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Junior Member
Data Registrazione: Jun 2011
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Ancora st’incubo maledetto
d’improvviso, come ogni notte, m’agita, m’incolla al letto, m’avvolge di calore forte. Si, stavolta mi ribello. Ecco, ora accendo il lume un’altra luce vien dal tinello, sotto il letto tante piume. ‘Ste piume come sono entrate? Forse uccelli oppure il vento ma le finestre son ben serrate, non realizzo il perché dell’evento. Mi alzo stanco e intirizzito come un animale bastonato rifletto, finalmente ho capito come mai non ci avevo pensato! E’ stato lui che ha combattuto contro i demoni del sonno senza spada e senza scudo affinché resti solo un sogno. ora non sento la sua presenza si è allontanato forse ferito. coma pesa la sua assenza! D’un tratto so’ spaurito. tutto il suo gratuito lottare per me e l’anima mia m’induce a ricambiare non solo per simpatia a lui che veglia su me, sempre dietro con la sua invisibile presenza mi copre come una campana di vetro per allontanar da me la sofferenza. Chiedo tanto, lo so bene lui silente mi ascolta è il ruolo che gli appartiene e lo fa sempre, ogni volta. Vicino ad asciugarmi le lacrime salate in disparte a sorridere per un mio sorriso. Le parti devono essere scambiate tra me e te, che tutto hai condiviso. Cambiamo ruolo adesso stammi vicino nella gioia e più distante nel dolore ogni tanto permettimi, magari spesso. di esser io, il tuo angelo custode. Tore. |
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| angelo, custode, poesia |
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