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#1 |
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Amico*
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Ci stavo pensando un po' di raggruppare le poesie...
e sotto l'incitamento di una persona alla fine mi son decisa. Non sono tutte quelle che ho fatto ma la maggior parte sicuramente (soprattutto quelle che ho creato pubblicandole già qui...). Un forte abbraccio a tutti voi. ![]() Presto Presto... presto mi dedicherò a te ai tuoi sorrisi e ai tuoi sguardi alla tua voce soave ad ogni tuo gesto che m'incanta e mi ipnotizza gettandomi in un labirinto da cui non voglio uscire. Ti cerco ti trovo ti perdo e ti ritrovo ti prendo la mano mi sfugge nel turbinio del vento e cieca in questo uragano cammino a tentoni, cercandoti. Mi sembra di sentire il tuo profumo, tra gli aghi di pino misto all'odore della primavera dell'erba umida e dei boccioli di gaii fiori dai petali di velluto. Chiudo gli occhi e il tuo dolce pensiero mi accarezza balsamo per il mio cuore afflitto e sconfitto da sanguinari duellanti. Ma tu risorgi dalla mia cella buia mi illumini mi ristori mi riempi di vita, tu, sorgente della mia felicità dalla quale attingo la gioia più limpida. Senza Titolo Fragile tocco morbido e vellutato insieme forte stretto senza fine. Chiudo gli occhi Sento che sprofondo nel tuo deserto ora caldissimo infuocato reso cenere finissima dai crudeli bollenti raggi del sole... e ora... freddissimo fiocco di gelo purezza incarnata inerme senza ripari dall'oscurità ma continua continua quel dolce sfiorare come una piuma dal cui soffio nascono crescono... ma non muoiono, timidi brividi che si nascondono che ostentano imperterriti la loro realtà come vento d'oro velato, una polvere preziosa che appanna le mie iridi... nere... deambulano vagabonde nel baratro della notte. Nutrisci tua figlia, soffio di luce. Angelo di ombre di cui un tempo esalasti la morte. Pensieri gettati al vento Sento battere il cuore sarà cosa normale? non palpita mai a questo modo non lo sapeva più fare si era assopito si era inaridito e non riusciva più a vivere. Ma d'un tratto si anima ero abituata a questi suoi sbalzi d'umore ma ora... è diverso. Prima faceva... buum... buum... ora bum... bum... impercettibile cambiamento. Sento che si agita in questo piccolo petto sento che soffre per il futuro che l'attende per il presente che vive. Ma lui continua a sperare a battere con lo stesso ardore senza mai cedere senza mai spegnere quella minuscola fiammella arsa nella sua lanterna d'amore. Spera... e si dispera... Lui sa... ma non vuole crederci non vuole credere che tutto ciò per cui vive o scompare o fugge via o rimane irraggiungibile povero cuore... sento il suo dolore come altra parte di me. Mi scombussola l'anima con tutto il suo fracasso non vuole star fermo è felice... è agitato... sempre più agitato. Terrorizzato. E poi rassegnato. Come sempre... così è stato abituato Ma lui spera... spera e non smetterà mai perché lui sa il valore della speranza e il valore dell'amore che lo ferisce con i suoi dardi infuocati, sa che quella cicatrice quell'ustione dolorosa sarà felice di averla per non vivere in una campana di vetro, un altro ostacolo per raggiungere te... unico scopo della sua esistenza. Nato per caso... puro caso, all'improvviso. Non si fermerà... io lo so... batterà ancora più forte. Fino ad esauire le forze. Si riposerà. E quando ancora incontrerà Eros... si lascerà colpire pur di provare qualcosa, patirebbe i dolori più atroci. Pur di non vivere in solitudine nell'alta torre della discordia morirebbe in battaglia consapevole di esser caduto con i suoi compagni per la sua patria. La casa del cuore. L'amore. Paesaggio Stelle diurne di platino brillano nel greve silenzio pesante, dolce, pulsante e la fiamma d'oro accende le vette brune e rossicce i cui artigli squartano il cielo. Grigio il velo che pende dalle nuvole e il vento cieco che ulula ma nulla dice che ascolta e calmo tace. Aurora di pensieri e luci nel freddo battuto del cuore ignobile, solo e tradito da gioconda ingenuità. La danza immortale E ancora si illuminano le miei iridi scure Profonde nelle loro sfumature grottesche Ombre e sagome di anime impure Danzano ipnotiche come odalische Il pendolo oscilla assiduamente Nemmeno un attimo può riposare Perché il tempo corre eternamente E qui, mai lo potrà aspettare. Freddo ed esanime è il suo rintocco Ricorda qualcosa d’inumano Un sentiero deserto ora imbocco Una guida ormai cerco invano. Pregno di anonimo sentore Prega il mio cuore oscuro Che possa il tuo dolce sapore Avvolgerlo nell’amore più puro Tempo Scivola la lancetta pesante... greve con fatica si lascia andare sulle ore sui giorni... sulle settimane. A stento giunge esausta al mezzogiorno e poi con calma riposandosi si abbandona, al suo peso contando scandendo un tempo che non esiste. "Perché allora esisto?" si chiede ogni volta... si sente inutile... si sente esanime tic tac... "Non voglio più essere ciò che sono" tic tac... "Voglio essere..." tic tac... "Qualcos'altro..." tic tac... E giunge alle 6 del pomeriggio con la testa in giù e il mondo alla rovescia "Così è più bello guardare il mondo" tic tac... "Non è come sembra..." tic tac... "Ma cambia..." tic tac... "E ritorna..." tic tac... "Come prima..." Infelice. La lancetta di un orologio pesante il fardello che ogni giorno... ogni attimo forse per un eternità... porta e porterà sul cuore. Quale cuore? "Mi sento in gabbia" tic tac... Guarda attraverso un vetro convesso tutto il mondo tutto l'universo "Odio essere ciò che sono" tic tac... "Odio il tempo" tic tac... Ma d'improvviso uno strano essere curioso si affaccia dal suo oblò luminoso "Chi sei...?" tic tac... Ma lui non risponde... la scruta con aria pensierosa "Cosa vuoi da me?" tic tac... Un attimo e tutto il mondo gira luci, ombre... "Ma cosa succede???" tic tac... tic tac... "Voglio capire!" tic tac... "Voglio..." E tace... conscia di non poter volere. Se potesse... piangerebbe. "Sono solo la lancetta di un orologio" tic tac... "E tale rimarrò..." tic tac... "Per sempre..." tic tac... E smette di pensare. Mai più lo farà. Creata per essere ciò che è. Il suo desiderio... mai si avvererà. Mai... A te... Ridi s'illumina il volto della tua candida risata di bianco cristallo. Splende e irradia tutto intorno del tuo dolce parlare. Soave la tua voce delicati i tuoi gesti... sembri impossibile sembri un angelo in terra... sento di parlare alla perfezione incarnata in te... Ma il diamante s'incrina nella sua indistruttibilità un istante e gli occhi guardano altrove non più sul tuo viso non più nel tuo sguardo con cui ho condiviso gioie... tante gioie... ma quasi nessun dolore. E forse... forse è questo il vero problema. Non vuoi condividere il dolore io lo farei per te. Ma tu non vuoi... tu preferisci ridere e ancora... ancora... non importa con chi. A te non importa più. A me fin troppo. E non sopporto più quando mi guardi con quegli occhi sono cambiati... dove sei finita... Vi leggevo una favola meravigliosa che avrebbe fatto invidia ai più fantasiosi dei menestrelli medievali, vi leggevo un ruscello di acqua limpida e fresca dolce ristoro... Ora sono profondi troppo chiusi in sé... si nascondo dietro i falsi gesti dietro a risate fasulle che cercano di imitare invidiose le loro sorelle frutto della vera felicità. Dedicata a Serena... Arida Sento voci ragazzi che parlano allegri spensierati col sorriso a fior di labbra. Le sento chiare quasi assordanti, violano il mio silenzio scrigno di pensieri, piccoli diamanti trasformati in cenere. Taccio e osservo poi fisso gli occhi su un punto inesistente, centro del mio universo invisibile al mondo. Tutto intorno è a colori brillanti, caldi, vivaci sembrano cantare una melodia sconosciuta. Mi guardo le mani... bianche come ragni pallidi fredde come il ghiaccio e opache... come la nebbia che stagna nella mia mente. Sospiro... abitudine. Mi alzo... e percorro fluttuando quell'arcobaleno luminoso che al mio passaggio sembra congelare come una rosa in inverno. Nella sua bellezza la vedo addormentarsi igenuamente... inconsapevole che un giorno una mano la sfiorerà sgretolandola. Eco Tiepido cullare d'un mare calmo soave il suo azzurro vivo speranzoso... il suo brillare. Luminose le luci... proiettate dall'eterna silenziosa... e urlante infinità di anime... che arrancano nel buio muto che inciampano nelle radici degli alberi i cui frutti dal dolciastro dolore ormai troppo maturi... cadono sullo scricchiolante manto di foglie morenti di sete... Un pozzo da cui sempre attingo le mie speranze illusorie avvolte nel mistero dal buio profondo... forse in sé nascondono la stella sovrana che ovunque chiamo senza ritorno. Ma nel mio silenzio solo le eco delle mie urla odo venir da lontano come false risposte ad un quesito senza nascita senza morte... una corda che mi stringe mi soffoca... che lega malefica i miei polsi al muro gelido delle mie paure... Un nodo... sangue che gocciola... corrotto... acidulo sapore... Insolvibile... tinge di rosso le mie labbra livide. Lost memory I saw a blinding waterfall I waved my black soul The dream that you recall is still killing my mind. Run away from our hearts don't look back if you wanna see my eyes when you have ever let me cry I won't give you my love but only unsatisfied lies. Go away... from my home. Leave this dream Leave my dream love. Let me forget... who you were in my dark nights. La traduzione dovrebbe essere questa: Memoria smarrita Ho visto una cascata accecante Ho salutato la mia anima nera il sogno che tu richiami sta ancora uccidendo la mia mente. Corri lontano dai nostri cuori non voltarti se vorrai vedere ancora i miei occhi quando mi hai sempre fatto piangere non ti darò il mio amore ma solo bugie insoddisfatte. Vai via... dalla mia casa. Abbandona questo sogno Abbandona il mio sogno d'amore. Fammi dimenticare... chi sei stato nelle mie notti buie. Ricordi Occhi ridenti piccoli passi affrettati saltellanti, allegri sfiorano un pavimento lucido dorato, inondato dal sole Sembra quasi una corsa una gara verso la luce divertente così divertente... una farfallina vola piano stanca, sbiadita cerca di seguire affannata questi fantastici corridori. Una bambina se ne accorge si ferma e la aspetta le porge la mano tenera e la sua fragile amica si accoccola sulla sua spalla. "Tieniti forte" si sente dire. E subito la corsa riparte. Risate cristalline sembrano riflettere come tante schegge di specchio l'euforia del gioco. La meta è vicina... un ultimo sforzo un ultimo scatto. No! Cado a terra... e tutto diventa buio improvvisamente la mia amica mi implora "Sù! Rialzati puoi farcela!" e il gioco si trasforma in incubo. "No... non ce la faccio" e lacrime innocenti ancora piene di gioia si lasciano cadere dalle ciglia nere. Chiudo gli occhi triste per aver perso il gioco e chinando la... Qualcuno mi prende la mano è una mano piccola, è calda. E' morbida e sicura... mi esplode un sorriso sul viso so chi è. Mi rimetto in piedi respiro la luce e con un ultimo salto mi butto nel sole. Pioggia Scende la pioggia pesante si abbandona sull'asfalto sbiadito su strade consumate su foglie rosicchiate sui fiori appassiti... scende la pioggia imperlando la finestra chiusa e fredda. Sembra un disegno sembra irreale... so che provando solo toccandola riuscirei a sfondarla come un pezzo di cartone dipinto d'un grigio opaco. So che il vento fuori impervia anche se non lo sento guardo uno strano filmino protagonisti cipressi alberi anonimi e fili dell'elettricità. Oscillano... ondeggiano nel grande mare bianco senza mai fermarsi sopportando... piegandosi... attraversati dai sibili del vento rabbioso... distruttivo. Tocco il vetro. Gelido. Lascio un'impronta sul muro trasparente lascio un'altra impronta sulle mie illusioni. Lascio un'impronta sul cristallo Lascio un'impronta e distruggo quello specchio un pugno mille schegge e l'acqua che inonda la stanza mista al sangue e alle scaglie scarlatte del vetro. Non importa... il sangue si coagula le ferite si rimarginano... le lacrime si asciugano. Ma l'anima se desidera morire non può farlo... può solo soffrire in silenzio d'un male che non ha cure. E taccio in silenzio... gli occhi non vedono più e le mani ormai rigide sentono un freddo insensibile. L'odore acre mi penetra le narici facendomi capire di come sia sbagliato distruggere barriere che non esistono che graffiano e tagliano inutilmente. Scendi pioggia... scendi porta via con te... tutti i ricordi... tutti i pensieri porta via con te... fino al cuore del mondo le sue sofferenze... portami con te... fammi sparire nelle profondità della terra... nascondi queste ceneri... o spargile al vento... al vento dell'ira... al vento che sfiorerà le sue labbra amareggiandole. Luce Freddo che scioglie nella candida luce dell'astro bianco. Sogni eclissati stelle senza luce danzano confusamente al frusciare delle onde. Nuvole incerte seguono voli di gabbiani dalle grandi ali bianche unica luce della notte. Perle amare si infrangono su scogli d'ebano brilla l'ardesia rubando la loro luce divina. Dita argentate raccolgono luce dai tuoi occhi bagnati. (<3) Sei un respiro fragile un bacio di zucchero filato sei il mio cuore che batte piano e ad ogni palpito ti accoglie nelle sue piccole mani tremanti nel contenere una cosa così grande. Silenzio Resto immobile su questo letto di rose soffice e delicato come una nuvola del cielo Un silenzio soave accarezza le membra gli occhi indolenziti e le labbra aride. Screpolate si allungano in un flebile sorriso una stilla dall'universo le inumidisce. Allargo le braccia come sulla neve candida fingo d'essere un angelo e agito le mie ali bianche. Dietro di me si dimena un mondo frenetico nell'eterna paura del tempo e del silenzio. Basta poco... ascoltare le dolci melodie che il cielo intona con la sua cetra di stelle comete e il suo coro di angeli. Nodreams Lieve pressione d'un morbido dito su labbra sfinite ree di narrare sterili storie. Fiabe incomprese finto annuire cela dietro gli occhi velati di polvere domande e paura. Taci e guarda fermati e ascolta... lascia scorrere il fiume argenteo dei tuoi pensieri... lasciali andare senza perderli, rincorrili senza affannarti... ma seguili... in un gioco infinito. Lascia parlare lascia che gli altri...si illudano di poter riempire i loro vuoti con parole inutili. In realtà li nutrono rendendoli enormi e sempre più voraci. Affamati di gioie di sorrisi immotivati di gesti impulsivi senza ragione... Lascia che quel vuoto che come tutti senti dentro mangi sé stesso senza dargli in pasto tutti i tuoi sogni... per poi rimanere vuoto sul serio... e poter toccare con le dita quel buco nel petto che senza pensarci... hai perforato con le tue stesse mani. Retrò Gelida la pelle... ricorda bianchi inverni di neve sciolta di fango grigio di pupazzi dai sorrisi storti. Ricorda le strade nere cucite di bianco sporco consumate da andirvieni di scarpe consunte e di ruote lisce. Ricorda un mondo freddo il cui passato brilla in cubetti di ghiaccio che si sciolgono nei cuori bollenti della gente priva di fotoricordi. Scatti istantanee bruciano nella mente nitide staccate sulla pellicola rossa. Attimi Fiamme incandescenti inceneriscono pensieri scaldano sogni immortalati su foto ingiallite. Opale Quel vuoto famoso persiste sembra il mondo si tinga di grigio di gocce di pioggia pesanti come marmo che scivolano a fatica sul vetro della mia finestra scivolano... e inciampano su sé stesse cadendo giù come torri di un'antica fortezza. Prigioniera nella camera più nascosta prigioniera nel castello dell'anima nera sogno la libertà, sogno un cielo più azzurro sogno di poter scostare con un lieve gesto quelle nuvole grevi e così solide che sembrano increspare il mare bianco con crepe e celesti ferite... Con le mani mi aggrappo a queste grate fredde e gelide... sbarre irremovibili le scaldo con quel poco calore che tengo in corpo che non voglio più avere che non ha senso avere... che disperdo... nell'aria putrida ed esanime nel buio di questo pozzo di pietra... Sorriso a forma di cuore Occhi grandi come gemme così profondi così innocenti scrutano il mondo intorno curiosi... stupiti... perplessi, sorpresi che ogni attimo che passa conoscono un nuovo amico... un dito un raggio di sole un sorriso materno... e le voci... te l'avevano detto i tuoi angeli che sarebbe rimasti con te nel volo e anche qui a condurti per mano in questo nuovo paradiso. Stringi la tenera manina cercando di prendere suoni melodie, luci... ma qualcun'altro prende te delicatamente con mani di fata e lo sguardo d'angelo illumina i tuoi occhi d'amore. Last My thoughts fly apart like old sheets are in flames forgetting soft visions of a strange fairytale May I lift heavy lids? When these go under my skin? May I go on? Imagining green fields? May I sleep with these voices screaming in my mind? May I even dream paceful smiles lighting my heart? It's not a sense... It's not a Genesis... It's not an Apocalypse It's only pains And just a way through I lost my sanity. Daydream I can hear the beat of your heart such as lovely melody... I can touch your velvety lips like caress silk flowers... be quiet... I'm here with my angel and we wish to fly over the clouds hold my hand ang let's help you dream in the sky... like you never done before. Prigione E quando non mi sento abbastanza quando guardo la gente dal basso e mi chiedo perché perché è così alta? E abbasso lo sguardo fissando i piedi nudi sporchi, sanguinanti e pieni di graffi li scosto di poco e minuscole scheggie di vetro scaglie della mia stessa anima sprofondano nella carne bucandola... strappandola ma non dico nulla non sento quel dolore... non lo sento più... so che non mi servirà urlare perché non mi ascolterà nessuno e nessuno mi slegherà e nessuno mi impedirà di piangere. Alzo nuovamente gli occhi mi guardano alcuni con disprezzo altri con compassione altri ancora mi attraversano come fossi un etereo fantasma E non riesco... non riesco a salire sul loro gradino e per guardarli non in faccia... non alla stessa altezza ma giusto sino alle labbra devo mettermi in punta di piedi coi vetri che penetrano di più e ormai si cicatrizzano, uniti con la mia pelle... Dietro di me, dietro di te riposa l'ombra eterna bestia dagli artigli neri simula un baratro profondo quanto l'universo. Continuano a fissarmi non ho il coraggio di affrontare i loro occhi dorati mi abbagliano e scoccano moniti come supremi giudici di corte No. Lento gesto del dito, smorfia crudele e mi tagliano il respiro e mi spalancano gli occhi... e una loro mano mi spinge mi spinge... mi getta fra le braccia soffocandi della bestia... e cado... cado... cado.... Cado... e atterro nel buio. Inizio a sentire la sua voce strana... dolce... saggia, intelligente sagace... imita la mia sciocca coscienza... mi consiglia... mi ammonisce... mi consola... Oh... come sei perfido Satana ti prendi gioco di povere anime... no... io voglio solo il tuo bene lasciandomi in questo pozzo di discordia? qui sarai al sicuro... lontano da quelle persone... lontano dai vetri E' vero... lontano dalla sofferenza abbandonata a me stessa abbandonata alla tua malvagità io non sono malvagio hai ragione... mi terrai al sicuro... mi terrai con te per sempre e se vorrò andare via...? no... non lo farai... ormai sei legata a me hai soffocato tutta la mia forza di vivere E' pericoloso vivere... mi hai scagliato in questo posto di nulla mi hai fatto dimenticare cos'è sorridere ti ho fatto dimenticare il dolore mi hai fatto dimenticare la luce ti stava accecando... e bruciando come le fiamme tutto... mi hai uccisa come la vita ti stava uccidendo rimarrò a te sempre legata per sempre ricordalo... ma ti sei dimenticato di una cosa... mi hai tolto tutto... l'odio l'amore ma non la voglia di amare Cosa ti fa avere voglia di amare se porta sofferenza? Tu... l'inganno, l'illusione... la mancanza dell'amore stesso Io sono tutto... sono te... tu sei mia ormai Sì... lo so... ma ricorda, anche tu sei stato un angelo e mai potrai distruggere in te quella tua parte come mai potrai sopprimere quella parte in me Non potrai andartene! E la sua voce... diventava rauca... diventava quella del demone che tanto temevo e mi spaventava... ma dentro di me qualcosa si muoveva... dentro di me, una mano mi stringeva il cuore... con forza Ma io avevo ancora un cuore? Già... mi aveva tolto anche quello e... un dolore atroce mi prese all'improvviso, sentii ancora dolore... ne fui felice Il cuore ricominciò a battere e la pelle nera sulle mie spalle iniziò a dilatarsi uno squarcio nella carne e qualcosa spuntò dalle mie scapole. Non illuderti angelo... non riuscirai a scappare via! Parlava da demone... e la sua voce ora erano eco tremende di sofferenza Ma io non lo ascoltavo non volli ascoltarlo e continuai a soffrire... a soffrire per avere le mie ali e volare via verso la vita Mi alzai Avevo ancora le gambe? Sì, stranamente... Mi aggrappai con tutte le forze alla parte... sapevo che c'era il destino volle che ci fosse e con forza... con quella forza che lui non poteva rubarmi mi librai in volo e lui mi seguì. Rimarrai legata a me per sempre... E così fu... la sua mano nera mi agguantò mentre raggiungevo una luce appena apparsa... l'uscita dal pozzo E la mia ala sanguinò luce sentii un odore acre e intenso ma non volli voltarmi Grazie per non avermi fatto voltare... Le sue unghie affilate raccolsero la mia ala e la portarono giù ma quasi con piacere sentii il suo urlo di rabbia. Tutto mi sembrava impossibile... ricominciai a cadere ma mi aggrappai a quella parete di roccia appuntita e non so non lo so proprio come trovai una grotta mi rintanai dentro... e aspettai ... e aspetto... raggiunta spesso dalle sue risate crudeli e vedo angeli cadere... e disperdersi nella sua tana... ma mai nessuno ho visto risalire... ora attendo attendo quell'angelo che scoprirà il mio nascondiglio e mi aiuterà aiutandolo a risalire insieme da questa sofferenza. Grey Mi difendo graffio mi chiudo non posso continuare ancora sono un'anima incarnata in un riccio e ferisco anche chi amo... o chi silenziosamente vuole sfiorare una delle mie spine. Resto qui alone where light isn't hope where i'm the only sorrow. Notte Sogno e so che sei sveglio che il mio cuore ti raggiunge. Voglio lasciarmi al tuo silenzio, sogni e sai che sono sveglia. Poter sentire con la mano il tuo caldo respiro umido calmo sognatore... Poterti guardare come fan le stelle onniscenti sugli spalti neri. Ci illudiamo di osservarle mentre sono loro eterni spettatori. Poter ridere con te con il gorgoglio di una cascata nel silenzio della notte... poter rimanere sdraiati su un pavimento scomodo che neanche sento... per quanto in alto sta volando il mio cuore. --- Nel dolce cullare di un divano a dondolo nella frescura estiva addormentarsi sognando di essere quelle stelle inconsapevoli... di esserlo già in questo cielo di uomini. Stelle e galassie che si uniscono creando un immenso buco nero di emozioni. Poggiarsi delicatamente sulla proprio spalla guancia a guancia nel silenzio dell'anima ascoltare i propri respiri e sentire nella notte il palpito di due cuori che intonano quieti... bollenti la stessa melodia. ![]() Mani Due mani grandi, callose palme al cielo ne sorreggono altre due piccole fragili... evanescenti. Caldo luce lattiginosa dietro un vetro patinato, un sogno. Tento di prenderle risate... caldo... risate derisorie, un po' crudeli ma la stretta persiste. Non mi lascia... tento di prenderle sfioro le nocche... dolore atroce una scossa e ritrae le mani, il mio urlo si confonde nel suo. Si arrabbia... ho cercato di sfiorarle ma non mi lascia continua a farmi sognare uno strano scenario, protagonisti: quattro mani evanescenti. --- Due mani minuscole sembrano d'un angelo racchiuse a guscio come boccioli di rosa tremano sono così piccole illuminate calde. Non ho spazio in questo sogno mi sento chiusa e stretta in una coperta di luce. Ma infinita presenza rischiara la mente uccide i miei pensieri ne cattura l'anima. --- Due mani di nobile donna forse d'una regina solcate come onde da piccole rughe. Su di un letto bianco candido tranquillo ma così sconosciuto... non è casa mia... ma vuole imitarla. Mi prendono alla vita delicatamente... sembrano accarezzare, forse un anello spicca sulle dita affusolate. Ma d'un tratto forza forza incredibile e mi manca il respiro alzata bruscamente dal mio letto anonimo. Volteggia il mondo e il cuore batte forte cerco cerco qualcosa nei cassetti negli armadi sulle scrivanie cerco qualcosa ma cosa...? Non la vedo ma la sua forza così inaspettata mi intimorisce... e silenziosamente obbedisco. Ma non trovo ciò che cerca e con rabbia mi abbandona lasciando la sua aura bianca sulla mia figura e la stanza... in un vorticoso gioco di colori. --- Due mani unite alle mie le osservo con occhi che non conosco mi sento cieca eppure nel buio le vedo riverberi azzurri o neri? o bianchi... o grigi...? vedo e non vedo è come guardare senza occhi qualcosa che però senti, forse con le dita... riesco a sognarle. Le accarezzo le cerco... le scopro e le conosco ci gioco... le intreccio con le mie... e piano scivolo fra il pollice e l'indice... mi diverte è un bel gioco un po' strano... ma affascinante... e allargo il pollice lo faccio scendere... scendere... scendere... scendere... oh Dio... scende troppo e la mano sembra spezzarsi in un sogno senza volto. E il cuore comincia a battere ...possibile? Continua a scendere e fa un giro un giro completo... e io senza fiato col cuore in gola, rifiuto in un attimo questo folle divertimento. Segreta follia Mi strappi il respiro e non so come se dentro o fuori di me tu governi i miei sogni... non so se qui o in posti sconosciuti raccogli i frantumi del mio cuore... nascosti in ciò che voglio essere e in ciò che non sono. Non so come fai a essere la luna triste e il sole gagliardo ad essere un fuoco caldo e una pioggia purificante... non so come fai a farmi sentire freddo un calore impossibile. Non so come fai ad essere me rimanendo ciò che sei... e neanche come riesci a scrutare toccare e sfiorare ferite sensibili aperte e scarlatte dai luccichii vividi soffocando il dolore in un attimo d'amore. Come fai... non lo so... so solo che tu sei... e rimarrai... anche quando le mie mani saranno gelide al tuo tocco e le mie labbra aride e secche se cercherai di sfiorarle... e i miei occhi bianchi e spenti quando cieco sarà il mio corpo ma non la mia anima... che continua a fissarti segretamente conoscendoti e tu in silenzio sorridi sapendo che in realtà siamo l'uno nell'altro sin dalla notte dei tempi e segreti in realtà non vi sono né punti oscuri. Solo illusione... questa vita... che come un nero tunnel mi conduce a una uscita impossibile... impossibile qui, ma vita eterna in te. Lucium Dolore dolore al cuore sofferente piacere d'un'emozione... I pensieri si affollano inciampano urlano... un lento e inesorabile brusio. Ma tutto cambia... improvvisamente si assopiscono... si disperdono... svaniscono... E il dolore diviene Amore... Amore silenzioso taciturno Amore che parla d'occhi parla di carezze parla di candide piume e abbracci sfuggenti... Si allontana il mondo e una bolla d'aria mi cattura al centro il mio cuore al centro io e intorno a me l'Amore d'un Dio che muore. Onde mute Silenzio assordante fischia prepotente bussando ai nostri cuori, con urla assordanti strepitando ribellandosi a sé stesso desidera essere chiamato per non esistere più, in preda all'agonia. Silenzio vibrante corre sulla pelle come brividi come onde azzurre che rimbalzano sul corpo sulla schiena.. e le spalle la nuca il volto perdendosi nel suo calore. Silenzio pacato niveo come nuvole d'ovatta tranquillo bardo di pace distende i sensi lasciando liberi i pensieri fluttuanti nella mente, nel candore dei sogni.
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<P align=center>...silenziosamente nell'infinito...</P> |
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#2 |
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Amico*
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Foglie d'autunno
L'erba verdeggia copiosa e fiori sbocciano ignari che una stagione ritrosa prende lor petali cari. Le nuvole corrono in cielo e ormai nascondono il sole così cade inerme ogni stelo e bastan sol poche parole. Foglie d'autunno... sulla mia mano il vento le porta via... così lontano aguzzo lo sguardo all'orizzonte il mare, la terra... fanno da ponte a quel territorio bello e fatato che tante notti là ho sognato... Sento fruscii, picchi e clangori sento ogni volta, in ogni momento tutto un insieme di strani rumori un'orchestra di grande talento. Arriva l'autunno con il suo vento e dell'inverno giunge il richiamo già adesso il freddo lo sento solo terrestri... uomini siamo. Foglie d'autunno... sulla mia mano il vento le porta via... così lontano aguzzo lo sguardo all'orizzonte il mare, la terra... fanno da ponte a quel territorio bello e fatato che tante notti là ho sognato... Brina di rubini I tuoi occhi paron gemme luccicanti nel riverbero del sole un raggio del caldo astro le illumina di uno splendore che il tempo ha assopito che tu hai tramortito ma di nulla tu hai la colpa soltanto di amare Sento una luce dentro al cuore non la vedo, ma sento il suo canto e il suo calore silenzioso come una fiamma che non brucia o il sole nel suo splendore che per quanto sia lassù in alto non potrà mai raggiungere le tue ali No, tu sei lì ma non solo plani su di me come una pioggia leggera lieve ma intensa come un fiume di lava in mezzo ad un prato tace ma culla la sua terra ed i fiori non diventano neri né si chinano con sottomissione mai un uomo sarà superiore ad un petalo di fiore Una corona di stelle porti sul capo le tue mani sono petali di rosa incorruttibili ed inviolabili né esse l'han mai fatto di oltrepassare il limite della luce E' illusione o realtà? perché me lo chiedo? semplicemente perché? perché tu sei me? Un filo invisibile eppure lo vedo ancora la luce, piccole perle di bianco bagliore una collana di pensieri ho legato al mio collo e con un braccio e una mano l'ho abbracciata a te Scotti o son io? mi brucia la pelle o è la mia anima che troppo accarezzi? Ti sporgi oltre l'orlo del mio cuore spii nei meandri della mia anima allunghi le mani e le bagni del mio sangue subito ritiri le tue ali e io non soffro più. Gingendo al limite Sono giunta al limite... al mio muro di Berlino. Potrò star qui ore intere, giorni e settimane a guardare la sua imponenza... la sua freddezza la freddezza di un cuore che più il fuoco non conosce il fuoco che era la vita e che ora è morte. Ed ora fissando il cielo con occhi cupi... abbandonati mi sembra il nulla quel terso manto azzurro che si oscura ogni giorno di più dei miei grigi pensieri che una volta erano perle luccicanti, preziose ed ora sono solo carbone bruciacchiato. E' come una malattia... un cancro incurabile è la mia aorta che va in cancrena non c'è più sangue non affluisce più quella felicità che era il mio nutrimento quella felicità che mi donavano solo pochi e che ora... hanno riservato ad altri, non più alla ragazza dai grigi pensieri... Ciò che dentro mi scoppia ogni giorno e che non voglio far vedere agli altri, non mostrarlo E' peggio della bomba atomica su Hiroshima l'esplosione è fatale... ma ciò che viene dopo ancora di più. Ti fa morire lentamente... e quasi non te ne accorgi E quando arriva il momento pensi che non ci sia più niente da fare Che era già tempo... che era destino, segnato ed irremovibile che ormai non puoi fare più niente, sei consumato corroso dai tuoi grigi pensieri... Sole pomeridiano Sole pomeridiano... illumina i nostri occhi li accende d'un fuoco ardente che la notte porta via. Ma il giorno è tornato... e con lui il sorriso e il ricordo di un amore che ormai è partito. Calda l'aurora cremisi sull'orizzonte lontano ora freddo ciò che misi nel tuo cuore invano. Custode maldestro dei miei segreti bui ma tu eri il maestro... del burattino che fui. Era vuoto il teatrino e pochi mesti assistevano alla commedia, il burattino... alla mia vita che bruciava piano. Sole pomeridiano... asciuga i miei pianti riscalda i nostri cuori che il gelo ha congelato. ma l’inverno è finito… e tutto fiorisce d’un amore dimenticato che ora palese mi prende per mano. Le onde s'infrangevano sugli scogli vischiosi i sogni soffocavano in pensieri angosciosi. Quel che vidi, che toccai il dolce profumo di rose... ciò che dissi oramai sono false e inutili cose. Ma soave è il tuo ricordo... quadro d'un superbo pittore sbircio curiosa oltre il bordo dell'abisso ch'è il mio dolore. Lamento di dama A te amor mio... che sempre mi hai stretto fra le tue braccia nelle notti pien di stelle... nei miei infiniti sogni... nei tuoi occhi così belli e incantevoli. Mi hanno stregata come una potente magia che solo tu conosci e sol tu sai domare... Mi ricordo la tua dolce voce or così confusa e lontana che scompare come la nebbia al mattino aleggia sulla mia mente e mi sorprende quando meno me l'aspetto e mi sorprende... e il mio cuore batte forte come se fosse stato colpito da una di quelle solite fitte che mi procuravi ogni volta che ti vedevo ogni volta che ti parlavo ogni volta che sfioravo anche sol per un secondo la tua dura pelle temprata da così tanti combattimenti che più dura è sol l'armatura. E altro... altro ancora riaffiora nella mia mente annebbiata confusa... confusa... persa nel buio... nell'oscurità caduta nel più tenebroso burrone precipitata nell'oblio da ove nessuno può prendermi e io rimarrò lì... a marcire nel corpo... a rodermi l'anima... così corrosa dal tuo amore... che in un attimo ho perso... A te amor mio... che non dimenticherò mai la mia maledizione che mi accompagnerà per sempre fino alla morte fino in cielo fino all'inferno dovunque... il tuo ricordo mi perseguiterà e mi rassegno a tutto questo pensando che forse un giorno non saprò nemmeno di averti mai amato ma tanto spero e poco ottengo e allora... allora penso che il destino è il destino il futuro è il futuro... e il fato ha già scritto ciò che ci accadrà... non sappiamo cosa... non so cosa... ma so che verrà un giorno... e con la sua scura veste e la sua arma di morte mi prenderà e mi porterà via da questo mondo crudele che solo un torto mi ha fatto finora Mi ha privato di te... Tulipano nero Erano spenti i miei occhi, il grigiore del cielo, nel profondo il cuore che pulsava piano Lontani i rumori, le false risate, le parole di conforto che consolavano invano Un giorno qualunque, nascosto dietro colori bugiardi infidi messaggeri d'ipocrisa Non pensavo che avrei incontrato colui che di me, avrebbe stimolato la più bella fantasia Dolci sussurri immaginavo scorrere sul mio viso... Lungi da me era il tuo sguardo il tuo sorriso Nel buio della notte si bagnava un cuscino Nel buio della notte ti pensavo qui vicino... D'improvviso mi illuminai di una luce incandescente Le mie paure scappavano via vigliaccamente Qualcosa capii in due secondi, in due momenti Che senza di te non potevo fare altrimenti L'abbandono è ciò che più temo... più della morte, del dolore, del pentimento Non scappare via, non lasciarmi qui sola, non resisterei al tuo tradimento Ti chiedo solo un abbraccio anche se impossibile, chiuso e inafferrabile Vorrei solo poterti sfiorare... catturare per sempre la tua bocca labile Poterti dichiarare ciò che provo con la voce, col coraggio e col cuore Perché le poesie tutto possono che palesare un vero amore. In love... Ti guardo... e sorrido mentre ti scosti i capelli. Ti accarezzo e sospiro quando i tuoi occhi si perdono. Ti abbraccio e mi scaldo quando ti arrabbi e ti agiti. Ti bacio e sogno quando respiri piano nel letto. Mi siedo affianco a te e ti guardo... ti accarezzo... ti abbraccio... e ti bacio... quando ti rendi conto che sono sempre con te. I love you...
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.872
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Cara sydhera cosa aspettavi a raccoglierle...
Ne ho letto qualcuna scegliendo così a caso... ...Le trovo tutte così...forti, musicali, coinvolgenti! Hai un'animo delicatissimo... Grazie ...continua a scrivere...per te, per noi...
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#4 |
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Amico*
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Queste sono di vecchia data proprio... uno, due anni fa...
Cavoli da più piccola, avevo una fantasia romantica struggente... Non è che ora son cambiata molto ma... diavolo, mi sto rendendo conto che bisogna sorridere un po' di più. (un paio di queste poesie, erano per giochi di ruolo... per questo quei Vi )Ciao... Vi Amo... Quando, con la Vostra delicata mano mi sfiorate il viso, e baciandomi dolcemente mi regalate un sorriso... Penso a come siete stato dolce a scaldare il mio freddo cuore, tutti i momenti terribili che ho passato... la tristezza, che in solitudine muore... Una sensazione strana nasce nella mia anima, nascosta e oscurata, così diversa e speciale, non ho mai provato... la mia mente è ormai offuscata... Ma con i vostri occhi mi avete illuminato la vita, dall'inferno essa è salita... E con questo alla fina arrivati siamo, una cosa Vi dico... "Amore mio, Vi amo". Luce infinita Stella del cielo che splendi lontano di luce infinita illumini l'arcano. Come un segnale mi dici la via e porti lassù l'anima mia. Ma dietro di me un'ombra oscura avanza tremenda, dura e sicura Corro, inciampo, fuggo veloce in un grido si perde la voce. E tu... stella del cielo mi salvi la vita dall'inferno essa è sfuggita mi prendi la mano e mi porti lassù dove la pace regna di più. Guardo spaurita la terra da sopra e l'ombra maligna scompare nebbiosa, sorrido felice di come è finita o, stella del cielo di luce infinita. Amore... Quando guardavo rapita i tuoi occhi così dolci e profondi non avrei mai pensato che un giorno si sarebbero chiusi per sempre. Quando ascoltavo sussurrare la tua voce non avrei mai pensato che un giorno si sarebbe persa nel silenzio. Quando sfioravo le tue morbide labbra non avrei mai pensato che un giorno di sarebbe inaridite. Quando mi asciugavi delicatemente le lacrime che non riuscivo a trattenere non avrei mai pensato che un giorno sarebbero rimaste lì, a rigare il mio viso freddo e vuoto di ogni emozione. Come sarebbe stato il mio cuore, dove prima giacevi tu... amore mio ci sarebbe stata una grande voragine. Una grande voragine che avrebbe risucchiato ogni mio sentimento ogni pensiero ogni azione ogni momento che riportasse la mente al tuo dolce ricordo così confuso e indistinto così lontano e oscuro così estraneo e diverso. Un ricordo che con il passare del tempo si sarebbe perso nei meandri del mio cuore, ma che sarebbe rimasto sempre lì e non l'avrebbe toccato nessuno... solo io. Quando ti dicevo "Amore mio... ti amo" non avrei mai pensato che un giorno avrei detto... "Amore mio... ti ho perso."
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#5 | |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Citazione:
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#6 |
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Amico*
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Senza titolo
Stanca... semplicemente gioia serena insensata ispirata da una bambina così felice così spensierata. Vorrei essere lei senza preoccupazioni così come lo ero un lustro passato. Così come sembravo quando ancora mi sentivo piccola piccola come ora piccola davvero... piccola lo sono. Ma piccola non mi sento. Ma ha senso? Riscavare nel passato... sentire che dei ricordi non ricevo più le eco lontane le risate le luci che mi affascinavano... Ora sono mute nella mia mente... quasi mi ammiccano beffarde prendendosi gioco della bimba finta che appaio. Basta... scoppia la testa turbinio di colori di pensieri di suoni di voci di musica... delle mie dita che battono piano su tasti neri e informi... piano e lentamente... stanche... stanche come la mia anima. Già stanca di vivere sapendo che lo sarà sempre oggi domani alla morte. Senza cambiare mai... confusione, eterna confusione. Voglio sparire non voglio temere gli altri il loro sguardo i loro pensieri... non voglio sentirmi come loro mi vedono... non voglio diventare ciò che appaio. Non voglio essere come gli altri mi trasformano. Voglio essere me stessa. Semplicemente... come un fringuello non si preoccupa di essere ciò che è. Ma sa cosa deve fare. Volare. E vola. E vive. E canta. Mi chiuderò a chiave nella mia cantina umida... nel pozzo freddo fissando l'acqua... fissando la luna che vi si specchia... e facendo del battito del mio cuore l'eco di una goccia metallica che... ploc... ploc... ploc... scatena la tempesta in questo piccolo lago di lacrime. Voglio addormentarmi.. qui al freddo. Voglio congelarmi... rannicchiata... in questo angolo. Ma prima di morire un solo sguardo all'uscita del pozzo... le stelle... le stelle che tanto amo. Le stelle... quelle che da sempre cerco. Le stelle... saranno l'ultimo ricordo. L'ultima luce prima del buio.
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2005
Località: lo spazio che c'è in te
Messaggi: 4.505
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voglio specchiarmi insieme alla luna nel tuo pozzo.. perchè in quell'acqua tu possa riconoscere uno sguardo amico, che nn vuole cambiarti solo volert bene per come sei..
semplicemente
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"...Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te." pedro salinas
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#8 | |
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Amico*
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Citazione:
![]() Cielo Alzo gli occhi guardo le stelle tante splendenti ammiccanti come lucciole lampeggiano giocano ridono... Alzo gli occhi e vedo il tuo mantello nero oscuro così denso trapunto dei miei pensieri che ti inseguono aggrappandosi a te gridando cercando di attirare un solo tuo sguardo. Alzo gli occhi e li chiudo proiettando nella mente quell'infinito proiettando... quegli occhi che nel cielo non vedo. Li apro... e sorrido eccoli. Ti volti e le stelle si scostano al passaggio regale del tuo sguardo... Guardami... sognami... solo così potrò aprire il mio cuore e lasciare che le stelle navighino nell'universo come il mio amore naviga nel mare dei desideri delle luci e delle ombre... cercando tastando il buio ovattato che ti avvolge.
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#9 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Una cometa nel cielo di luminosa bellezza.
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#10 |
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Amico*
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![]() Non so nuotare... Una roccia in mezzo al mare una colonna instabile io sopra, seduta rannicchiata come un angelo sperduto guardo in basso guardo le onde guardo profondità marine che mi spaventano. Non so nuotare... ho paura di cadere. E il vento a quest'altezza soffia soffia forte mi scompiglia i capelli mi acceca e mi spinge con le sue mani d'aria. Cerco invano di aggrapparmi a questa torre con le mani col corpo con tutta la mia anima. Non voglio cadere... Ma il vento diventa pesante è forte è maligno e piano sento le dita scivolare e la testa capovolgersi e gli occhi perdersi fra onde e stelle. Giù... le piume si bagnano l'acqua confonde le mie lacrime di morte. Sale nel sale... sale in bocca... acqua nei polmoni e non respiro più.
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#11 | |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2006
Messaggi: 4.872
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Citazione:
E non cadrai, perchè tu...sai volare...!!!
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Le poesie sono lacrime del cuore
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#12 |
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Amico*
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Certe cose si dimenticano...
ma grazie di avermelo ricordato.
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#13 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2006
Messaggi: 645
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Non è nulla di vero: è solo poesia, mondo di sogni, di giochi, di magia...
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#14 |
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Amico*
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Hai fatto benissimo a raggrupparle,Vale..
Sono molto belle..
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Nevermore to feel the pain The heart collector sang And I won't be feeling hollow for so long Nevermore to feel the pain The words fall out like fire Just believe when you can't believe anymore |
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#15 |
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Amico*
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Grazie... sono solo tante piccole parole l'una dietro l'altra. Nulla di speciale. ![]() Serpente Mare di giorno luccicante e sereno rispecchia l'immenso cielo rubandone il chiarore. I miei piedi su uno scoglio riscaldato dal sole bramano tenerezze che tarderanno a venire. D'un tratto un sibilo attira i miei occhi lucidi un serpente striscia sulla mia roccia ruvida lentamente scivola sui miei piedi nudi, è così freddo... Rimango immobile e lentamente muovo la mano cautamente l'accarezzo mentre la sua lingua biforcuta assaggia le vibrazioni intorno... Il suo sguardo dorato attraversa il mio penetrandomi di parte chiudo gli occhi accecata da una frivola sensazione dolorosa e bruciante... mi ha morso. Ritiro di scatto le gambe e due piccole gocce di sangue stillano dalla caviglia brillando... il serpente continua a fissarmi con i suoi occhi ipnotici e piano continua ad avvicinarsi... Rimango ancora ferma, per paura delle sue zanne sento ancora sulla pelle le sue squame gelide si attorciglia sulla gamba sul polso sul braccio... sino alla gola, di fronte al mio viso svetta la testa triangolare... stretta fra le sue spire... nella sua morsa esanime mi strappa il respiro.
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