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#1 |
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Amico*
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<center>L'Anima del Violino
racconto doppio ![]() </center> PARTE A: Un liutaio, un giorno, sognò un violino. Un violino apparentemente normale, ma che portava, tese fino al capotasto, solo 3 corde. Il ricciolo, finemente lavorato, era, in realtà, un volto di donna. La tavola armonica, in abete rosso, rifletteva la luce in modo particolare, creando strane sfumature che rendevano i contorni più morbidi. La mattina, il lutaio, rivisse mille volte quell'immagine che gli si era impressa nella mente, e decise, di mettersi al lavoro. Lui voleva sentire il suono, la voce, di quello strumento, perchè un'immagine non basta mai. Già, un'immagine non basta mai, così come una foto di un falco, non potrà mai descrivere il suo volo elegante. Mise ogni energia nella sua costruzione. Non sapeva neanche lui, quello che stava facendo. Perchè mai, crearlo? Chi avrebbe mai suonato uno strumento del genere? Perchè complicarsi la vita? Eppure utilizzò il legno migliore, e la meticolosità, che solo l'opera della vita, ha la presunzione di pretendere. L'opera finita, era qualcosa che, a solo guardarla, lasciava senza fiato. Un'opera d'arte. PARTE B: Ho sempre cercato di capire il motivo per cui sia successo a me. Si, perchè d'ora in poi dovrò vivere in questo modo? Perchè l'incidente è successo a me? Chi mi ha messo, in quel posto, in quell'ora? E poi, cambiare le abitudini. Cambiare lavoro e direzione. Ed allora, mi domandavo, se, la vita, non abbia voluto darmi uno scossone. Mi domandavo se, fin dall'inizio, io non abbia sbagliato strada. Mi domandavo se, il rifiuto della mia nuova condizione, possa considerarsi tempo sprecato. Mi domandavo se tutto il mio allenamento, cercando di dimostrare di essere normale, cercando almeno di avvicinarmi allo standard, non fosse ridicolo. Mi domandavo, se, alla fine, per i miei amici non sia da considerarmi solo un fenomeno da baraccone, non tanto diverso dagli animali da circo, con doti straordinarie, per essere ciò che sono. Mi domandavo perchè l'Angelo, che governa i miei sogni, non sia uscito fuori, nella vita, per aiutarmi quel giorno. Domande. La vita è fatte di domande. A volte trovi le risposte, proprio come si trovano i soldi per la strada. Abbassando lo sguardo per caso. Ed a volte le risposte arrivano quando neanche ti ricordi di esserti posto la domanda. E per collegare, la domanda e la risposta, hai bisogno di tempo. FINALE: Ho appena aperto la porta del negozio e l'ho semplicemente preso. Senza chiedere, d'istinto. Ho iniziato a suonare. Appena lo tocco, una scossa, un brivido. L'arco tocca una delle tre corde. Cerco di fiorarla appena, come potrei sfiorare la pelle della persona che amo. E, poi, una nota, due, tre. E le dita della mia mano sinistra, che, veloci, creano note su note sulla tastiera, entusiaste. Vanno da sé quelle dita. Cavalcano l'onda dei suoni. Un'onda che mi ha investito con passione, e che mi ha portato lontano. E quel viso. Quel viso sul ricciolo che tanto somigliava all'Angelo dei miei sogni. Che mi osserva, sorridente. Soddisfatto. Il liutaio, alla fine, mi guarda, stupito, e mi dice: "I violini hanno un anima. Quest'anima ha due funzioni. Sostenere la tavola armonica ed equilibrare il suono. Ma tu amico mio, hai scoperto la vera anima di questo strumento, perchè la tua, di anima, si è unita ad essa. Sei riuscito a fare ciò che, molti altri grandi violinisti, non hanno neanche voluto provare, sei riuscito a farlo parlare. Finalmente, grazie a te, la mia immagine ha anche una voce". Un istante ed un pensiero: "Un violino a tre corde, per un violinista senza un dito". Due destini che si incrociano. <center> ***** </center> Siccome era un pò che non scrivevo, ho deciso, di scrivere questa cosa. Il violino mi è ronzato in testa per tutto il giorno. E l'immagine di sto violino a tre corde, in maniera particolare. Forse, è che mi sento, metaforicamene, tanto vicino a quel violino. Sono solo un essere umano, i miei brandelli di carne, mi rendono dalla nascita imperfetto. Si, uno strumento imperfetto per nascita. Uno strumento che solo può "aspirare" a suonare come un violino normale. E Dio mi ha creato così, semplicemente, perchè, così, mi ha concepito. Ma, mi ha creato con amore. Un violino imperfetto, ma con un'anima. Un violino che può emettere dolci suoni, se si fà in modo di far entrare in azione la sua anima. E Dio, è lassù che rimane in attesa, con l'orecchio aperto, aspettando, emozionandosi, di sentire la nostra Voce. |
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#2 |
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Member
Data Registrazione: Oct 2004
Località: Sulle labbra d'un cratere baciate dai Cimini
Messaggi: 92
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Notre Coeur est un instrument incomplet, une lyre où il manque des cordes et où nous sommes forcès de rendre les accents de la joie sur le ton consacrè aux soupirs
François Renè de Chateaubriand ... il nostro cuore è uno stumento incompleto... una lira dove mancano delle corde e nella quale siamo forzati a dare accenti di gioia sul tono consacrato ai sospiri... è un autore che sto studiando ora e con il tuo racconto bellissimo mi hai fatto venire in mente questa frase
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
Messaggi: 2.427
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<center> "Siamo tutti Uno" "La mia non è la via migliore, è solo una via" Lasciate che il vostro Amore vi unisca in Terra come eco della vostra Unione in Cielo!</center> |
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#4 |
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Amico*
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ancora non avevo letto... ...azz ho perso le parole!
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