Michael
07-03-2006, 11:13 PM
La spirale del silenzio
Per una teoria dell'opinione pubblica
di Elisabeth Noelle-Neumann
“Devo imparare a sopportare derisione e biasimo”
Opera chiave degli ultimi decenni sul tema dell’opinione pubblica, La spirale del silenzio è stata tradotta in molte lingue e ora per la prima volta in italiano. “L’opinione pubblica” non è solo un’espressione ricorrente nel linguaggio quotidiano politico e giornalistico, ma un fenomeno vivo che attraversa la storia del genere umano, dalla polis ateniese alle democrazie occidentali mediatiche. Elisabeth Noelle-Neumann – che in queste pagine ne ricostruisce dettagliatamente la genesi e l’evoluzione – la definisce “la nostra pelle sociale”, la superficie del nostro senso di appartenenza alla comunità che esalta o comprime le nostre possibilità di esprimerci liberamente. Opera di una vita, questo ponderoso volume è stato costantemente arricchito e aggiornato dall’autrice, sensibile sia allo scandaglio “archeologico” del concetto (il cui uso viene fatto risalire a Cicerone) sia alle novità determinate dalla presenza forte e persuasiva dei mezzi di comunicazione di massa nell’arena della comunicazione globale.
Per una teoria dell'opinione pubblica
di Elisabeth Noelle-Neumann
“Devo imparare a sopportare derisione e biasimo”
Opera chiave degli ultimi decenni sul tema dell’opinione pubblica, La spirale del silenzio è stata tradotta in molte lingue e ora per la prima volta in italiano. “L’opinione pubblica” non è solo un’espressione ricorrente nel linguaggio quotidiano politico e giornalistico, ma un fenomeno vivo che attraversa la storia del genere umano, dalla polis ateniese alle democrazie occidentali mediatiche. Elisabeth Noelle-Neumann – che in queste pagine ne ricostruisce dettagliatamente la genesi e l’evoluzione – la definisce “la nostra pelle sociale”, la superficie del nostro senso di appartenenza alla comunità che esalta o comprime le nostre possibilità di esprimerci liberamente. Opera di una vita, questo ponderoso volume è stato costantemente arricchito e aggiornato dall’autrice, sensibile sia allo scandaglio “archeologico” del concetto (il cui uso viene fatto risalire a Cicerone) sia alle novità determinate dalla presenza forte e persuasiva dei mezzi di comunicazione di massa nell’arena della comunicazione globale.