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Vecchio 02-13-2008, 03:23 PM   #1
Laportadelcuore
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Località: Torino
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Predefinito Giù le mani dalla Legge 194!!!!!!!!!!

Quando mi sveglierò e aprendo la finestra potrò dire......Finalmente un paese normale, libero da ogni fanatismo e da ogni pregiudizio che cammina e striscia sulla pelle della gente. Anche di quella che commette atti lontani dalla nostra coscienza. Quando sapremo accettare le scelte degli altri come qualcosa di altrettanto giusto, come fossero le nostre. Quando la smetteremmo di gettare croci ovunque accade qualcosa che non ci piace... Come definire omicidio, e quindi assassini, chi abortisce con la pena nel cuore e una tacca sull'anima...che si porterà per tutta la vita. Quando cercheremo di capire le esigenze di ognuno e non solo le nostre o quelle dettate da qualsiasi organismo che pensa di possedere la verità a dispetto di tutto e tutti.
Quando l'Italia sarà un paese Laico?? Quando?
Premetto che non sono un anticlericale a prescindere (sono pure credente). La chiesa può e deve dire ciò che pensa....ha diritto di parola, come ogni ente, persona, che ha da esprimere un pensiero. Ma non accetto che incida sulla vita politica di un paese....che chieda di abolire o non approvare leggi. Che faccia analisi sociologiche della vita slegata dalla religione (ma che analizzi tutto con quel metro, anche argomenti che non c'entrano nulla con essa), che diventi censore di film e quant'altro pone l'accento su qualche evento spinoso della esistenza di tutti noi.

NO all'aborto!
NO all'eutanasia!
NO ai PACS!

Ora finisco... perchè non voglio che la mia sembri una filippica contro la chiesa, per la mor del cielo no. Io m'immagino un Dio diverso, ma questa è un mio pensiero. Ognuno fa bene a processare ciò in cui crede. Giusto. Io lotto solo per un paese laico, dove ci sia il diritto di scegliere...di valutare. Poi ognuno sceglierà secondo la propria coscienza, e non accuserà l'altro che non crede o ha una coscienza diversa. La vera libertà è la libertà di scelta.
Lo Stato dev'essere il padre e la madre di ogni cittadino....non fare differenze tra i suoi figli e donare a tutti le stesse opportunità di fare e dire o volere. Lo Stato deve riconoscersi nei valori unici e universali, che appartengono ad ogni religione, ma non avere una confessione.

Bene...dopo questa mia breve disamina, voglio riportare questo articolo che ho trovato sul sito di repubblica. Mi ha colpito e volevo farvelo leggre. In merito al blitz di ieri in un ospedale di napoli.

***

La crudeltà dell'ideologia
di FRANCESCO MERLO


Cosa avrebbero fatto i sette agenti di polizia se in quell'ospedale di Napoli fossero arrivati durante l'operazione e non subito dopo? Avrebbero rimesso il feto dentro la donna? "Fermi tutti, in nome della legge: controabortisca o sparo!".

Davvero la polizia che a Napoli irrompe in sala operatoria e sequestra un feto malformato è roba da teatro del grottesco e della crudeltà, da dramma di Artaud. Sembra un episodio inventato per dimostrare la stupidità dei fanatici della vita ad oltranza, per far vedere a quale ferocia si può arrivare in nome di un principio nobile e astratto ridotto ad ossessione e sventolato come un'ideologia, persino elettorale.

È difficile anche ragionare dinanzi a questa violenza che è stata commessa a Napoli. Una violenza contro la legge, innanzitutto, perché l'aborto era terapeutico e quindi legittimo, nel pieno rispetto della 194. Anche se va detto forte e chiaro che l'oscenità dell'irruzione non sarebbe cambiata di molto se quell'aborto fosse stato ai limiti della legge o persino fuorilegge, come si era arrogato il diritto di credere il giudice napoletano, informato - nientemeno! - da una telefonata anonima.

Ed ecco la domanda che giriamo ai lettori: perché un giudice, che ha studiato il Diritto laico e che sa che la giustizia mai dovrebbe muoversi in base ad una qualsiasi convinzione religiosa; perché un giudice che si è formato in un'Italia civile e tollerante non capisce che ci sono ambiti delicatissimi nei quali comunque non si interviene con i blitz, con le sirene, con le manette e con le pistole? Amareggia e addolora che questo signor giudice di Napoli si sia comportato come il burocrate di quella ferocia ideologica che si sta diffondendo in Italia su temi sensibili - e l'aborto è fra questi - che invece richiedono silenzio, rispetto, solidarietà. È come se un diavolo collettivo, un diavolo arrogante che presume di incarnare la morale pubblica, avesse spinto giudice e poliziotti a trattare un'intera struttura ospedaliera - dagli amministratori ai medici, dagli anestesisti agli infermieri - come un covo sordido di mammane abortiste.

Solo il fanatismo, che come sempre nasce da un'intenzione apparentemente buona, può fare credere che i medici di Napoli non siano persone per bene ma stregoni sadici, allegri assassini di nascituri. Il signor giudice, mandando la polizia in sala operatoria, ha trasformato un luogo di lenimento della sofferenza in un quadro di Bosch. E alla fine invece di mostrare il presunto orrore della professione medica, ha mostrato tutta l'asfissia di un'altra professione, della sua professione.

Quante telefonate anonime riceve un giudice a Napoli? Davvero ad ogni telefonata ordina un blitz in tempo reale? E come ha misurato l'urgenza dell'intervento? E quali rei stava cercando? La mamma? Il papà? I medici e gli anestesisti? Cosa voleva mettere sotto sequestro preventivo: l'utero di quella donna? Adesso, a quella signora che, appena uscita dalla sala operatoria, è stata sottoposta ad un incredibile interrogatorio, bisognerebbe che lo Stato chiedesse scusa. L'hanno trattata come un'omicida, come una snaturata che si vuole sbarazzare di un feto alla ventunesima settimana. Hanno inventato per lei il reato di feticidio, hanno applicato contro di lei il loro stupido estremismo che inutilmente vorrebbe deformare e deturpare il buon cattolicesimo italiano in schemi da sermoneggiatori fondamentalisti, con tutto questo parlare di Dio e dividersi su Dio.

La polizia non ha sorpreso una gang di infanticidi ma una donna provata da un terribile dramma personale, costretta ad abortire per non mettere al mondo, nel migliore dei casi, un infelice menomato. Per questa signora come per tutti gli italiani, di destra e di sinistra, l'aborto è, qualche volta, una disgrazia necessaria. Perché il diritto all'aborto, in questo caso terapeutico, risponde sempre e comunque a una legislazione d'eccezione. Speriamo dunque che serva questo orribile episodio di Napoli a mostrare tutta la miseria di un'idea che attribuisce alla sinistra di questo infelice paese la voglia matta di abortire e alla destra invece la difesa della vita. Non è così. Non ci sono in Italia da un lato gli abortisti che ballano attorno ai feti e dall'altro gli antiabortisti che si organizzano in squadre di polizia. In questo paese per tutti, e anche per la legge, l'aborto è sempre una tragedia.

Ecco perché, prima che il clima diventi infernale, ci permettiamo una volta tanto nella vita di esser d'accordo con Silvio Berlusconi che ha sconsigliato a Giuliano Ferrara di presentare una lista elettorale "per la vita". C'è forse in Italia qualcuno "per la morte"?
Berlusconi ha aggiunto ieri che secondo lui il dibattito sull'aborto andrebbe tenuto lontano dalla campagna elettorale. Ha ragione. E non perché il dibattito non meriti l'attenzione e il rispetto che anche Ferrara merita.

È stato Ferrara a dichiarare al "Corriere" che mai egli vorrebbe incriminare una donna che ha abortito, e che non è a cambiare la legge 194 che aspira con la sua battaglia. Chi allora, secondo lui, ha armato di ferocia l'interventismo del giudice e dei poliziotti di Napoli? Si sa che i cattolici sostengono che la vita va protetta sin dal concepimento, col risultato estremo di giudicare ogni aborto come una violazione del quinto comandamento. I protestanti invece considerano la nascita come la soglia decisiva senza tuttavia negare che la morte del feto sia un danno per i genitori. Per gli ebrei lo statuto del feto è una questione controversa perché un feto nel ventre della madre è un progetto di vita in corso d'opera. Per i musulmani il feto diventa un persona umana a quattro mesi dal concepimento anche se si tratta di "una persona umana allo stato vegetativo".

Come si vede - e ci scusiamo per il necessario schematismo - le religioni si dividono. E anche la scienza si divide. Ma nessuno stato laico, nessun legislatore laico può risolvere per legge questa disputa e nessuna sentenza di qualche Cassazione può fissare il momento in cui il nascituro diventa un individuo da proteggere giuridicamente. Senza arroganza dunque lo stato laico ha stabilito quel giorno e quell'ora nell'atto di nascita. Prima, il feto e la donna che lo porta in grembo vengono tutelate da un legge che, per quanto carente, è una buona legge, che ha fatto progressivamente diminuire il numero degli aborti, ha insegnato alle italiane che il diritto all'aborto è una drammatica conquista, un'angosciosa soluzione d'eccezione, e che la destra e la sinistra per una volta non c'entrano nulla.


By Laportadelcuore
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Siamo talmente preoccupati per il sopruso fatto su un singolo individuo che non ci preoccupiamo affatto per il sopruso che subiscono tutti gli altri individui costretti a sorbirsi una valanga di cazzate. (G. Gaber)
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Vecchio 02-13-2008, 04:10 PM   #2
Antilia
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Lo Stato dev'essere il padre e la madre di ogni cittadino....non fare differenze tra i suoi figli e donare a tutti le stesse opportunità di fare e dire o volere. Lo Stato deve riconoscersi nei valori unici e universali, che appartengono ad ogni religione, ma non avere una confessione.
Parole sacrosante......
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Tutte le cose sono collegate.
Tutto ciò che accade alla terra,
accade ai figli e alle figlie della terra.
L'uomo non ha intrecciato il tessuto della vita;
ne è solamente un filo.
Tutto ciò che egli fa al tessuto,
lo fa a se stesso.

Capo Seattle
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Vecchio 02-13-2008, 04:19 PM   #3
Evaluna
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Personalmente sono contro l'aborto ma non perchè è la Chiesa a dettarmi dogmi ma solo perchè è cosi che la penso.

Ciò premesso, dico anche che la legge 194 è stata una conquista della civiltà e solo l'idea che qualcuno possa pensare di rimaneggiarla o addirittura di abrogarla mi indigna non poco.

Chi parla a discapito del corpo delle donne, forse ( lo spero ) ignora cosa sia il dolore, la vergogna, la sensazione di fallimento che colpisce una donna che decide di abortire. Qualunque cosa se ne dica, non si va ad interrompere una gravidanza come se si andasse a fare un giro sulla giostra.

In passato, le donne si umiliavano davanti a uomini violenti e coercitivi, obbligate dai familiari, costrette a schifosi "riti" su tavoli sudici di cucine anonime nelle mani di "mammane" con ferri da calza, ecc... E' forse a questo che qualcuno auspica il ritorno ?! Spero proprio di no.

In quanto ai medici obiettori ( a proposito, per la pillola del giorno dopo, la legge non prevede obiezione )...se lo sono davvero tanto di cappello ma se lo sono solo nelle strutture pubbliche per poi "praticare" dietro pagamento nei gabinetti privati...sono delle canaglie.

Sicuramente la strada migliore da intraprendere è quella di una maggiore informazione sul sesso e sui metodi contraccettivi perchè...si sa...prevenire è sempre meglio che curare ma nel frattempo...GIU' LE MANI DALLA NOSTRA 194.
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Vecchio 03-28-2008, 08:38 PM   #4
Alien
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questo è un tema decisamente caldo che, purtroppo, fin troppe volte viene manipolato per fini elettorali e propagandistici (come in questo periodo di campagna elettorale).
Il problema è la legge o la possibilità di abortire? La vera questione è che lo Stato dovrebbe garantire a tutti gli stessi diritti e le stesse possibilità, lasciando poi ad ogni donna la libertà di scegliere cosa fare. Per questo sono favorevole alla legge.
Ma giusto alcuni minuti fa stavo guardando un servizio delle Iene proprio sull'aborto, o meglio sui medici obbiettori di coscienza che in realtà in privato lo praticano lo stesso. Resto indignato a pensare che l'essere obbiettore di coscienza (una conquista ottenuta dopo una lunga lotta) venga sfruttato, in barba ad ogni correttezza morale, solo per lucrarci. A volte mi verrebbe voglia di andare da siffatti medici e, al momento del conto, dire "Mi spiace: sono obbiettore di coscienza contro l'uso del denaro, così non la pago!"
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La forza del dialogo sta nelle voci fuori dal coro
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Vecchio 03-31-2008, 02:52 PM   #5
nadiacrea
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Predefinito libertà...

Difendo la LIBERTA' sopra ogni cosa, ogni ideologia ogni razza o religione. Ogni essere umano DEVE avere la possibilità di poter SCEGLIERE, questo è libertà. La coscenza,solo ad essa dobbiamo rispondere. Molte donne hanno perso la vita in tempi nemmeno troppo lontani, e in molti paesi succede ancora, perchè impossibilitate o obbligate da forze maggiori. Mi aggrego, la 194 NON SI TOCCA .
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L'importante non è fare grandi cose, ma piccole cose fatte col cuore...
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Vecchio 03-31-2008, 03:50 PM   #6
fabykiss75
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"In quanto ai medici obiettori ( a proposito, per la pillola del giorno dopo, la legge non prevede obiezione )...se lo sono davvero tanto di cappello ma se lo sono solo nelle strutture pubbliche per poi "praticare" dietro pagamento nei gabinetti privati...sono delle canaglie. "


soprattutto...



Faby
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Vecchio 04-05-2008, 02:29 PM   #7
enrichetto
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ECCO I FUORILEGGE

Ma a questi poveri bambini chi ci pensa??....mi piacerebbe invece che le gerarchie della Chiesa Cattolica, i politici alla ricerca delle luci della ribalta, prendessero davvero posizione contro la fame nel mondo, contro le nazioni, che hanno interessi a mantenere quei popoli nel sottosviluppo che uccide ogni minuto migliaia di bambini, invece di fare polemiche inutili per rimettere in discussione la legge referendaria sull' aborto.Quindi GIU LE MANI DALLA 194!
E poi, quando vi preoccupate di fare una trasmissione o un reportage sulle condizioni del lavoro della donna, sulla precarietà e sul pericolo di perderli il lavoro quando si resta in cinta? Vorreste forse tornare alla clandestinità degli aborti con grande rimpinguimento delle capaci tasche dei medici obiettori in pubblico e abortisti convinti nel privato?Che si lasci LIBERTA' DI SCELTA alle donne e solo a loro, una volte per tutte e che la chiesa pensi alle pecorelle smarrite.
Per quanto riguarda G.Ferrara queste sono delle sue frasi:
“Le cliniche dove si eseguono aborti sono come i lager di Auschwitz, ci si dovrebbe scrivere: “Abort macht frei”. (Peccato che in tedesco Abort significhi cesso: aborto si dice Abtreibung. Dunque il grande intellettuale ha detto: Il cesso vi rende liberi”.

“Poi (le donne) si lamentano degli stupri, della solitudine, dell’indifferenza, queste donne sull’orlo di una crisi di coscienza. La concupiscenza a loro va bene"

"Pinochet e’ stato un eroe, che ben ha fatto a eliminare quel comunista di Allende".

"E’ giusto invadere l’Iraq perche’ il petrolio e’ nostro, non lo si puo’ lasciare agli arabi".

“Non c’e’ niente di cosi’ scandaloso nella guerra in Iraq e nelle torture. Si stronca solo qualche migliaia di vite innocenti.”

Be' io a uno cosi non gli tirerei i pomodori...

Ps: Luna ti piace sto "cerchietto"?
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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Vecchio 04-05-2008, 03:09 PM   #8
Purusha
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Mi sono trovato a parlare spesso con donne contrarie all'aborto.
Sostanzialmente anch'io lo sono, ma prima che della moralità a questo mondo,
purtroppo, si deve pensare a ben altro.

Non tutti sanno che, una volta, gli aborti clandestini venivano operati
asportando il feto con un semplice uncinetto.

Un'idea raccapricciante.

Gran parte delle donne che si sottoponevano al trattamento
ottenevano buoni risultati, con l'unico inconveniente che solo 30 su 100
riuscivano a raccontarlo.

E adesso si vuole che si torni a quei tempi, alle donne rese criminali
solo perchè - considerando le tendenze di oggi - riescono a malapena
a sfamare se stesse, figurarsi un figlio.

Un bimbo non si cresce con le parole, o con la morale.
Ci vuole una pasizione stabile, che possa garantire il benessere della famiglia.

Oltretutto, non esistono soluzioni giuste o sbagliate per questo tipo di problemi.
La risposta è individuale, come anche il ventre di ogni donna.

Non si può sindacare - figurarsi comandare! - sulla coscienza di una persona
al punto da obbligarle ad una decisione di questo tipo.
__________________
".. mi sembra di sentirlo ancora, dire al mercante di liquore,
tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
Purusha è offline   Rispondi Citando
Vecchio 04-05-2008, 04:04 PM   #9
Luna74
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Data Registrazione: Dec 2007
Località: Ogni piccola pozzanghera che riflette la luna...
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Enry scrive:


Citazione:
Ps: Luna ti piace sto "cerchietto"?
Un cerchietto da far girare la testa....


Enrichetto questi abbracci sono per l'uomo dai cerchietti meravilgiosi!



__________________
Si vive solo il tempo in cui si ama. C. A. Helvetius
Luna74 è offline   Rispondi Citando
Vecchio 04-07-2008, 05:59 PM   #10
marmotta
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Premettendo che io non abortirei MAI comunque son favorevole all'aborto per un semplice motivo.. anche se illegale vien fatto ugualmente e allora almeno salvaguardiamo la vita di chi decide di abortire...

fatto illegalmente non muore solo il feto ma con molte probabilità anche la donna ...

poi penso sempre che basterebbe un pò di buona e sana educazione sessuale in terza media o in prima superiore, un pò di diaòlogo in più con i gentori e un pò di attenzione da parte di questi ultimi ai figli....e molti problemi sarebbero risolti
__________________
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