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Vecchio 01-06-2012, 04:50 PM   #31
Vento_d'Autunno
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Predefinito Riferimento: Vento d’autunno

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L'ARGINE

La luce mi avvolge,
filtrando dalle basse colline,
mentre cammino incontro al crepuscolo.

Dicembre ormai ha ucciso l’Autunno,
eppure l’inverno è mite,
consolato dai raggi d’un sole morente.

Quest’oggi anch’io mi sento così:
perdonato dal castigo del mio personale inverno,
sollevato dal peso di questa lunga notte.

Per questo ho bisogno ancora una volta d’ascoltare il Fiume.
Quell’acqua, che mi ha visto crescere, ha in se un'antica saggezza.
Profonda, come la sorgente; forte, come la corrente; sicura, come il mare.

Il sole tramonta del tutto, mentre cammino sulla strada del ritorno.
Le ombre s’allungano attorno a me nell’ora del crepuscolo,
vivido presagio delle future avversità.

Ma ancora non basta a spegnere il mio sorriso.



"Io non credo in Dio!" urlò Caderousse. "E nemmeno tu ci credi... tu menti... tu menti!...".
"Taci" disse l'abate. "Perderai l'ultima possibilità con le ultime gocce di sangue... Ah, tu non credi in Dio, mentre muori colpito dalla Sua tremenda Giustizia... Tu non credi in Dio, in Dio che chiede al contrito solo una preghiera, una lacrima per perdonarti... Dio che poteva dirigere il pugnale dell'assassino in modo che tu spirassi sul colpo... Dio ti ha dato un quarto d'ora per pentirti... Rientra dunque in te stesso, disgraziato, e pentiti."
"No" disse Caderousse, "no, io non mi pento, non vi è Dio, non c'è Provvidenza!"
"Vi è Dio, c'è Provvidenza" disse Montecristo, "e la prova è questa, che tu sei là gemente, disperato, rinnegando Dio, ed io sono qui, ritto davanti a te, ricco, felice, sano e salvo, e giungendo le mani davanti a questo Dio, al quale benché ti sforzi di non credere, pur credi nel fondo del cuore."
"Ma chi siete voi dunque allora?" domandò Caderousse fissando gli occhi moribondi sul conte.
...
"Ma chi sei dunque?"

"Io sono..." gli disse all'orecchio, "io sono..."
E le labbra, appena aperte, lasciarono passare un nome pronunciato così sottovoce, che il conte sembrava temesse di sentirlo lui pure. Caderousse, che si era alzato sulle braccia, fece uno sforzo per tirarsi indietro, poi giungendo le mani ed alzandole con un estremo sforzo: "Oh, mio Dio, mio Dio" disse, "perdono! Voi esistete, sì, Voi esistete, e nella Vostra infinita Misericordia e Giustizia, Voi siete il Padre, il Giudice degli uomini. Mio Dio e Signore, io non Vi ho per lungo tempo conosciuto! Mio Dio e Signore, perdonatemi! Mio Dio e Signore ricevetemi!"
Caderousse chiuse gli occhi e cadde all'indietro con un ultimo grido con un ultimo sospiro. Il sangue si fermò subito sulle larghe ferite.
Era morto.

http://www.youtube.com/watch?v=_-oa62PbXsQ
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"L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore." - Camus
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Vecchio 03-10-2012, 01:16 PM   #32
Vento_d'Autunno
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NEL PROFONDO

Lo sento dentro di me,
dove è sempre stato.
Nel Profondo.

In quell’angolo buio dell’Anima,
là dove il silenzio ottenebra.

Eppure
anche nell’abisso risplendono le stelle.
Lucciole in una tempesta di vento.

Ma questa volta
Io sono il Vento.


“Ogni uomo ha un demone dentro e non ha pace finchè non lo trova”
Dal film Il Corvo

“Esso porta molti nomi: il Maisconfitto, lo Sterminavita, l’Oscuraluce.
Esso è il Serraporte”

Garinol,
Servitore di Rohan
Bardo e Scrivano del Regno.

‹‹Che parli Beren›› ordinò Thingol. ‹‹Che vai cercando tu qui, infelice mortale, e per quale motivo hai abbandonato la tua terra per entrare in questa che è vietata a quelli come te? Puoi indicarmi una ragione per cui il mio potere non dovrebbe infliggerti una dura punizione per la tua insolenza e follia?››

‹‹Il mio destino, o Re, mi ha qui condotto attraverso perigli tali che pochi, persino tra gli Elfi, oserebbero affrontare. E qui ho trovato ciò che invero non cercavo, ma avendolo trovato desidero possederlo per sempre. Poiché è superiore a tutto l’oro e all’argento, trascende ogni gioiello. Né roccia, né acciaio, né i fuochi di Morgoth, né tutti i poteri dei regni degli Elfi potranno sottrarmi il tesoro che desidero, poiché Luthien, tua figlia, è la più bella di tutti i Figli del Mondo››.”

(Capitolo XIX – “Beren e Lúthien” – Il Silmarillion)


"Andate" disse, "e fate con diligenza... A proposito, fate avvisare Haydée che sono tornato."
"Eccomi" disse la giovane donna, che al rumore della carrozza era già discesa, col viso raggiante di gioia nel rivedere il conte salvo. Bertuccio uscì.
Tutti i trasporti di una figlia nel rivedere un padre prediletto, tutti i deliri di un'amica nel rivedere l'amante adorato, Haydée li provò nei primi istanti di quel ritorno atteso con tanta impazienza. Certamente, quantunque meno espansiva, la gioia di Montecristo non era meno grande: la gioia, per i cuori che hanno lungamente sofferto, è simile alla rugiada, cuore e terra assorbono la pioggia benefica, e niente appare al di fuori. Da qualche giorno il conte di Montecristo capiva, e non osava crederlo che c'erano due Mercedes al mondo, e che poteva ancora essere felice su questa terra. Contemplava, avido di felicità, Haydée, quando ad un tratto la porta si aprì.
Il conte aggrottò il sopracciglio.
"Il signor Morcerf!" disse Battistino, come se questa sola parola racchiudesse tutta la sua scusa.
Infatti il viso del conte si rischiarò.
"Quale?" domandò egli: "il visconte, o il conte?"
"Il conte."
"Mio Dio!" gridò Haydée. "Non è ancora finita dunque?"
"Non so se sia finita, ragazza mia diletta" disse Montecristo, prendendo le mani della sua figlia adottiva, "ma ciò che so è che non hai nulla da temere."
"Oh, se però il miserabile..."
"Quest'uomo non ha nessun potere sopra di me, Haydée" disse Montecristo. "Quando avevo a che fare con
suo figlio, allora sì, che c'era da temere."
"Oh! quanto ho sofferto" disse la giovane donna, "tu non lo saprai mai, mio signore!"
"Per la tomba di mio padre" disse Montecristo, sorridendo e stendendo la mano sulla testa della ragazza, "io ti giuro, Haydée, che se accade disgrazia a qualcuno, non sarà a me."
"Io ti credo, mio signore, come se mi parlasse una voce del cielo"

http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=gD6zhpHT0xM&feature=endscreen
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