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#1 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
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Robert Louis Stevenson chiamava “scene assolute” quelle che leggendo un libro si fissano per sempre nella nostra mente. “Soddisfano – diceva – in un sol colpo tutte le nostre capacità di piacere e di partecipazione, le adottiamo subito dentro di noi, e niente e nessuno potrà in seguito cancellarne o attutirne l’effetto”. È la forza plastica della letteratura che traduce concetti ed emozioni in atti concreti.
Potremmo condividere qui le nostre “scene assolute” che per me come, immagino, per tutti, sono piuttosto numerose. Quelle che nel momento in cui le leggi, rendono quel libro un "indimenticabile". Sarebbe bello riportare proprio le parole precise, così che chi di noi legge può meglio riconoscere o meno la bellezza o particolarità di quel passaggio. “Orgoglio e pregiudizio” è un libro a me caro, citerei tutto di esso, ma uno dei momenti più intensi di questo romanzo – i fans della Austin non potranno darmi torto - è la dichiarazione che Mr.Darcy fa ad Elizabeth. Mr.Darcy aveva inizialmente definito Elizabeth “passabile” e in seguito più volte evitata per…orgoglio e pregiudizio. Ma l’amore, si sa, è più forte di tutto… Ho lottato invano. Non c’è rimedio. Non sono in grado di reprimere i miei sentimenti. Lasciate che vi dica con quanto ardore io vi ammiri e vi ami. ![]() da "Orgoglio e pregiudizio" - Jane Austin
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
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sì..beh...mi rendo conto che è difficile questo topic, condividere sensazioni date da scene lette, ad ogni modo c'è, prendetelo per quello che è...
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- A.B. |
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#3 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
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bellissimo post!
appena posso sfoglio qualche libro indimenticabile e posto qualche brano.....nel frattempo, uno stralcio di OCEANOMARE...![]() pensieri di un naufrago su una zattera della follia.... La prima cosa è il mio nome,
la seconda quegli occhi, la terza un pensiero, la quarta la notte che viene, la quinta quei corpi straziati, la sesta è fame, la settima orrore, l'ottava i fantasmi della follia, la nona è carne e la decima è un uomo che mi guarda e non mi uccide. L'ultima è una vela. Bianca. All'orizzonte. (Baricco. Oceano mare) |
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
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cara...
bellissima la tua scena assoluta ![]() ^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^* Da un libro che AMO, una sequenza che ADORO ![]() Pilar e il suo amato sono seduti al tavolo di un ristorante e lei incita lui a rompere un bicchiere come gesto simbolico.. “Rompi questo bicchiere” gli ho ripetuto. Mi ha fissato negli occhi. Poi, lentamente, ha fatto scivolare la mano sul piano del tavolo, fino a toccare il bicchiere. Con un movimento rapido lo ha spinto giù. Il rumore del vetro infranto ha richiamato l’attenzione di tutti. Invece di mascherare il gesto chiedendo scusa, lui mi ha guardata sorridendo e io ho ricambiato il gesto. “Non ha importanza” ha esclamato il ragazzo che serviva ai tavoli. Ma lui non lo ascoltava. Si è alzato e, mettendomi le mani tra i capelli, mi ha baciato. ….il resto, pagg. 165-166-167, non lo posto, sia per la lunghezza che per…beh...da togliere il fiato ![]() Chi ha il libro sa già di cosa parlo, prenda la propria copia e rilegga; chi non ha il libro…che aspetta a comprarlo?? ![]() Ovviamente da “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto” – Paulo Coelho
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2006
Messaggi: 2.682
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"Non pensare a quanto è rimasto indietro" disse l'Alchimista quando cominciarono a calvalcare fra le sabbie del deserto. "E' tutto annotato nell'Anima del Mondo,là dove rimarrà per sempre". "Gli uomini sognano più il ritorno che la partenza",disse il ragazzo,che stava già riabituandosi al silenzio del deserto. "Se quanto hai già trovato è fatto di materia pura,non potrà mai marcire. E tu,un giorno,potrai tornare. Se è stato soltanto un attimo di luce,come l'esplosione di una stella,allora non troverai più nulla quando ritornerai. Ma avrai visto un'espliosione di luce. E anche solo per questo ne sarà valsa la pena". L'uomo parlava il linguaggio dell'alchimia. Ma il ragazzo sapeva che stava riferendosi a Fatima. Era difficile non pensare a quanto si era lasciato alle spalle...
![]() ![]() Bel post Grazie Delfina (pag 140-P.Coelho-L'alchimista)
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#6 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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grazie a te
È incredibile quanto alcuni libri siano magici..basta leggere queste poche righe e ti ci catapulti subito dentro..
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#7 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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questo brano è un pò lungo ma lo adoro...
![]() tratto da "La casa del sonno " di Jonathan Coe ",,,Ma nelle orecchie di Robert la sua voce si affievoliva fino ad annullarsi,e diventava una cosa sola con il silenzio senza vento della spiaggia e la fermezza mortale dell’aria nel pomeriggio avanzato,mano mano che si avvicinava a Sarah e le azzardava un sorriso nell’attimo che lei alzava gli occhi dal libro.Si era avvolta un cardigan intorno alle spalle e aveva affondato i piedi nella rena:e stavolta,nel guardarla,Robert seppe con certezza assoluta ed entusiasmante,che nella sua vita aveva avuto luogo un cambiamento terribile;era avvenuto mesi prima,nella sua stanza,il giorno che lei era entrata con i capelli ancora bagnati e l’intenzione di consolarlo;ma soltanto oggi il suo significato autentico e la sua portata diventavano chiari:ora,in questo singolo istante protratto,capiva che non c’era nessuna cosa al mondo che non avrebbe fatto per questa donna;nessuna impresa in cui non si sarebbe lanciato,nessun sacrificio che non avrebbe affrontato volentieri…. Ci volle pochissimo perchè Ruby cadesse in un sonno profondo,e durante la sua facile e dolce discesa nell’incoscienza si stabilì tra Sarah e Robert un silenzio caldo e amichevole.Seduto accanto a lei su quella spiaggia vuota,con il corpo della bambina addormentata che li congiungeva piuttosto che dividerli,Robert sentiva di non aver mai avuto un’intimità così grande con lei. Al calore del sole i suoi pensieri si stemperavano piacevolmente in una fitta foschia;non aveva voglia nemmeno di leggere: era solo felice di trovarsi lì,seduto ad assaporare quel momento di prossimità e a fissare l’oceano fino a farsi dolere la retina per la luminosità dardeggiata dell’acqua lucente. L’altra cosa che Ruby non avrebbe mai dimenticato fu il suono della voce di Robert che in quel pomeriggio calante le parlava credendola addormentata.Il suono della sua voce fioca,appena udibile,che le parlò di cose impossibili da capire.Il suono della sua voce che disse: "Io non so…non so in che modo tutto questo potrà…" E poi: "Io non ho mai voluto nulla…" E poi,dopo un respiro più lungo e profondo: "Io non ho mai voluto nulla in modo così atroce,Ruby…A te non dispiace,vero,se ti parlo di queste cose?…E potrei dirti anche…Posso dirtelo mentre dormi,perchè così…Il mio segreto è al sicuro…M a poi chi lo sa se per lei è un segreto…E anche per tutti gli altri…Non che m’importi qualcosa degli altri…Di quello che possono pensare… "Ruby… "Io sono ancora giovane…Anche se a te sembrerò vecchio,vecchissimo…io però mi sento giovane…O meglio,mi sentivo giovane fino…Fino a non molto tempo fa,eppure…Eppure io so…O almeno lo immagino… "Ma quel che non posso immaginare…No,non posso assolutamente…E’ di non desiderarla… "Assolutamente… "Anche se forse…Quando sarà il momento,in fin dei conti… "Ma forse i conti sono già finiti… "Il fatto è… "Certo tu hai ragione…Mi dirai che sono giovane,che esistono anche le altre…Ma io che ci posso fare?… Non riesco neanche a vederle…E comunque…Non le voglio…Io voglio…Io devo farcela…Devo meritarmela,in qualche modo…E se … "T u mi capisci…Se ora lei non mi ama…Se non riesce ad amarmi così come sono…Bhè, ha ragione lei…Perchè non ci riesco neanch’io…Se lei non può amarmi…Io non posso amare me stesso… "E non c’è nessun limite…Nessuno Ruby, nessuno…Non c’è niente che non farei…Per fare in modo che lei voglia…." |
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#8 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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"Avevo i piedi immersi nel pantano. L'acqua era salita sino alle cosce. Sentivo i talloni sprofondare. Davanti ai miei occhi galleggiava un enorme frigo. Mi ci lanciai sopra, lo avvinghiai stringendolo forte con le braccia e lasciandomi trasportare. Mi venne in mente l'ultima scena di "Papillon", il film con Steve McQueen, sembravo galleggiare su un sacco colmo di noci di cocco, sfruttando le maree per fuggire alla Cayenna. Era un pensiero ridicolo, ma in alcuni momenti non c'è altro da fare che assecondare i tuoi deliri come qualcosa che non scegli, come qualcoosa che subisci e basta. Avevo voglia di urlare, volevo gridare, volevo stracciarmi i polmoni, come Papillon, con tutta la forza dello stomaco, spaccandomi la trachea, con tutta la voce che la gola poteva ancora pompare:
<< Maledetti bastardi, sono ancora vivo!>>" Da il finale de "Gomorra" di Roberto Saviano. |
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#9 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
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Ragazzi mi sta piacendo da matti leggere le vostre "scene assolute"...
sono stupita perchè dopo avere aperto il topic pensavo che sarebbe stato difficile da attuare il "progetto", perchè, teoricamente, come si può comprendere una sequenza postata senza conoscere nè la trama nè il resto del libro? Invece lo trovo accattivante, una cosa che "punzecchia" e sollecita la fantasia ..avanti che c'è posto
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- A.B. |
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#10 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
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#11 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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[...] La vita non è guidata dalla volontà o dalle intenzioni: la vita è un fatto di nervi, di fibre, di cellule lentamente cresciute nei quali il pensiero si nasconde e fantastica la passione. Tu puoi immaginarti salvo e crederti forte, ma una casuale nota di colore in una stanza o in un cielo mattinale, un particolare profumo che hai amato un tempo e che ti porta sottili ricordi, il verso di una lirica dimenticata che ti ritorna dinanzi, il motivo di una musica che non suoni più da tempo... credi, Dorian, da cose come queste dipende la nostra vita.
Da "Il ritratto di Dorian Gray" ,capitolo 19°, di Oscar Wilde. |
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#12 | |
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Moderatore*
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Citazione:
Ma questo non e' "La casa del sonno" di Doe...e' un altro libro...mannaggia come si chiama....ah si..... '"La villa di Arcore" di Berlusca
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#13 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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ma enriiiiiiiiiii mi rovini l'atmosfera ahahahahaah
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#14 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
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c'avevo pensato pure io..ad Arcore
![]() ----------------------------------- ** ------------------------------- ... Guardò John e vide che la stava fissando con un timido sorriso. Lui lo sapeva, pensò Cormia. Sapeva quello che lei stava provando. "Voglio fare una corsa." Lui indicò il prato con un ampio gesto del braccio. Cormia non si soffermò a pensare ai pericoli dell'ignoto o alla dignità che, come la tunica bianca, le Elette non dovevano mai abbandonare. Accantonando il gravoso fardello del decoro, sollevò leggermente la candida veste e si mise a correre a più non posso. L'erba primaverile era soffice sotto i suoi piedi, i capelli sventolavano alle sue spalle e l'aria le accarezzava il viso. Pur rimanendo saldamente ancorata al suolo, la libertà nella sua anima la faceva volare. ... ![]() Lover Enshrined (V Vol. Confraternita del Pugnale Nero) - J.R.Ward
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#15 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2006
Messaggi: 2.682
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Da Oceano Mare pag 22-23... Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta. Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro una lettera, aperta e senza indirizzo. Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali. Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle - Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo -Tu sei matto. E per sempre lo amerà...
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