il senso era quello, e quando trovo qualcuno che si ferma con me a fare la coscienza di pinocchio tremo. Tremo perché mi stupisce quando qualcuno sa oltrepassare il mio confine…sa vedere ciò che mi ostino a nascondere ed è sempre lì presente. Inutile e sciocco pure il mio sforzo per non sembrare troppo patetica. E’ patetico sfiancarsi una corsa ma non smetterò mai di crederci pure ora…. Ma i miei limiti erano tutti con me ieri notte. E non mi hanno lasciata in pace. Ci dedichiamo parole di seconda mano, ci dedichiamo finti pezzi di canzoni, dalle strofe incomprensibili, di una lingua sconosciuta…ed andiamo avanti…facendo finta di niente. Tutto va bene…tutto va rigorosamente bene. Reclamo i miei sogni, reclamano ancora più di ieri aria, a chi imploro di non farmi male, di non essere cattivo con me…e tutto passa tra carnefice e vittima. E le due figure coincidono.
Che per me si è scritto mi commuove, mi commuove aver ispirato tanti bei pensieri quando penso che c’è alla fine chi si è preso gioco di me. Che qualcuno a trovato talmente grazia da avere parole come petali….mi fa rompere il cuore in un pianto senza pace. No, ho pace per questi giorni, non ho pace e non voglio mentirmi di essere stata gratuitamente ferita. Sì, si è preso gioco da sempre del mio lato migliore in cambio dandomi coriandoli di magnifica tenerezza. Non promettetemi nulla, non ditemi ti voglio bene, non ditemi altro. Ho già sentito troppo. Manca l’abbraccio quello che annienta ogni forma di pensiero. Manca.