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#1 |
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Amico*
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Appeso ad una parete
ho visto il tuo disegnino: su un foglio grande grande C'era un uomo in un angolino, un uomo piccolo,piccolo, Forse anche un po' spaventato da quel deserto bianco in cui era capitato, E se ne stava in disparte non osando farsi avanti come un povero nano nel paese dei giganti. Tu l'avevi colorato con tanta passione: ricordo il suo magnifico cappello arancione. Ma la prossima volta, ti prego di cuore, disegna un uomo più grande, amico pittore. Perchè quell'uomo sei tu, tu in persona,ed io voglio che tu conquisti il mondo: prendi, intanto,tutto il foglio! Disegna figure grandi, forti senza paura, pronte a partire per una bella avventura
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Nevermore to feel the pain The heart collector sang And I won't be feeling hollow for so long Nevermore to feel the pain The words fall out like fire Just believe when you can't believe anymore |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2005
Località: lo spazio che c'è in te
Messaggi: 4.503
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appendo nella mia stanza un disegno che rapprsenti te.. e lo faccio grande grande grande.. grande grande come te
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"...Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te." pedro salinas
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#3 |
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Amico*
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#4 |
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Moderatore*
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Dopo la pioggia
di Gianni Rodari Dopo la pioggia viene il sereno, brilla in cielo l'arcobaleno: è come un ponte imbandierato e il sole vi passa, festeggiato. È bello guardare a naso in su le sue bandiere rosse e blu. Però lo si vede - questo è il male - soltanto dopo il temporale. Non sarebbe più conveniente il temporale non farlo per niente? Un arcobaleno senza tempesta, questa si che sarebbe una festa. Sarebbe una festa per tutta la terra fare la pace prima della guerra. Grande Gianni! E un abbraccio a chi non se ne scorda...
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2005
Località: lo spazio che c'è in te
Messaggi: 4.503
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mi riporta ai tempi del libro delle elementari..
è così strano, apprezzi quando sei bambino questa semplicità.. poi negli anni dell'adolescenza, con la voglia di sentirsi grandi si allontana e si rigetta quel mondo-bambino.. ma per fortuna si riscopre, si ama dinuovo contro certe cose a volte inutilmente complicate. "è così bello l'arcobaleno" ed è così bello accorgersene.. grazie enrichetto e ovviamente GRAZIE DARIETTO!!
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"...Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te." pedro salinas
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#6 |
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Amico*
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Grazie Illary..Enrichè.. Certo che sei un buongustaio.. Riesce a piacerti qualcosa che non piaccia anche a me???
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#7 |
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Amico*
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La sirena di Palermo
una volta un pescatore di palermo trovo nella rete,insieme ai pesci,una piccola sirena.Si spaventò e stava per lasciare ricadere la rete in mare,ma si accorse che la sirena piangeva e non ne ebbe più paura. -Perchè piangi?-le domandò. -Ho perduto la mia mamma. -e com'è successo? -Giocavamo a nasconderci tra gli scogli.Mi sono allontanata troppo dalle mie compagne e non le ho più ritrovate.Sono due giorni che nuoto in cerca di loro,in cerca di qualcuno,non conosco la strada per tornare a casa. -Eh,il mare è grande-disse il pescatore,sorridendo alla sirena.Era una sirena bambina,appena più alta di una bambola.I suoi capelli biondi erano fradici.Dala vita in giù le sue squame di pesce scintillavano al sole. -Portami con te,-disse la sirena.-Io non so dove andare. -Ti porterei,-rispose il pescatore.-Ma ho già cinque figli da mantenere e guadagno poco. -Portami con te,-pregò di nuovo la sirena bambina.-Io non occupo molto posto.Ti prometto che starò buona e non avrò quasi mai appetito. -Sentiremo quando sarà mezzogiorno. -Allora mi porti? -Nasconditi in quella cesta.Non voglio che la gente ti veda. -Sono brutta? -Anzi sei tanto bellina.Ma la gente trova sempre da ridire e chiacchierare. Così il pescatore porto a casa la sirena bambina. Sua moglie brontolò un poco,ma non troppo sirena era graziosa,i suoi occhi erano buoni e allegri.I bambini del pescatore erano addirittura felici.-Finalmente ci hai portato una sorella,-dicevano.Erano cinque maschi e a metterli vicini le loro teste scure sembravano i gradibi di una scala. -Faremo così,disse il pescatore,-Le prenderemo una carrozzella,perchè deve stare sempre seduta.Le metteremo davanti una coperta e diremo che ha le gambe malate.Diremo che è figlia di un parente di Messina e che è venuta a stare un po'con noi. E così fecero. Il pescatore e la sua famiglia abitavano in un povero vicolo,in un quartiere di vicoli poveri e stretti.Le case erano brutte e la gente stava quasi sempre fuori.Nel vicolo poi,c'erano tante bancarelle,vi si vendeva di tutto esci formaggi,abiti usati,qualsiasi cosa.Di sera ogni bancarella accendeva un lume ad acetilene,e quella luminaria metteva addosso una festosa allegria.La piccola sirena,seduta nella carrozzella duori dalla porta di casa,non si stancava mai di quello spettacolo.Tutti la conoscevano,ormai.Ogni donna che passava,pensando alla sua malattia,si fermava a farle una carezza e le diceva una parola gentile.I giovanotti scherzavano con lei e fingevano di litigare tra loro per sposarla.I figli del pescatore non parlavano che di lei,erano molto orgogliosi della sua bellezza e le portavano le piccole meraviglie che riuscivano a trovare,vagando tutto il giorno per i vicoli:una scatola di cartone,un giocattolo di plastica,tante cose così. La piccola sirena adesso si chiama Marina. Una sera la portarono a vedere il teatro dei pupi.Chi non l'ha visto non sa com'è bello.Sul palcoscenico del teatro i guerrieri,nelle armature splendenti,compiono imprese meravigliose,battendosi in duello con coraggio.Le principesse portano anche loro la corazza e non sono meno ardimentose dei paladini.I loro nomi sono nobili e sonori:Orlando,Rinaldo,Carlomagno,Guidosanto,Angel ica,Brandimarte,Biancofiore. Marina era incantata e felice..Quando poi fu l'ora di andare a letto,cominciò anch'essa a raccontare.Sapeva storie meravigliose,le aveva imparate quando viveva nel mare,con le altre sirene.Per esempio,sapeva la storia di Ulisse e dei suoi viaggi,e di quella volta che passò con la sua nave accanto all'isola delle sirene.Chi udiva il canto delle sirene subito si gettava in mare per rimanere con loro.Ulisse voleva udire quel canto,ma non voleva dimenticare e predre la strada di casa.E così,l'astuto capitano riempì di cera le orecchie dei suoi marinai perchè badassero alla nave,ma nelle proprie non mise nulla oi si fece legare all'albero maestro,per non provare la tentazione di gettarsi in mare.Le sirene gli cantarono le loro canzoni più belle ed egli pianse ascoltandole,pregando i suoi compagni di scioglierlo.Ma i suoi compagni avevano le orecchie tappate,non udivano e non capivano nulla.Da quella volta Marina non cessò mai di raccontare.Erano storie di tutti i popoli e di tutti i tempi;delle genti che l'una dopo l'altra avevano messo piede sula terra siciliana o ne avevano corso il mare:Fenici,Cartaginesi,Greci,Romani,Arabi,Normann i,Francesi,Spagnoli,Italiani...E storie di pesci,di mostri sepolti negli abissi marini,di navi affondate e spolpate lentamente dall'acqua. Intorno alla sua carrozzella,nel povero vicolo,c'era sempre un crocchio di bambini.Sedevano silenziosi sui gradini della casa del pescatore,si accoccolavano sul selciato,spalancavano i loro occhi di carbone e diamante,e non erano mai stanchi di ascoltare. Ogni donna che passava si fermava un momento, e quando andava via asciugava una lagrima. -Quella bambina è una sirena,-dicevano i vecchi pescatori.-Guardate come ha incantato tutti.E' proprio una sirena. Più nessuno pensava ormai a lei come a una povera bambina infelice perchè non poteva camminare.La sua voce era chiara e squillante, e nei suoi occhi c'era sempre una luce di festa. Questa storiellina è per tutte le sirene che non hanno ancora scoperto d'esserlo.. E per una sirenetta in particolare Io non so come finisce questa storia..fin da quando ero piccolo mi domando se è tornata al mare.. Mi mette addosso tanta tristezza e tanta gioia contemporanemente questo storia.. ..E torno al tempo in cui avevo 8 anni..
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#8 |
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Amico*
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Che bella... a me dona più gioia che tristezza. Mi pare di averla già sentita o letta da qualche parte questa storia, non credo da Rodari... ma non mi è nuova. Però... è bello tuffarsi nell'oceano del passato e assaporare i ricordi di quando ancora il mondo era un grande gioco.
Grazie per questa nuotata di felicità!Pensando alla mia infanzia... mi è venuta una poesia--> http://www.aurorablu.it/phpBB2/viewtopic.php?t=8194 Un abbraccio syd |
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#9 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2005
Località: lo spazio che c'è in te
Messaggi: 4.503
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è stupenda..
ma mi rende triste il fatto che debba stare coperta, che nn possa mostrarsi. ma ha incantato anche me.. vorrei dedicarla anche io ad una sirenetta che nn conosce ancora il suo potere, perciò mi accodo alla tua dedica dolcissima
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"...Perché so che dove sono stato con te si va solo con te, attraverso te." pedro salinas
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#10 |
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Moderatore*
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Essere e avere
Il professor Grammaticus, viaggiando in treno, ascoltava la conversazione dei suoi compagni di scompartimento. Erano operai meridionali, emigrati all'estero in cerca di lavoro: erano tornati in Italia per le elezioni, poi avevano ripreso la strada del loro esilio. - Io ho andato in Germania nel 1958, - diceva uno di loro. - Io ho andato prima in Belgio, nelle miniere di carbone. Ma era una vita troppo dura. Per un poco il professor Grammaticus li stette ad ascoltare in silenzio. A guardarlo bene, però, pareva una pentola in ebollizione. Finalmente il coperchio saltò, e il professor Grammaticus esclamò, guardando severamente i suoi compagni: - Ho andato! Ho andato! Ecco di nuovo il benedetto vizio di tanti italiani del Sud di usare il verbo avere al posto del verbo essere. Non vi hanno insegnato a scuola che si dice: "sono andato"? Gli emigranti tacquero, pieni di rispetto per quel signore tanto perbene, con i capelli bianchi che gli uscivano di sotto il cappello nero. - Il verbo andare, - continuò il professor Grammaticus, - è un verbo intransitivo, e come tale vuole l'ausiliare essere. Gli emigranti sospirarono. Poi uno di loro tossì per farsi coraggio e disse: - Sarà come lei dice, signore. Lei deve aver studiato molto. Io ho fatto la seconda elementare, ma già allora dovevo guardare più alle pecore che ai libri. Il verbo andare sarà anche quella cosa che dice lei. - Un verbo intransitivo. - Ecco, sarà un verbo intransitivo, una cosa importantissima, non discuto. Ma a me sembra un verbo triste, molto triste. Andare a cercar lavoro in casa d'altri... Lasciare la famiglia, i bambini. Il professor Grammaticus cominciò a balbettare. - Certo... Veramente... Insomma, però... Comunque si dice sono andato, non ho andato. Ci vuole il verbo "essere": io sono, tu sei, egli è... Eh, - disse l'emigrante, sorridendo con gentilezza, - io sono, noi siamo!... Lo sa dove siamo noi, con tutto il verbo essere e con tutto il cuore? Siamo sempre al paese, anche se abbiamo andato in Germania e in Francia. Siamo sempre là, è là che vorremmo restare, e avere belle fabbriche per lavorare, e belle case per abitare. E guardava il professor Grammaticus con i suoi occhi buoni e puliti. E il professor Grammaticus aveva una gran voglia di darsi dei pugni in testa. E intanto borbottava tra sé: - Stupido! Stupido che non sono altro. Vado a cercare gli errori nei verbi... Ma gli errori più grossi sono nelle cose! Gianni Rodari
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#11 |
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Amico*
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Grande Rodari...
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#12 |
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Amico*
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Gli errori sono sempre nelle cose..
Per quello poi arrivano nelle persone! Schopenauer diceva: Se ad un Dio si deve questo mondo,non ci terrei ad essere quel Dio.L'Infelicità che vi regna,mi spezzerebbe il cuore.
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#13 |
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Amico*
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Per ogni male c'è una cura... e se siamo noi a spezzare quel cuore... noi saremo a ricongiungerne le metà...
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#14 |
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2004
Messaggi: 1.035
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Quanto amo Gianni Rodari....
Quanto ha riempito i miei giorni di bambina!! Garzie per avermi fatto ripensare a quella MERAVIGLIA.
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#15 |
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Amico*
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Com'è il tuo disegnino?
Spero che un giorno tornerai a farla grande come merita quella donnina.. un abbraccio
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