AuroraBlu Forum

Torna Indietro   AuroraBlu Forum > Generale > Parliamo insieme

Avvisi

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
Vecchio 10-21-2007, 02:21 PM   #1
Elisewin
Amico*
 
Data Registrazione: Jun 2006
Località: Verona
Messaggi: 531
Predefinito Un futuro di robot?

Stamattina mi è capitato casualmente di trovarmi a seguire un servizio in tv su un insolito albergo danese.
In questo hotel il personale è praticamente assente, o comunque ridotto al minimo, perchè sostituito da macchine.
Ad esempio all'ingresso non c'è alcun receptionist, c'è solo una macchina che, digitando un codice, ti fornirà numero di stanza e chiave.

Alcuni mesi fa ricordo di aver sentito al tg che si prevede che nei prossimi decenni molti lavori oggi svolti da persone saranno svolti da macchine.
Non ci saranno più camerieri, baristi... al loro posto ci saranno dei robot.

Che cosa ne pensate?
Lo so che già ora le macchine hanno sostituito il posto di molte persone...
Però questo mi spaventa...
Mi spaventa quell'hotel danese (che è una realtà!), mi spaventa l'idea di entrare in un hotel ed essere "accolta" da delle macchine...
Mi spaventa pensare che in un prossimo futuro entrerò in un bar e, al posto del barista, troverò un robot... perchè? Ma io non lo voglio il robot... mi piace tanto fare due chiacchiere con il cameriere, il barista...
Io voglio delle persone... voglio il receptionist, l'impiegato... anche se non sono perfetti, anche se possono sbagliare, anche se possono essere di cattivo umore... anche se fossero le persone più scorbutiche del mondo... ma io voglio loro, non voglio uscire di casa e parlare con dei robot...

La tecnologia lo so può anche essere un'alleata... lo è ad esempio adesso che mi permette di comunicare con voi... o con altri amici lontani...
Ma non deve prendere il posto dell'uomo... non deve sostituire le relazioni interpersonali...

E voi cosa ne pensate? Queste notizie spaventano anche voi? O vi lasciano indifferenti?
__________________
Lascia fluire il dolore che la felicità è senza limite... e va e viene. CSI
Elisewin è offline   Rispondi Citando
Vecchio 10-22-2007, 12:05 AM   #2
Pooh
Amico*
 
L'avatar di Pooh
 
Data Registrazione: Aug 2004
Località: un po' di qua un po' di la, ma soprattutto fuori di me
Messaggi: 4.736
Predefinito

Ciao Ally

mentre scrivevi questo post mi sa che io ero in msn e anche qui in forum solo che poi non ce l'ho fatta a rispondere subito..

Riguardo a quello che hai scritto sai cosa? Sono contenta di non aver visto quel servizio in TV. Sono contenta perchè sarei entrata immediatamente nel panico. Sono d'accordo anch'io sul fatto che la tecnologia può essere nostra grandissima alleata in alcuni casi come per esempio in questo caso in cui anch'io posso comunicare con te e gli altri del forum, con persone lontane, o anche con persone vicine ma che non riesco a sentire, purtroppo, in altro modo. La tecnologia può essere nostra alleata ma non nel modo previsto da non so chi per i prossimi decenni. E' una condizione socio-emotiva che io non riesco, nè riuscirei, a comprendere. Una condizione-maledizione. Come può una macchina prendere il posto di una persona?
Anche a me spaventa quell'Hotel...piu' delle previsioni...perchè è lì, c'è, ed è tangibile. E io che ho il sogno dei paesi freddi! Meglio dormo fuori, tra la neve e il gelo che in un Hotel dove mi dovrebbero accogliere delle macchine. Siamo esseri umani. E' del calore umano che abbiamo bisogno.
La società che si sta pian piano creando è da panico, da paura. Tra ragazzi che i valori non ce li hanno piu' , tranne rarissimissimi casi, sotto la punta delle scarpe, persone che si uccidono a vicenda per i motivi più deficienti, e anche questa cosa dei robot stiamo andando a rotoli e nemmeno ce ne accorgiamo.
Ricerca, ricerca, ricerca. Quanto è importante questa dannata ricerca per gli scienziati? Ma ci hanno mai pensato a quanto male,con determinate "scoperte" (ovviamente parlo in campo puro-tecnologico), possono fare al mondo in cui vivono?
Queste cose, questo mondo, non può lasciare indifferente nessuno...come sarebbe possibile?

Ally... Ti abbraccio più forte che posso e ti ringrazio per aver messo questo post

Con Affetto

-Pooh-

__________________
L'UnicaVeraFolliaPerAmore
Pooh è offline   Rispondi Citando
Vecchio 10-22-2007, 06:32 AM   #3
goriziano
Moderatore*
 
L'avatar di goriziano
 
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 7.764
Predefinito

Nel celebre romanzo Io, robot (modello per tantissimi film, tra cui l'ultimo di Spielberg, con Will Smith protagonista), Asimov immaginò le Tre leggi della Robotica, che per comodità riepiloghiamo:

1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e la Seconda Legge.

Queste leggi sono talmente sofisticate (nella loro semplicità), che sono ormai di dominio pubblico, e rappresentano un modello che tutte le aziende del mondo produttrici di robot (molto lontani ancora da quelli immaginati da Asimov) stanno adottando, nella previsione delle loro innovazioni e sviluppi tecnologici.


http://mysterium.blogosfere.it/2007/...-robotica.html




1. Un robot non deve mai recare danno a un essere umano né, per inattività, permettere che un essere umano subisca un danno.

Usciamo da un mondo immaginario popolato di miliardi di robot più o meno antropomorfi – e vediamo che cosa succede nella nostra realtà quotidiana. Le macchine (e in generale gli automatismi, anche quando ad applicarli sono esseri umani) obbediscono alla “prima legge”? No. Non solo i computer, ma anche aggeggi più semplici, non sono “buoni servitori”.

Ci infliggono continuamente danni di ogni sorta. E poco o nulla fanno per impedire che qualcosa o qualcun altro ci danneggi. La gamma delle conseguenze varia da piccoli fastidi quotidiani a danni estremamente gravi.

Questi meccanismi sono essenzialmente stupidi. Se si limitassero a svolgere fedelmente compiti semplici e coerenti, potrebbero esserci utili e darci poco fastidio. Il problema è una tendenza delirante a renderli sempre più complessi, sempre più carichi di funzioni inutili o inutilmente pasticciate.

Lo sviluppo e l’applicazione di ogni sorta di tecnologie potrebbero avere un sostanziale miglioramento se tutta la progettazione fosse severamente assoggettata alla Prima Legge della Robotica.


2. Un robot deve obbedire agli ordini ricevuti da unessere umano, se tali ordini non contravvengono alla Prima Legge.

Le tecnologie (come gli automatismi burocratici, anche quando sono applicati da esseri umani) obbediscono sempre meno agli ordini (e alle esigenze) delle persone di cui dovrebbero essere al servizio. Sono dominate dalle intenzioni di progettisti che badano troppo spesso alle proprie fantasie tecnologiche (o privilegi e pregiudizi di categoria) e troppo raramente alle esigenze reali degli utilizzatori.

Inoltre gli stessi progettisti spesso non si rendono conto di quello che stanno facendo, perché nell’incrocio di sistemi sempre più complessi si trovano a usare routine di cui non conoscono la struttura – o a intersecare funzioni progettate da altri per motivi diversi. L’intrico che ne deriva è una complicazione indecifrabile, con una moltiplicazione di disfunzioni di cui spesso anche i tecnici più esperti non capiscono la causa (e perciò non trovano la soluzione).

Il risultato è che le tecnologie obbediscono sempre meno agli esseri umani – e si pretende sempre di più che gli esseri umani obbediscano alle tecnologie. Prima che gran parte dell’umanità abbia bisogno di cure psichiatriche, e che si producano disastri più palesemente catastrofici di quelli già avvenuti, sarebbe opportuno sottoporre ogni sviluppo tecnico (e disciplina burocratica) a una rigorosa e intransigente applicazione della Seconda Legge della Robotica.

Molte delle tecnologie oggi esistenti sarebbero da buttar via, per sostituirle con cose molto più semplici e funzionali. (Magari ripescandone qualcuna che c’era, ma è stata sostituita da soluzioni meno valide).

Forse sarebbe un po’ a disagio chi oggi guadagna, o esercita potere, infliggendoci quei pastrugni inestricabili che ogni giorno ci rovinano la vita e il buonumore. Ma starebbe molto meglio tutto il resto dell’umanità.


3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, a condizione che tale protezione non sia in conflitto con la Prima e la Seconda Legge.

Nella realtà in cui viviamo... le tecnologie e le macchine sanno almeno proteggere se stesse? No. Nel percorso demenziale della complicazione sono sempre più soggette a guasti, malfunzionamenti, crisi e conflitti interni (nel senso che ogni funzione aggiunta rischia di guastarne un’altra).

Nella continua ricerca di falsa “innovazione” è sempre meno possibile aggiustarle. Quando qualcosa si guasta, ci sentiamo dire sempre più spesso che l’unica soluzione è buttarla via e sostituirla con una “nuova” (che, essendo più complicata, funziona peggio e si guasta di più). Quindi le macchine e le tecnologie, oltre a farci danni e a non obbedirci, sono sempre più avviate a un suicidio collettivo. Già oggi i rottami sono un preoccupante inquinamento ambientale.

Continuare su questo percorso non è intelligenza – né naturale, né artificiale. È stupidità, con componenti masochistiche. Prima che sia troppo tardi, rileggiamo le Leggi di Asimov e cerchiamo di applicarle.

In uno degli sviluppi successivi ai suoi primi lavori su questo tema, Isaac Asimov si era accorto che mancava un principio più generale, e perciò aveva aggiunto una “legge zero”, gerarchicamente superiore alle altre tre: «Un robot non deve danneggiare l’umanità né, per inattività, permettere che l’umanità subisca un danno».

Bene, facciamo così. Mettiamo le esigenze umane al di sopra di ogni altra considerazione – e vediamo come ridurre finalmente all’obbedienza le macchine con cui sarebbe molto più piacevole convivere se fossero davvero al nostro servizio.


http://gandalf.it/offline/robot.htm
__________________
L'unda de ieer porta l'unda de incöö
l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö

giuseppe


goriziano è offline   Rispondi Citando
Rispondi

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT. Adesso sono le 11:18 AM.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.

Home - Cartoline Virtuali - Poesie -  Frasi - Citazioni Libri - Racconti - Amici - Angeli - Fate - Indiani - Bambini - Foto Blog - Link



Importazione e Ottimizzazione a cura di Cionfs