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#1 |
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Moderatore*
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Le memorie di Adriano
Marguerite Yourcenar Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo" afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l'intelligenza e la volontà (da ibs) Adriano ha 62 anni e, sentendo avvicinarsi la morte, scrive una lunga lettera al giovane Marco Aurelio per raccontargli la propria vita. Evoca la giovinezza, i viaggi, le conquiste. L'incontro con Antinoo illumina la sua vita di una singolare passione, ma Antinoo si uccide e Adriano si sente un sopravvissuto .Il suo senso dello Stato ha comunque il sopravvento, mentre le forze incominciano ad abbandonarlo e subentra la malattia che lo avvicina alla morte. La sua lettera a Marco Aurelio si conclude così: "Cerchiamo d'entrare nella morte ad occhi aperti". Lo sto rileggendo per la seconda volta.Le riflessioni sono ancora strordinariamente attuali.Lettura non scorrevolissima ma piena di suggestioni.... È biografia, poesia, filosofia, mito, storia, amore... profondo ,malinconico. Un grande classico. |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 383
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L'ho letto qualche anno fa: un capolavoro! Come "L'opera al nero".
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Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere |
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