Francesco
09-05-2004, 01:48 PM
Pensierino 02
A volte penso che tutti noi siamo come delle monete, dallo spessore molto sottile, e siamo in bilico, nel 99% del nostro tempo. E basta un soffio di vento per farci cadere da una parte o dall'altra.
Ieri sera sereno, sicuro, fiero. Oggi agitato, insicuro, debole. A volte mi domando cosa sia meglio: Evitare le tentazioni, o affrontarle e vincerle. Quando ti senti forte, sicuro e fiero, vai tranquillo e le affronti a testa alta. Quando ti senti agitato, insicuro e debole le eviti. In ogni caso le nostre sensazioni sono alquanto fallaci.
...
...
"E Pietro disse: <<Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai>> (sereno, sicuro e fiero)
Gli disse Gesù: << In verità ti dico: QUESTA NOTTE STESSA (non fra un mese, un anno, ma questa notte, fra poco... pochissimo), prima che il gallo canti (la consapevolezza), mi rinnegherai tre volte>>
E Pietro gli rispose: <<Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò>> (fiero più che mai, coraggioso più che mai)."
Ma Gesù conosce la nostra fragilità di uomini. Conosce la nostra natura di moneta in bilico, ma che non altera il valore intrinseco della moneta stessa. E Pietro rimane comunque il Suo prediletto. Ed è per questo che ha utilizzato lui per darci il messaggio.
Quando frequentai la persona, da cui ricevetti la mia Croce, non vivevo sicuramente in ciò che sono. Lo so che è una scarsa giustificazione, poichè la sensazione di sbagliato, non mi aveva lasciato per tutto l'arco del rapporto. Fin dall'inizio. E la conclusione fu come un c.v.d. di un teorema di matematica.
Situazione di oggi schematicamente: Feeling tra due persone che non possono e non devono. La stessa sensazione di sbagliato. E io che decido di tagliare corto. Ora non si può sbagliare ancora. Non sarei minimamente giustificabile. Chiuso. A decisione presa, una decina di giorni fà, mi ricordo la serenità che torna. La consapevolezza di aver preso la giusta strada.
Ora sono ciò che vivo. Bene, ed allora, ieri... sereno, sicuro, e fiero. Affronto LA situazione. Ora non so cosa scatti nella mente di una persona che deve "subire" la decisione dell'altro. Scatta, forse, quel "nonsochè" di: voglio quel qualcosa che non posso avere. Ed è forse quello che è scattato in Lei. So solo che è stata dura. Ed ho, chiaramente visto, i vari stadi con cui le persone agiscono incosciamente per opera del Serpente.
Stadio I: Prima i baci, gli abbracci, le carezze, all'apparenza innocenti, usando l'affabilità, la gentilezza che nasconde in realtà la malizia. In fondo lei sà che ti piace.
Stadio II: Poi le parole, i ragionamenti e gli occhi di lei gonfi, che trattengono le lacrime, e chiedono di essere salvati, cercando di far leva sulla tua bontà d'animo e sul tuo senso di colpa. Ed allora sai che, gli vuoi bene, e ti risenti ad un tratto agitato, debole e insicuro. Ti chiedi: "perchè non le dai una possibilità?". Nonostante si sappia che l'unica persona che può salvare se stessi è se stessi. Ed allora sfrutti la prima occasione per scappare. Per "evitare". E lo fai... scappi, proprio come fece Pietro, perchè è l'unica cosa che può salvarlo in quel momento.
Stadio III: la cattiveria. Un sms. La voglia di farti sentire codardo. Un implicito: "tu hai solo paura dell'amore". Tu sai che non è così, ma il Serpente fa questo, ti fà venire il dubbio. Lui è il dubbio che si insinua nella tua testa. Strisciando, silenzioso.
Lo stadio Iv: è la violenza... non si è verificata, e si verifica solo in casi estremi. Spero non si verifichi mai.
Oggi mi sento, cmq, più che mai... agitato, insicuro e debole...
Pensierino 03
Ho visto un film. Carino... Mean Girls. C'è una frase carina: "Quando ti morde un serpente, devi succhiare la ferita fino a togliere ogni traccia di veleno". Mi sono chiesto... "Altrimenti?" nel film non lo dice... beh immagino che avere del veleno in corpo non faccia tanto bene.
Il Devoto-Oli dice: veléno - 1. Sostanza che per le sue proprietà chimiche o fisico-chimiche può compromettere più o meno gravemente l'integrità e la funzionalità di un organismo vivente.
Ora capisco sempre di più perchè nella Genesi, Satana fosse rappresentato come un Serpente.
La giornata alla fine è passata veloce. Film, calcio a 11, partita dell'Italia per la qualificazione ai Mondiali. Un temporale e la luce che va via da qualche parte del mondo.
L'unico dubbio è l'essere combattuti tra l'odio/amore del cellulare. A volte mi fà piacere averlo. A volte no.
Ho giocato con circa 50 gradi all'ombra. Con i vecchi amici. La prima amichevole è spettacolare, perchè ci si rincontra e si parla ogni anno delle stesse cose. Si contano gli anni che si è in squadra e ci si sente sempre più vecchi. Cavolo sono 13 anni che gioco nella stessa squadra. Ogni anno dico che è l'ultimo. Ed ogni anno mi ritrovo con quel cavolo di numero 2 dietro la schiena. Sempre svampito, sempre a domandarmi come cavolo si fà a giocare di sabato. Lo volete capire o no che IO IL VENERDI' MI SBRONZO. Sempre lo sguardo nel vuoto, le occhiaie che sembrano 2 sportine della conad, ed i compagni che mi guardano in faccia e ridono... Ma poi c'è il fischio, e lì parte una vita a sè, con regole nuove, una vita che dura 90 minuti più recupero. Tutte le volte, non so neanche contro chi gioco, sbaglio 2 volte su 3 l'orario e sono, o in anticipo di un ora o, in ritardo, tanto da ricevere la solita telefonata: "Pat, ma dove cazzo sei finito?". Ma poi dentro quel rettangolo, lì è proprio come dice Ligabue, quando tocca a te... tu devi correre. Diventa una sfida personale per giocare per la squadra. Li aiuti, li incoraggi. Ed intanto vivi la tua battaglia personale con l'attaccante. E sudi, Dio come sudi. Dai ogni energia che hai in corpo. Come farò mai a rinunciare a questa cosa... ma ho la schiena a pezzi... eheheh prima o poi dovrò arrendermi alla evidenza... per adesso andiamo avanti... per cui ricordami le due foto formato tessera...
A volte penso che tutti noi siamo come delle monete, dallo spessore molto sottile, e siamo in bilico, nel 99% del nostro tempo. E basta un soffio di vento per farci cadere da una parte o dall'altra.
Ieri sera sereno, sicuro, fiero. Oggi agitato, insicuro, debole. A volte mi domando cosa sia meglio: Evitare le tentazioni, o affrontarle e vincerle. Quando ti senti forte, sicuro e fiero, vai tranquillo e le affronti a testa alta. Quando ti senti agitato, insicuro e debole le eviti. In ogni caso le nostre sensazioni sono alquanto fallaci.
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"E Pietro disse: <<Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai>> (sereno, sicuro e fiero)
Gli disse Gesù: << In verità ti dico: QUESTA NOTTE STESSA (non fra un mese, un anno, ma questa notte, fra poco... pochissimo), prima che il gallo canti (la consapevolezza), mi rinnegherai tre volte>>
E Pietro gli rispose: <<Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò>> (fiero più che mai, coraggioso più che mai)."
Ma Gesù conosce la nostra fragilità di uomini. Conosce la nostra natura di moneta in bilico, ma che non altera il valore intrinseco della moneta stessa. E Pietro rimane comunque il Suo prediletto. Ed è per questo che ha utilizzato lui per darci il messaggio.
Quando frequentai la persona, da cui ricevetti la mia Croce, non vivevo sicuramente in ciò che sono. Lo so che è una scarsa giustificazione, poichè la sensazione di sbagliato, non mi aveva lasciato per tutto l'arco del rapporto. Fin dall'inizio. E la conclusione fu come un c.v.d. di un teorema di matematica.
Situazione di oggi schematicamente: Feeling tra due persone che non possono e non devono. La stessa sensazione di sbagliato. E io che decido di tagliare corto. Ora non si può sbagliare ancora. Non sarei minimamente giustificabile. Chiuso. A decisione presa, una decina di giorni fà, mi ricordo la serenità che torna. La consapevolezza di aver preso la giusta strada.
Ora sono ciò che vivo. Bene, ed allora, ieri... sereno, sicuro, e fiero. Affronto LA situazione. Ora non so cosa scatti nella mente di una persona che deve "subire" la decisione dell'altro. Scatta, forse, quel "nonsochè" di: voglio quel qualcosa che non posso avere. Ed è forse quello che è scattato in Lei. So solo che è stata dura. Ed ho, chiaramente visto, i vari stadi con cui le persone agiscono incosciamente per opera del Serpente.
Stadio I: Prima i baci, gli abbracci, le carezze, all'apparenza innocenti, usando l'affabilità, la gentilezza che nasconde in realtà la malizia. In fondo lei sà che ti piace.
Stadio II: Poi le parole, i ragionamenti e gli occhi di lei gonfi, che trattengono le lacrime, e chiedono di essere salvati, cercando di far leva sulla tua bontà d'animo e sul tuo senso di colpa. Ed allora sai che, gli vuoi bene, e ti risenti ad un tratto agitato, debole e insicuro. Ti chiedi: "perchè non le dai una possibilità?". Nonostante si sappia che l'unica persona che può salvare se stessi è se stessi. Ed allora sfrutti la prima occasione per scappare. Per "evitare". E lo fai... scappi, proprio come fece Pietro, perchè è l'unica cosa che può salvarlo in quel momento.
Stadio III: la cattiveria. Un sms. La voglia di farti sentire codardo. Un implicito: "tu hai solo paura dell'amore". Tu sai che non è così, ma il Serpente fa questo, ti fà venire il dubbio. Lui è il dubbio che si insinua nella tua testa. Strisciando, silenzioso.
Lo stadio Iv: è la violenza... non si è verificata, e si verifica solo in casi estremi. Spero non si verifichi mai.
Oggi mi sento, cmq, più che mai... agitato, insicuro e debole...
Pensierino 03
Ho visto un film. Carino... Mean Girls. C'è una frase carina: "Quando ti morde un serpente, devi succhiare la ferita fino a togliere ogni traccia di veleno". Mi sono chiesto... "Altrimenti?" nel film non lo dice... beh immagino che avere del veleno in corpo non faccia tanto bene.
Il Devoto-Oli dice: veléno - 1. Sostanza che per le sue proprietà chimiche o fisico-chimiche può compromettere più o meno gravemente l'integrità e la funzionalità di un organismo vivente.
Ora capisco sempre di più perchè nella Genesi, Satana fosse rappresentato come un Serpente.
La giornata alla fine è passata veloce. Film, calcio a 11, partita dell'Italia per la qualificazione ai Mondiali. Un temporale e la luce che va via da qualche parte del mondo.
L'unico dubbio è l'essere combattuti tra l'odio/amore del cellulare. A volte mi fà piacere averlo. A volte no.
Ho giocato con circa 50 gradi all'ombra. Con i vecchi amici. La prima amichevole è spettacolare, perchè ci si rincontra e si parla ogni anno delle stesse cose. Si contano gli anni che si è in squadra e ci si sente sempre più vecchi. Cavolo sono 13 anni che gioco nella stessa squadra. Ogni anno dico che è l'ultimo. Ed ogni anno mi ritrovo con quel cavolo di numero 2 dietro la schiena. Sempre svampito, sempre a domandarmi come cavolo si fà a giocare di sabato. Lo volete capire o no che IO IL VENERDI' MI SBRONZO. Sempre lo sguardo nel vuoto, le occhiaie che sembrano 2 sportine della conad, ed i compagni che mi guardano in faccia e ridono... Ma poi c'è il fischio, e lì parte una vita a sè, con regole nuove, una vita che dura 90 minuti più recupero. Tutte le volte, non so neanche contro chi gioco, sbaglio 2 volte su 3 l'orario e sono, o in anticipo di un ora o, in ritardo, tanto da ricevere la solita telefonata: "Pat, ma dove cazzo sei finito?". Ma poi dentro quel rettangolo, lì è proprio come dice Ligabue, quando tocca a te... tu devi correre. Diventa una sfida personale per giocare per la squadra. Li aiuti, li incoraggi. Ed intanto vivi la tua battaglia personale con l'attaccante. E sudi, Dio come sudi. Dai ogni energia che hai in corpo. Come farò mai a rinunciare a questa cosa... ma ho la schiena a pezzi... eheheh prima o poi dovrò arrendermi alla evidenza... per adesso andiamo avanti... per cui ricordami le due foto formato tessera...