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Senior Member
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Roma 25 marzo 2011
Convegno progetto “Vittime della Violenza” Oggetto: discorso sociosanitario. “Prevenire è meglio che curare.” In qualità di presidente della mia associazione onlus T.A.T.A A.M.I.C.A, trattarerò l’argomento violenza, toccando i punti fondamentali e basilari, in quanto in ogni forma di violenza esercitata, sulle” prime” e comunque numerose “vittime illustri”, sono purtroppo i minori, che ne restano indelebilmente traumatizzati a vita, più direttamente che indirettamente, sia per quel che subiscono fisicamente che psicologicamente, e per quel che accade attorno a loro, sia in famiglia, a scuola, nella società, in guerra,e in ogni angolo del pianeta. La violenza è sporadicamente manifestata, in forme di schizofrenia e comunque da soggetti realmente malati cerebralmente. Non è questo il genere della quale vi parlerò. I quotidiani sono pieni di notizie, aventi come protagonista la violenza, quella vera, consapevolmente malvagia, di quella che a primo avviso, si dà sempre per scontato che non ha scusanti, giustificazioni e non si è fatto nulla per evitare l’ennesima tragedia, e quella riportata dai giornali, è spesso sessuale, psicologica, economica e le vittime sono sempre donne e bambini e a volte anziani, e le motivazioni che hanno spinto i carnefici sono ben altro che giustificate da malattie. Quando non è scaturita da malattie cerebrali, sotto quale forma possiamo catalogarla o meglio definirla, se a scatenarla sono altri, gli elementi responsabili, quali assunzione di stupefacenti o alcol, mettendo il soggetto in uno stato momentaneo e parziale di non “intendere e volere”, mentre nel corso della sua vita, mantiene un comportamento comunque normale? Il mio motto e’ “prevenire è meglio che curare”, oltretutto la prevenzione è uno strumento di risparmio economico notevole, accertato, ma non sempre messo in pratica.. Siamo qui a discutere di violenza, ma da cosa scaturisce? Cosa fa scattare in questi soggetti l’impulso di ferire, di far del male, d’uccidere nei peggiori dei casi?Parliamo di soggetti che, diventano violenti comunque, sia in assenza di malattie cerebrali, e non sempre d’assunzione di stupefacenti e alcol e quindi come riescono a far del male a coloro che asserivano d’amare le loro vittime, d’averle sempre difese prima di se stessi?Hanno fatto loro del male, perché il loro affetto si è trasformato in una patologia ossessiva, quindi malata, spesso con casi invece aggravati per uso di alcol o stupefacenti, per narcotizzare la coscienza ed insabbiare dentro di se le reali intenzioni di far del male alle loro vittime. Per poter dare una risposta esaudente, è necessario osservare la radice del male, cosicché ho elencato sinteticamente le sette forme di violenza, per ricordarci il concetto sinteticamente concreto, di ognuno di loro. Violenza fisica: riguarda un'aggressione fisica che causa ferite che richiedono l'intervento medico d'urgenza, ed ogni contatto fisico che mira a creare un vero e proprio clima di terrore. Violenza psicologica: Comprende le minacce e i ricatti alla donna o ai suoi figli, le umiliazioni pubbliche e private, i continui insulti, il controllo o l'imposizione delle scelte, la ridicolizzazione pubblica, tramite filmati o foto. Violenza economica : Riguarda tutto ciò che, direttamente o indirettamente, costringe, o contribuisce a mantenere la donna in una situazione di dipendenza, quando non ha mezzi economici sufficienti per sé e i propri figli. Violenza assistita: Si intendono quelle situazioni in cui, anche passivamente, si assiste ad un episodio di violenza fisica, verbale, psicologica o sessuale, compiuta su persone di riferimento o comunque significative, adulte o minori. E' una terminologia di norma utilizzata per riferirsi ai minori che in casa assistono alla violenza. (Argomento sul quale io intenderò soffermarmi) Stalking: E' una vera e propria forma di persecuzione che si protrae nel tempo, fa sentire la vittima controllata e in uno stato di tensione e pericolo costante. Generalmente avviene al termine di una relazione o nei casi in cui non si è ricambiati nel sentimento. Si manifesta con telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, pedinamenti, intrusioni nella vita lavorativa e privata, insulti, utilizzo di amici e parenti per comunicare, controllare o molestare. Mobbing :E' una forma di terrore psicologico, esercitata di norma sul posto di lavoro, attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori. Ha come scopo il licenziamento. La mia attenzione, prevalentemente, ricade sia sulla violenza assistita o passiva, sia su quella psicologica, alla quale s’associa la violenza economica, come forma di ricatto psicologico. Forme di violenza più comuni, che trovano una vergognosa fertilità, in una scandalosa cultura sociale d’assoluta indifferenza, nel vedere pestare, anche a morte, un innocente o veder morire una creatura come Devid di venti giorni di freddo. - Apro una breve parentesi- La violenza, originariamente è sinonimo di offesa e difesa, come puro istinto animale. Chi attacca ha un movente preciso dettato da necessità di sopravvivenza, quale fame, difesa da predatori, trovare rifugio tentando di scacciare chi l’ha occupato precedentemente. Chi invece è chiamato a difendersi, deve anch’esso esercitare uno stato di violenza, spesso superiore, per non essere sopraffatto. Ed è pure naturale e giustificato perché trattasi di sopravvivenza pura. Oggi, non si è più nell’era primitiva, ma nel terzo millennio, dove le esigenze di sopravvivenza sono ben diverse, eppure, si è precipitati nuovamente in un’era primitiva, sotto il profilo di un tessuto sociale, culturale, degradato di etica morale eccessivo. Nonostante tutto, le leggi della sopravvivenza regolavano esclusivamente un codice di etica comportamentale, secondo coscienza, anche nel battersi per prime necessità. E che dire delle battaglie di un tempo, dove erano davvero cruente, a forza di spade e di mazze acuminate?Anche li dove la violenza regnava sovrana, s’inchinava a dei principi di etica cavalleresca straordinaria, e la prevenzione consisteva nel mettere al bando ogni singola forma di slealtà, di gratuita malvagità e mancanza di rispetto verso il nemico, condannarla con l’esclusione e disonore per tutta la vita del soggetto incriminato. Principi evaporati col tempo, come colori sbiaditi su un tessuto degradato da troppi lavaggi e non rigenerato con la volontà di mantenere un tessuto sano, che definirei “ patrimonio di ricchezza sociale educativa” che andava tutelato e trasmesso integralmente a figli e nipoti. Oggi questo è il risultato di un tessuto a brandelli, che noi rappresentiamo in pochi, rimasti fortunati ad aver acquisito dai nostri padri e nonni, quei pochi valori custoditi con avidità culturale, come una eredità costruita nei secoli ,e dilapidata in breve tempo da scellerati. Il controllo delle istituzioni, e gli sforzi di chi opera tra le varie forze dell’ordine, viene vanificato quotidianamente, senza un efficace successivo sostegno giuridico, immediato ed applicato. Questo rende più forte chi sa di potersela cavare impunemente, aggravando cosi, la situazione di soggetti, già vittime di violenza fisica, psicologica, economica, poiché subiscono ulteriormente una violenza assistita da parte dello stato, che li lascia continuamente senza una legittima protezione, alla mercé dei loro aguzzini, lasciati tranquillamente in libertà di nuocere nuovamente sia alle stesse vittime che altre. Le motivazioni che conosciamo statisticamente pubblicate variano dal tipo di violenza inferta, quindi se conosciamo le motivazioni, dovremmo sapere anche dove e come intervenire in tempo utile. Teoricamente, in pratica purtroppo è ben diverso.
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presidente associazione onlus T.A.T.A.A.M.I.C.A-www.tataamica.org <Tutti i bambini sono i nostri bambini: difendiamoli prima di noi stessi> |
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#2 |
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Senior Member
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2^ parte
roseguimento dell'argomento.Io sono fermamente convinto che si può intervenire preventivamente anche sulle violenze fisiche per maltrattamenti,, perché non si scatenano all’improvviso, e la vittima, alle prime avvisaglie, deve poter chiedere aiuto, senza paura, e non dopo essere stata pestata, subendo gravi danni traumatici, anche psicologicamente(bambini compresi, che restano, quasi obbligati dalle circostanze, ad assistere). E questo non fa che creare un danno sia ai carnefici, sia alle vittime che alla società, perché subentrano una marea di costi, sul piano etico morale, di cultura generale che non si sradicherà mai. Per una persona sana di mente è assurdo aspettarsi una cosa simile da una persona che ama i propri figli/e come se stesso, ma il problema sta nel saper leggere anche tra le righe. Nel caso, per esempio, del padre delle due gemelline, era già in cura, e sono certo che diede comunque qualche segnale di patologico come rapporto di coppia. Doveva essere il suo psicanalista a saper individuare un minimo segnale e non passarci su come roba superficiale. Invece per il caso di Yara, sono fermamente convinto che si tratti di un soggetto molto vicino alla famiglia, che ormai avendo dimostrato le sue reali intenzioni, dopo averla convinta,( forse a forza) a salire sulla vettura, e pur non essendo riuscito nel suo intento di volerle usare “violenza sessuale” l’abbia uccisa, per non essere identificato, e subire anche un eventuale scandalo, oltre alla perdita di stima. Questo adesso potrebbe essere oggetti di studi, per gli altri, di non dare nulla per scontato e di credere che siano banalità. La follia dei gesti più insani nascono proprio da banalità, che lo sono per noi, ma chi è in uno stato d'insofferenza psicologica non lo è. Ciò che per noi in un determinato momento ci troviamo in un particolare stato emotivo, può essere tragico ed insuperabile, per altri è vista come una sciocchezza di poco conto. Secondo me, sta qui l'errore di valutazione e i molti casi fanno ormai statistica e non più casi a se. Occorre fare una distinzione sui soggetti violenti o che usano particolari violenze e devono preventivamente essere curati: drogati, alcolizzati o depressi per vari motivi personali. Altri invece che devono essere monitorati e tenuti a debita distanza dalle loro vittime, sono soggetti caratterialmente violenti, quali: padri padroni, mariti, patner, fidanzati. non rassegnati ad una sconfitta sul piano psicologico e sociale, finendo con l’esercitare la violenza di stalking Mi trovo, quindi costretto, d’addebitare continuamente allo stato, la responsabilità di un’ulteriore violenza assistita, per scarso intervento giuridico a tutela di donne e minor, già vittime di violenze subite. La violenza del bullismo, si può preventivamente intervenire, cercando di capire alla base, i problemi del singolo bullo, con un lavoro certosino degli assistenti sociali ,che dovrebbero sentire come una missione il loro lavoro, assistiti da un psicologo, e non seguire solo i protocolli burocratici .L’aiuto, i bulli, dovrebbero riceverlo da tutti indistintamente, dai loro stessi compagni di scuola, dagli insegnanti e dalla scuola in se, poiché spesso i loro problemi nascono in famiglia, dovuti da incomprensioni tra genitori, perché no, spesso da un cattivo esempio dagli stessi genitori, come da un padre padrone violento a sua volta, verso la madre, i suoi fratelli. Sarebbe anche una lezione di vita, oltre che didattica, se gli stessi compagni, vittime comprese,coordinati dagli stessi insegnati, magari con l’ausilio di un poliziotto,indagassero sulla vita del singolo bullo, nel rispetto della privacy, quali problemi lo angustiano per essere arrivato ad essere cosi violento, scontroso, in lotta con il mondo intero. E’ riscontrato che le brutte amicizie, sono un derivato da uno stato sociale familiare già degradato alla base:genitori drogati, alcolizzati, separati, o detenuti. Tant’è che tanti preti di buona volontà, insieme ad altri volontari, sono riusciti nell’impresa di salvare tanti ragazzi e rimetterli sulla buona strada, ridando loro, sicurezza nelle loro forze e che il mondo sa pure sorridere ad essi, invece che prenderli a pugni. - La violenza passiva o assistita, secondo la mia modesta opinione, cela un doppio effetto: chi la esegue e chi la subisce doppiamente, in quanto rimane vittima sia che si tratti di fisica psicologica o economica e da chi potrebbe intervenire, parlare, o comunque essere nelle condizioni di evitarle la prima, invece consuma su di essa, una ulteriore violenza, con l’indifferenza e di “non intervento”. Non è minore, anzi per me aggravata, la violenza assistita cioè restare indifferenti alla tragedia che si consuma ad un passo da loro, perché questi signori non hanno la scusante di essere in quel momento sotto effetto di stupefacenti o alcol o malati psicologicamente o da schizofrenia. Signori miei, parlo della folla, della gente comune che passeggia per strada, che potrebbe bloccare o segnalare tempestivamente il carnefice ed assicurarlo o farlo assicurare alle forze dell’ordine. La violenza assistita che è stata perpetrata ai danni del piccolo David di Bologna, è stata a dir poco “scandalosa”soprattutto da parte degli assistenti sociali, i quali erano in obbligo di agire con etica morale e di coscienza rivolgendosi con urgenza ad un tribunale dei minori, per togliere d’ufficio la potestà genitoriale, alla madre, che persisteva nel rifiutare gli aiuti offerti dai volontari della C:R:I, poichè il bambino andava assolutamente aiutato, assistito, anche contro la volontà della madre. Particolare elemento di violenza assistita è l’omertà, scaturita da una serie di violenze di ogni genere perpetrate da parte di mafiosi e criminalità organizzate, tramite minacce, ritorsioni,che hanno influito pesantemente su migliaia di vittime su intere nazioni creandone addirittura uno stato di tessuto sociale culturale radicato purtroppo da secoli. Si è tentata più volte di prevenirla, organizzando da parte di alcuni politici di alcune regioni, ostentate teatralità esteriori, dichiarando piccoli successi isolati, più per una campagna personale, che per una mera intenzione di prevenirla, interiormente, alla base. Concludo, sempre a mio modesto avviso, con l’ultima prevenzione,, che potrebbe essere attuabile, come la precedente suddetta, verso la violenza sui bambini, resi schiavi in fabbriche, o costretti a fare i soldati, o a elemosinare. Le leggi ci sono a livello mondiale, ma ancora una volta vengono ignorate per convenienza politica, per accordi segreti industriali con le grosse multinazionali. E che dire dei bambini che vivono nelle fogne, in molti paesi dell’est. Tutto ormai documentato, testimoniato, da un servizio d’informazione oggi tecnologicamente avanzato che non lascia spazi a scuse di ogni genere. Oltre ad organizzare missioni militari all’estero, per interessi economici, si potrebbe benissimo, con accordi tra le varie nazioni, una volta tanto, inviare un cospicuo esercito a liberare tutti quei ragazzini schiavi in maleodoranti fabbriche, nelle fogne dei paesi dell’est e nei bordelli del turismo sessuale pedofilo orientale. Io dico sempre volere è potere, ma questo volere non deve essere dettato da ignobili interessi politici economici, ma da una ferma volontà di voler fermare questo tusnami di violenza, che si propaga su ogni fronte, e che si potrebbe benissimo fermare, con semplici forme di prevenzione, dove è possibile nell’immediatezza, con altre con terapie forniti da personale formato con potenzialità effettive aventi principi di etica coscienza morale, prima di tutto.
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Condivido molto di quello che lei dice. Specie per quanto riguarda la prevenzione delle varie figure di violenza. Basterebbe investire nei DIRITTI DELL'UOMO in modo serio per evitare certi atteggiamenti. Basterebbe attuare una politica di RISOCIALIZZAZIONE delle persone che hanno gravi problemi sociali o dei detenuti, allo scopo di rendere quanto più vicino allo zero le forme di recidiva di alcuni reati, che in Italia raggiungono punte del 90% specie sulla droga, violenze sessuali... Per la criminalità organizzata e l'omertà ci vorrebbe una discussione a parte molto lunga e complessa.. Condivido meno però la scelta di inserire il reato di STALKING da parte dello Stato, e lo sa perchè? Xchè esso consite in nient'altro che molestie, turbative, violenza privata ecc. ecc. tutti reati che già esistono nel nostro sistema penale, che vengono e devono essere perseguiti come tutti e che non avevano bisogno di un doppione a scopi propagandistici e demagogici.. Tra l'altro ci sono pure questioni tecnico-giuridiche che fanno scaturire delle perplessità di fondo.. ciaooooooooooooo
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#4 |
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Senior Member
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Ciao, grazie per l'attenzione prestata, ma ho inserito lo stalking, quale ulteriore forma di violenza perpetrata a danno delle donne. Io cmq miro ad un genere di prevenzione mirato sulla violenza assistita o passiva e che si può prevenire pian piano con la volontà di variare principalmente una forma culturale di base, con una maggiore professionalità delle autorità competenti e da chi li costituisce, dal sostegno della magistratura con un esame di coscienza da parte dei magistrati nell'esaminare le pratiche la legge è di soggettiva interpretazione a quanto pare.Concordo con lei, per quanto riguarda la mafia e l'omertà generale, ma rientra cmq in un tessuto sociale di base e pare che grazie a molti giovani sta cambiando qualcosa.
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#5 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Citazione:
Sul fattore del cambio culturale sono dello stesso avviso pure io e le dico una chicca che forse sicuramente saprà per quanto riguarda la legge sulle associazioni a delinquere e contatti con la politica.Gliela dico in modo molto semplice e perdoni qualche mancanza: nel 2009 il Governo varò il famoso pacchetto sicurezza. Sa c'è una ottima legge (almeno a prima vista), che impone ai consiglieri regionali e provinciali e comunali a non essere più rieletti e dunque concorrere per le cariche sopra qualora abbiano avuto sentenza di condanna per concorso esterno in mafia, camorra ecc. ecc. o siano collusi con queste. Ottima direi. Tuttavia siccome la legge nulla dice, costoro possono traquillamente essere eletti come deputati o senatori. O cazzo mi sono detto.. Mi perdoni la volgarità.. pare che poi l'inghippo sia stato corretto.. pare, ma non ho ulteriori informazioni ora.. ecco, in un Paese come il nostro tale cosa non dovrebbe nemmeno avvenire e invece.. |
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#6 |
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Senior Member
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Caro Antonio, pare che non ci accomuna solo il nome, anche le considerazioni. Infatti il problema consiste nell'interpretazione degli articoli e anche nella mancata o male applicazione. La collusione tra mafia e politica ci sarà sempre perchè già il fare politica comporta un gioco di compromessi non del tutto leciti e puliti. Cioè concludo che la politica è mafia prima di tutto, cosicchè viene facile presupporre un continuo legame tra politici e mafiosi.Qualche anno fa, mi era venuto la voglia, dettata da una rabbia di voler spaccare, rivoluzionare il sistema, volendomi candidare alle europee, ma ho desistito subito perchè devi anche essere un cinico dentro, un lupo, per difenderti dai lupi veri, enon essendo cosi sarei stato fatto fuori, subito, non solo politicamente, ma soprattutto fisicamente. perchè inutile negarlo, riescono fare questo esattamente come agisce una criminalità organizzata. Non la chiamiamo cosi, viene definita politica, ma in effetti sono tutti, loro i primi a dover essere arrestati per associazione mafiosa e atti criminali e mancati interessi verso la comunità.
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#7 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Citazione:
Per il rapporto politica-criminalità non so davvero come fare ad uscirne. La vedo durissima. Finchè la camorra o la mafia assicureranno enormi bacini di voti elettorali sarà impossibile un capovolgimento... E' vero poi che molti politici sono i primi cammorristi: giusto per dire: vari consiglieri della mia provincia e regione sono stati in passato indagati e diversi pure condannati per collusione con la criminalità. Ad es. il presidente di provincia ma la lista è più lunga.. ma credo che questa cosa succeda anche nella sua Sicilia. ciaoooooooooo |
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#8 |
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Senior Member
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Infatti siamo in piena dittatura e in piena repubblica delle banane dove ognuno fa l'arroganza di poter fare e dire come vuole, sapendo che difficilmente pagherà i suoi errori. Cosicchè come i medici che creano malsanità con diagnosi errate, anche i giudici emettono sentente errate e la congestione è docuta ai continui ricorsi e contro ricorsi. per non parlare degli errori tributari per errate interpretazioni di cartelle e decreti. E la barca va.... sempre più a fondo!!
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#9 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Citazione:
Per i giudici.. beh che dire.. sul fatto che sono una casta non ci piove sopra.. ma i 3 gradi di processo esistono in tutti i paesi. Il problema principale però, un pò dappertutto sono le corti d'appello che si arenano come le barche nella bassa marea. Sui reati tributatri non ha idea di come la legge sia cosi brutta da inorridire: se prova a leggere il testo relativo all'evasione fiscale, mi creda ha bisogno, per capirci qualcosa, di un professore di diritto penale, poi di diritto commerciale, poi di finanziario, poi del fiscalista, poi del commercialista, poi del burocrate amministrativo...e forse potrà dire di aver compreso qualcosa.. eppure evadere significa non pagare le imposte in generale punto e basta.Lo sanno tutti. Non serve scrivere un testo di legge lungo 10 colonne così da fare andare in tilt qualsiasi buon giudice ed avere ricorsi di difficilissimo sbroglio per chiunque cosi da immobilizzare qualsiasi corte. Non c'è più logica nè buonsenso..Mah.. |
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#10 |
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Senior Member
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Infatti! Dovresti leggere il mio ultimo romanzo dove espongo una mia teoria socio economica su come eliminara le malsanità su tutti i settori, l'ignoranza generale eccetera.
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#11 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Citazione:
Mi scusi ma volevo proprio fare questa precisazione sullo STALKING, è più forte di me: lei ha scritto giustamente: Stalking: E' una vera e propria forma di persecuzione che si protrae nel tempo, fa sentire la vittima controllata e in uno stato di tensione e pericolo costante. Generalmente avviene al termine di una relazione o nei casi in cui non si è ricambiati nel sentimento. Si manifesta con telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, pedinamenti, intrusioni nella vita lavorativa e privata, insulti, utilizzo di amici e parenti per comunicare, controllare o molestare. La definizione è giustissima e combacia come ho detto prima con altre forme di violenza e di reato ampiamente previste. Ora le aggiungo qualche elemento: immagini due persone che si sono amate, volute bene, siano essi giovani o anche adulti sposati, si lasciano; ora da che mondo è mondo, è stato sempre così, quando ci si lascia c'è sempre uno che cerca l'altro sia donna o uomo. Quindi ci sono telefonate, lettere, incontri più o meno voluti... non mi dica che lei non lo ha mai fatto, a meno che non sia un prete.. Ora per avere una qualche forma di violenza bisogna che nella vittimia si generi uno "stato d'ansia". Giusto? Bisogna misurare in un qualche modo questo stato d'ansia che può essere anche soggettivo.. non ci piove sopra. La Cassazione, in una sentenza, ha detto che bastano "2 sole telefonate" così da far scaturire l'ansia nella vittima, di conseguenza la violenza e perciò lo Stalkig. Ora se lei telefona 2 volte la propria donna questa può procedere ad una denuncia e lei rischiare, almeno in teoria perchè credo che non vi sia un giudice tanto pazzo ma mai dire mai, 10 anni di galera. Ma anche se fosse solo una settimana di lavori sociali o altre cose, chi le sembra stia subendo una violenza? Quello che ha subito due telefonate o che le ha fatte? Lo Stalkig non è facile farlo entrare nelle forme di violenza.. non è una cosa così apprezzabile come altri tipi di violenza quali molestie anche verbali, lesioni, ingiurie, oltraggi, violenza privata ecc. ecc. le quali garantiscono maggiore protezione alla donna e più garanzie al privato cittadino che per 2 telefonate non correrà il rischio di commettere un reato e perciò una violenza e conseguenza la galera, e tra parentesi, in base unicamente a ciò che pensa la donna che si presume vittima.. Queste considerazioni dovrebbero fare riflettere sulla effettiva utilità di tale istituo di reato e di eventuale forma di violenza. Nessuno mette in dubbio che tali cose se si protaggono nel tempo si deve intervenire, ma non per stalking bensì per turbative, molestie, violenza privata, minaccia, ecc. ecc. vere e proprie forme di violenza a tutti gli effetti. |
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#12 |
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Senior Member
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Alt!Si certo bastano due sole telefonate, ma se in queste si evidenziano minacce, toni arroganti, o altro che generino violenza psicologica. Anche quello di minacciare uno stato su se stessi. come di suicidio. ma se io telefono a mia moglie appena separati e le comunico normalmente che mi dispiace che sia finita cosi, che le voglio ancora bene, le proprongo civilmente di riprovare è ben differenze. Si tratta di uno sano equilibrio psicologico nell'accettare la separazione e non viverla patologicamente. Nello stalkin come nel mobbing sono innumerevoli le forme psicologiche di violenza. Non è Stalking se io telefono a mia moglie, salutandola e chiedendole solo come sta, premurarmi di sapere se ha bisogno di qualcosa per lei o per i mei figli in tutta forma di cordialità.
Il titolo del 3 romanzo l'ho postato sul forum, cmq è "Enigma Mortale" edito dalla sbc editore di Ravenna. Cmq le posterò qualcosa su quella teoria.
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#13 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
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#14 |
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Senior Member
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Ho l'impressione che diciamo le stesse cose, che siamo concordi, ma continuiamo a ripeterle ugualmente. Certo che si.Ah chi non è mai capitato, per avere spiegazioni, di fare più di una telefonata a nche a distanza di giorni di settimane, prima di rassegnarsi e mollare.Qui subentra un equilibrio di gente sana che alla fine accetta e si rassegna, anzi pensa che ha perso fin troppo tempo dietro a quella persona, eh che l'ha fatta sentire fin troppo importante. Caro sig.Antonio, qui potremmo anche noi consumare fiumi di parole, di sensi, di pensieri, ma i casi sono tanti e purtroppo ognuno ha ed avrà una storia a se.Fino ad oggi ho letto simili notizie sul giornali di stalking, con pedinamenti, telefonate minacce e ricatti sessuali.Il problema sta sempre a monte. Mote di queste vittime, oserei dire il 90%, è soggiogata psicologicamente e solo quando è allo stremo, denuncia il fatto e rivela tutte le angherie subite. Se lo facessero subito appena si profila chiaramente come caso di stalking deve denunciare. Ma qui si prospetta altro problema. In un breve tragitto in treno tra l'aereoporto di Roma e la nomentana , un avvocato parlando mi chiese cosa poteva fare per la sua cliente a tutela della sua incolumità. Il persecutore aveva già 4 denuncie, ma era a piede libero e continuava a torturarla. Ecco che poi se la magistratura nn fa il suo corso giusto di trattenerlo per anni, e non mesi, poi accade la tragedia annunciata. Io non ho saputo rispondergli, perchè aveva ragione. La polizia lo metteva dentro, poi veniva rilasciato dopo poco tempo, ne senso di ore o al massimo di un giorno, agli arresti domiciliari, ma uno di quel genere se ne sbatte, degli obblighi cosi come tanti pregiudicati.
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#15 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
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Comuque aspetto i post della teoria economica-sociale.. forse diciamo su questo punto le stesse cose o comunque ci sono delle oscillazioni che però non portano a separazioni.. |
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