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Vecchio 11-25-2012, 06:34 PM   #46
antonella1
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Ti ho conosciuto in internet e ti ho scritto, ma non lo farò più, perchè non esisti.
Che ti racconto? Allora, vediamo. Sono a casa. Non sto facendo niente, infatti sono al computer. In vacanza sono stato nel tal posto, lo scorso weekend in quest’altro. Non sono credente, ho tre cicatrici sul corpo, sono del toro, ho un aston martin, Ventotene è tanto triste e ho addosso una stanchezza terribile.
Senti, non ce la faccio. Non ti racconto niente. Ho gia dato. L’ho gia fatta, in passato, questa parte di raccontare cose e situazioni a persone che di fatto non esistono, proiezioni al di là di uno schermo, flirt via email, in chat, in facebook, in myspace, dove ti pare.
Non ce la faccio ogni volta a ricominciare da capo. La verità è che tu non esisti, di fatto non esisti: e non ho voglia di ricadere nello schema e quindi, trasfigurarti, di guardare per mezz’ora l’unica foto che mi hai mandato, di immaginarti secondo strani disegni dell’inconscio. Per poi, un giorno, magari, incontrarti per scoprire sempre e regolarmente che tu sei semplicemente altro. Qualsiasi cosa tu sia, e qualsiasi cosa io abbia immaginato e compreso, tu sarai sempre altro.
E’ una fatica d’inferno, farsi conoscere un minimo. Dico un minimo. Lo è nella vita comune, figurarsi: i margini di imcomprensione superano sempre la nostra immaginazione. Ora che poi esiste la rete, ora che in giro ci sono misere tracce e scampoli di noi tutti, ecco, allora è anche peggio: perchè il quadretto e il pregiudizio sono ancora più superficiali e veloci. E allora è ancora più difficile lasciar intuire anche solo una scintilla autentica di noi, farla conoscere, ma soprattutto riconoscerla noi, ricordarci che siamo al di là della vacanza, delle cicatrici, dello scorso weekend.
Vedi, ci sono due foto, la mia e la tua. Sembrano due bei ragazzi, sono ancora gentili e curiosi uno dell’altro: resta che probabilmente si stanno scrivendo solo per quelle, per le foto. E mi viene quasi voglia di non sporcare le cose, di abbandonarle a questo stato primigenio e perfetto. E’ sabato sera e scrivo a una sconosciuta. Lo resterà. Sembra molto bella, ma non le scriverò più. NON TI SCRIVERO’ PIU’. Perchè non esisti. Ti racconto questo oggi.
Filippo Facci
.. ..
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Vecchio 12-10-2012, 10:03 AM   #47
delfina
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La mia notte... che non vorrei più...
La mia notte è come un grande cuore che pulsa.

Sono le tre e trenta del mattino.
La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest'area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d'amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt'uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d'amore.

Sono le quattro e trenta del mattino.
La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest'evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde.

… La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo. Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, quest, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza. La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell'incavo della mia spalla e che io riposassi nell'incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide. La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile. Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole. Il tuo colore.
Fra poco si leverà il sole.

Frida Kahlo - Lettera di Frida Kahlo a Diego Rivera, Città del Messico, 12 settembre 1939. Mai spedita
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Vecchio 12-12-2012, 09:16 AM   #48
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Buongiorno

a letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovi tristi, nell’attesa che il destino esaudisca i nostri desideri… posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti. Sì, ho deciso di errare lontano finchè non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti – purtroppo così deve essere – ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai – mai… O Dio perchè dovresti allontanarmi dall’oggetto di tanto amore? La mia vita a Vienna è ora miserevole… il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini; alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse ma è ciò possibile nella nostra situazione? Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni quindi chiudo affinchè tu possa ricevere la lettera al più presto…. sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme… sii calma amami oggi, amami ieri; Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te, di te mia vita, mio tutto… addio…. ti prego continua ad amarmi, non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato

Eternamente tuo Eternamente mia
Eternamente nostri


Ludwig Van Beethoven to his “Immortal beloved”

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Vecchio 12-20-2012, 10:27 AM   #49
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Forse quello che mi continua a legare a te è la sensazione che anche se ogni scelta comporta una perdita e lascia fuori qualcosa non perdiamo mai del tutto quel che abbiamo amato e da quel punto, dal punto in cui prendiamo una direzione opposta a quella che ci avrebbe unito, ricomincia una vita parallela in cui io vivo ancora con te, cammino con te e risalgo con te la strada che mi porto qui dentro, visito tutti i posti in cui non siamo stati, i luoghi che mai calpesteremo, scatto le foto in cui non ci siamo e tu vieni sempre bene, sei sempre così bella e ti vedo sorridere.
Mi racconti dei tuoi fiori, delle tue malinconie e mi svegli nel cuore della notte per dirmi che mi hai visto disegnato in una nuvola e la nuvola si è dissolta mentre tu hai aperto gli occhi serena. Mi svegli l’anima bussando da dentro, perché chi bussa da fuori troverà mille altri tesori ma non l’amore. Allora penso che sciocchi che siamo stati. Questo qualcuno la chiama fantasia o forse addirittura follia. Perché se è la realtà che conta io esisto, tu esisti ma noi non esistiamo più, eppure vedo con chiarezza che se non ti ho perso fino adesso ormai non ti perderò più.




Massimo Bisotti da “Il quadro mai dipinto”
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Vecchio 12-26-2012, 08:51 AM   #50
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- La prima volta che ci siamo visti, dimmi che hai pensato.
- Dimmelo tu.
- Io ho pensato… che eri bella come la mattina di Natale. Non saprei come dirlo diversamente.
- E perchè me lo dici proprio adesso?
- Forse alla fine uno ripensa all’inizio. E allora ecco qua, volevo che lo sapessi.

Non è mai notte quando vedo il tuo volto;
perciò ora a me non sembra che sia notte,
nè che il bosco sia spopolato e solitario,
perchè per me tu sei il mondo intero;
chi potrà dunque dire che io sono sola
se il mondo è qui a guardarmi?


William Shakespeare - da “Sogno di una notte di mezza estate”
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Vecchio 06-20-2013, 09:55 AM   #51
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Cleopatra: Se è amore davvero, dimmi quant'è.
Antonio: È un amore miserabile quello che si può misurare.
Cleopatra: Voglio fissare un limite sino al quale essere amata.
Antonio: Allora dovrai per forza scoprire nuovo cielo, nuova terra.


Da Antonio e Cleopatra di
William Shakespeare



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Ultima modifica di enrichetto; 10-10-2016 alle 02:29 PM
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Vecchio 06-21-2013, 10:33 AM   #52
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Cleopatra: Se è amore davvero, dimmi quant'è.
Antonio: È un amore miserabile quello che si può misurare.
Cleopatra: Voglio fissare un limite sino al quale essere amata.
Antonio: Allora dovrai per forza scoprire nuovo cielo, nuova terra.


stupendo!!
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Vecchio 08-09-2013, 02:49 PM   #53
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NORA: Tu non pensi e non parli come l'uomo di cui possa essere la compagna. Svanita la minaccia, placata l'angoscia per la tua sorte, non per la mia, hai dimenticato tutto. E io sono tornata ad essere per te la lodoletta, la bambola da portare in braccio. Forse da portare in braccio con più attenzione perché t'eri accorto che sono più fragile di quanto pensassi. Ascolta, Torvald; ho capito in quell'attimo di essere vissuta per otto anni con un estraneo. Un estraneo che mi ha fatto fare tre figli...Vorrei stritolarmi! Farmi a pezzi! Non riesco a sopportarne nemmeno il pensiero!
HELMER: Capisco. Siamo divisi da un abisso. Ma non potremmo, insieme...
NORA: Guardami come sono: non posso essere tua moglie.
HELMER: Ma io non ho la forza di diventare un altro.
NORA: Forse, quando non avrai più la tua bambola.

Casa di Bambola
Ibsen
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Vecchio 08-20-2013, 01:03 PM   #54
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Ho voglia di far l’amore con te, ma non fraintendermi. Non parlo di carezze o di lingue che giocano, di tutta quella forza che troviamo dentro all’improvviso mentre ci muoviamo come se non facessimo altro da una vita intera. Non parlo di piacere assoluto, di qualcosa di proibito, delle mie gambe intorno al tuo bacino, dei miei piedi che si posano piano sulla tua schiena. Non parlo di quando proprio non dovresti, eppure mi tocchi e te ne freghi, né di quando diventiamo un po’ troppo erotici per il mondo e ci tocca nasconderci in camera. Non parlo di quando mi sfiori il collo, mi chiedi di avvicinarmi e mi sussurri che forse è ora di andare a fare l’amore, ché tu non ce la fai più. Parlo solo di un bacio, di quel bacio che viene dopo qualche bacio, ogni volta che ci vediamo. Il primo è sempre un po’ così, imbarazzato. Poi ci ritroviamo più vicini e ci baciamo di più, e mi sembra che tu entri dentro di me, tanto che forse inizio a fare qualcosa che potrà sembrare strano, e di certo quasi impercettibile: ti accolgo. Ogni volta in cui ti vedo, dopo tutti i giorni passati lontana da te, mi apro e ti accolgo. E non sono nuda, e non arrossisco. Ho voglia di far l’amore con te con un bacio, e lo so che hai capito cosa intendo, lo so.

(Susanna Casciani.)
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Sii come il fumo: sali,
pensa che nell'evadere nessuno dirà
«ti ebbi e ho potuto misurarti».
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Vecchio 08-20-2013, 02:53 PM   #55
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Ho voglia di far l’amore con te, ma non fraintendermi. Non parlo di carezze o di lingue che giocano, di tutta quella forza che troviamo dentro all’improvviso mentre ci muoviamo come se non facessimo altro da una vita intera. Non parlo di piacere assoluto, di qualcosa di proibito, delle mie gambe intorno al tuo bacino, dei miei piedi che si posano piano sulla tua schiena. Non parlo di quando proprio non dovresti, eppure mi tocchi e te ne freghi, né di quando diventiamo un po’ troppo erotici per il mondo e ci tocca nasconderci in camera. Non parlo di quando mi sfiori il collo, mi chiedi di avvicinarmi e mi sussurri che forse è ora di andare a fare l’amore, ché tu non ce la fai più. Parlo solo di un bacio, di quel bacio che viene dopo qualche bacio, ogni volta che ci vediamo. Il primo è sempre un po’ così, imbarazzato. Poi ci ritroviamo più vicini e ci baciamo di più, e mi sembra che tu entri dentro di me, tanto che forse inizio a fare qualcosa che potrà sembrare strano, e di certo quasi impercettibile: ti accolgo. Ogni volta in cui ti vedo, dopo tutti i giorni passati lontana da te, mi apro e ti accolgo. E non sono nuda, e non arrossisco. Ho voglia di far l’amore con te con un bacio, e lo so che hai capito cosa intendo, lo so.

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Vecchio 08-20-2013, 07:55 PM   #56
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Vecchio 08-20-2013, 08:58 PM   #57
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Ho voglia di far l’amore con te, ma non fraintendermi. Non parlo di carezze o di lingue che giocano, di tutta quella forza che troviamo dentro all’improvviso mentre ci muoviamo come se non facessimo altro da una vita intera. Non parlo di piacere assoluto, di qualcosa di proibito, delle mie gambe intorno al tuo bacino, dei miei piedi che si posano piano sulla tua schiena. Non parlo di quando proprio non dovresti, eppure mi tocchi e te ne freghi, né di quando diventiamo un po’ troppo erotici per il mondo e ci tocca nasconderci in camera. Non parlo di quando mi sfiori il collo, mi chiedi di avvicinarmi e mi sussurri che forse è ora di andare a fare l’amore, ché tu non ce la fai più. Parlo solo di un bacio, di quel bacio che viene dopo qualche bacio, ogni volta che ci vediamo. Il primo è sempre un po’ così, imbarazzato. Poi ci ritroviamo più vicini e ci baciamo di più, e mi sembra che tu entri dentro di me, tanto che forse inizio a fare qualcosa che potrà sembrare strano, e di certo quasi impercettibile: ti accolgo. Ogni volta in cui ti vedo, dopo tutti i giorni passati lontana da te, mi apro e ti accolgo. E non sono nuda, e non arrossisco. Ho voglia di far l’amore con te con un bacio, e lo so che hai capito cosa intendo, lo so.

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Vecchio 08-22-2013, 07:01 AM   #58
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Penso che le persone migliori, quelle per cui ne vale sempre la pena, siano quelle che purtroppo si perdono dietro ad amori impossibili, che impazziscono per qualcuno che non le amerà mai, che ad essere felici ci hanno provato una volta o due e poi hanno smesso, perché tanto la felicità non è roba per loro. Le persone migliori sono quelle che vanno convinte, sono quelle che al primo “ti amo” non credono mai, sono quelle che lo sanno che innamorarsi non è da tutti e per un’ora d’amore sacrificherebbero anni di vita. Le persone migliori non si lasciano impressionare dai complimenti, dal sesso, dai grandi gesti. Le persone migliori si innamorano per motivi assurdi, ché a raccontarli gli viene da sorridere. Penso che le persone migliori soffrano tanto per essere quello che sono.

Susanna Casciani

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Vecchio 10-13-2013, 10:39 AM   #59
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Entrerò nei tuoi pensieri ogni tanto, probabilmente accadrà fino all’ultimo, come tutte le cose impossibili che si legano al vento che soffia nel cuore.
Poi mi spegnerai per dedicarti alla tua realtà ma ci ritroveremo ancora in qualche sogno, in qualche flashback di passato che riaffiora dalle cose che fanno la ruggine e che scorgerai ancora brillante, come un anello che non ha perso mai la sua lucentezza iniziale a dispetto del tempo. Tu lo rimetterai al dito, per ripercorrere incontri, stazioni, aeroporti, magie. Ti scorrerò nelle vene in quel momento così forte da farti sembrare impossibile che io possa entrare come mare nel tuo corpo. Ti accorgerai che la bellezza fa male, che tutto ciò che è troppo forte spinge sul petto e può far soffocare, dilaniare la carne quando debole si è arresa a un facile addio. Siamo morti insieme senza saperlo, per questo vivremo ancora ognuno altrove. Le visioni si mescoleranno alla realtà e immagineremo adulti i bimbi mai avuti, cresciuti nel pensiero senza noi. Forse l’amore non basta, non si può stare bene insieme, non si può stare bene senza. Io sento che saremo felici comunque, perché se così non fosse non avremmo potuto scegliere di sopportare questa distanza. Ci aspetteremo in milioni di altri amori per smettere di aspettarci. Faremo l’amore con corpi senz’anima per scambiarcela ancora una volta. E io realizzerò tutti i miei sogni, tutti quelli per cui basterà il mio impegno e mi mancherai accanto, quando stupidamente mi volterò fra la folla sperando di vedere il tuo sorriso illuminare di presenza un giorno disperato.

Massimo Bisotti
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Vecchio 10-14-2013, 04:09 PM   #60
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Entrerò nei tuoi pensieri ogni tanto, probabilmente accadrà fino all’ultimo, come tutte le cose impossibili che si legano al vento che soffia nel cuore.
Poi mi spegnerai per dedicarti alla tua realtà ma ci ritroveremo ancora in qualche sogno, in qualche flashback di passato che riaffiora dalle cose che fanno la ruggine e che scorgerai ancora brillante, come un anello che non ha perso mai la sua lucentezza iniziale a dispetto del tempo. Tu lo rimetterai al dito, per ripercorrere incontri, stazioni, aeroporti, magie. Ti scorrerò nelle vene in quel momento così forte da farti sembrare impossibile che io possa entrare come mare nel tuo corpo. Ti accorgerai che la bellezza fa male, che tutto ciò che è troppo forte spinge sul petto e può far soffocare, dilaniare la carne quando debole si è arresa a un facile addio. Siamo morti insieme senza saperlo, per questo vivremo ancora ognuno altrove. Le visioni si mescoleranno alla realtà e immagineremo adulti i bimbi mai avuti, cresciuti nel pensiero senza noi. Forse l’amore non basta, non si può stare bene insieme, non si può stare bene senza. Io sento che saremo felici comunque, perché se così non fosse non avremmo potuto scegliere di sopportare questa distanza. Ci aspetteremo in milioni di altri amori per smettere di aspettarci. Faremo l’amore con corpi senz’anima per scambiarcela ancora una volta. E io realizzerò tutti i miei sogni, tutti quelli per cui basterà il mio impegno e mi mancherai accanto, quando stupidamente mi volterò fra la folla sperando di vedere il tuo sorriso illuminare di presenza un giorno disperato.

Massimo Bisotti
Stupenda!!!! Bisotti è inarrivabile!!!!!!!!!!!!!!!

Non poteva non cadermi particolarmente l'attenzione su questa frase:

"...Ti accorgerai che la bellezza fa male..." io e lui andremmo d'accordo
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