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#16 |
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Junior Member
Data Registrazione: Mar 2005
Località: Texas col cuore
Messaggi: 28
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Baricco è uno scrittore fantastico. Anche a me è piaciuto di più "seta". In Oceano mare alle volte lo trovo quasi angosciante. Però un gran libro
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#17 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2006
Località: Verona
Messaggi: 531
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Naturalmente non poteva mancare un mio commento in questo topic dedicato ad Oceano mare! E' uno dei miei libri preferiti... l'ho scoperto... vediamo, mi sembra circa 4 anni fa... Ero a casa con l'influenza e mi sono messa a sfogliare l'antologia di scuola... quando "per caso" mi sono imbattutta in un brano tratto da questo romanzo...il dialogo tra Bartleboom e Plasson, i due pezzi di puzzle... e ne sono rimasta folgorata! Ho avuto anch'io la stessa sensazione descritta da Xenia, una "poesia in prosa" ...Poco dopo l'ho acquistato... e da allora lo rileggo almeno una volta all'anno, ma anche di più... e ogni volta mi regala delle nuove emozioni! Ormai ogni personaggio è diventato come un amico di vecchia data... "Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a sè,vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull'orlo della burrasca. Non c'erano, nella sua mente, nè inquietudine nè paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt'a un tratto, nell'anima. Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva. Si voltò e lentamente tornò sui suoi passi. Non c'era più vento, non c'era più notte, non c'era più mare per lei. Andava, e sapeva dove andare. Questo era tutto. Sensazione meravigliosa. Di quando il destino finalmente si schiude, e diventa sentiero distinto, e orma inequivocabile, e direzione certa. Il tempo interminabile dell'avvicinamento. Quell'accostarsi. Si vorrebbe non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un'emozione. Senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo. Qualunque sia, il destino. Camminava - ed era la cosa più bella che avesse mai fatto. Vide la Locanda Almayer avvicinarsi. Le sue luci. Granelli di sabbia che scricchiolano sotto i piedi. In un angolo, per terra, il mantello caduto a Plasson, nella fretta di corrersene via. Nei cuscini, sulla poltrona, l'orma del corpo di madame Deverià, come se si fosse appena alzata. E al centro della stanza, in piedi, immobile, Adams. Che la guarda. Un passo dopo l'altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli: - Non mi farai del male, vero? Non le farà del male, vero? - No. No. Allora Elisewin prese tra le mani il volto di quell'uomo, e lo baciò."
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Lascia fluire il dolore che la felicità è senza limite... e va e viene. CSI |
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#18 |
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Moderatore*
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#19 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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