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#1 |
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Amico*
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Non t'ho amata come se fossi donna, ma t'ho amata, forse più
Cos’è ora la poesia, se vedere non è credere di trovare una parola che dia senso al vuoto cielo, o cercare quale errore dietro la tua forma fredda, per trovare quante lacrime hanno tinto il suolo amare. E’ poesia lasciare andare Ogni urlo nella mente, ogni musica o canzone, e lasciare voce al vento che il mio pianto non depone, pure immoto il mio dolore. E’ poesia non poter dire quanto amore ho nei miei occhi se me stesso vedo nei tuoi, fino a quando, ancora aperti, non promettono più vita. E’ poesia solo il mio sogno qui da un branco dilaniato nella polvere di sangue, ora ultimo tuo segno, col tuo muso in mano mia: questa l’ultima poesia. a Lupa: una dolcissima cagna solitaria. Labbra di donna Quelle tue labbra Alla ricerca di un sorriso cercavo candore di denti e labbra rosse color cuore. Ma denti ho incontrato che pane facevano di me e pur zanne non parevano. Labbra che parlavano di amore o amicizia ma solo a denti stretti. Ho visto labbra rosse che erano arrossate ma non per il calore. Labbra ad occhi chiusi ho sentito sulle mie e l'ho poi perse aperti. E quando l'ho sognate so che m'han sorriso nel mio sogno d'amore. Quelle labbra che baciano, che dal sogno parlano: sono le tue labbra. Quelle labbra che non vedo, come non si vede l'amore, ma so qual'è il loro nome Notturno Se ti penso, stai in un riquadro di musica che vedo, di fotografie che ascolto. TI guardo da un muto messaggio che mi porta fino a te e m’illude che sei lì. Così poi t’inseguo senza poter correre inchiodato sempre qui ch’è dove solo tu appari. Ma con te posso volare se fingo anch’io d’essere un angelo allargando le braccia. E so che non cadrò dal tuo sogno soffice e delicato come un letto di rose. Lì mi stringo ai tuoi versi e mi dico: a me parla!, perfino quando è vero che hai parlato a me. Allora ti ascolto e so che mi sorride la musica del cuore: un notturno di Chopin. Miraggi sull’asfalto. Miraggi d’asfalto sorgono torridi, da lingue nere tremolanti d’acqua, sospesi lontano. Vicino è lo specchio danzante e vuoto: ne senti solo l’odore acre. Appena dondola, come all’ormeggio, la strana gondola: miraggio d’agosto sull’autostrada. Se ti avvicini, poi non scompare, l’ombra rimane: incatenata al nulla una vita di cane. respiro Ora che sento il mio respiro, non voglio che mi lasci senza dirmi a quale viso porgerà carezza, o quali labbra potrà sfiorare, in quali morbidi capelli s'annida, a chi offirà il mio segreto amore che non ha colore ma senti, poiché viaggia sulle ali del vento, poiché è fiamma del sole, poiché è specchio di luna, poiché non da legno brucia, poiché non l'oceano spegne. Ora che sento il mio respiro, non voglio che mi lasci per poi dirmi da qual viso sarà evitato, da quali labbra soffiato via, da quali capelli intrappolato, di chi soffrirà il segreto disprezzo, che non ha primavera in cui volare, che del mondo i colori stinse, che le favole fece bandire, poiché illusione già fu illusa, poiché libertà non fu sognata, poiché poesia non fu creduta, poiché d'amore l'ala spezzata." Un angelo caduto in fondo... Ora non ho che nere parole, che non costruiscono ponti per correre a te e donarti un fiore. Invece, esser già lì, silente albero che da secoli attende e che ti invita ad abbracciare il suo caldo tronco. O sedersi ai piedi della tua bellezza, per interrogarla, con meraviglia, come solo un bimbo sa domandare; me ne starei buono buono per terra a guardarti, occhi blu spalancati, aspettando in miracolo ogni tuo atto. Mi avvolgerei, edera, intorno a te per abbracciarti, leggera e tenace, metterei radici dove posi i piedi, e salirei in alto fino ai tuoi occhi, per affacciarmi sull'universo e lanciarvi un fiore col mio cuore. O rimarrei sdraiato sotto la tua volta per scrutarti come un nuovo cielo da cui oracolo predisse la divinità. Ma la tua divinità sprofondata da cieli angelici a nere grotte, un angelo ancora s'attende, e infila ora il suo dolente canto in rime sinuose di scala di luce finché a percorrerla sia l'invitato. E in quel cuore aggrottato fra ceneri d'ali e neri brandelli un angelo ha già teso la mano. L'abbraccio di un angelo Lo sento in te qual'è il mio dolore d'anima persa, ma ho la mano aperta, senza timore d'abbracciare un riccio. Io so chi sei: un giovane angelo, e le tue spine sono quelle lacrime che attendono un abbraccio promesso. angeli neri Gli angeli neri della Terra sono uniti da un destino: essi nascono con neri cuori, ciechi alla stessa loro luce catturata per donarla. Eppure essi sognano, senza averne la chiave, di quali voli hanno l'arte, e quante arti spargano dai cieli ovunque in Terra. Di acqua pura e sangue lasciano traccia in noi con i loro piedi scalfiti sui sentieri frantumati del loro fragile spirito. Ma quegli angeli bambini, neri nei loro nascondigli, hanno le più lunghe braccia, per afferrare un cuore lontano mille miglia. l'ultima ora Tornerò a sognare, le mani ancora vuote, con vertiginosi voli e mi lancerò nel cielo perché vorrò cadere e non fermarmi più, dimenticare tutto: quale altra libertà? E avrò il mio orologio, perché sia bella l'ora dell'ultima paura, e abbraccerò il vuoto che mi farà vibrare più dell'ultimo mio amore illuso da me stesso dal quel mio cieco cuore . Angelo caduto in terra, senza alcuna mappa di dove devo andare, chiedo a tutti quanti cos'è ch'io possa fare e poi a chi donare, ma occhi vedo ciechi e labbra ascolto mute. Apro il mio petto e grido: guardate, questo è un cuore; ma tutti l'hanno uguale parlando dell'amore. Allora non so altro che ancora io possa dire. Apro questo cielo e cado dove non può finire. me ne andrò Utenti che stanno navigando: solo il mio nome appare, la folla se n'è andata via, e solo chi è solo rimane. Una gattina sulle ginocchia dorme tutta raggomitolata: il rumore del suo piacere è quello della vita che non so. Non so più, a quest'ora nel buio, dov'è l'umanità e cosa fa. E il mondo non fa più rumore, almeno fino a domattina. E quando mi sveglierò ancora, crederò che sia il primo giorno: sempre diverso, sempre uguale, come il mare, che vedo laggiù. Ora che questo sipario bianco fa da camice alla follia, m'inchino intorno e porgo il collo perché qualcuno mi porti via. Me ne andrò invece da solo, non una stella che dica il vero, perchè distanti sono le stelle, e non c'è carta della mia rotta. Luci di stelle che brillate su, dove il mio cuore s'è frantumato, raccogliete voi la mia polvere e fatene bere l'universo sirena Veleggia incatenata o anneghi, anima che ascolti il suo canto; levata l’ancora della paura, entri nei flutti del suo dominio: nata d’Acheloo, canta ed incanta, timida ancella di arti divine, irti di scaglie lucenti i piedi, nuota nell’anima di chi l’ascolta affondando il suo fragile cuore. dietro l'angolo So che qualcosa è in me che si ritira dentro, in una tana buia e fredda. Ha radici antiche e immemori, più del cordone che mi legò, strangolandomi, a questa vita. Fuori mi lasciò in suo pegno, uniche, carezze di lacrime salate dal ventre di un fuoco fatuo. Così, ancora e ancora, un bimbo non sa fuggire, a quel mondo sovrastante: seduto a terra in un angolo senza nessuno che l'abbracci, dal vuoto si nasconde invano. E in terra seduto muore quel bimbo denutrito affamato di carezze. Muore curvo agli anni, sotto macerie di un sogno e membra di peluche. Muore dall'inizio un po' fino a che non vuole altro, fino a che non ci crede più, fino a che il giorno muore, e fino a che con esso muore l'ultima sua notte boccoli Boccioli di vita, cuccioli e bambini insieme, api e falene, fringuelli e balene, davanti agli occhi non ci accorgiamo di quanto amore c'è fuori di noi, nei bianchi e neri e nei colori. Boccioli di vita, in mani minuscole appena nate di scimmie e di umani, in pinne e piume di mari e cieli che non furono divisi fino a quando si aprì sul mondo l'occhio dell'uomo. Boccioli di vita le nostre labbra che baciano quelle di un bambino, i nostri occhi lavati da lacrime che ci incollano al mondo, le nostre mani che si aprono a raccogliere un fringuello caduto dal nido. Boccioli di vita, i palpiti dei nostri cuori uniti a tutti i cuori palpitanti del loro primo respiro. Boccioli di vita per quell'amore appena nato ancora una volta, per sempre, per ogni bocciolo e per te. Questo è il minimo ke posso fare per te in confronto a quello ke hai fatto per me.....
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Il meglio deve ancora venire |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.849
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Brava Laura
hai pensato bene di raccogliere, questi fiori...queste perle di poesia... Le hai trasformate in un mazzo di fiori profumato... e in un prezioso gioiello... per tutti noi.
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#3 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Ehi! Ma!... Grazie, Laura! Sei gentilissima e dolcissima...sono confuso e...onorato!
Non so nemmeno a cosa tu ti riferisca circa "quello che ho fatto per te"! Io non ho fatto proprio niente, se non risponderti semplicemente ! ![]() E anche tu, Triste, ti ringrazio per la tua gentilezza! Non avrei mai creduto che poteste considerare le mie "composizioni", a voi dedicate o in vostra risposta, delle poesie: quelle siete voi che potete scriverle!
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.849
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#5 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Parole
Quante parole girano attorno tutte dentro alla mia testa con il suono della mia voce che nessun altro ascolta. Sono apparse un giorno, falsi dei di vita propria, ma creavano mondi di me da mondi sordi ma non muti. Quante parole, in fila indiana, collana di perle interminabile ed una per una le conosco, per quel che sono: senza valore. Tante parole ben riciclate nel loro cicaleccio petulante, nella lora furba pretenziosità di antiche figlie ereditarie. Queste parole tutte vecchie, centenarie che s'imbellettano, non possono stare zitte perché vivono di me. Parole che m'hanno invaso da quei giorni senza difese senza muri e senza confini, m'hanno fatto e poi disfatto. Sono quelle parole vittoriose, vedi?, ancora adesso vincono, perché sanno essere tutto, e tutto ciò che sono è niente. E un giorno loro cadranno perché sarò caduto anch'io e cadendo le avrò schiacciate, e non ci saranno più parole a parlare del silenzio. |
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#6 | |
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Senior Member
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Citazione:
alegnairam
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"... e nonostante tutto avere dell'Amore un'idea talmente splendente e sublime, e sapere bene di essere in bilico, in bilico..." Renato Zero www.alegnairamariangela.spaces.live.com
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.849
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Complimenti Daliante...
Finalmente le tue stupende poesie occupano il giusto spazio che meritano!!! Aurorablù
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#8 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2005
Località: lo spazio che c'è in te
Messaggi: 4.503
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il merito che abbiamo siamo noi a deciderlo.. ogni volta che scegliamo parole che provengano direttamente dalla strada del cuore.. danilo credo sia sicuramente il tuo caso.
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"...Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te." pedro salinas
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#9 |
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Amico*
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Pensando a
Viene il momento che deponi le armi, Aleggiante in cieli sornioni e versati, e… Lasci le spalle cadere del tuo burattino. E’ arrivata l’ora di far dormire i sogni Nati ogni giorno da caparbietà dolente. Tue le fila che muovevano gli attori Iridescenti dei sogni dei tuoi bisogni, Narratori insonni di maghi ed angeli, Accolti con stupore da chi credeva. Che continuino a credere coloro che custodiscono nel loro cuore il fuoco sempre acceso e sfavillante dei desideri. Continuino a credere in esso e non viverne.
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#10 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2004
Messaggi: 2.233
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Ognuno è poeta della sua vita ... ed è bello cogliere tante sfumature preziose in ogni persona che abita questo posto ... in queste poesie ci sono molti toni pastello ...
Un abbraccio Millo |
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#11 |
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Amico*
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Nell'oscurità nascosta
solo da palpebre pesanti di nuvole nere di ceneri, una corda si muove di tanti fili irrisolti in un sibilo notturno di serpente. In quel movimento, la vita avviluppata alla morte: una promessa di luce mantenuta dalla nascita eppure oscurata da radici spezzate doloranti. Dolore di croce che non assolve di sé, dall'alto di un monte dov'è uno sguardo ostinato che guarda in basso al banchetto di sangue ed ossa di un inutile sacrificio. Cosa valgono ali di farfalla se dietro di esse v'è un angelo che teme la sua grandezza? Vola in alto nel sole, angelo, la luce non ti brucerà le ali, e in terra cogli i nostri cuori che volino con te.
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#12 |
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Senior Member
Data Registrazione: Apr 2006
Località: Pesaro
Messaggi: 444
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"Cosa valgono ali di farfalla
se dietro di esse v'è un angelo che teme la sua grandezza?" cosa vuol dire syd... non rieso a percepire ciò che volevi dire...
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Le poesie sono le lacrime del cuore... |
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#13 |
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Amico*
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Non è mia...
è in risposta ad una mia poesia... se leggi anche quella credo che capirai...
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#14 |
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Senior Member
Data Registrazione: Apr 2006
Località: Pesaro
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pardon...
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Le poesie sono le lacrime del cuore... |
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#15 |
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Amico*
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Falesia
Qui dall'alto anche per me il vuoto, senza te, spoglio di foglie per sentire la tua voce nel fruscìo del vento, grigio accecante che ferisce gli occhi vuoti di un cielo di sogni, rocce bianche di vecchiaia triste di ricordi sorridenti, cespugli verdi arrampicati al vuoto profumato di mare, freddo smeraldo che scolpisce il cuore. Laggiù, biancore di case senza voce e odori, lontano come il passato, mi ricorda che altrove tu sei lì.
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