"Cari amici, sapevo che mi siete fedeli. Al mio richiamo siete accorsi, come io avrei fatto per voi. Eppure non mi vedevate più da tre anni. Possa la vostra amicizia, che resiste così bene alla lontananza, resistere anche al racconto che voglio farvi. Perchè se vi ho chiamato all'improvviso, imponendovi un lungo viaggio fino a questa mia lontana dimora, è stato solo per vedervi e perchè possiate ascoltarmi.
Non voglio altro aiuto che questo: parlarvi. Sono arrivato ad un momento della mia vita che non riesco a superare. E non si tratta di stanchezza. Ma non capisco più. Ho bisogno...
Ho bisogno di parlare, vi dico.
Sapersi liberare non è niente; il difficile è sapere essere liberi. Permettevi di parlarmi di me; vi racconterò la mia vita, semplicemente, senza modestia e senza orgoglio, più semplicememte ancora che se parlassi a me stesso. Ascoltatemi: ... Ebbi alcuni amici (e tra questi anche voi), ma più che amare l'amico amavo l'amicizia: la mia grande devozione per loro era i realtà bisogno di un nobile ideale; accarezzavo in me qualunque grande sentimento. Di fatto
non conoscevo veramente i miei amici così come non conoscevo me stesso. Neppure per un attimo mi passò per la mente l'idea che io potessi vivere in modo diverso o che si potesse condurre un'esistenza diversa."
Ho appena iniziato a leggere
"L'immoralista " di André Gide e queste frasi mi hanno subito appassionato...