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Vecchio 04-08-2011, 07:52 PM   #31
delfina
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Caspita che meraviglia: mi sono fatta il giro del mondo in 15 minuti
Quello sulle Seychelles è insuperabile: da morire dal ridere..ma mi sono pure commossa

Forse un giorno potrei raccontarvi di Bali, ma dubito...
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Vecchio 04-15-2011, 05:18 PM   #32
Rosanna
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Si davvero molto simpatici.
Anche io potreei raccontarvi dell'India, ma per ora non ci voglio ripensare Tanta è la tristezza.
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Vecchio 07-14-2011, 08:21 PM   #33
delfina
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Per chi ne ha voglia, lo metto a parte di qualche notizia/impressione sull'Olanda.
Premetto: viaggio fatto in camper, con due equipaggi.

Una volta alla parola Olanda ne associavo altre tre: mulini, zoccoli, tulipani. Ora ne associo due: vento e cavalli.
Sì, perché ovunque vai ci sono cavalli, di ogni razza e colore. Pure nei giardini delle case, tanto che ho faticato a convincere mia figlia che “No, da noi non si può fare. Già i condomini faticano a sopportare che parcheggiamo il camper figurati se ci mettiamo pure il cavallo!”.
E vento…taaanto vento…. adesso capisco perché le donne olandesi si fanno le trecce! Che poi è un luogo comune pure questo.

L’Olanda è veramente bella, anche se il paesaggio non è tanto vario. Ovviamente viaggiando in camper abbiamo potuto vederla in lungo e in largo e di sicuro avere le bici sempre a portata di mano è impagabile.
Per quanto riguarda le città visitate partirei senz’altro da Delft.
Avevo questo desiderio di andarci poiché è la città natale di Vermeer: non erano tutti convinti di questa tappa poi, appena vista, si sono così ricreduti che si è deciso di fermarvisi per due giorni. Quando ho letto che doveva somigliare a Venezia non avevo grandi aspettative: Venezia non mi è mai piaciuta e non ho mai capito cosa ci si possa trovare di così bello e romantico. Ecco: Delft è la sua bella, bellissima copia. Sì, ci sono le case sui canali, ma tutto è pulito e ordinato. Non c’è muffa, non c’è segno si stantio o di vecchio. È elegante ma semplice allo stesso tempo. La sera poi è un gioiello. Vai per i viali silenziosi ed illuminati e arrivi in una piazzetta piena di tavolini con un sacco di gente che al lume di candela si beve qualcosa.
Utrecht le somiglia molto solo che è un po’ più grande, ci sono più punti di ritrovo, i ponti sono diversi e unici nel loro genere. Entrambe sono piene di casette tutte storte, localini, hanno illuminazioni soffuse..insomma, perfette per una minifuga d’amore.

Però c’è un piccolo particolare: non sono lì le opere di Vermeer , almeno non “La ragazza con l’orecchino di perla” alla quale sono affezionata per motivi personali. Si trova al Mauritshuis a L’Aia e lì sono voluta andare a tutti i costi. Per non costringere chi non era interessato ad andare abbiamo fatto due gruppi: mia cognata mi avrebbe accompagnata al museo. Dovevamo scegliere: bici o bus? Ovviamente bici, è così comodo…peccato che non avevamo calcolato bene le distanze. Una volta arrivate, con la lingua penzoloni, abbiamo chiesto informazioni e una ragazza, appena saputo che arrivavamo da Delft, ha sgranato gli occhi e lì ho capito che ci eravamo appena rese colpevoli di una nuova etichetta nazionale: italiani fuori di testa.

Ad ogni modo questo quadro mi è costato 25 km di pedalate che tutto sommato sono giunti a proposito visto tutti i dolci olandesi che ci siamo pappati, mannaggia a loro.

Certo che passare da quelle cittadine ad Amsterdam è stato uno chock. Caos da metropoli, forse anche di più. Eravamo con le nostre bici sul traghetto che ci portava (gratis) dalla periferia al centro quando noto un’olandese che ci guarda un po’ e sorride. Poi in un italiano perfetto (ha fatto l’università a Napoli) mi indica i lucchetti delle nostre bici e mi fa “Ma voi pensate di legare le bici con quelle cose? E di ritrovarle al vostro ritorno?” in effetti guardiamo le bici degli olandesi e solo in quel momento ci siamo resi conto che loro le chiudono con delle robe che sembrano le catene delle ancore dei transatlantici!! Beh, è andata bene, non ce ne hanno fregata nemmeno una.
Ne approfittiamo per chiederle cosa ci consiglia di andare a vedere. Le dico che vorremo andare alla casa di Anna Frank e ci dice che è l’ultima cosa che andrebbe a vedere….
...Le chiedo in cosa consiste il Satè visto che mi hanno consigliato di mangiarlo assolutamente e mi dice che è un piatto indiano e che la cucina olandese non esiste….. Insomma, non ne stavamo facendo una giusta…

Alla fine siamo andati al Rijksmuseum dove ho potuto apprezzare altre opere di Vermeer tra le quali “La lattaia” che è impareggiabile …i bambini si sono anche divertiti perché per loro il museo organizza una ca ccia al tesoro legata alle diverse sale di esposizione: i biglietti sono nascosti dietro ai quadri.. no, però è una cosa simpatica.
Alla casa di Anna Frank la mattina abbiamo rinunciato perché c’era una fila per entrare di 100/150 persone..la sera si era sfoltita e abbiamo fatto un’attesa di “soli” 20 minuti. Avevamo il dubbio se ne valesse la pena: col senno di poi sappiamo che sì, vale la pena. Quando ti trovi in quella che era la sua stanza, che è vuota ma alle pareti ci sono ancora le cartoline e le foto degli attori che attaccava lei viene il groppo alla gola. Diciamo che è stata una visita emotivamente carica. Tra l’altro, non sapevo, là si trova anche l’Oscar originale vinto da Shelly Winters nel ’58 per l’interpretazione nel film “Il diario di Anna Frank”! Un consiglio per chi volesse andare: ho sentito che c’è la possibilità di prenotare l’ingresso via internet. Conviene perché c’è sempre coda!! E per chi capitasse là in data 4 luglio sul quaderno dei visitatori c’è un pensiero con la mia firma.

Altre città visitate: Dordrecht, Alkmaar, Kinderdjik, Middelburg, Haarlem…carine, interessanti, ma nulla degno di particolare nota.
L’isola di Texel invece merita, sempre se si è capaci di sopportare ancora più vento. È piuttosto selvaggia, affascinante. So che sfruttano quelle spiagge, ma ancora non capisco come facciano…sono invivibili!
L’unica cosa spiacevole che ci è capitata è stata in un campeggio di Amsterdam quando un guardiano ha sbattuto fuori dalle docce me, mia cognata e sua figlia mentre eravamo in accappatoio e coi capelli da asciugare. Erano le 22.30 e doveva chiudere e non ci ha lasciato nemmeno un minuto che gli abbiamo supplicato per poterci asciugare un po’ i capelli. Ha spento luci e chiuso le porte lasciandoci chiuse dentro e al buio, non è stata simpatica questa cosa….
Ma In generale la gente è molto cordiale, ti sorride e ti saluta anche quando ti affianca con la macchina, forse ci hanno in simpatia. E non c’è maleducazione stradale: se metti la freccia per spostarti di corsia si fermano subito per farti passare, cosa che in Italia è poco contemplata…
Ah, un’altra cosa che mi è rimasta impressa: i temporali!! Ne abbiamo beccati 3, la notte!! Dei tuoni che facevano muovere il camper, mai sentita una cosa del genere: ma bellissimi!!!


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Vecchio 08-30-2011, 09:57 AM   #34
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BALI (Indonesia)

L’altra sera guardando la Roberts a Bali mi sono venuti alla mente i ricordi di quell’isola stupenda. Avete presente quando il ricordo è ancora tanto vivo che quasi si avvertono i profumi? Ecco…

Perché Bali significa anche questo: profumi di terra sconosciuta, lontana nel tempo e nello spazio. Non facile da raggiungere, ci vuole un giorno di viaggio aereo, con gi scambi, il fuso orario totalmente sballato, e tutte le conseguenze del caso.Era il mio battesimo del volo, e, nonostante fossi sotto “anestesia”, è stato micidiale…arrivati all’aereoporto ci hanno accolti con la ghirlanda di fiori (vuoi vedere che abbiamo sbagliato e siamo arrivati alle Hawaii?) e in albergo con un cocktail che già avevo lo stomaco rivoltato, quando ho visto il bicchiere penso di essere diventata verde e ho declinato l’offerta in modo galante..

Dicevo profumi… A Bali ogni ambiente è permeato da questi odori che provengono da una specie di incensi bruciati, che sono piacevoli e quando esci all’aria aperta quasi ti mancano…
Munirsi di patente internazionale per guidare in loco? Non pensateci neppure!!! Guidano come dei pazzi, noi non potremmo sopravvivere…anche perché in caso di incidente loro hanno una regola sola: se tu non venivi a Bali ciò non capitava per cui è colpa tua. Vanno “a manetta” con tutti queste auto vecchissime, e un sacco di furgoncini stile “famiglia Bredford” che servono per i turisti, infatti noi viaggiavamo su quelli…tutto scassato, un caldo opprimente, e l’immancabile incenso bruciato (pure qui…) modello "altarino" sul cruscotto.
Ai lati della strada ogni tanto c’è un’auto accartocciata. L’autista ogni volta la indica e ci dice “hati hati”... poi Agus, la nostra guida, ci spiega. Nella loro lingua non esiste il superlativo: molto banalmente lo indicano dicendo due volte la stessa parola. “hati” significa piano e “hati hati” una sorta di pianissimo. Quelle auto sono messe ai lati delle strade per ricordare a chi guida di andare piano..pianissimo…e meno male !!!

Agus è fantastico: ci porta, senza dover sganciare un solo soldo, dove altri turisti sono costretti a dare la mancia per accedervi perché magari la loro guida è meno…conosciuta?
I templi sono qualcosa di irreale….l’afa e l’aria irrespirabile non importano, passano in secondo piano di fronte alla bellezza di ciò che vedi. Indossiamo il sarong in vita (una sorta di pareo colorato e lungo) per potervi accedere..la gente che si purifica nuda nelle acque non fa caso a noi o, se succede, ci sorride… Sorride, proprio come fa Agus…già, tutti sorridono, non puoi non accorgerti di questo, paiono felici, felici del ..nulla, diremmo noi, ma per loro è l’essenziale e tanto basta. Dice la guida “Noi non volere troppi soldi, lavorare per riso, lavorare per 6 mesi per potere mangiare altri 6 mesi…ma troppi soldi no, troppi soldi – e si batte la tempia con un dito – pensieri…”..e sorride…

Ci porta nella foresta delle scimmie e dei pipistrelli giganti e mi dice “Se tu volere, fai foto con pipistrello.” Guardo di cosa si tratta: prendi il pipistrellone in mano, lui ti si attacca con le zampe addosso, tu gli prendi le ali e gliele apri…. ..anche no…!!”…poi è la volta dei pitoni. Sempre roba per turisti: ce n’è un baule pieno. Gli uomini possono prendere sulle spalle gli esemplari adulti, roba da 30 kg…Agus mi propone un “cucciolo”, un affare di circa 1 mt….e facciamo pure questa, quando più mi ricapita? E mi appoggiano ‘sta cosa che, chissà perché, ho sempre immaginato viscida, sulle spalle, lo tengo con le mani e un gruppo di donne giapponesi alle mie spalle mi guarda inorridita….

Diverse donne balinesi che incontriamo mi dicono “bella pelle, bella pelle…” sarà perché non ero abbronzata? Perché loro hanno la carnagione un po’ scura?
ahhhh, le cene sulla spiaggia, coi piedi nella sabbia e intrattenuti dalle danze balinesi….che poi le donnine magre balinesi sembrano tutte delicate: provate a farvi massaggiare da loro, poi mi dite!!!!

Una sera con altre coppie ci hanno pure organizzato il matrimonio balinese, devo dire suggestivo…ci hanno fatto indossare i costumi tipici, musicisti, donne con enormi ceste di frutta in testa…un’atmosfera indimenticabile. Poi ad ogni donna che si sta sposando mettono qualche chicco di riso sulla fronte, te lo premono proprio perché te ne rimanga attaccato, sarebbe propiziatorio per la fertilità…mi sa che a me misero il GALLO BLOND, quello che non scuoce mai …

Chiediamo ad Agus se si possono tenere i costumi. Negativo. Quella sera sarà l’ultima con lui, dobbiamo salutarlo. È consuetudine che i turisti lascino una mancia finale alla propria guida e noi con l’altra coppia che accompagnava ci mettiamo d’accordo: siamo più che soddisfatti, Agus è un ragazzo favoloso e in fondo si merita qualcosa…Mettiamo insieme una cifra in $ che per noi è affrontabilissima (come fossero 20 € attuali). In totale per lui significherà lo stipendio di 6 mesi!!
Prende la busta, ci saluta e ci ringrazia….vediamo che la apre, si ferma, si gira, corre da noi e quasi si prostra ai nostri piedi. E decide di lasciarci la borsa con i costumi del matrimonio. Quella sera è tornato a casa felice di avere qualche...pensiero in più

Bali, bellissima terra; balinesi, splendide persone.
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