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#1 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Sorrido, nella mia stanza chiusa al mondo, lontano dai raggi del sole e dai sorrisi idioti della gente per bene…
Sorrido alla fortuna di chi vive, alla certezza di chi crede, all’egoismo di chi uccide, all’ignoranza di chi vede tutto bello. Ho avuto l’impressione d’essere una donna libero, nella completa solitudine, al di fuori del conformismo, manifesto, del mio gran paese. Mi sono illusa di poter volare lontano dai compromessi, dalle ideologie politiche, e dai televisori. Ho isolato il cervello, ad ogni cambiamento, all’amore e alla fantasia, chiuso nella mia gabbia di libertà, senza poster e senza allegria, vuota alla tristezza e alla malinconia. Ho perso il cuore, necessario in fondo, troppo amore per una donna libera. Non ho pensato a dio, Come non ho pensato ad un qualsiasi creatore, Tutto è nato così per caso I valori le sicurezze il lavoro il sesso… La libertà ti porta a pensare che nulla Ti rende realmente libero, nemmeno, le corse di un bambino, la gioia di una madre, il senso d’onnipotenza del cinico ed arrogante paparazzo, l’organizzazione, l’amicizia, le corse in macchina, il salto nel vuoto. Questo ** di bicchiere ancora non è finito e già penso alla morte… Al fatto di non poter scegliere dove essere seppelliti, al fatto che anche in quella circostanza non si è liberi di decidere dove spargere le nostre ceneri, al fatto che una volta passati dall’altra parte qualcuno potrebbe anche dirci quella è la sua porta, quella è la sua stanza, quella è la sua galera. E’ finito il bicchiere meglio che vada a dormire |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Spalle al vetro.
A levare gli occhi da me E a sorridere, sempre, malgrado tutto. Ti porto con me Su carta che non si straccia colorata di me in un’alba o tramonto poco importa. Colorata di me. Quello che porto di te in ogni luogo Tu dormi ed io parto. Ti ho mai detto che ti amo? |
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Raccolgo le tue parole
come petali lasciati sopra il tavolo per me a traghettare - dentro di me - grandi emozioni e desideri. Ora posso volare nei occhi - un tocco di cielo - e riscaldarmi nei raggi di un sole splendente. Non ti posso vedere, no. Ma posso percepire ogni tua goccia di luce ogni tuo colore - graffiti indelebili nel mio cuore -. Tu sei con me anche quando non ci sei. Posso cercarti senza mai allontanarmi da sogni appena sognati. Posso parlarti senza pronunciare mai nessuna parola. Posso ascoltarti nel rumore assordante delle mie paure. Posso vagare per chilometri pur rimanendo dentro di me. Posso perderti e ritrovarti subito. E allora prendo Te, senza toccarti - anche solo - per un brevissimo indimenticabile istante |
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Avrei voluto dirti..
[…] Del dolore. Della mancanza, della solitudine. Della perdita, del desiderio che mi schiaccia contro il muro. Della forza che non ho, della ragione che sragiona, del bisogno, dell’urgenza. Le avevo scelte con cura, una ad una, le parole. Le tenevo tutte nella testa. Avrei voluto dirti che non posso vivere e neanche morire perché tu sei né nella mia vita e nella mia morte. Avrei voluto dirti che non so cosa fare, di me, senza te. Ma sono riuscita solo a rubarti un respiro. Per sopravvivere. […] ...già. |
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Vorrei ogni giorno raccontarti il mondo.
Ma poi il mondo lo vedi anche da te. Vorrei raccontarti la vita. Ma poi la vita la vivi da te. Vorrei raccontarti l'amore... Ma tu ti racconti di non amare piu'. Vorrei.. Vorrei portarti a volare, ma non trovi piu' le ali. Vorrei portarti in alto, vorrei raccontarti di quando andavamo per aria, ma tu oggi ti credi cemento, vorrei raccontarti aquila, ma tu oggi ti racconti aquilone.. Vorrei... Vorrei ...raccontarti di noi. ma non c'e' bisogno. Vorrei raccontarti la scelta. Ma tu sembri dimenticare di averla. Vorrei raccontarti il mio cuore.. ma tu lo conosci. Raccontarti il sorriso, conosci anche quello. Vorrei raccontarti il domani... Te' fa' si che ci sia "domani".. ed io lo raccontero'.. |
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#6 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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No.. non è il tuo profumo
che da un senso ai miei passi quando perdo i pensieri in centro, nella solita sera di un novembre già vestito d'inverno No...non sono i tuoi occhi, quelle luci disordinate che illuminano vetrine di vaghi sogni. lo so, non è sul tuo viso, che la pioggia scivola, in lacrime d'autunno ma, è nell'intensità del mio respiro che il mio silenzio si nasconde, mentre la tua voce, delicatamente schiude l'infinita emozione di volerti bene a te Trovata sul web http://www.cosenzainrete.it/forum.php?sid=3788 |
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Non mi guardare, passante.
Non sono seduta a terra a chiedere l’elemosina, non mi servono soldi. Mi vedi piangere, stare male e lascia che io mi disperi da sola, senza ascoltare le tue parole che giudicano cose che non conoscono. Odio me perché non sono capace di alzarmi da terra, dallo squallore della mia vita e cambiare rotta, andare verso nuovi cieli e orizzonti. Non ho ferite, cicatrici da mostrarti ma ho il cuore che si è diviso in due: una metà sta morendo e l’altra cura quella più debole. Non mi toccare, lasciami a terra. Non ho la forza per alzarmi, per tenermi aggrappata al filo e salire sul treno, che mangiando polvere, urlando mi porterà via, nella dimenticanza. Ti faccio pietà, ti vergogni di me .. anch’io tra le mani stringevo carta bianca e penne colorate. Non provo pudore, perché quel che sento dentro non mi lascia avere percezione dei mie gesti. Passante, non guardarmi più, non cercare di pulire il mio viso sporco di fango; lascia che sia così una donna perduta, una ragazza mai stata. |
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#8 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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A cosa mi servono i piedi
se sempre aspetto e mai mi muovo e le mani che anche se le allungo mai toccano, solo sfiorano appena un poco. Voglio piedi come ali per volare oltre la superficie e raggiungere altre mani da stringere forte con le mie, perché si, voglio volare Non voglio pensare a cosa serve adesso un pensiero se non a colorare di nero un movimento di ciglia che umide si lasciano andare alla danza della tristezza Io sono qui seduta mi abbraccio e mi faccio compagnia nel rumore assordante di un fazzoletto che stringo fra le mani con l'amaro compito di asciugare quel pò d'amore che ancora c'è. |
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#9 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Mi lascerei morire..
di-vento lacrime di cristallo in volo invece.. seduta sul pavimento senza fiatare.. fa quasi male quest'aria vorrei che la pioggia bagnasse la mia pelle i miei vestiti.. Mi specchio in occhi di vetro.. Dio! quanta solitudine.. seduti su queste panchine a bere sale mare.. quante volte mi ha vista piangere il mare.. vorrei che fossi qui a stringere le mie mani.. io il mare & tu la mia roccia.. Siamo soli tu ed io Dio & gli angeli.. Amico mio |
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#10 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Potevi essere te stessa.
Hai voluto altro, hai voluto di più Hai voluto di meglio. E hai avuto il meglio. Hai avuto vite che non ti riguardavano. Ora, dici che avresti voluto essere una donna, un'onesta. Essere se stessi. Sarebbe stato già un successo. Essere una donna, un'onesta non sarebbe stato per te il meglio, ma l’Impossibile. Guardo, seduta sulla sponda la tua vita che cola via come un fiume di pece su un letto di carta di riso e, per una volta, affranco l’anima prima di alzarmi. Un attimo, tanto mi serve per sputare quel grumo di dolore fermo, lì, nello sterno. Essere se stessi. Sarebbe stato già un successo. |
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#11 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Scatole di cartone
dimenticate nella polvere, sensazioni di gioie lontane. I tuoi gesti non esistono, soffro nel pensare... soffoco da dentro, la mia anima ingiallisce. Si svuotano i ricordi, la mente vacilla, il presente si confonde, niente ha senso ormai. Provo gioie ormai piccole, e rido...senza credere. Ti ascolto e sento perfezione, e muoio nei difetti, povera cosa che il tempo scolora. |
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#12 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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ONDE...IL RUMORE DEL SILENZIO___
Onde delicate in quest'alba che piedi nudi accarezzano cammino lenta sentendone il tiepido tocco è questo il momento che amo il silenzio mi circonda... il mormorio del mare i miei passi nell'acqua l'urlo di un gabbiano che plana qui vicino posandosi sulla sabbia si avvicina guardandomi agitando le ali come volesse spaventarmi qualche passo insieme poi attratto da altro spicca il volo verso l'alto lasciandomi sola nel rumore di questa silenziosa alba. |
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#13 |
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Amico*
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Tolgo il cappello
da tempo, calzato sugli occhi. Torno a vedere lontano dove i miei passi vanno a morire distesi accarezzati da teneri steli di giunco piegati dal vento. Tolgo il cappello cammino di nuovo sul pontile che disegna la mia strada separata da una vita che non è la mia. Impervio sentiero accoglie il passaggio. Paura di sprofondare in un pantano d’acque torbide e malsane. Paura di non riuscire più a seguire il filo di un sogno lasciato tagliare stringendo in un pugno solo l’avanzo. Paura del passato sfilato difficile da recuperare. Filo tagliato scorre via sotto gli occhi lasciando una scia di triste rimorso. Stringo il cappello certa di recuperare il filo della vita mia. Stringo il cappello torno a seguire il cartello che mi porta nel dove più bello. Dove i miei passi vanno a morire distesi sulla vita che ho scelto. |
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#14 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
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Fuori dalla stanza
sento il vento che alza il tempo quando in curva mi sorpassa e non si ferma neanche quando piove neanche quando ghiaccia. Fuori dal mio cerchio geometrie isolate si confondono nel gioco delle carte del baro messo al bivio tra la mente e la parola tra la mente e la mia bocca. |
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#15 |
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Amico*
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Puoi volare, amore
come fa una nuvola per navigare il mare ma, per un istante provati a fermare chiedilo al vento per favore che ti lasci sedere per un momento - solo uno - prolungato e lento come la lotta che ho ingaggiato col Tempo rivale antico nemico sempre contro anche in questo fugace incontro. Siediti, amore. Lo senti? E’ l’odore del mare che non sa più profumare. Lo senti? E’ il sapore del mare che ha sciapito il suo sale. Lo senti? E’ il rumore del mare che ha smesso di suonare. Lo senti, amore? E’ il grido del mare che ha inabissato il suo navigante. Ancora un momento per favore solo un momento prolungato e lento prima di tornare dal tuo vento. Solo un momento. Siediti, amore. Senti? E’ il mare che ha succhiato se stesso s’è raccolto in un sacco e, sulle spalle s’è portato lontano, in un altro bacino e s’è riversato, dove il sole è tornato a splendere alt(r)o. Senti, amore? E’ il vuoto del mare che s’è allontanato per non morire. Puoi tornare a volare. |
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