Angelo senza ali
09-08-2004, 03:12 PM
Ho cercato di spiegare.
Ho sempre cercato di spiegare.
Ho parlato di passato e futuro, di lacrime di sangue e di magia, ho giustificato e disegnato le linee del mio corpo, ed il caos del mio pensiero.
Ma c'erano tante persone che no nriuscivano a capire.
Ed io mi aggiravo per i corridoi vuoti, con fiori tra le mani bianche, e parlavo, e cantavo, e piangevo, ma ancora la gente non sembrava capire.
Così decisi che avrei custodito dentro di me le parole di pace e resurrezione, dentro di me il passato, il futuro e i colori, perchè solo così potevo gustare i segreti della rugiada e sdraiarmi nello spazio liquido dei miei tempi che correvano a volte lenti a volte più vorticosi, solo così dedicare ogni giorno e per ogni giorno una preghiera per i papaveri, perchè continuassero a crescere delicati e silenziosi sui cigli delle strade periferiche di rimpetto alle grandi fabbriche di veleni e grigiori,perchè questa fosse la dimostrazione che la vita, la più piccola, la più delicata e per molti insignificante fosse viva, visibilmente pulsante, anche sotto terra arida e sporca.
Scelgo un posto al sole oggi, una finestra nel soledi questa giornata, assorbo il suo calore perchè possa penetrare tra le mie mani e le ossa, e possa chiarire con la sua luce il turbinio di parole e pensieri che ho dentro.
Ho risalito la via fino alla luce, il viaggio nel buio però non è stato difficile. C'era solo molto silenzio.
Mi sono sdraiata nel silenzio buio, a volte rannicchiata su me stessa per non sentire la paura scorrermi dentro, ma lei, la malinconia, sapeva allungare le sue mani bianche molto astutamente dentro di me e allora cantavo, e più cantavo più il buio pareva dissolversi, e poi cominciavo a sentire risate intorno a me, ed altre canzoni, canzoni di gnomi e di fate, canzoni di amore e stelle che cadevano nel vuoto...
Ma no, non cadevano nel vuoto, le raccoglievo e le riponevo nelle tasche spoglie, perchè potessi dare un po' della loro luce a chiunque mi incontrasse...E poi comincia a rinchiudere la loro luce in perle di vetro,per poterle donare a chi credeva di non avere sogni dentro di sè.
E all'improvviso, credendo nel sogno esso prendeva vita, e cominciava a danzare nel cuore di tutti loro, e la luce usciva dalla perla per distribuirsi sul viso e negli occhi, per poi tornare al cielo...
Così io non mi aggiro più nei corridoi bui, sai, e non aspetto il tramonto, che chiude le giornate, ma prego e spero nell'alba, perchè è lei che mi da vita, è la luce che ora riempie tutto. Che ora riempie tutto ciò che sono.
Ho sempre cercato di spiegare.
Ho parlato di passato e futuro, di lacrime di sangue e di magia, ho giustificato e disegnato le linee del mio corpo, ed il caos del mio pensiero.
Ma c'erano tante persone che no nriuscivano a capire.
Ed io mi aggiravo per i corridoi vuoti, con fiori tra le mani bianche, e parlavo, e cantavo, e piangevo, ma ancora la gente non sembrava capire.
Così decisi che avrei custodito dentro di me le parole di pace e resurrezione, dentro di me il passato, il futuro e i colori, perchè solo così potevo gustare i segreti della rugiada e sdraiarmi nello spazio liquido dei miei tempi che correvano a volte lenti a volte più vorticosi, solo così dedicare ogni giorno e per ogni giorno una preghiera per i papaveri, perchè continuassero a crescere delicati e silenziosi sui cigli delle strade periferiche di rimpetto alle grandi fabbriche di veleni e grigiori,perchè questa fosse la dimostrazione che la vita, la più piccola, la più delicata e per molti insignificante fosse viva, visibilmente pulsante, anche sotto terra arida e sporca.
Scelgo un posto al sole oggi, una finestra nel soledi questa giornata, assorbo il suo calore perchè possa penetrare tra le mie mani e le ossa, e possa chiarire con la sua luce il turbinio di parole e pensieri che ho dentro.
Ho risalito la via fino alla luce, il viaggio nel buio però non è stato difficile. C'era solo molto silenzio.
Mi sono sdraiata nel silenzio buio, a volte rannicchiata su me stessa per non sentire la paura scorrermi dentro, ma lei, la malinconia, sapeva allungare le sue mani bianche molto astutamente dentro di me e allora cantavo, e più cantavo più il buio pareva dissolversi, e poi cominciavo a sentire risate intorno a me, ed altre canzoni, canzoni di gnomi e di fate, canzoni di amore e stelle che cadevano nel vuoto...
Ma no, non cadevano nel vuoto, le raccoglievo e le riponevo nelle tasche spoglie, perchè potessi dare un po' della loro luce a chiunque mi incontrasse...E poi comincia a rinchiudere la loro luce in perle di vetro,per poterle donare a chi credeva di non avere sogni dentro di sè.
E all'improvviso, credendo nel sogno esso prendeva vita, e cominciava a danzare nel cuore di tutti loro, e la luce usciva dalla perla per distribuirsi sul viso e negli occhi, per poi tornare al cielo...
Così io non mi aggiro più nei corridoi bui, sai, e non aspetto il tramonto, che chiude le giornate, ma prego e spero nell'alba, perchè è lei che mi da vita, è la luce che ora riempie tutto. Che ora riempie tutto ciò che sono.