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#1 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.783
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di Chiara Benotti(da repubblica)
«Settati, piccì». Supplente licenziato a Pordenone perché parla campano Espressione dialettale in aula: il ragazzino non capisce e scoppia il caso. Alcuni bambini avevano raccontato a casa: «Il maestro si rivolge a noi utilizzando una lingua strana». Avesse parlato in friulano? «La “marilenghe” appartiene alla nostra tradizione». PORDENONE. «Settati piccì». Due parole bastano per essere licenziati, in aula. Il maestro A.B. supplente nel secondo circolo didattico di Pordenone è stato licenziato in tronco: non parlava italiano, dicono. Invitava il bambino in piedi a sedersi dietro il banco dicendo: “settati”. Nel terzo millennio sembra una storia alla Edmondo De Amicis, soltanto che non c’è il cuore a salvare il finale. Il maestro che parlava un mix di campano e toscano è finito disoccupato. «Brava persona, supplente a 40 anni compiuti da un pezzo, in arrivo dalla Campania - hanno detto i colleghi sotto la coltre di silenzio e anonimato che avvolge la vicenda in aula -. Il suo peccato originale: talvolta parlava dialetto stretto del Sud». Nelle due classi dei plessi primari di Vallenoncello e via Vesalio dal secondo giorno di scuola, in settembre la questione era rimbalzata come un anacronismo storico. «Il maestro ci parla in una lingua strana - dicevano i bambini ai genitori, ridendo e motteggiandolo -. Parlammo uguale così». Allarmati i genitori, avevano bussato alla porta della dirigente Nadia Poletto nella sede centrale della Rosmini. Il meccanismo dei controlli era partito: attente visite in classe dell’ispettore inviato dall’Ufficio scolastico regionale e provinciale con supervisione dei quaderni e quello che è venuto fuori, sono stati refusi linguistici e peggio. Errori di grammatica e di lessico dei bambini, in tanti compiti ed esercizi. «Gli abbiamo consigliato di fare punteggio fino a gennaio per avere un risultato professionale in graduatoria - hanno detto dalla cattedra del secondo circolo con la promessa dell’anonimato - e di andarsene da questa scuola. Niente da fare: dispiace perché è una brava persona. Non parla sempre l’italiano corrente. Buon rapporto con i bambini, ma se il maestro non ha un idioma corretto che docente è?». Avesse parlato friulano? «La “marilenghe” è un’altra cosa - dicono le esperte di lingua -. Questo non appartiene alla nostra tradizione». Il caso ha creato qualche imbarazzo. «Il sindacato deve fare qualcosa - hanno suggerito alcuni colleghi -. Lo hanno silurato con pregiudizio. Non hanno usato lo stesso metodo in Provincia, per scegliere l’insegnante nella trasmissione “Parlare italiano si può” dedicata agli stranieri immigrati e da alfabetizzare, su TelePordenone? Il primo candidato di grande professionalità aveva una inflessione sicula: è stato silurato». __________________________________________________ ________ ora.....devo iniziare a dire quello che penso seriamente... o è meglio stendere un velo pietoso...??? |
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#2 |
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Moderatore*
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Io sono per la pace in famiglia.
E non voglio gettare benzina sul fuoco. Percio'..... di quello che pensi seriamente. E se e' vero il motto di Giovenale,"Indignatio facit versum" : l'indignazione genera la poesia.....fammi leggere i tuoi...versi
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#3 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.783
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mi sa che la mia indignazione non genera poesia...o almeno non quella soft
![]() tu cosa ne pensi Enrico? |
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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caspita, l'argomento è serio ,altro che risate
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#6 |
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Moderatore*
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Io credo che non sia corretto innalzare le tradizioni linguistiche come un muro: tutti i docenti,quelli preparati, possono insegnare da Scilla e Cariddi a Trieste.Detto cio'....
Ho letto che i colleghi (che hanno avuto l'ordine di non rilasciare dichiarazioni ) hanno detto che "il collega sotto il profilo sindacale non era difendibile" boh...Quindi..o questo docente non era preparato o siamo di fronte a un caso di razzismo.Leggo :"Il meccanismo dei controlli era partito: attente visite in classe dell’ispettore inviato dall’Ufficio scolastico regionale e provinciale con supervisione dei quaderni e quello che è venuto fuori, sono stati refusi linguistici e peggio. Errori di grammatica e di lessico dei bambini, in tanti compiti ed esercizi." Mi sembra improbabile che l'utilizzo da parte di un maestro (supplente) di qualche espressione dialettale sia la causa di tutto ciò. Faccio poi osservare che usare il friulano in una scuola friulana farà anche parte della tradizione locale, ma non aiuta ad imparare l'italiano standard più di "assettete piccerì". (si dice cosi mi dicono i colleghi partenopei) La mia prof di italiano era sicula e ogni tanto gli scappava qualcosa con un accento natio,non era un problema ed era pure simpatico sentirlo. E poi era in gamba ,non e' che ci ha rovinato la carriera Mi ricordo tempo fa che un sindaco leghista in provincia di Varese ,rimprovero' e richiamo' una vigilessa perche' parlava con accento meridionale. Ma l'avrebbe richiamata se parlava con accento lombardo? A pensare male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca. Un ultima cosa. Tutti noi ,a meno che non siamo andati a scuola di dizione,abbiamo un inflessione regionale.Questo non pregiudica la comprensibilita' dell'italiano. Guardate sotto che splendida traduzione dall'inglese... ![]()
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#7 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.783
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ma ..ma....Enrichettino!!!
ahahahah tremendo ![]()
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#8 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.493
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Non amo parlare della scuola, ci sono troppo coinvolto, ma la situazione sta degenerando.
Insegnare l'italiano a scuola credo sia ancora più importante che scegliere tra i tanti italiani quale pronunciare, acnhe perchè la nostra lingua è inevitabilmente legata all'area dalla quale proveniamo. Vengono continuamente date possibilità agli alunni stranieri (ma anche agli italiani che in seconda superiore non sanno scrivere sotto dettatura senza errori ortografici) ma ci si scaglia subito contro un insegnante che parla in italiano regionale. E dopo? se uno dovesse parlare con un sottocodice troppo settoriale? licenziano anche lui? Purtroppo non sapremo mai la verità perchè nessuno vuole comunicarla
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La forza del dialogo risiete nelle voci fuori dal coro |
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