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Vecchio 10-07-2013, 09:46 PM   #1
delfina
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Predefinito Xenofobia, integrazione, razzismo

Mi rendo conto di addentrarmi in un discorso molto delicato e controverso ma, vuoi perché non passa giorno senza che i media affrontino – per ovvi motivi – la questione, vuoi perché ho avuto una piccola discussione in proposito ultimamente, ho voglia di aprire questo topic per provare a confrontarmi con voi su xenofobia, razzismo, integrazione razziale e tutto quanto concerne il confronto/scontro tra individui di nazionalità differenti…più che altro a livello pratico, la parte della cosa che tocca ognuno di noi: per cui come ci rapportiamo ad esso nel nostro quotidiano. Perché di fatto, volenti o nolenti, riguarda tutti, soprattutto a chi è genitore e ha la necessità o la voglia di aiutare la prole a sviluppare una critica – costruttiva, onesta e logica – a riguardo.

Io amo l’Italia e, fondamentalmente, adoro gli italiani. Credo ci siano popolazioni che prevalgono culturalmente su altre, ma non che ce ne sia una predominante in senso assoluto. Di certo non credo abbia senso il razzismo nel senso più conosciuto, ossia la concezione che la propria razza sia “superiore” ad un’altra… “superiore” per cosa??? Sono …GENERALMENTE….favorevole all’integrazione razziale: mi piace quando vedo, ad esempio in Francia, che bianchi e persone di colore si confondono nei ruoli e nelle cariche sociali e di lavoro. Ma credo che questa situazione si possa raggiungere solo in un arco di tempo lunghissimo (secoli…) e in una situazione politico-economica sufficientemente stabile.

Non riesco a pensare che l’Italia sia SOLO degli italiani….è la nostra terra, ma fa parte del mondo. Non l’abbiamo costruita NOI, ma i nostri antenati. Ciò non significa che sono lieta del fatto che l’universo intero stia tentando di arrivare qui da anni, con le tristi conseguenze che conosciamo… sono sicuramente dell’idea che la cosa migliore sarebbe aiutare le nazioni affinchè gli autoctoni non abbiano da decidere di cercare una speranza di vita altrove…Loro sarebbero senz’altro i primi ad esserne contenti.

Quello che mi dà particolarmente fastidio – ed è l’oggetto della discussione che ho avuto ultimamente – è questa convinzione di non poche persone (al 99% mamme…) che un ragazzo che si trova in classe con uno o più stranieri sia svantaggiato in partenza! Se è vero che ci sono sì ragazzi che hanno bisogno dell’’insegnante di sostegno perché non hanno padronanza dell’italiano, è anche vero che diversi ragazzi figli di immigrati sono nati qui e sono perfettamente bilingue! Per cui non sopporto questo allarmismo generale che manda in panico un genitore appena legge un nome straniero tra i compagni di classe del figlio…al quale figlio, poi, non mancherà senz’altro di fare terrorismo psicologico alimentando un pericoloso ed ignorante spirito xenofobo!
Gli italiani non perdono occasione per dimostrare di non conoscere la lingua madre….ma lo si pretende da loro! C’è chi non lascia che il proprio figlio frequenti uno straniero…quando ci sono ragazzi di colore che mostrano una cortesia ed una educazione da fare impallidire - - i nostri figli! E io ne ho avuto la prova più e più volte!

Una donna scriveva “…dobbiamo rassegnarci a tenerci quegli esseri… mi sono sentita gelare il sangue…e le ho pure detto ciò che pensavo e che si meritava… Proprio da qui vengono queste considerazioni: da chi ama il proprio paese solo quando fa comodo o c’è un tornaconto, un motivo di vanto…ma poi tanta vergogna da nascondere…noi che abbiamo un nazionalismo pari allo zero e ci attacchiamo ai luoghi comuni sul “diverso”.
Ho conosciuto qualcuno che faticava a parlare la nostra lingua, ma dal quale avremmo così tanto da imparare…e mi fermo perché le cose da dire a riguardo sarebbero tante, ma aspetto di sentire le vostre idee, se vorrete!

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Vecchio 10-08-2013, 07:36 AM   #2
Alien
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Predefinito Riferimento: Xenofobia, integrazione, razzismo

Ciao Delfina curiosa, che macigno che hai lanciato con questa discussione.
Si potrebbe dire tanto, ma per questioni di tempo oggi mi limiterò a prendere in esame una parte di quello che hai scritto, forse quella che più mi tocca direttamente.

Citazione:
Originariamente inviato da delfina Visualizza Messaggio
Quello che mi dà particolarmente fastidio – ed è l’oggetto della discussione che ho avuto ultimamente – è questa convinzione di non poche persone (al 99% mamme…) che un ragazzo che si trova in classe con uno o più stranieri sia svantaggiato in partenza! Se è vero che ci sono sì ragazzi che hanno bisogno dell’’insegnante di sostegno perché non hanno padronanza dell’italiano, è anche vero che diversi ragazzi figli di immigrati sono nati qui e sono perfettamente bilingue! Per cui non sopporto questo allarmismo generale che manda in panico un genitore appena legge un nome straniero tra i compagni di classe del figlio…al quale figlio, poi, non mancherà senz’altro di fare terrorismo psicologico alimentando un pericoloso ed ignorante spirito xenofobo!
Come forse qualcuno saprà, io svolgo il difficile mestiere dell'insegnante alle superiori (di italiano, per di più) quindi spesso ho visto quello che tu descrivi, ma la situazione è ben più complessa di quello che appare. Facciamo delle distinzioni:
- molto spesso le scuole, prima di gettare il nuovo arrivato in classe, gli mettono a disposizione un corso di italiano L2 che ha spesso, almeno nella mia esperienza, buoni risultati.
- non tutti gli stranieri sono sullo stesso livello di partenza: con i sudamericani è relativamente facile, del tipo che già al secondo anno che sono qui sono ad un livello di comprensione più che accettabile. Con i madrelingua inglesi o francesi è più difficile, ma il fatto che l'inglese o il francese siano per noi delle seconde lingue abbastanza conosciute rende l'integrazione abbordabile. Cinesi e Arabi? mi è capitato e ogni volta mi stupisco di come i cinesi riescano ad imparare così bene la nostra lingua!
- la presenza di uno straniero rallenta l'apprendimento? Mi sembra una stupidata. Quando in classe avevo degli stranieri io non rallentavo il ritmo ma sceglievo spiegazioni più semplici, parole più comuni, abbassavo il registro delle mie spiegazioni, non certo la complessità dei copntenuti. Quando poi spiegavo loro la grammatica, anche gli italiani ne beneficiavano.
- L'insegnante di sostegno, che difficilmente viene dato per questioni linguistiche, è di sostegno a tutta la classe, non solo a una persona.
- Come si integrano gli alunni italiani con quelli stranieri? qui dipende solo dalle inclinazioni personali e dall'ambiente in cui sono cresciuti.


Citazione:
Gli italiani non perdono occasione per dimostrare di non conoscere la lingua madre….
Posso astenermi dal parlare?
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Vecchio 10-08-2013, 04:11 PM   #3
lady R
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Questo argomento mi ha fatto un po sorridere(non me ne volere Delfina).....
Si sta parlando tanto in questi giorni di solidarietà,accoglienza,discriminazione per quanto accaduto a Lampedusa e a me viene da sorridere....Il mio è un riso di rabbia naturalmente, è da un po che ho in testa questa cosa e ora voglio dirla....ma come facciamo ad accogliere ,ad accettare "l'altro" se non accettiamo neanche i nostri figli quando sono dei portatori di "diversità"?........Combattere le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza, alla cultura, alla fede professata, contrastare ogni forma di xenofobia è un momento di grande crescita per una nazione e noi italiani (mi dispiace dirlo)non siamo del tutto pronti......
Io lavoro con stranieri,ho una collega rumena,una ucraina,e ora una cubana.....c'è da imparare ve lo posso garantire.proprio oggi si parlava di come hanno imparato la lingua nonostante sono in italia da poco,ma quello che mi ha colpito è come conoscono la grammatica italiana pur non avendola studiata....si è capito che non sono razzista,almeno non del tutto....beh lo confesso mi capita di esserlo verso gli zingari.... è una razza che non tollero ma solo perchè li reputo parassiti che vivono alle spalle di chi lavora ......................
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Non sei sconfitto quando perdi,ma quando desisti Coelho
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Vecchio 10-11-2013, 06:41 PM   #4
Rosanna
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È proprio vero ... tutto il mondo è paese, nel senso che certi discorsi li sento anche io qui in Toscana. E pensare che per necessità mando mio figlio ad una scuola paritaria e questi discorsi li fanno delle persone che "credono". Ma ormai non mi stupisco più di nulla.
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Vecchio 10-12-2013, 10:02 AM   #5
delfina
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Caspita, Alien, sai che scrivendo non ci avevo proprio pensato al fatto che qui ci sono degli insegnanti?! La cosa cade a “fagiulo” … sono stracontenta di quello che hai scritto!!! Mi conferma cose che già immaginavo e poi:

Citazione:
Alien: Quando in classe avevo degli stranieri io non rallentavo il ritmo ma sceglievo spiegazioni più semplici, parole più comuni, abbassavo il registro delle mie spiegazioni, non certo la complessità dei contenuti.
Se potessi ti stringerei la mano!!

Citazione:
Alien: Quando poi spiegavo loro la grammatica, anche gli italiani ne beneficiavano.
Infatti!!! Probabilmente qualche italiano ha pure riscoperto qualcosa di nuovo!!

Citazione:
Alien: Posso astenermi dal parlare?
Ci siamo già capiti!

Insomma: l’italiano medio, su questa questione in particolare, è solito creare allarmismi infondati e luoghi comuni che alimentano la sfiducia sulla possibile integrazione tra individui di nazionalità diverse.


Cara LadyR, ti dirò che anche a me, scrivendo di intolleranza, è venuto in mente questo fatto della “diversità” che non viene accolta…che a volte fa paura, per cui condivido ciò che hai scritto. Ed è vero: gli stranieri che hanno accettato lavori che gli italiani non farebbero mai (altra annosa questione sulla quale si potrebbe parlare...e lo farò), e che si sudano i pochi soldi che tengono e quelli che inviano all’estero alle loro famiglie di origine, spesso sono un esempio di tenacia, umiltà e intraprendenza …valori che tanti di noi ormai non conoscono.

Per quanto riguarda gli zingari…è un termine piuttosto generico, ma se ho capito di cosa intendessi parlare allora con me sfondi una porta aperta. Io non lo considero razzismo, perché l’intolleranza verso di loro non è un sentimento fine a se stesso, non è un odio verso la “razza”, è un difendere i nostri diritti e pretendere che loro adempiano a determinati doveri che disattendono in toto!! Che è la stessa cosa che si può pensare nei confronti di qualsiasi altra persona che vive sulle spalle della comunità, rubando, delinquendo, ecc…

Un plauso a Rosanna che ha parlato di scuola “paritaria” e non “privata” come ancora tante persone, politici compresi, erroneamente fanno… Ma scherzerai: sotto questo punto di vista sono proprio i “credenti” i peggiori …e non a caso virgoletto il termine!! Conosco benissimo la realtà della scuola non statale paritaria e posso parlare con cognizione di causa: purtroppo è uno dei ragionamenti delle famiglie “bene”…scegliere una scuola per la quale gli stranieri non possano permettersi il pagamento della retta e preservare così, il proprio figlio, dal contatto con il diverso. E in questo senso ritorna buono il discorso di LadyR poiché in quel “diverso” questi “credenti” mettono dentro pure i ragazzi con difficoltà fisiche o psichiche…ma questo è un discorso OT per cui mi fermerei qui.
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Vecchio 10-14-2013, 10:42 AM   #6
Antonio.1986
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Smile Riferimento: Xenofobia, integrazione, razzismo

"Ho assisto di recente alla conversazione tra due uomini. Uno sui 45 anni e l'altro molto più anziano con i capelli bianchi. La discussione prese il via sulla scarsità del lavoro ed era importante secondo loro che quel poco di lavoro che rimane non vada in mano ai polacchi o stranieri in generale. Passarono poi a parlare della questione degli alloggi e constatarono, nonostante uno dei due avesse venduto casa, guadagnando meno di quello che sperava per via della crisi edilizia, di come fosse difficile oggi giorno acquistare una abitazione anche avendo qualcosina di soldi da parte. I polacchi o gli stranieri invece comprano tutto e <<non si capisce da dove prendono i soldi>>, addirittura questi stranieri stanno mettendo le mani su molte professioni, da quelle manuali a quelle intellettuali, mentre i <<nostri ragazzi>> non riescono ad aprire nemmeno un'esercizio commerciale. Insomma questi polacchi e stranieri in generale se ne dovevano tornare a casa perchè siamo già in troppi in questo paese.
L'uomo più giovane dichiarò di appartenere ad associazioni civiche e commerciali di non so che tipo mentre l'anziano aggiungeva che i polacchi e gli stranieri hanno <<costumi troppo degradati>>, sono responsabili dell'immoralità diffusa in città e nel paese.
Naturalmente non si ha molto da fare contro una mentalità del genere. E' l'antisemitismo dei giorni nostri. Probabilmente queste persone sanno che l'antisemitismo è riprovevole e cercano capri espiatori altrove. Ma l'odio razziale e gli abbagli collettivi di questa nostra epoca potrebbero produrre meno danni se non fossero rafforzati dall'ignoranza. Se per esempio si conoscesse meglio la situazione delle persone di cui si parla forse migliorerebbe il trattamento riservato a costoro.
Ciò che più mi ha avvilito della conversazione è stato il ricorrere della frase <<se ne tornino nel loro paese>>. Se a questi due uomini avessi detto <<guardate che la maggior parte di questa gente non ha più un Paese dove andare>>, li avrei lasciati di stucco. Credo che fossero all'oscuro di molti fatti riguardanti l'Africa, l'Asia o l'Est Europa, così come ignorano che è sbagliato pensare che questo è un paese sovrappopolato e che la disoccupazione può essere un fenomeno concomitante con una generale scarsità di lavoro. Penso che sia sbagliato concedere l'attenuante dell'ignoranza a certe persone. Ma se non si possono cambiare i loro sentimenti, si può comunque fare in modo che si rendano conto di cosa dicono quando chiedono che profughi senza casa siano allontanati dai nostri lidi; forse se lo capissero perderebbero un pò del loro astio"
Questo brano, e vi ringrazio per la pazienza di averlo letto, non è mio. E' un articolo di George Orwell apparso sul <<Tribune>> nel 1947. Avete letto bene, 1947. Ho proceduto soltanto ad effettuare dei tagli e davvero piccolissime modifiche. La nostra Italia sembra la Gran Bretagna del '47 e forse anche la Gran Bretagna è la stessa. Per quanto riguarda il razzismo io non penso che il nostro sia un paese razzista o xenofobo. Il nostro è un Paese in cui non passa giorno che non ci sia qualcuno in più che si incazzi: per la crisi economica, per il lavoro, per la politica locale e nazionale ed ho l'impressione che molti dei miei compatrioti si stanno rendendo conto che siamo arrivati ormai ad un punto di non ritorno, dove il debito pubblico non calerà più sotto il 100% e nemmeno 110%, dove anche per gli italiani che saranno sfrattati non ci sarà nessuna istituzione o casa popolare ad alleviare la sofferenza, dove non si pagheranno meno tasse, dove la disoccupazione giovanile sarà sempre compresa in quel "range", troppo alto, tra il 30 e 40% etc, etc; insomma una situazione in cui tutto ciò che si fa è perduto accompagnato da una amarezza e disillusione di vedute ormai senza scampo. Quella arrendevolezza di chi sa che nulla cambia e trova una valvola di sfogo altrove...
Per il problema scolastico prendo per buone le parole di chi ci lavora, in questo caso Alien e Rosanna, tuttavia mi preme aggiungere solo un paio di cose: 1) avere il reato di clandestinità è una cretinata che fa rivoltare i più grandi penalisti della storia nelle loro tombe; 2) apparire buonisti quando accadono tragedie ed andare in televisione è molto facile e da ipocriti oltre che un buon modo per farsi una buona reputazione; 3) dimenticarsi che esistono italiani che perdono ogni giorno il lavoro, sono costretti a dormire in auto per settimane, ha un che di allarmante visto che i più elementari diritti non riescono ad assicurasi se non in malo modo e a chi si e a chi no; ci vuole la raccomandazione anche in questo oramai.
Poi il problema presenta molti altri aspetti, più o meno complessi e tecnici se vogliamo, ma mi sono già dilungato abbastanza. Aspetterò magari nuovi sviluppi sull'argomento nel frattempo vi lascio con una massima che recita:"Il pregiudizio è l'anticamera dell'odio" che è bene ricordare ogni tanto.
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Vecchio 02-18-2014, 03:15 PM   #7
enrichetto
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Potrei papireggiare….ma non papireggero’.
(anche perche’…Peppe da la pappa al pupo e il pupo da la pappa a Peppe:tanta pappa pappa il pupo quanta pappa pappa Peppe)
Brevemente…..il razzismo(che attenzione e’ biunivoco) e’ un sentimento diffuso fin da tempi antichi…dalle civilta’egizie e sumere alla Grecia classica.Mi ricordo che sul libro”Storia della filosofia occidentale” di Bertrand Russel(lo consiglio…chiaro scorrevole e in edizione economica)c’era un passo su Aristotele che e’ interessante far notare : “la schiavitù è opportuna e giusta, ma lo schiavo dev’essere per natura inferiore al padrone. Dalla nascita, alcuni sono destinati alla servitù, altri al comando; l’uomo che , per natura, non appartiene a se stesso ma a un altro uomo, è per natura uno schiavo: Gli schiavi non devono essere Greci ma di una razza inferiore dotata di minore intelligenza”
Poi attraverso i tempi …vogliamo parlare degli indiani d’America presentati nei film come selvaggi crudeli che attaccavano le carovane dei valorosi bianchi…?
O dello schiavismo dei campi di cotone nel sud….?
O della Serenissima Venezia dei Dogi ?…Esempi ce ne sono a decine purtroppo.
Ho sempre pensato che non sono mai esistite razze pure e che il razzismo sia figlio di poca cultura, dell’ignoranza, e del poco viaggiare.
E confido molto in quella istituzione chiamata scuola e in insegnanti come quelli che scrivono su queste pagine.
Poi….piccolo inciso....spostare i figli in una classe “normale” perche’ un disabile rallenta il programma…e’ una forma di razzismo.
Per quanto riguarda gli arrivi di massa, l’incapacita’dello Stato di gestire certe situazioni,il fenomeno mediatico sull’opinione pubblica gia’ esasperata e disagiata da mille problemi…la delinquenza, il rispetto una certa arroganza…..ci sarebbe tanto da dire.
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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Vecchio 02-18-2014, 07:57 PM   #8
Rosanna
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Troppe ne sento e ne vivo in prima persona che mi rattrista questo post.
Condivido quanto già detto e aggiungo che certi discorsi mi sono giunti dalle persone cosiddette 'perbene' il ceto alto.. che più che alto mi sembra su un piedistallo ma mal posto.
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Vecchio 02-19-2014, 12:46 PM   #9
Lun@74
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Amici... Io pure mi sforzerò di non fare papiri... Ma non prometto nulla!!!

La diversitá ha sempre spaventato l'uomo soprattutto quello ignorante nel senso letterale del termine, quello caratterizzato da rigidità del pensiero e mancanza di consapevolezza di sè.
Perché, in effetti, chi attacca l'altro in base ad un pregiudizio sta solo, senza saperlo, proiettando su di lui le parti negative di se stesso, che su se stesso non vede, non vuole vedere e non ammette. La paura nasce dal timore che la diversità possa soppiantare la propria identità... Ma l'identità è fluida e molteplice per definizione... Anzi più il senso d'identità è rigido e non ammette nessuna deviazione dai pochi punti fermi che possiede, più essa è fragile. Com'è che si dice.... Ciò che non si piega si spezza. Sappiamo tutti che la realtà non è che un fluire continuo... Io devo accettare che io stesso cambi, che parti di me, belle o brutte che siano, continueranno a venir fuori nell'arco della vita ed a sorprendermi. Se non accetto questo vivrò male la vita. E se non accetto il cambiamento in me, come posso accettare la diversità che è fuori di me?

Gli altri sono lo specchio in cui noi ci vediamo per la prima volta ( da neonati, gli occhi della mamma, tanto per nominare il primo oggetto d'amore ) e in cui riconosciamo parti di noi stessi. Non siamo monoliti, ma conteniamo infinite parti, spesso anche in contrasto tra di loro (e perciò che alcune le neghiamo).
Ma se accettiamo il nuovo, il diverso con curiosità e impariamo a vederlo come qualcosa che ancora non conosciamo ma che ci arricchisce, quello specchio che è l'altro non sarà più deformante, non ci spaventerà più, ma anzi, diverrà qualcosa che ci permetterà di arricchire la nostra immagine di nuove aspetti. Aumenteremo la nostra consapevolezza e quella del mondo, impareremo ad assumere ottiche differenti.

Io a scuola ci lavoro molto su queste cose, questo è un tema che mi è molto caro e devo dire che in ragazzi sono molto più bravi degli adulti a mettersi in discussione superando pregiudizi e luoghi comuni.

Meno male che non ho promesso nulla sul fatto di non fare papiri...
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Vecchio 02-19-2014, 01:26 PM   #10
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Quoto Lun@74 e pongo una domanda a Luna- visto che hai detto che su questo aspetto ci lavori molto come ti poni nei confronti di quei ragazzi, se ce ne sono, che mostrano quel comportamento effetto di un'educazione familiare errata??
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Vecchio 02-19-2014, 03:00 PM   #11
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Cara Roxy, si c'è ne sono... Intanto io li preparo, grazie alla mia materia a comprendere che molte delle nostre differenze sono dovute alla cultura in cui viviamo e li faccio ragionare anche vedendo video, filmati, film o ponendo discussioni problematizzare in classe sul significato logico o meno di alcune usanza delle nostre e altrui culture. Diciamo che questo a Torino mi veniva facile perché in ogni classe c'erano almeno tre o quattro ragazzi/e stranieri per cui si affrontavano vari aspetti nelle diverse culture e si trovavano aspetti comuni e diversi.
In poche parole io ci lavoro per mesi, in progetti anche lunghi... Le mie materie mi facilitano nell'affrontare questi temi.

In generale però, il metodo migliore per far comprendere a questi ragazzi con pregiudizi ( dici bene tu, di natura educativa o,mese preferisci, diseducativa) che la diversità non deve spaventarci è non attaccarli facendoli sentire sbagliati ma fare dei giochi di ruolo in cui devono immedesimarsi nell'altro e dire cosa provano/ sentono... Il metodo migliore è lavorare sulla relazione e sulle emozioni e sviluppare l'empatia, a mio avviso.
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Vecchio 02-19-2014, 06:20 PM   #12
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Ma a volte la cultura o la n0n cultura può portare alla discriminazione??
Ho trovato nel web (FB) questo racconto:

In una scuola Americana, la maestra presenta alla classe un nuovo compagno arrivato in USA da pochi giorni: Sakiro Suzuki, giapponese (figlio di un alto dirigente della Sony).
Inizia la lezione e la maestra dice alla classe: “Adesso facciamo una prova di cultura. Vediamo se conoscete bene la storia americana”.
Chi disse: “Datemi la libertà o datemi la morte”?
La classe tace, ma Suzuki alza la mano....
“Davvero lo sai, Suzuki? Allora dillo tu ai tuoi compagni!”
“Fu Patrick Henry nel 1775 a Philadelphia!”
“Molto bene, bravo Suzuki!”
“E chi disse: Il governo è il popolo, il popolo non deve scomparire nel nulla”?
Di nuovo Suzuki in piedi: “Abraham Lincoln nel 1863 a Washington!”
La maestra stupefatta allora si rivolge alla classe: “Ragazzi, vergognatevi, Suzuki è giapponese, è appena arrivato nel nostro Paese e conosce la nostra storia meglio di voi che ci siete nati!”
Si sente una voce bassa bassa: “Vaf....bip a ‘sti bip di giapponesi!
“Chi l’ha detto?” chiede indispettita la maestra.
Suzuki alza la mano e, senza attendere, risponde: “Il generale MacArthur nel 1942 presso il Canale di Panama, ma anche Lee Iacocca nel 1982 alla riunione del Consiglio di Amministrazione della General Motors a Detroit!”
La classe ammutolisce, ma si sente una voce dal fondo dire: “Mi viene da vomitare!”
“Voglio sapere chi è stato a dire questo!!!” urla la maestra.
Suzuki risponde al volo: “George Bush Senior rivolgendosi al Primo ministro Giapponese Tanaka durante il pranzo in suo onore nella residenza imperiale a Tokyo nel 1991!”
Uno dei ragazzi allora si alza ed esclama scazzato: “Succ... bip!”
“Adesso basta! Chi è stato a dire questo?” urla inviperita la maestra.
Suzuki risponde imperterrito: “Bill Clinton a Monica Lewinsky nel 1997,a Washington, nello studio ovale della Casa Bianca!”
Un altro ragazzo si alza e urla: “Suzuki del ca..z bip!”
“Valentino Rossi rivolgendosi a Akiro Ryo al Gran Premio del Giappone nell’ aprile 2000!”
La classe esplode in urla di isteria, la maestra sviene.
Si spalanca la porta ed entra il preside: “Ca.. bip, non ho mai visto un bordello simile!”
“Silvio Berlusconi, luglio 2008, nella sua villa Certosa in Sardegna!”
Il Preside, allora:
“Adesso vi rovino tutti”.
E Suzuki “Mario Monti al suo insediamento al governo, Roma nel 2011
forse era da inserire in Sorrisi ma mi sembra anche drammatica!
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