Discussione: Dio c'è...
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Vecchio 04-21-2011, 02:01 PM  
Millo
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Predefinito Riferimento: Dio c'è...

Il senso che do alla mia vita, dipende fortemente dal senso che do alla mia morte.

Per un credente, la morte non è la fine. Si può soffrire per la perdita di una persona cara, addirittura di un bambino, (ho un fratello che è morto a 6 mesi, ma mia madre non ha mai incolpato Dio per questo), ma la fede non è solo un'ancora a cui aggrapparsi quando non abbiamo più nulla, e noi dobbiamo smettere un po' di pensare che tutti debbano campare cent'anni ... perchè questa sarebbe l'unica vita possibile ... Se fosse così, allora non voglio vedere nessun post su Aurorablu intitolato "buona Pasqua" ... sarebbe da ipocriti ...

Un cristiano non è quello con la testa china e le mani giunte che giace in una chiesa a chiedere a Dio di tirarlo fuori dai guai come aspettando la manna dal cielo.
Qui c'è un antico proverbio che aiuta a capire: "aiutati che Dio ti aiuta" ... non è solo un modo di dire, ma è ciò che permette a Dio di aiutarci.
Per cui partendo dall'ultima frase di Enri che condivido, dobbiamo per primi noi lottare per ciò che è giusto, e se nel mentre, per chi è credente, chiede il sostegno di Dio, certamente qualcosa accade.
Nella mia esperienza e nel mio cammino spirituale, è così che mi è successo. Se ci pensate, perfino Gesù non poteva compiere i suoi miracoli, senza la volontà e la fede di chi gli chiedeva qualcosa, perchè non era Lui ad operare il miracolo ma Dio stesso che agiva attraverso di Lui grazie alla fede di chi aveva davanti.
Potrei citare molti esempi, ma ne dico uno per tutti, ricordate il cieco di Gerico ?:
Dal Vangelo di Matteo:

E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

Ora vi faccio l'esempio contrario, in cui Gesù non potè operare alcun miracolo proprio per la miscredenza della sua stessa gente che non poteva pensare che un carpentiere potesse essere il Messia:

Sempre dal Vangelo di Matteo:

e venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?». E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità.


Quindi se vogliamo considerare Dio come un distributore automatico di miracoli a richiesta, da prendere a calci quando inserendo la moneta non esce nulla, forse stiamo sbagliando qualcosa.
Noi siamo i primi fautori del nostro destino, il nostro cammino e la nostra realizzazione non prescinde dal nostro lavoro, dal nostro sacrificio, dal nostro impegno, perchè Dio agisce proprio attraverso le nostre azioni e la nostra forza di volontà. Non ricordiamoci di Dio solo quando le cose vanno male, ma impariamo ad aprire gli occhi al mattino e iniziare con un "grazie" ... anche quando siamo nella gioia. La fede non è fatta per persone pessimiste, ma per chi vive la vita da protagonista ... Sempre nel rispetto di chi invece ritiene di poter fare a meno di Dio.
Ma per chi afferma di credere, allora deve considerare la forza della fede come un "lavoro di squadra" tra me e Dio ... E questo io lo pratico quotidianamente.
In quante situazioni mi sono sentito sostenuto, quando nemmeno tutto il mio impegno e sacrificio sembrava bastare ... e laddove io non potevo arrivare, c'era "qualcosa" che mi indicava la parte mancante ...
Esempio concreto e di due settimane fa:

L'azienda mi investe di un complesso esame di certificazione da dover sostenere, con un preavviso di soli 5 giorni. Espressi il mio disappunto, ma non vollero sentire ragioni "qualcuno intoccabile" ha commesso la leggerezza di dimenticarsi di questa certificazione e ora la cosa stava così. Io "dovevo" passare quell'esame, perchè altrimenti l'azienda non avrebbe potuto vendere alcuni servizi.
Inutile farsi altro sangue amaro. Ho studiato giorno e notte argomenti a me piuttosto nuovi, ma in questo lavoro di sacrificio totale, ho chiesto al Signore di sostenermi e di aiutarmi.
Arrivai al giorno dell'esame e prima di andare, mi recai in Chiesa a chiede a Gesù di essere con me. Uscii, sentendo dentro di me una grande serenità, nonostante fossi entrato con l'ansia di chi poteva fare una magrissima figura, come non ho mai fatto in 20 anni di lavoro, anche se non era colpa mia.
Risultato: feci quell'esame e laddove c'erano tante domande di cui non sapevo la risposta precisa, riuscivo ad avere una lucidità di ragionamento straordinaria e rispondevo per esclusione delle risposte non plausibili ... E con mia grande soddisfazione, ce l'ho fatta ! I miei colleghi e i miei "capi" mi guardavano "strano", nemmeno loro pensavano che potessi fare tanto in così poco tempo, alchè ad un collega con cui sto in amicizia e mi chiede come avessi fatto, gli risposi: "i miracoli sono possibile, ma non senza la nostra volontà e la nostra fede" ....

Spero di non essere stato troppo noioso, ma quando si parla di fede, Enri lo sa ... non posso trattenermi
L'importante per me, quando capita, non è di parlare con le parole, ma con la vita ....

Un abbraccio di cuore
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