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Vecchio 04-21-2018, 09:33 AM   #1
enrichetto
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Predefinito Il teatro di Sabbath



Il teatro di Sabbath è una creazione comica di proporzioni epiche, e Mickey Sabbath ne è lo smisurato eroe. Un tempo burattinaio scandalosamente creativo, a sessantaquattro anni Sabbath conserva il suo sprezzante antagonismo e la sua sfrenata libidine. Ma dopo la morte della sua amante di vecchia data - uno spirito libero in fatto di erotismo, la cui audacia nell'adulterio supera perfino quella dello stesso Sabbath - egli s'imbarca in un viaggio turbolento nel proprio passato. Nudo e dolente, perseguitato dai fantasmi di coloro che piú l'hanno amato e odiato, ordirà una sequela di disastri farseschi che lo condurranno sull'orlo della follia e dell'estinzione.

dal web




Jonathan Franzen, che Roth non ha mai fatto mistero di considerare un suo “nemico”, disse di provare tanta gratitudine per questo romanzo, pubblicato nel 1995, così “intrepido e feroce”
Fondamentalmente e’ un libro sulla paura della morte, che il protagonista cerca di esorcizzare con il sesso. Sabbath, personaggio “ eticamente scorretto”,anticonvenzionale, grottesco, ripercorre la sua esistenza per mezzo di flashback domandandosi ,come Amleto, se sia meglio essere o non essere.
Tormentato dai fantasmi del suo passato (la madre, la moglie fuggita chissa’ dove, il fratello e l’amata/amante Drenka), dopo una sequela di tragicomici disastri, arriva a organizzare il suicidio e il proprio funerale con tanto di epitaffio :
“Morris “Mickey” Sabbath, Amato Puttaniere, Seduttore, Sfruttatore di donne, Distruttore della morale, Corruttore della gioventù, Uxoricida, Suicida 1929 – 1994.”
Alcuni passaggi sono toccanti ( l’apertura dello scatolone di Morty , il fratello morto in guerra) alcuni divertenti (le scommesse sulla pressione dei pazienti all’ospedale psichiatrico). Forse un po' troppo lungo...ma intenso, irriverente, profondo.

Questo e’ l’incipit:


“Giura che non scoperai più le altre o fra noi è finita.”
Questo l’ultimatum, il delirante, improbabile, assolutamente imprevedibile ultimatum che la signora cinquantaduenne impose tra le lacrime al suo amante sessantaquattrenne, il giorno in cui il loro legame, di stupefacente impudicizia e altrettanto stupefacente riservatezza, compiva tredici anni. E adesso che l’afflusso di ormoni andava esaurendosi, e la prostata ingrossava, e forse non gli restavano che pochi anni di potenza relativamente affidabile, e forse ancor meno anni di vita; adesso, quando si avvicinava la fine di ogni cosa, gli veniva imposto, per non perdere lei, di stravolgere se stesso.
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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