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Amico*
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Il film “l’Odio” (titolo originale “La Haine”) del 1995, alla luce dei recenti tumulti di Parigi, sembra essere un caso di ciò che nelle scienze sociali viene definito come “profezia che si autoadempie”.
Trama: a Les Muguets, nella periferia parigina, a causa del pestaggio che Abdel Ichah, 16 anni, ha subìto durante un interrogatorio in prigione, si è scatenata una guerriglia. Due amici, Vinz e Said, l'uno ebreo e l'altro arabo, raggiungono il nero Hubert, che si allena nella palestra devastata. I tre gironzolano per il quartiere: si aggregano dapprima ad un gruppo che bivacca su un tetto; scacciano una troupe televisiva che vuole intervistarli; tentano di consolare l'amico ricettatore, Upim, cui nei disordini è andata distrutta l'automobile. Vinz ha trovato la pistola che un poliziotto ha perduto nei tumulti, e minaccia di usarla contro un agente se Abdel muore: invano Hubert cerca di farlo ragionare. Davanti al commissariato i tre scorgono il fratello di Abdel che spara con un fucile: Hubert impedisce a Vinz di intervenire e quindi i tre si danno alla fuga. Poi Said cerca il giovane Asterix che gli deve dei soldi: costui, che vive in un appartamento di lusso a sbafo, invitando Vinz ad una roulette russa finisce per litigarci. Subito dopo Said e Hubert vengono fermati dalla polizia che li sevizia per istruire una recluta mentre Vinz, che si è dileguato, si rifugia al cinema. Frattanto Said e Hubert, rilasciati, si riuniscono a Vinz, e si introducono in una mostra d'arte, dove mangiano e bevono, ma per i loro volgari approcci con due giovani donne sono costretti ad andare via. La televisione frattanto comunica la morte di Abdel, e Vinz sogna di uccidere un poliziotto, e litiga con Hubert, che si allontana con Said. Ma un assalto di naziskin fa accorrere Vinz che con la minaccia dell'arma requisisce uno di loro, ma nonostante le suggestioni di Hubert non riesce a sparargli a sangue freddo. Decide di consegnare l'arma ad Hubert, ma viene fermato da una pattuglia e un poliziotto, esasperato, gli spara. Hubert, dimenticata ogni prudenza, punta la pistola contro il poliziotto che lo minaccia a sua volta. Entrambi sono pronti a sparare. ![]() Non a caso il film denuncia di Mathieu Kassovitz nel 1998 (quando ero all’Università), fu spunto di una lezione del corso di sociologia, dove venivano trattate le problematiche inerenti la multiculturalità e l’integrazione, già allora venivano evidenziate come nelle periferie parigine emarginazione e disoccupazione giovanile investivano più realtà socio-culturali separate . Il conflitto sociale era l’unico canale di relazione e l’intervento normativo e repressivo non solo era giudicato inutile e costoso, ma anche come acceleratore del conflitto stesso. Il recupero della dimensione etica per il superamento di tali problematiche è considerato l’unica strada percorribile, il sistema stile “tolleranza zero” non basta, quando una periferia esplode è malato l’intero sistema sociale. L'attualità del tema mi ha spinto a postarlo qui. Un abbraccio di Cuore Michael
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![]() "Egli darà ordine ai Suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi " (Salmo 90/91) |
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