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#1 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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"Dei delitti e delle pene" è un piccolo opuscolo di Cesare Beccaria tanto bello e famoso quanto poco praticato e contrastato. Forse non vi è nemmeno il bisogno di ricordare il tema centrale presente nel titolo stesso. Spero che qualcuno lo legga di buon grado ma non per diventare filantropo, ma solo un cittadino pensante. Un'opera del 1763-64 che a distanza di quasi tre secoli risuona ancora attualissima nel dibattito socio-politico; un trattato in cui prende forma la visone di una società fondata su consenso, tolleranza, benevolenza ed umanitarismo ricollegando il tutto a libertà e felicità.
Per confronti, io sto qua... Grazie... ciaoooooo |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.500
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testo decisamente interessante.
Per chi non volesse spendere i soldi per acquistarlo, ecco il testo integrale http://it.wikisource.org/wiki/Dei_delitti_e_delle_pene
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La forza del dialogo risiete nelle voci fuori dal coro |
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#3 | |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Citazione:
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.500
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Avevo parlato giusto l'altro giorno con la collega di Diritto (siamo ad un istituto per geometri) della bellezza di questo testo e della sua utilità. Personalmente ne leggo delle parti e le commento quando arrivo all'illuminismo in storia e poi lo riprendo in letteratura dopo alcuni mesi. La lettura integrale è difficile da proporsi soprattutto per lo scoglio linguistico (per alcuni, soprattutto stranieri, difficile da digerire)
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La forza del dialogo risiete nelle voci fuori dal coro |
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Si, capito il discorso che fai per gli studenti stranieri che magari non riescono a capire subito la lingua... Giustissimo parlarne con un prof. di diritto logicamente, e capire le interazioni che ci sono e soprattutto il fatto di come si sia lontano da tali idee... Spero che ti vada in porto questo progetto, sperando che i ragazzi possano capire sul serio e trovare interessante la cosa.. beh poi ci sono altri autori del tempo, prima e dopo, che pure hanno scritto cose analoghe, vedi Grozio, Locke, Montesquieu, anche Victor Hugo, Pagano ecc.
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#6 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.500
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si potrebbe aprire una bella sezione di scrittori politici classici, da Platone & Aristotele, passando per Cicerone e Alfieri. Scrittori per i quali la politica non era partitica (credo che tu abbia ben colto il mio riferimento al presente
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La forza del dialogo risiete nelle voci fuori dal coro |
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#7 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
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Si ALIEN, il problema è che siamo sempre nel campo del dover essere e non dell'essere... Il libro di Beccarie ne è un esempio lampante... Però ti dirò, io i partiti non li ritengo nemici della democrazia diciamo così per intenderci... Per questi scrittori, diciamo per alcuni, specie i più moderni, il vero nemico della buona politica era quella che Calamandrei definiva "desistenza", in poche parole menefreghismo... Egli citava una barzalletta: due emigranti vanno in America ma la nave su cui stanno è in balia di una tempesta; uno degli emigranti chiede al marinaio:-Se continua così resisterà ancora per molto la barca?? E il marinaio fa:- mezzz'ora al massimo. Allorchè questo va dal suo compare, Beppe, e grida:-Beppe Beppe, se continua questa tempesta tra mezz'ora affondiamo. E quello risponde:-che mi frega, non è mica mia la nave!?!
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