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#1 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2004
Messaggi: 190
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Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto.
... I desideri stavano srappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati. ... Non è pazzia, fratello. Geometria. E' un lavoro di cesello.Ho disarmato l'infelicità.Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire al mio cammino, li troveresti uno dopo l'altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te." |
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#2 |
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Senior Member
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Modena
Messaggi: 122
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Fantastico Baricco...
Grazie Ferdinando
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"Sii come le onde del mare, che pur infrangendosi contro gli scogli... trovano la forza per ricominciare..." |
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#3 |
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Senior Member
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Leggetelo Novecento, oppure fatevelo leggere, Novecento, un viaggio in una pazzia, cominciata dalla nasciata, Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento, partorita sul Virginia, un'isola, una nave, una pazzia, un viaggio, un sogno, e sul mare, il mare, e la musica, la musica, la poesia, la poesia, e la musica, la musica, la musica...
Scrissi un piccolo pezzo, sul vecchio forum, su Novecneto. Lo riporto. Perché è stata la prima nota di un concerto di pazzia. Novecento Perenne viaggio su un’isola, un’isola perennemente in viaggio. Sopra il mare, intorno al mare e dentro il mare. Sospeso e traghettato, dove è nato, dove è sempre stato. Ed è sempre stato viaggio. Sulla culla che l’ha portato al mondo, e che continua a cullarlo, da un capo all’altro del mondo. Ma il mondo è il Mare, l’Oceano Mare, e la terra i suoi confini, paletti che ci rimbalzano. Ma il mondo è il mare, e dove finisce il mare ricomincia il mare. L’isola riparte. E lì, Novecento, che suona la musica nella sua culla, profondamente risalita dai fondali, cullata sui tasti per il mare, sopra il mare, intorno al mare e dentro il mare. Rapito, rapisce. E non c’è più terra, ma per sempre viaggio. Anche solo una volta, quella volta sarà per sempre.
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<center>Sono un vento, viaggiatore per istinto, aria in movimento, suono impalpabile. Non mi puoi vedere, non mi puoi toccare, puoi solo sentirmi, sulla pelle, di passaggio.</center> |
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#4 |
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Amico*
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E' meraviglioso.
Secondo me Baricco è uno che la notte partorisce dei pensieri, dettati dall'ispirazione e dal cuore, e che poi il giorno ci costruisce una storia intorno. Questa è l'impressione che ho avuto leggendo "Novecento" e "Seta". Io darei a questo libro un bel 10. Ho visto anche il libro, non mi ricordo come finisce il libro, ma erro se dico che nel film hanno cambiato il finale? Non so lo chiedo proprio perchè ne ho un vago ricordo. |
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#5 |
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Administrator
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Lo spazio che c'è in te
Messaggi: 2.640
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#6 |
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Member
Data Registrazione: Jul 2004
Messaggi: 44
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Io ho visto il film e l'ho subito amato.
Sono sicura che la stessa cosa accadrà per il libro. Baci
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"Nessuno ha paura dell'ignoto perchè chiunque è in grado di conquistare tutto ciò che desidera e gli serve" |
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#7 |
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Guest
Messaggi: n/a
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Novecento è l'artista, il diverso, l'uomo che sa godere della semplicità e della bellezza della vita, in un modo diverso, sì, ma speciale...
Baricco genialmente ci coinvolge e sa coinvolgerci, regalandoci infinite emozioni! e il film ha saputo ben riprodurre queste emozioni... Buona lettura a tutti!
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#8 |
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Administrator
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Lo spazio che c'è in te
Messaggi: 2.640
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![]() "Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale,complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice" E' poesia... </center> |
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#9 |
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Administrator
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Lo spazio che c'è in te
Messaggi: 2.640
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A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. Fran. *** Novecento A.B. </center> |
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#10 |
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Member
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Letto anche questo, e visto il film. Semplicemente... Semplicemente... Beh, non c'è niente di semplice che gli renda onore. Potrei dire commoventi, poesia allo stato puro, immagini di vita luccicante... Anch'io adoro il pezzo che comincia con
"geometria."
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Persone. Coincidenze. Magia. |
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#11 |
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Member
Data Registrazione: Jul 2004
Messaggi: 44
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Bello, bellissimo.
scritto con una terminologia semplice ed intensa. Usando concetti incisivi e profondi. Il più bel monologo mai letto prima. Baci
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"Nessuno ha paura dell'ignoto perchè chiunque è in grado di conquistare tutto ciò che desidera e gli serve" |
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#12 |
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Junior Member
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Splendido sia il libro che il film...
l'uso delle metafore è geniale, i quadri che cadono, il mondo che è la tastiera di Dio, la nave come angolo di mondo in cui vivere, dove è il mondo che sale a bordo, non occorre scendere a terra... L'inizio del film è stupenda, quando il narratore comincia a creare una certa atmosfera d'attesa e di speranza per il futuro, che culmina con la vista della statua della Libertà nel mare... Mentre il dialogo tra i due alla fine è emozionante, triste, intenso... Molto bella tutta la colonna sonora del film, non ho potuto fare a meno di acquistare il cd...
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#13 |
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Senior Member
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Baricco è eccezionale!
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#14 |
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Junior Member
Data Registrazione: Oct 2004
Messaggi: 24
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Questo libro è stupendo!
Davvero meraviglioso... Baricco mi piace molto e devo dire che, oltre a "Novecento", anche "Castelli di Rabbia" è molto bello.
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Laura «L'universo ci aiuta sempre a lottare per i nostri sogni, per quanto sciocchi possano sembrare. Perchè sono i nostri, e soltanto noi sappiamo quanto ci costa sognarli.» |
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#15 |
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Administrator
Data Registrazione: Jun 2004
Località: Lo spazio che c'è in te
Messaggi: 2.640
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Dal libro...
<center>*** Andavo di fantasia, e di ricordi, è quello che ti rimane da fare, alle volte, per salvarti, non c'è più nient'altro. Un trucco da poveri, ma funziona sempre. *** Non è quello che vidi che mi fermò È quello che non vidi Puoi capirlo, fratello? É quel che non vidi... lo cercai ma non c'era, in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne C'era tutto Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello. La fine del mondo Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me Ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non fiìniscono mai e quella tastiera è infinita Se quella tastiera è infinita, allora Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade, ce n'era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una A scegliere una donna Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire Tutto quel mondo Quel mondo addosso che nemmeno sai dove fi*nisce E quanto ce n'è Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell' enormità, solo a pensarla? A viverla... Io sono nato su questa nave. E qui il mondo passava, ma a duemila persone per volta. E di desi- *deri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita. Io ho imparato così. La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdona- *temi. Ma io non scenderò. Lasciatemi tornare in- dietro. Per favore *** |
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