sydhera
05-13-2006, 11:05 PM
Ispirato da Verga.
La campagna
L'estate investì in pieno la gente del paese, e non era di certo raro trovare per le strade rumorosi capannelli di persone che parlavano del raccolto imminente.
Un pomeriggio come tanti un contadino si azzardò a sporgere il naso fuori dalla porta e, appena lo fece, una soffocante afa lo colpì in piena faccia strappandogli il respiro, ed i suoi occhi passarono in rassegna il luogo che lo circondava.
Un piccolo muretto fatto di pietre e fango delimitava l'area del cortile di casa e dal piccolo cancelletto in legno che dava al recinto ed al pollaio partiva uno stretto sentiero di terra battuta che guidava verso i campi.
E lì, in un mare ondeggiante di spighe dorate, un altro contadino solitario era intento a falciare il grano, mentre il sole, che spaccava le pietre, gli scottava il nudo ed abbronzato collo.
Qualche secolare ulivo sorgeva ogni tanto fra una terra e l'altra e offriva un fresco rifugio a chiunque fosse stato tanto sfortunato da ritrovarsi fuori casa col sole a mezzodì.
Ma quel povero contadino doveva lavorare, e continuava a falciare il grano, pensando alla piccola sorgente d'acqua che fioriva oltre il colle.
Sotto la calura estiva un'acqua azzurra e cristallina sgorgava da una fenditura che divideva in due un gigantesco masso e tutt'attorno si era formata col tempo una piccola, vera e propria, oasi nel "deserto".
Piccoli cespugli spuntavano fra un albero e l'altro e l'acqua che scaturiva dalla polla scendeva dolcemente lungo il colle in un brillante specchio d'acqua, attraversando i campi come un tortuoso fiumiciattolo che giocava a nascondino fra le spighe di grano.
Il campagnolo tirò fuori da una tasca della sua sudicia camicia un fazzoletto ingiallito che si passò sul viso bollente.
Faceva davvero troppo, troppo caldo.
Eppure, lì vicino, esisteva un piccolo paradiso terrestre che attendeva solo di essere visitato.
Il contadino si fermò un momento a pensare al suono del vento, mentre in lontananza, anche se dapprima non ci si faceva caso, si poteva udire lo scroscio dell'acqua del piccolo ruscello e il cinguettio dei passerotti che svolazzavano felici fra un ramo di quercia e l'altro.
Andando oltre quel paesaggio arido e afoso e allo stesso tempo florido e rinfrescante, si poteva perfino intravvedere all'orizzonte un lieve luccichio che ricordava vagamente l'esistenza del mare al di là di quegl'immensi campi apparentemente infiniti.
E alzando lo sguardo... in alto il cielo sereno splendeva radioso, come il sole che lo illuminava di azzurro, e che sfumava di rosa le nuvole lontane e solitarie.
Valentina
La campagna
L'estate investì in pieno la gente del paese, e non era di certo raro trovare per le strade rumorosi capannelli di persone che parlavano del raccolto imminente.
Un pomeriggio come tanti un contadino si azzardò a sporgere il naso fuori dalla porta e, appena lo fece, una soffocante afa lo colpì in piena faccia strappandogli il respiro, ed i suoi occhi passarono in rassegna il luogo che lo circondava.
Un piccolo muretto fatto di pietre e fango delimitava l'area del cortile di casa e dal piccolo cancelletto in legno che dava al recinto ed al pollaio partiva uno stretto sentiero di terra battuta che guidava verso i campi.
E lì, in un mare ondeggiante di spighe dorate, un altro contadino solitario era intento a falciare il grano, mentre il sole, che spaccava le pietre, gli scottava il nudo ed abbronzato collo.
Qualche secolare ulivo sorgeva ogni tanto fra una terra e l'altra e offriva un fresco rifugio a chiunque fosse stato tanto sfortunato da ritrovarsi fuori casa col sole a mezzodì.
Ma quel povero contadino doveva lavorare, e continuava a falciare il grano, pensando alla piccola sorgente d'acqua che fioriva oltre il colle.
Sotto la calura estiva un'acqua azzurra e cristallina sgorgava da una fenditura che divideva in due un gigantesco masso e tutt'attorno si era formata col tempo una piccola, vera e propria, oasi nel "deserto".
Piccoli cespugli spuntavano fra un albero e l'altro e l'acqua che scaturiva dalla polla scendeva dolcemente lungo il colle in un brillante specchio d'acqua, attraversando i campi come un tortuoso fiumiciattolo che giocava a nascondino fra le spighe di grano.
Il campagnolo tirò fuori da una tasca della sua sudicia camicia un fazzoletto ingiallito che si passò sul viso bollente.
Faceva davvero troppo, troppo caldo.
Eppure, lì vicino, esisteva un piccolo paradiso terrestre che attendeva solo di essere visitato.
Il contadino si fermò un momento a pensare al suono del vento, mentre in lontananza, anche se dapprima non ci si faceva caso, si poteva udire lo scroscio dell'acqua del piccolo ruscello e il cinguettio dei passerotti che svolazzavano felici fra un ramo di quercia e l'altro.
Andando oltre quel paesaggio arido e afoso e allo stesso tempo florido e rinfrescante, si poteva perfino intravvedere all'orizzonte un lieve luccichio che ricordava vagamente l'esistenza del mare al di là di quegl'immensi campi apparentemente infiniti.
E alzando lo sguardo... in alto il cielo sereno splendeva radioso, come il sole che lo illuminava di azzurro, e che sfumava di rosa le nuvole lontane e solitarie.
Valentina