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Vecchio 07-01-2009, 04:10 PM   #1
lety
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Predefinito giorno dopo giorno

Era una fredda mattina di dicembre quando Sara si stiracchiò, guardò la sveglia poggiata sul comodino e provò a ripassare la lezione di storia che la prof. aveva assegnato due giorni prima.
Si alzò dal letto, infilò le pantofole ai piedi e si avviò verso la cucina.
Lì c’era sua madre che preparava il caffè. Il suo aroma si espandeva rapidamente in tutta la casa.
Era un buon odore. A Sara piaceva svegliarsi così. Significava calore.
Si preparò per andare in bagno.
Quante volte era corsa in bagno per rifugiarsi dagli scappellotti della madre, chiudendo a chiave la porta dietro di sé. Quella stanza della casa significava per lei protezione.
Sara aprì il rubinetto dell’acqua calda e si lavò le mani, il vapore si alzava dal lavandino e Sara rincominciò a ripassare la lezione di storia.
Di nuovo!
La professoressa le aveva detto che l’avrebbe interrogata.
Si lavò la faccia e i denti.
Mentre faceva tutte queste operazioni, Sara si guardava allo specchio e pensava che anche quella mattina lo avrebbe rivisto e, doveva fare finta di niente perché lui era fidanzato e lei era brutta (così le avevano detto). Sì era brutta, si era convinta anche lei:troppo pallida, troppo magra, con gli occhiali, con l’apparecchio ai denti…Praticamente un mostro!
Uscì dal bagno e andò in camera sua per vestirsi. Indossò quella bella camicia sotto alla maglietta pesante, che non poteva indossare da sola perché le dava allergia!
Eh sì! Anche questo problema aveva Sara, una brutta allergia sulle mani, sui lobi delle orecchie, per cui non aveva mai potuto mettere gli orecchini, dietro i gomiti e dietro le ginocchia. Sara si vergognava di questo problema ma, nonostante tutte le cure esso persisteva ancora.
Ritornò ancora, per l’ultima volta in bagno per trovare il modo di aggiustarsi i capelli, mise un po’ di gel, li arricciò con le dita e via…
Uscendo dal bagno avvisò suo fratello e fu pronta per uscire e affrontare una nuova giornata di scuola.
Prese lo zaino.
Suo padre dormiva ancora, ma lei gli si avvicinò ugualmente e lo salutò dicendogli:”Ciao papà!” Suo padre le rivolse un sorriso!
Chi poteva immaginare che quella era l’ultima volta in cui avrebbe parlato con suo padre?
Sara, inconsapevolmente, uscì da casa col sorriso sulle labbra ma, appena sua madre le chiuse la porta dietro di lei, pensò che quella mattina non doveva arrossire, vedendolo.
Aspettò l’autobus e questo pensiero continuava a ronzarle per la testa:
“No! Questa mattina non devo arrossire! Devo essere forte!”
“Ecco il pullman! Ora lo vedrò! Come sarà vestito? Mi saluterà lui per primo?”
Tutti sapevano della sua cotta per Andrea.
Era un bel ragazzo:scuro di carnagione,con degli grandi occhi marroni, timido…solo una volta Andrea aveva provato a dichiarare il suo amore a Sara, qualche anno prima ma, con scarsi risultati. Adesso le avevano detto che era fidanzato e lei, per amor suo stava cercando di vederlo come un amico, visto che non potevano essere altro.
Purtroppo non era facile! E Sara lo sapeva! Aveva capito di essere innamorata di Andrea e quell’amore le inondava il cuore di felicità.
Era un sentimento forte e se solo fosse stato corrisposto…ma non lo era e Sara doveva solo aspettare.
Ed eccolo lì, con il libro di matematica aperto.
Cercava di decifrare il suo sguardo:le sembrava uno sguardo di chi la sa lunga misto a un po’ di paura.
Gli passò accanto e gli disse:”Ciao”.
Si spostò un po’ più avanti e chiese: “Scusa, è occupato?”
Qualcuno le rispose: “No, siediti, è libero!”
Si siede ed, inutile dirlo, pensò a come l’aveva visto preoccupato. Si disse tra se e se: “Mamma mia quanto è bello! Anche quando è triste!”
Il viaggio proseguì e, tra mille sguardi di sfuggita ripose il quaderno nello zaino, che aveva aperto per rileggere il capitolo di storia che la professoressa le aveva assegnato, si riinfilò il giubbotto.
L’autobus, con una manovra brusca ferma la sua corsa e il vociare si fa più intenso. Era il momento di scendere. Si aprirono le porte e via…si esce!
Sara deve correre a scuola. Deve correre a ripassare! Ma vuole vederlo un’ultima volta! Ma non riesce a vederlo più!
Sarà già andato via?
No, eccolo lì! È con i suoi amici.
Gli manda un bacio col pensiero. “Ora posso andare!” Dice.
In classe sono in tre persone a quest’ora:lei, Marta e Lina.
Lina non parla mai e, se lo fa parla a bassissima voce. Marta, invece è la secchiona della classe! Tutta casa, scuola e chiesa! Le chiese di ascoltarla mentre ripete. Lei ci stà. Inizia. Le dice che va bene. Poteva stare tranquilla. Le chiese di Andrea, se l’aveva visto e se gli aveva parlato.
Povera Sara!
Anche quella mattina non era successo niente con Andrea! Solo un timido sorriso e un ciao. Nient’altro! Ma lei sapeva che, nonostante tutto loro erano legati da una forte amicizia, incominciata quando erano bambini di 3 o 4 anni, quando il 16 agosto, durante i festeggiamenti del patrono del loro paese, Sara nella confusione scambiò il padre di Andrea per suo padre.
Fu una serata che i loro genitori ricordavano con allegria, ricordando quell’episodio ogni volta che si incontravano.
Lentamente la classe si inizia a riempire.
Quella classe a Sara non piaceva, con molte ragazze non andava d’accordo,in particolare tre:Giulia, Emilia e Silvia.
Anche quel giorno “le tre” la presero di mira per i loro scherzi di cattivo gusto. Tutta la classe rideva e sogghignava. A Sara dava molto fastidio il loro comportamento. A casa non raccontava nulla di ciò che le facevano. Non dava loro neanche la soddisfazione di vederla piangere. Era sola!
E combatteva contro un mostro: doveva farcela da sola, senza aiuto!
Anche quella mattina passò.
E non venne neanche interrogata!
Appena uscita da scuola andò subito alla fermata dell’autobus. Era pensierosa e desiderava tanto parlare con Andrea! Era ancora presto:erano le 13:05. Andrea non sarebbe uscito prima delle 13:40. Aveva molto tempo per “preparasi un discorso” con cui incominciare. Il problema iniziava nel momento in cui lei arrossiva:lui si sarebbe accorto dei suoi sentimenti. Lei lo adorava e, non poteva permettere ad un’altra di portarglielo via. Doveva assolutamente capire se era libero o se, come le avevano detto era fidanzato. Quel pomeriggio lo avrebbe scoperto! Non doveva aspettare tanto! Infatti, si girò e lo vide.
Bello come il sole.
Tutte le ragazze gli facevano la corte e lui, timido e impacciato, era cortese con tutte.
Sara gli si avvicinò, ma a passi lenti, si sentiva agitata, gli sudavano le mani, era tesa ma doveva farlo! Era una questione di vita o di morte! Era l’uomo della sua vita!
Lo salutò. “Ciao, come stai?”. “Come è andata oggi?” lui le rispose: “Tutto bene, grazie”. Ed iniziarono a chiacchierare del più e del meno, ma ad un certo punto l’idillio si spezza:arrivano i suoi amici e lui si allontana, salutando Sara con la mano.
Nel frattempo arriva l’autobus, tutti si affollano e Sara sale anche lei, trova un posto libero e si siede. Andrea la raggiunge, si avvicina e le chiese:”Scusa”! La guardò con i suoi grandi occhi velati di malinconia.
Avrebbero parlato un altro giorno! Era felice, però, di come si erano svolti i fatti.
Chiuse gli occhi e cercò di ricordare tutto quello che si erano detti e tutte le stupende emozioni che le aveva fatto provare.
L’autobus arrivò alla sua fermata, si girò un’ultima volta e lo vide:gli sorrise.
Lui ricambiò il suo sorriso.
Scese dall’autobus e attraversò la strada, altri 20 metri e sarebbe arrivata a casa.
Salì le scale tutto d’un fiato, aprì la porta e si infilò dentro.
Sua madre aveva preparato la pasta in bianco con il prosciutto cotto e la panna.
Mangiò di buon appetito.
Aveva fame e si sentiva felice e appagata per quello che era successo con Andrea.
Stava sparecchiando la tavola quando, all’improvviso, qualcuno citofonò.
Disse alla madre: “Mamma vado io”.
Aprì la porta e si trovò davanti la moglie di suo zio Modesto, zia Gianna, che con viso spaurito e con le lacrime agli occhi le chiese dove si trovava sua madre. Sara chiamò la madre che, era in bagno e arrivò, la vide e capirono che era accaduto qualcosa di brutto. Sara si allontanò e sentì sua madre urlare che era morto suo padre .scese anche l’altra cognata giù perché abitava al piano di sopra:zia Clelia e Sara scappò nella sua camera dove provò a telefonare alla sua amica:Lorenza ma non rispose!
Lorenza era la sua migliore amica.
Si conoscevano da sempre dato che abitava nella casa di fianco a sua zia Lidia.
Anche lei e la sua famiglia non stavano affatto vivendo un periodo facile:suo fratello venne operato di tumore e ogni mese dovevano accompagnarlo in ospedale a Napoli.
Allora provò ad essere forte, a tornare in cucina.
Sua zia aveva già spazzato per terra, Sara si chiuse in camera sua:il mondo le era, improvvisamente caduto addosso.
Come poteva pensare Sara e la sua famiglia che avrebbero vissuto questo incubo?
Erano passati appena tre giorni dal matrimonio di sua cugina Stella.
Suo padre era felice.
Sara era felice.
Erano cresciute insieme ed, oltre ad essere cugine, Sara la considerava anche la sua migliore amica, parlavano di qualunque cosa. Avevano festeggiato fino a tarda notte, quella sera: avevano ballato e si erano divertiti.
Sara, era affacciata alla finestra e,all’improvviso, ecco che arriva la polizia, il medico, e un’ambulanza.
Sara capisce che non si trattava di uno scherzo, ma che era la realtà. La cruda realtà.
Quel giorno capì l’importanza della famiglia, il valore dell’amicizia e che, quelle persone che lei considerava amici non lo erano.
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Vecchio 07-04-2009, 03:32 PM   #2
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Tutta la sua famiglia le era vicino, a lei, che aveva già sofferto tanto:aveva avuto la sfortuna di nascere con una malformazione alle anche, per cui era stata in ospedale per parecchi mesi. Poi quell’allergia che nessuno era riuscito ad alleviare che le martoriava le carni, mille cadute:si era fratturata il polso,il ginocchio,si era slogata la spalla (il primo giorno di vacanza) ed era emotivamente fragile, piangeva per qualsiasi cosa. E quella situazione era troppo “pesante” per lei. Emotivamente distrutta, aveva passato la notte in bianco, a casa della zia e delle sue cugine:lei non voleva andare ma l’avevano trascinata. Non volevano farla andare neanche al funerale, poiché, dicevano che sarebbe svenuta ed, invece lei andò, piangendo a dirotto, non lasciando mai la mano della madre e del fratello.
Ora che suo padre non c’era più dovevano cavarsela da soli, sarebbe stata dura ma Sara, ne era convinta, ce l’avrebbero fatta.
In quei due giorni non aveva visto nessuno dei suoi “amici” e, vedendo tutta la classe di suo fratello era scoppiata in un pianto a dirotto, sentendosi sola.
Su 14 persone che comprendevano la sua classe delle scuole medie andarono a farle visita solo 2:il suo adorato Andrea e la sua amica Anastasia.
Sara nei giorni successivi il funerale espresse il desiderio di non tornare più a scuola.
Senza suo padre si sentiva persa, aveva perso il suo punto di riferimento nella vita. Suo padre era stato il suo più grande maestro di vita e con la madre non aveva un buonissimo rapporto. Suo padre era il genitore con cui Sara parlava di tutto e sapeva anche della sua cotta per Andrea. Infatti, una sera, di qualche anno prima, mentre dietro casa sua si festeggiava la festa della birra, suo padre, tornando a casa disse a Sara di andare a comprare a lui e a sua madre 2 panini caldi. Suo padre sapeva che lì c’era anche Andrea. Sarà fece i pochi metri che li separavano da lui con aria sognante, sperando che di lì a poco lo avrebbe visto:bello come il sole! Ed eccolo lì, non lo aveva visto, era nascosto dietro una siepe, la spiava! Quando si accorse che lei lo stava guardando, Andrea fece finta di raccogliere qualcosa che gli era caduto. Iniziarono, poi a chiacchierare e lei ringraziò silenziosamente suo padre per ciò che le aveva regalato.
Quel giorno Sara ricordava tutti i momenti trascorsi con suo padre, sia quelli belli che quelli più brutti, come quando era uscita dall’ospedale e, ritornata a casa, nonostante fossero venuti tantissime persone a visitarla, nessuno le aveva portato un uovo di cioccolato, visto che era la ricorrenza della Pasqua. Ma suo padre andò nel bar vicino ad acquistare un piccolo ovetto con la carta celeste. Oppure quando all’età di un anno suo padre venne ricoverato a Pescara per un ictus celebrale, per cui si rese necessario una trasfusione di sangue, che comportò un’infezione, che successivamente si scoprì fosse derivata da un epatite.
Sara non riusciva a spiegarsi il motivo per cui tutto ciò era accaduto proprio a lei.
Ognuno cercò di spiegarle che Dio aveva scelto di portare al suo fianco proprio suo padre perché lui era buono e generoso con tutti e che era stata proprio questa sua qualità a renderlo così speciale e meritevole del Paradiso.
Ma Sara non credeva a questa storia.
Suo padre non c’era più!
Per tre mesi dalla sua morte Sara e suo fratello dormirono insieme, nel letto matrimoniale con la madre.
Sara fu la prima a lasciare il letto matrimoniale che condivideva con la madre e il fratello.
La prima notte “da sola” fu tragica. Non riusciva proprio ad addormentarsi e quando si addormentò scivolò in un lungo sonno cupo fatto di fantasmi. Sognò che stava dormendo e che, d’improvviso si sbattè la porta della sua camera. Sara pensò subito a suo padre. Il suo pensiero la tranquillizzò, ma non riuscì più ad addormentarsi. Questo avvenimento capitò anche durante molte settimane successive.
In classe nulla era cambiato.
Veniva sempre presa in giro.
Pochi giorni prima di suo padre era successo anche ad un’altra ragazza della sua classe:Silvia aveva perso la madre in seguito ad un incidente stradale. Tutta la classe si era mobilitata per lei, ed invece lei, Sara aveva avuto solamente un telegramma. Quel foglio in cui vi erano scritte quelle belle parole, Sara lo spezzò in mille pezzi, disgustata dal comportamento della sua classe.
Era delusa e amareggiata!
Aveva scoperto, grazie a questa disgrazia che nessuno le voleva bene!
Aveva la sua famiglia ma non aveva un’amica con cui sfogarsi e piangere, senza che le dicessero:”sii forte”! come dice un verso di una canzone di Tiziano Ferro.
Sì, ma loro che ne sanno che hai dentro. È vero. Loro non capiscono. Non comprendono il vero dolore se, tu non hai sofferto in prima persona. È brutto dirlo ma è così. È sempre stato così. Non si può spiegare cosa si prova. Si prova sgomento, rabbia, paura, dolore, un dolore più grande di te, che col passare del tempo non cambia ma il cuore di chi lo prova si colma di amarezza.
Col passare degli anni il cuore di Sara si “indurisce” e non poco. Capisce cosa significa il dolore e la solitudine e non ammette giustificazioni.
Nella sua classe c’è Margherita, arrivata in classe un anno prima perché si era trasferita con la sua famiglia da Milano che, per una quindicina di giorni piange, si lamenta per la nonna che ha il “fuoco di Sant’Antonio”, un semplice foruncolo che dà prurito ma che, nel giro di 15 giorni scompare definitivamente. Sara non sopporta questo piagnisteo e si scaglia contro la poveretta dicendole di smettere di frignare: che non è nulla riguardo a chi ha perso un padre o una madre, senza specificare.
Infatti questa persona continua a frignare mandando su tutte le furie Sara e Silvia che si alleano contro questa ragazza.
Ma Margherita non comprende ciò che vogliono dirle e Sara e Silvia si perdono d’animo e la lasciano perdere.
Questi sono anche gli anni delle prime cotte, dei primi fidanzatini.
Tre sono i ragazzi che provano a corteggiare Sara: Marco, Lorenzo e Cristian.
Pochi mesi dopo la morte di suo padre, Lorenzo (un suo compagno di classe) sembra corteggiarla. La loro amicizia si andava trasformando in qualcosa di più.
Lorenzo le rivolge mille dolci attenzioni: giocano spesso a calcio insieme, se uno segna all’altro si abbracciano teneramente.
Lorenzo era un ragazzo molto carino, aveva gli occhi azzurri, ed era molto molto esplicito nei modi ma a Sara non piaceva perché arrivava sempre in ritardo, era “maleducato”, non le piaceva il modo in cui si poneva con gli altri.
Cristian era un suo compagno di classe (anche lui) e Sara ancora lo ricorda con piacere.
I fatti avvengono un anno dopo la morte di suo padre:era il compleanno di Sara, il 31 ottobre e Cristian si dichiara dapprima in classe, ma Sara non ne vuole sapere e, successivamente in strada, sotto gli occhi di tutti. Erano l’uno di fronte all’altro:sul marciapiede opposto;lui si inginocchia e le chiede, urlando: “Sara ti vuoi mettere con me?” Sara rispose:”No!” Il giorno successivo, però Sara ci ripensò ma, ahimè fu troppo tardi. Era “innamorato” già di un’altra. Lei lo sapeva, era il solito sciupafemmine. Si era fidanzato con tutte le altre ragazze della classe ma il loro rapporto durava poco e lui, subito ne abordava un’altra.
Con Marco non c’è mai stato nulla. Sara seppe della sua cotta per lei da un suo compagno di classeamiano. Marco stava sempre nella classe di Sara:al cambio dell’ora e durante la ricreazione. Ma non ci dette la dovuta importanza finchè, un giorno mentre andava a scuola con Angela, Maura e Katia vide scritto sul marciapiede di fronte alla scuola una dedica: una frase di una famosa canzone: TU SEI L’UNICA DONNA PER ME. Scherzando lei e le sue amiche dissero che era dedicata ad ognuna di loro. Alla fine era davvero dedicata a Sara da parte di Marco. Ma Sara non accettò mai la corte discreta che le faceva Marco innanzitutto perché c’era un’altra ragazza a cui piaceva Marco e anche perché era ancora perdutamente innamorata del suo Andrea.
E sì, quel ragazzo era davvero speciale.
Se solo qualche anno prima,quando si era dichiarato, durante le scuole medie (precisamente quando loro frequentavano la terza media) il destino fosse stato dalla sua parte.
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Vecchio 07-04-2009, 03:33 PM   #3
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Ora questa storia la porta dentro il cuore senza raccontarla a nessuno. Era gelosamente sua. Del suo ricordo ne è gelosa e non vuole sciuparla donandola ad altri. Sapeva benissimo che non l’avrebbero creduta. Come nessuno credeva a ciò che diceva.
Era tutto contro di lei e c’era soprattutto una ragazza che fomentava l’odio contro Sara. Lo faceva dai tempi delle medie quando Andrea era innamorato di Sara e lei lo faceva fidanzare con altre cercando, in questo modo orribile di allontanarli. Ma, inizialmente non riuscì nel suo intento. Quando Andrea, quella mattina non riuscì a dichiararsi a Sara, per vari motivi capì che le cose non avrebbero funzionato. Andrea allora si fidanza, in pianta stabile con Manuela e Sara che, durante il pranzo di fine scuola cerca di parlare con Andrea, con scarso successo, intuisce tutto e si tira indietro. Come ha sempre fatto!
Se solo il destino fosse stato diverso per lei! Ma non lo era e Sara doveva arrendersi a lui e lasciarsi trasportare dal suo vortice. Lo avrebbe capito lasciando trascorrere un po’ di tempo.
Aspettare, ecco quello che doveva fare.
In quegli anni il rapporto con suo fratello si modificò radicalmente. Sara non riusciva a credere che suo fratello fosse diventato così. Era l’unico con cui Sara poteva parlare e, nel giro di pochi anni il suo comportamento divenne quello di un “dittatore”. Pretendeva dalla sua famiglia tutto il rispetto possibile ed immaginabile, usciva quando voleva e rientrava ad ogni ora della notte, lasciando insonne sua madre. Divenne ossessionatamene geloso di sua sorella, alla quale non permetteva di uscire con nessun ragazzo. Mai Sara si era sentita così sola e per niente al mondo avrebbe permesso a suo fratello di rovinarle la vita.
Ripensava a quando suo fratello si confidava con lei. Quando quella volta le chiese come si baciava con la lingua. Fu spiacevole constatare che suo fratello non la considerava più degna della sua fiducia. Litigavano molto spesso e, per futili motivi.
Lui alzava la voce e la picchiava e a Sara non rimaneva nient’altro da fare che stare in silenzio. Capitava, inoltre che le chiedeva dei soldi, che non le ha mai restituito. A lui era permesso qualsiasi cosa mentre a sua sorella nulla.
La vita fra alti e bassi continuava silenziosamente.
La famiglia di Sara, di certo non navigava nell’oro ma, grazie soprattutto ai risparmi che suo padre aveva accumulato nel corso degli anni qualche sfizio potevano permetterselo.
I suoi zii erano 6 per parte:6 da parte di sua madre e 6 erano anche quelli da parte di suo padre. Con loro si trovava bene,soprattutto con le sorelle di sua madre che non le facevano mancare mai il loro affetto. Soprattutto con sua zia Lidia andava d’accordo e si confidava maggiormente. Era l’ultima figlia di sua nonna e Sara si sentiva capita perché sua zia, in fondo era molto giovane e le esperienze che stava vivendo Sara erano le stesse che, qualche anno prima aveva vissuto anche lei.
Ogni occasione era buona per riunire tutta la famiglia:compleanni,festa della mamma,festa del patrono, Pasqua, capodanno. Sara era felice quando si poteva stare tutti insieme allegramente. I loro pranzi erano pantagruelici, non mancava niente su quella tavola imbandita:antipasti melone e prosciutto,formaggio e olive;come primo c’era spesso i cannelloni oppure le lasagne o le tagliatelle;come secondo:carne di agnello o genovese che era carne di vitello arrotolata su se stessa con gli aromi all’interno come rosmarino, aglio,cipolla,prezzemolo,alloro,origano e veniva cotta con un soffritto di cipolla, sedano e carota. Poi come secondo c’erano sempre anche le fettine di carne impanate e fritte, le patatine fritte, il mais,l’insalata, e i pomodori in insalata, le zucchine sott’olio, i cetriolini sott’olio, i peperoncini rotondi, piccantissimi farciti con mollica di pane,prezzemolo e acciughe. Poi la frutta con i meloni e le angurie d’estate mentre in inverno pere,mele,arance,melograni,banane, mandarini,ananas….poi se era estate si finiva con un buon gelato, preparato magistralmente da Sara e da sua madre perché avevano un robottino da cucina che permetteva loro di farli, oppure una torta cheesecake,oppure la millefoglie. Dopo di chè si prendeva il caffè.
Sara adorava queste “riunioni” perché si poteva parlare e confrontarsi tutti insieme. Ed era sempre una festa,quanto si incontravano.
Una volta le sue zie, con la complicità di sua madre,organizzarono una festa a sorpresa per Sara,che aiutando la madre a preparare tutte quelle pizze, senza accorgersi che erano un po’ troppe per loro. Quando la madre,ad un certo punto le disse: “Vai di sopra e vatti a cambiare” Sara inizio a capire qualcosa. Quando era nella sua stanza a cambiarsi vide dalla finestra che arrivò dapprima sua zio Adriano con i suoi nonni,poi zia Lidia e successivamente sua zia Annalisa. Lei si precipitò fuori, preoccupata che fosse successo qualcosa di grave e sentì gridare:”Sorpresa!”
Le avevano fatto una festa a sorpresa per festeggiare il suo diploma. Ma Sara non aveva chiesto di festeggiare. Non voleva nulla. Voleva solo che suo padre fosse orgoglioso di lei, nient’altro. Andò di sopra e si distese sul letto, con la testa sotto il cuscino. Si stava domandando perché le avevano fatto quella sorpresa. Non le piaceva essere al centro dell’attenzione e in quel momento lo era! Mentre era in camera sua sia avvicinò sua madre e le domandò che cosa era successo. Sara le disse che non le piaceva questo. Sua madre le disse:”Smetti di lamentarti e scendi giù, stanno tutti aspettando te”.
Detto questo si allontanò e Sara si truccò e scese giù anche lei, sfoderando il più bel sorriso che poteva. Sua zia Annalisa le disse se era rimasta sorpresa di ciò che avevano combinato. Sara le rispose di sì, nascondendo dietro un sorriso la sua delusione. Le sue due zie le regalarono una collana a forma di sole.
Sara, non le indossava spesso queste collane perché le davano fastidio e non indossava neanche i bracciali perché aveva i polsi talmente piccoli che le andavano larghi. Veniva spesso criticata in quanto non indossava i suoi gioielli. Tutti ne ignoravano il motivo.
Un giorno d’estate, però Sara decise di mettere fine alle sue sofferenze. Andò dal dermatologo che la seguiva fin dalla nascita per risolvere il problema dell’allergia. Il dermatologo, quel giorno le prescrisse una crema e delle compresse da sciogliere in acqua calda dove immergere le mani. Sara, ritornando a casa si disse che quella volta doveva riuscirci: non sopportava più che gli altri la guardassero dall’alto in basso strorcendo il naso, quando il loro sguardo si posava sulle sue mani.
Dopo circa un mese dopo la cura l’allergia era scomparsa.
Sara si sentiva felice! Non l’avrebbero più presa in giro!
Le superiori stavano finendo. Finalmente!
Non ne poteva più di quella classe e di quelle persone che non riuscivano a comprenderla!
Il giorno del diploma si avvicinò, portando con sé le ansie di quel momento.
Iniziarono gli scritti, la prima e la seconda prova, la terza prova che Sara e la sua classe già sapevano (glieli avevano detto i loro professori) e gli orali, durante i quali Sara andò speditamente! Tutti i professori la lodarono, specialmente il suo professore di matematica si complimentò con lei, era riuscita a completare un esercizio senza il suo aiuto e, senza aver studiato tantissimo.
Era tutto favoloso!
Era felice!
Finalmente poteva riuscire ad esaudire il proprio sogno:diventare una giornalista. Poi la scelta: scienze dell’educazione! L’iscrizione, il test d’ammissione e successivamente la scoperta che non sarebbe stata sola in quel luogo: si era iscritta anche una sua ex compagna delle superiori: Elisabetta.
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Inizialmente il rapporto tra Sara ed Elisabetta è normale, parlano, si confrontano, studiano insieme, ma il primo esame per Sara è un incubo: voto 18. l’esame è psicologia generale, la professoressa è inclemente! Con indifferenza, anzi con un pizzico di felicità Elisabetta è felice, ha preso 28! E sì! Elisabetta è brava, preparata, indifferente all’emozione, mentre Sara è, come dire un po’ emozionata, ed irrequieta quando si deve affrontare un’ esame. Gli esami si susseguono, l’uno dopo l’altro, i voti migliorano e, finalmente anche Sara può permettersi di essere soddisfatta.
Ma l’idillio dura poco. Sara ed Elisabetta incontrano due ragazze della zona: Milena e Viviana. Milena è stata nella stessa scuola che Elisabetta e Sara hanno frequentato.
Con loro il rapporto diventa insostenibile, a Sara non piace il comportamento di Milena! È strafottente, fa delle frecciatine al vetriolo nei confronti di Sara!
Ma Sara non rivela a nessuno questa paura e si finge interessata alle loro chiacchiere.
Si parla sempre e solo di studio, di università, di libri, di appunti, di esami, di prove in itinere…e mai di canzoni, di paure, di emozioni, di amore, di vita. Quanto era doloroso rientrare a casa e mentire sul fatto che fosse andato tutto bene. In cuor suo aveva un dolore dimenticato, offuscato che pian piano cominciò a riaffiorare! Lei era triste e non una tristezza passeggera ma una rabbia spietata nei confronti di coloro i quali erano felici e possedevano tutto ciò di cui non avevano bisogno! Il sentimento di rabbia sfociò in un pianto a dirotto ogni qualvolta si avvicinava la ricorrenza della morte di suo padre.
Non esisteva nessuna scusa ma Sara si sfogava piangendo e quel giorno, si disperava ma loro non capivano, non riuscivano a rendersi conto di come fosse dura vivere senza un padre, di quali scompensi la scomparsa di un genitore avvenuta durante il periodo dell’adolescenza, poteva comportare. Ma dovevano saperlo le “saputelle” dato che erano così brave da meritarsi 30 e lode! Eppure non comprendevano! Avrebbero voluto soffocare quel pianto ininterrotto ma non ci riuscirono. Sara continuava a recriminare un po’ di attenzione, in quel brutto giorno aveva perduto ciò che di più bello aveva al mondo, l’amore e l’affetto di un padre! Ogni qual volta che Sara cercava di dimostrarlo le sue “amiche” le dicevano di smetterla, era passato troppo tempo! Come era passato troppo tempo? Ma che cavolo voleva dire?
Loro non sapevano cosa significa soffrire, ogni notte addormentarsi sapendo che suo padre non verrà più a guardarla mentre dorme, che non è semplice tirare avanti con la pensione di suo padre, mentre loro possono avere tutti i lussi per qualsiasi cosa?
Ma è così complicato essere meno egoisti?
Loro, puntualmente ogni anno vincevano la borsa di studio, che permetteva loro di non pagare le tasse universitarie e , di ricevere a fine anno scolastico dei soldi, con cui togliersi quei tantissimi vizi, che Sara non poteva mai immaginarsi.
Una volta una ragazza le confidò come aveva fatto per risultare “nulla tenente” per intascare, in questo modo la borsa di studio: praticamente la casa era intestata al nonno, e solo il padre lavorava mentre la madre faceva la casalinga (ma non era vero, la madre lavorava ma loro non lo avevano dichiarato)!
Quanta invidia provava Sara!
Loro potevano permettersi vacanze trascorse in posti da sogno, jeans costosi, gioielli….Sara, forse non era degna di tanta gioia?
Una volta si confidò con sua madre, che le aveva spiegato a stringere la cinghia, a non sperperare tanti soldi.
Sara le raccontò di Milena e di come era riuscita ad accaparrarsi la borsa di studio. Sua madre le rispose di non preoccuparsi, che alla fine la legge lo avrebbe scoperto, e di continuare ad essere se stessa.
Sara si ripromise di cambiare, di essere come loro, più egoista.
Ma non ci riuscì.
Il loro rapporto cambiò radicalmente. Non si sopportavano più! Era visibile da lontano il loro distacco!
Naturalmente e senza traumi, almeno per Sara, loro si allontanarono.
I primi sintomi si ebbero quando Elisabetta, trascorreva più tempo con le altre 2 ragazze, Milena e Viviana, mentre Sara era messa in secondo piano.
Non le era concesso di parlare a fine lezione con quella ragazza che , successivamente sarebbe diventata la sua migliore amica, mentre loro si dedicavano alle chiacchiere con le altre ragazze: Serena e Nausicaa. Poi erano corse, dall’università fino alla stazione con il rischio di perdere il treno o l’autobus. Per loro significava solo avvertire a casa che avevano perso il treno, mentre Sara non poteva farlo, perché sua madre aveva difficoltà nel sentire e non rispondeva mai al telefono.
Sara, quindi quando doveva avvertire a casa, che si era verificato qualche problema all’università, doveva, innanzitutto telefonare a suo fratello che, successivamente doveva avvertire sua madre.
Quindi Sara preferiva starsene per conto suo perché le persone che la circondavano non avevano occhi se non per osservare le loro bellezze, mentre le difficoltà di Sara venivano prese sottogamba.
Ogni esame, era un 30, un 28 quando, una volta che Sara prese un voto più alto di loro lei veniva presa in giro e si verificavano puntualmente litigi e discussioni, perché dicevano che c’era stato qualche problema perché Sara non poteva prendere un voto superiore al loro.
Quando quel giorno Sara comprese che quelle ragazze la vedevano come un peso decise di cambiare vita, di lasciarle perdere.
Quel giorno si verificò quando il marito di sua cugina Stella, dopo una lunga malattia fatta di atroci sofferenze, si spense. Pochi giorni prima Sara aveva forti dolori di testa che smisero di torturare la povera ragazza proprio nel momento in cui la vita del povero Francesco era finita.
Francesco era sposato con la cugina di Sara, Stella ed erano molto legati.
Sara andava da loro ogni volta che poteva.
Tre giorni dopo il matrimonio di Stella e Francesco il padre di Sara morì. Loro, non volevano addirittura più partire per il viaggio di nozze ma la madre di Sara glielo impedì. Il loro matrimonio non era iniziato sotto i ben migliori auspici.
Sara si era convinta che determinate persone non meritavano la sua amicizia.
Di questo Sara ne era convinta.
Interruppe ogni rapporto con chi non le fu vicina in quei dolorosi momenti che attraversavano la vita di Sara.
Ora sì che si sentiva bene.
Poteva parlare con chiunque, senza sentirsi chiamare stupida da chi stupido lo era davvero.
Nessuno le poteva rimproverare di aver fatto la cosa sbagliata (neanche sua madre).
Fu proprio in quei giorni che Sara si affezionò ad un’altra ragazza, che già conosceva ma, che prima di allora non si erano scambiate non più di poche parole e qualche sguardo. Quella ragazza si chiamava Carmen.
Di li a poco Carmen e Sara sarebbero diventate grandi amiche.
Fu il 23 marzo, giorno del convegno del professore di psichiatria che si tenne all’ospedale Forlanini di Roma, che Sara imparò a sue spese che le persone predicano bene e razzolano male. Sara dice a sua madre che lei va al convegno a Roma e che va a dormire a casa di Carmen, che la ospita. Sua madre accetta e Carmen prende Sara a Cassino. Prendono l’autobus e di li a poco sono arrivati. Scendono alla fermata dell’autobus e si incamminano verso casa di Carmen. Era una bella giornata, fecero quel pezzo di strada che separava la casa si Carmen dalla fermata dell’autobus, parlando di tutto, di musica, di amore, di fantasie, di sogni, di paure…raccogliendo asparagi. Dopo una bella camminata arrivarono:era una bella casa e somigliava alla sua. E allora Sara conobbe per prima la madre di Carmen: Paola, che aveva preparato il pranzo e la sorella di Carmen: Giulia. Il padre Mauro lo conobbe il pomeriggio. Era un bell’ambiente familiare dove l’amore e la serenità erano perfette. Quel giorno, Carmen le chiese di conoscere un ragazzo con cui lei chattava:si chiamava Alessandro e quel giorno si “conobbero” virtualmente. Dalle foto si capiva che era un bellissimo ragazzo e dire che a Sara piacque subito è inopportuno. Quel ragazzo era scuro di carnagione, alto, capelli neri, occhi marroni,e belle labbra. Sara pensò che, forse si sarebbe innamorata di nuovo. Dopo Andrea!
Passò un po’ di tempo il 2 maggio quando Sara invitò la sua migliore amica e la sua famiglia a pranzo da lei, che Carmen le installò la chat, in modo da parlarsi senza telefonarsi. Quella sera Sara chattò con Carmen che le diede l’indirizzo chat e il numero di cellulare di Alessandro. Sara, chiudendo la discussione con Carmen le disse di darle un in bocca al lupo perché di lì a poco avrebbe mandato un sms ad Alessandro.
Lei gli scrive: “Ciao Ale sono Sara l’amica di Carmen, non so se ti ricordi di me, ma mi sono fatta dare da Carmen il tuo numero di telefonino. Spero che non ti dispiaccia! Un bacio e buonanotte!”
Lui le risponde: “ Ciao Sara no non mi dispiace affatto. Ma tu non entri mai in chat? Buonanotte anche a te!”
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Vecchio 07-04-2009, 03:35 PM   #5
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Sara gli rispose che lei si era appena iscritta alla chat e che doveva soltanto aspettare.
Il giorno dopo, Sara era ansiosa di provare e si sedette di fronte allo schermo del pc : inserì sullo schermo il suo nickname con la password e vide che Carmen e Alessandro erano collegati.
Lei non sapeva cosa fare ed aspettò che fosse Alessandro ad iniziare per primo.
Ed incominciò proprio così: Alessandro le inviò un messaggio in cui le domandava come stava e se era andata a Roma in quei giorni perché lui ci era stato. Sara gli rispose che lei e la sua famiglia erano stati ad una festa del suo paese, la sera prima.
Allora Alessandro le disse che gli sarebbe piaciuto esserci.
Sara gli risponde che sicuramente sarebbe venuto l’anno successivo.
Alessandro non perde tempo e chiede a Sara di incontrarsi.
Sara però è indecisa, ha paura e non sa come comportarsi in quel momento, perciò gli dice che avrebbe dovuto aspettare prima di incontrarsi perché non si conoscevano affatto.
Lui le dice che aveva ragione lei e che era ancora troppo presto.
Ma Sara si era già pentita di quello che aveva detto.
Ma si sbagliava!
Alessandro divenne un grande amico, le mandava bellissimi sms di cui lei era orgogliosa.
Sentirsi chiamare principessa….le inondava il cuore di felicità.
Nessuno l’aveva mai chiamata in quel modo.
Aveva scoperto anche molte cose interessanti su di lui: il suo piatto preferito era la pasta con le verdure, suonava con un gruppo: lui suonava la tastiera, il suo colore preferito era il rosso come il colore preferito di Sara, la sua paura più grande era quella di perdere le mani e quindi la paura di non suonare più, il suo gruppo preferito erano i Mouse, e suo padre faceva il capotreno per cui poteva viaggiare gratis sui treni.
Dopo aver raccolto tutte queste informazioni Sara decise che, forse era arrivato il momento di incontrarsi. Ma lei non ne parla immediatamente con Alessandro.
Sara telefona alla sua migliore amica lei le dice che ha sentito la voce di Alessandro e che si era spogliato in web cam, rimanendo in mutande mentre lei si nascondeva gli occhi con le mani. Poi Carmen, imbarazzata aveva interrotto la comunicazione con Alessandro.
Sara non le crede e fa finta di niente.
Passano i giorni e Sara va a stare un paio di giorni da Carmen: durante quei giorni Sara e Carmen e Alessandro litigano.
Sara decide di lasciar perdere momentaneamente Alessandro.
Quando Sara si decide a telefonare ad Alessandro stava nella stazione di Isernia ad aspettare che sua madre le venisse a prendere.
Sara, emozionata e con il cuore in gola compone il numero di Alessandro e … dopo un paio di squilli una voce le risponde. Sara rimane impietrita e non gli parla. Riabbassa la cornetta e scappa.
L’ha fatto non se lo aspettava che ce l’avrebbe fatta ma lo ha fatto davvero.
Ora sa almeno come è la sua voce.
È una voce rauca e parla in dialetto pugliese.
Carmen lo chiama paperino proprio per il fatto che la sua voce è incomprensibile.
Carmen, un giorno che dovevano andare all’università, le presenta un ragazzo: Maurizio.
Questo ragazzo ha i capelli rossi, porta gli occhiali ed è molto alto e non è bellissimo.
Si fanno le presentazioni e Carmen lascia da soli Sara e Maurizio.
Carmen ha conosciuto Maurizio in chat e Sara le sembrava la ragazza giusta per far uscire Maurizio dal suo guscio.
Maurizio era molto timido ed introverso questo Sara lo aveva capito dal primo momento che lo aveva visto.
A Sara non piace Maurizio.
Sara è innamoratissima del “suo” Alessandro.
Maurizio, invece le stava molto vicino e un giorno quando Sara parlò di Alessandro con Maurizio, dicendogli che da lì a poco si sarebbero incontrati per al prima volta e si confidò dicendogli che ne era perdutamente innamorata, Maurizio le chiese:
“ Ma sei sicura di essere innamorata di lui?”
Sara gli rispose:
“Si sono sicura. L’ho capito la prima volta che l’ho visto in foto”.
Quel giorno la discussione finisce in questo modo.
Sara il giorno successivo riceve un sms da Alessandro che le chiede di telefonargli perché aveva voglia di sentirla.
Sara non ci pensa due volte e prende il suo cellulare e chiama Alessandro.
Non appena lo sente Sara per poco non sviene: tanto grande è l’emozione.
E si, quante emozioni Sara prova!
Prova felicità, si sente agitata, si sente felice.
In quella lunga telefonata parlano del loro incontro che si avvicina sempre di più.
Alessandro le chiede l’ora del suo arrivo a Roma. Sara le risponde che lei arriverebbe a mezzogiorno. Anche Alessandro arriverebbe a mezzogiorno. Lui però riparte a mezzanotte mentre Sara ripartirebbe alle 19:00 o al più tardi alle 21:30 con l’autobus. Alessandro le dice che non gli va di aspettare dalle 21:00 fino a mezzanotte da solo.
Sara non si perde d’animo e chiude la telefonata con il suo principe e telefona a sua cugina Emilia che vive, studia e lavora a Roma.
Per un primo tempo Sara non le chiede direttamente se la può ospitare per una notte ma, inizialmente parlano del più e del meno, della giornata trascorsa e poi, finalmente Sara prende coraggio e chiede aiuto a sua cugina. Emilia, però non glielo concede: la sua risposta è un sonoro no.
A Sara non sembra vero, sembra che le sia caduto il mondo addosso.
Aveva sperato che sua cugina le potesse offrire un appoggio, un sostegno.
Le era sembrato fin troppo facile.
Sara con il cuore in gola e bisognosa di un consiglio ( un altro) telefona a colei che si definiva la sua “migliore amica” :Carmen.
Carmen le risponde e le chiede che stava dormendo e che non poteva risponderle.
Sara, allora telefona ad Alessandro ma quando lui le risponde con al sua inconfondibile voce, crolla in un sonoro e disperato pianto chiudendo la telefonata.
Alessandro, preoccupatissimo, le manda un messaggio con il cellulare in cui le chiedeva se stava piangendo e che se volevano parlarne.
Alessandro la chiama: lei era seduta sul balcone che piangeva, disperata.
Alessandro quella sera, gli era sembrato molto vicino, lei si era scoperta e lui aveva intravisto la sua fragilità.
Lui aveva visto in lei, in quel momento tutta la volontà che Sara metteva nel cercare di raggiungere quel suo piccolo sogno: incontrarlo.
Lei gli disse della cugina e di come era stata stronza e che lei non se lo aspettava proprio da lei.
Lui la rassicurò, le disse che l’appuntamento rimaneva.
Alessandro le inviò un dolcissimo sms che diceva: buonanotte principessa e sogni d’oro… Alessandro.
Per la prima volta dormì serena e tranquillamente.
La mattina dopo c’era lezione all’università ed era pronta a chiedere spiegazioni alla sua amica Carmen.
Carmen già era arrivata in aula e stava comodamente parlando con le altre ragazze: Siria e Ersilia.
Gli stava dicendo che quella sera aveva giocato ad un gioco su internet fino alle 3 di notte. Sara le chiese il motivo per cui non aveva risposto alla sua richiesta di aiuto. Carmen le rispose che lei si era stufata di sentir parlare di Alessandro e dei problemi che lui le procurava.
Sara andò avanti e fece finta di niente.
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Vecchio 07-04-2009, 03:36 PM   #6
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La giornata proseguì come sempre.
Carmen era fidanzata con Antonello che viveva stabilmente da lei in quanto lavorava con suo padre.
Durante le giornate in cui Sara e Carmen stavano insieme a casa di Carmen, Antonello era sempre tra i piedi e non le concedeva di uscire un po’.
Le serate trascorrevano vicino al pc a chattare con eterni sconosciuti oppure davanti il pc per vedere dvd.
Carmen una volta chiese un consiglio a Sara.
Il consiglio riguardava Antonello. Carmen le chiedeva se secondo lei, faceva bene a lasciarlo. Era da più di un anno che non facevano l’amore e la sottoponeva a stare perennemente con lui: lei lo vedeva a sera, la mattina appena sveglia, il giorno e ogni settimana la portava a cena a casa dei suoceri, persone odiose che “maltrattavano” la povera Carmen chiamandola con vari epiteti e non approvando mai ciò che lei faceva.
Carmen conosceva attraverso la chat delle persone, prevalentemente ragazzi che rimanevano abbagliati dai suoi stupendi occhi azzurri. E che si fermavano lì senza andare oltre.
La maggior parte aveva la priorità di andare a letto con lei.
Solo uno di loro, che diceva di essersi perdutamente innamorato di lei, le fece trovare la forza di lasciare il suo ragazzo Antonello.
Quella sera in cui Carmen lasciò Antonello telefonò a Sara che era appena uscita dalla doccia e le raccontò di ciò che aveva combinato e le disse:
“ Desidero tanto che ora ci foste qui con me tu e Manuel”.
Il giorno dopo Carmen inventò una scusa per i suoi genitori dicendogli che andava a Roma con Sara ed invece a Roma ci andò da sola e alla stazione si incontrò con Manuel. Quel giorno Manuel la portò da lui, perché i suoi genitori non erano in casa e potevano stare tranquilli.
Carmen e Manuel fecero l’amore per tre volte di fila, quel giorno. Manuel era bellissimo ed era stato attento nelle precauzioni.
Passarono una giornata bellissima, piena d’amore e Carmen era follemente innamorata di quel ragazzo che le riempiva di dolci attenzioni.
A sera Sara provò a telefonare a Carmen. Le rispose dicendole che stava ancora a Roma perché aveva perso il treno e doveva prendere il successivo. Era, però, in compagnia di Manuel che la riempiva di baci.
Sara le chiese se le faceva uno squillo quando lei fosse salita sul treno e fosse stata libera di parlare.
Quando Sali sul treno Carmen le fece quello squillo e Sara la chiamò. Parlarono di tutto quello che le era accaduto e come si sentiva. Carmen le disse che era sicura che Manuel fosse l’uomo della sua vita. Era perfetto! Sara era felice per lei. Anzi per loro.
Carmen, però rimase bruciata anche da quel ragazzo, che dopo 2 settimane di idillio non si fece sentire più da lei che, preoccupatissima cercava invano di ricevere sue notizie anche dai suoi amici che stavano mentendo sostenendo la tesi che lui era in missione (questo ragazzo era un colonnello della Marina militare).
In quel periodo Carmen era ansiosa, triste e sola: era caduta nella trappola tesale da colui che lei riteneva il suo fidanzato.
Carmen, però si fidava di Sara e le raccontava tutto di Manuel, delle sue ansie e delle sue paure.
L’ultimo sms di Manuel risaliva al 15 agosto quando Sara seppe che al suo paese sarebbe venuto come cantante Massimo di Cataldo, lei lo disse a Carmen, dicendole che non poteva mancare.
Inevitabilmente, il momento arriverò e Sara fece conoscere a Carmen tutta la sua bella famiglia: arrivarono Carmen, sua sorella Giulia e il suo fidanzato Massimiliano.
Sara era felice e si truccarono e andarono a prendere posto in piazza, per evitare il traffico e la gente.
Fu una bella serata, dove tutti si divertirono:cantarono e ballarono.
Carmen, Giulia e Massimiliano,però dovevano rientrare “presto” a casa e, finito il concerto di Massimo di Cataldo si avviarono precipitosamente verso casa, lasciando Sara al pub vicino casa sua.
Nemmeno aspettarono i fuochi d’artificio, che a Sara tocco’ vedere da sola.
Furono dei fuochi bellissimi e Sara ci rimase un po’ male che la sua amica non li vedesse insieme con lei.
Tornata a casa Sara si mise subito a letto, anche se faceva caldo.
Anche quel momento trascorse e, Sara, come sempre non disse nulla alla madre.
La sua vita procedeva, come sempre, senza nessuna novità.
Sara frequentava l’università e sosteneva gli esami e ogni 2 mesi scriveva un capitolo della sua tesi e con Carmen andava a Roma, per fare correggere al loro adorato professore di psichiatria la tesi.
Questo prof. era davvero uno strano personaggio: aveva i capelli lunghi, gigantesco…ed aveva un cuore grande grande cosi…
Sara partiva alle 7:30 del mattino ei tornava a casa alle 21:30. Carmen , invece, tornava a casa alle 17:00 e lasciava da sola Sara.
Lei, però, non si lasciava prendere dalla paura fino a quando: un giorno di dicembre Sara guardò in faccia un maniaco che, sull’autobus che la riportava alla stazione, la toccò insistentemente nelle sue parti intime.
Sara era immobilizzata.
Non riusciva nemmeno a gridare.
Si chiedeva quando avrebbe smesso.
Nessuno si era accorto di nulla.
Sara si fece coraggio e prese il cellulare e disse alla sua migliore amica che doveva telefonare ad Alessio.
L’uomo si spaventò e se ne andò.
Quando tutto fu finito le persone presenti sull’autobus ruppero il loro silenzio dicendo che l’uomo era un ladro.
Sara si arrabbiò dicendo loro che il telefonino era nella tasca del giubbotto e che il ladro non avrebbe dovuto fare uno sforzo notevole per rubarglielo ed, invece era ancora lì, nella sua tasca.
Tutti si stizzirono anche la sua migliora amica, che non trovò di meglio da fare che prendere il treno prima e lasciare da sola la povera Sara, che aveva immensamente bisogno di lei, della sua presenza e del suo appoggio fisico e morale.
È seduta sulla panchina ad aspettare l’arrivo del suo treno e l’aprirsi della porta, quando due ragazzi pugliesi ( un ragazzo e una ragazza) si accorgono di lei e del fatto che era spaventata, si avvicinano e le chiedono cosa sia successo.
Sara risponde che un uomo sul tram le ha messo le mani addosso.
Loro senza nessun problema si avvicinano e le chiedono se possono farle compagnia fino a quando il treno non aprirà le porte, perché loro avevano il treno a mezzanotte. Sara risponde di sì e li ringrazia affettuosamente e gli dice che la sua migliore amica se ne era andata, lasciandola in quello stato, senza preoccuparsi di lei.
All’improvviso il treno apre le sue porte e Sara entra dentro, salutando i suoi” angel”i.
Durante il viaggio Sara rivede e risente tutte le immagini della sua brutta avventura.
Sara torna a casa e mette la maglietta che indossava nella lavatrice, la lava una, due, tre, quattro volte, per togliere l’odore di quell’uomo.
Sara è distrutta, per 2 giorni non mangia, sua madre è spaventata e non comprende il motivo.
Alla fine si riprende e, facendo uno sforzo tremendo cerca di ritrovare il sorriso che quell’uomo e l’indifferenza delle persone le avevano fatto perdere.
Sara non lo racconta a nessuno della sua brutta avventura e si sente minacciata ancora dai ragazzi.
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Vecchio 07-04-2009, 03:37 PM   #7
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Ha paura!
E’ comprensibile avere paura dopo ciò che le accaduto.
Arriva Natale e 3 giorni prima prova a chiamare ad Alessandro, aveva voglia di sentirlo. Lui le dice che stava provando con il suo gruppo e le dedica una loro canzone. Dopo la saluta e le dice che si sarebbe risentiti presto e che gli aveva fatto piacere la sua telefonata.
3 giorni dopo è Natale e Sara chiama ad Alessandro, vuole augurargli buon Natale ma lui non risponde al telefono.
Prova ancora e riprova di nuovo ma non risponde mai.
Insieme con lei c’è sua cugina Marisa, che in un momento di distrazione di Sara, prende il numero di telefono di Alessandro, senza che sua cugina possa accorgersene.
Sara, allo scuro di tutto, va avanti per la sua strada e, da quel momento in poi si “dimentica” di Alessandro.
Sua cugina Marina, nel frattempo, manda un sms ad Alessandro in cui gli dice di prendere una decisione per quanto riguarda il suo incontro con Sara, che veniva sempre rimandato da lui, o di lasciarla stare, che era uno stronzo, in quanto questo suo comportamento, queste sue indecisioni, facevano illudere Sara, e le facevano soffrire, in quanto lei era innamorata di lui mentre lui non prendeva una decisione al riguardo.
Dopo questo sms Alessandro non chiamò più a Sara che, allo scuro di tutto, si tormentava sulla fine che poteva aver fatto Alessandro.
Proprio in quei giorni il 24 gennaio sua zia Lidia mette al mondo un piccolo angelo di 3 kg di nome Alessandra.
Tutta la famiglia è in festa.
Un venerdì sera, mentre stava guardando la tv, le arrivò un sms che diceva così: “Ciao Sara è da un po’ che… che si dice ad Isernia e tu come stai? Ale”.
È da un po’ che non ci sentiamo? Si chiese Sara.
Sara pensò che si trattasse di Alessandro e si accinse a rispondergli dicendo che stava bene e gli domandò di lui.
Lui le rispose che anche lui stava bene e che stava guardando CSI Miami, uno dei suoi telefilm preferiti, e che più tardi sarebbe andato a ballare al Blackout. Alla fine le chiese se lei sarebbe uscita.
Sara rispose che avrebbe visto la fine del film e che alla fine si sarebbe addormentata.
Il suo ultimo sms diceva se potevano sentirsi tramite chat.
A Sara sembrò alquanto strano, anche perché lui aveva già il suo indirizzo e quindi poteva contattarla tranquillamente ma , alla fine non ci fece caso.
Dopo due giorni telefona Carmen che le dice che stava chattando con Alessandro e che le stava dicendo che non sentiva più Sara da quando le aveva mandato un sms sul quale c’era scritto che lui era uno stronzo.
Sara le disse che non glielo aveva mandato lei.
Alla fine Sara scoprì che glielo aveva mandato sua cugina Marisa.
Inizialmente si arrabbiò moltissimo con sua cugina, sul perché non si era fatta i fatti suoi.
Quella non era una questione che la riguardava e, quindi, doveva starsene lontana.
Richiama Carmen e le dice che Alessandro le aveva mandato diversi sms, un paio di sere prima. Lei glielo chiede e Alessandro risponde che lui non le aveva mandato proprio nulla.
Quindi Sara capì che stava succedendo qualcosa di strano perché se non poteva essere Alessandro, il ragazzo pugliese.
chi altro poteva essere?
Ci pensò bene e si disse che forse poteva essere Alessio, un suo caro amico oppure la sua amica Alessandra, la cugina della ragazza di Andrea.
Alla fine era un ragazzo che si chiamava anche lui Alessandro e, dopo due mesi di telefonate, di chattate e di sms, decidono di incontrarsi.
È il 5 febbraio a mezzanotte quando Alessandro e un suo amico la chiamano: lei stava dormendo. Si sveglia e risponde al cellulare. È Alessandro che le chiede se era uscita e se si potevano vedere. Sara dice di no e aggiunge che ha la febbre e che è per questo motivo che non era uscita.
Lui allora le passa un suo amico che si chiama Alessandro anche lui. Parlano per più di un’ora e che si chiedevano se potevano vedersi l’indomani e chiesero a Sara di portare con lei anche un’amica così si sarebbero formate le coppie.
Il pomeriggio seguente Sara chiama una ragazza e le chiede se si potevano vedere insieme con quei ragazzi.
Lei non accetta perché ha paura.
Alla fine Sara va all’appuntamento da sola. Passa una piacevole serata e si diverte un casino e torna a casa presto.
Dopo 2 giorni le arriva un altro sms è Alessandro il ragazzo che ha parlato per primo e le chiese se potevano vedersi il giorno dopo.
Sara risponde che è libera e che si potevano vedere.
Lui la telefona e le dice che stava per arrivare.
Il primo appuntamento è stupendo, lui le dice che gli piace come è ed il suo nome che vuol dire che lei regala gioia e felicità a chi le sta vicino.
Sara è confusa, non è bellissimo questo ragazzo, ma la sa conquistare: ha la pancetta, ha pochi capelli ma, in compenso ha degli occhi stupendi: azzurro|verdi ed è romantico.
Sara e Alessandro si vedono frequentemente e sono felici.
Il primo bacio arriva senza nessuna fretta.
È Alessandro a prendere l’iniziativa mentre Sara continua.
Lei è al settimo cielo.
Si baciano, teneramente abbracciati, in un groviglio di sensazioni e di emozioni, lui le accarezza dolcemente i capelli, lei lo guarda con dolcezza. I loro corpi avvinghiati l’uno all’altro, in un abbraccio stretto e forte si lasciano andare, guidati dai loro respiri arriva la loro prima volta insieme, in macchina.
Non senza timore, restano abbracciati per moltissimo tempo, senza accorgersi che si era fatto tardi. Si rivestono velocemente e si dicono per la prima volta quella parola che Sara ha sempre sognato: TI AMO!
Si salutano al Madison e Sara si sente strana.
Sì, finalmente è innamorata!
Dopo tante sofferenze c’è qualcuno che, amorevolmente si occupa di lei.
Sara è finalmente felice e ha voglia di gridarlo al mondo intero.
Una sera, mentre erano insieme squilla il cellulare di Alessandro.
Al di la’ della cornetta c’è Marco, un amico di Alessandro. Gli chiede dove e con chi fosse e se si potevano vedere. Alessandro e Sara accettano l’invito e si incontrano vicino al semaforo, di fronte ad uno dei 1000 bar che affollano questo paese.
Alessandro presenta Marco a Sara e si avviano a comprare un pezzo di pizza perché, come si sa, l’amore mette fame.
E qui Sara capisce, finalmente che tra lei e Alessandro poteva nascere una storia seria.
Sono tutti e tre in una pizzeria e Alessandro chiede di andare in bagno mentre Sara e Marco sono da soli ad ordinare le pizze.
Durante l’assenza di Alessandro, Marco le chiede se poteva riaccompagnarla lui a casa, invece di Alessandro.
Sara rifiuta, Alessandro rientra nella sala e prendono le pizze e rientrano in macchina.
Marco, allora parte alla carica e chiede a Sara di sedersi sul sedile davanti invece che su quello dietro. Alessandro e Sara però rifiutano gentilmente. Alessandro si siede sul sedile davanti, di fianco di Marco e Sara su quello dietro.
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Vecchio 07-04-2009, 03:38 PM   #8
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Si allontanano dalla pizzeria e Marco parte ancora una volta all’attacco: chiede ad Alessandro se poteva riaccompagnare Sara a casa, in modo che quel pigrone di Alessandro, potesse rientrare a casa senza consumare la benzina, ma Alessandro gli risponde di no, che la riaccompagna lui la sua ragazza. Marco ci prova per altre tre volte senza riuscire nell’intento.
Intanto, però manda Alessandro a cambiare 20 euro in un bar e prendere due caffè. Marco e Sara rimangono ancora una volta soli e inizia il “corteggiamento” serrato di Marco che le chiede, spudoratamente: “Di che colore sono le tue mutandine?”
E visto che Sara non risponde cerca di indovinare il colore:
“sono bianche? Sono nere? Lo so io di che colore sono: le hai di colore rosa”.
Sara finge di rispondergli e gli dice:
“Lo sai io ho i mutandoni di Bridget Jones…”
Marco le chiede di dargli il suo numero di cellulare, in modo di chiamarla e stare un po’ insieme.
Sara ci vuole pensare ma dopo 5 secondi gli dice di no.
Proprio in quel preciso momento ritorna Alessandro, con in mano i 2 caffè.
Guarda dietro e vede che Sara è strana e subito intuisce che è successo qualcosa e le chiede se ci aveva provato.
Sara risponde di sì.
E in quel dato momento chiedono di farsi riportare alla macchina.
Alessandro scende e aiuta Sara che afferra la sua mano e la tiene stretta nella sua.
È il momento dei saluti e Alessandro è freddo mentre Sara è abbastanza calorosa.
Si avviano mano nella mano dove si trovava l’auto e Alessandro si mette alla guida, Sara si infila anche lei dentro la macchina e partono, sempre con le mani nelle mani, strette, per tutto il breve viaggio.
Sara comprende che, ha trovato un ragazzo speciale, e capisce che quella storia d’amore è veramente speciale.
Arrivata a casa Sara è entusiasta e finalmente anche lei ha un fidanzato.
Alessandro e Sara si sentono tutti i giorni, per telefono e tramite msn, lui la chiama mille volte al giorno, le fa 200 squilli per tutto l’arco della giornata e lei?
Sara è raggiante e si vede per chilometri, ha un sorriso che nessuno le aveva mai visto sul viso.
Ed ha ragione di esserlo:chi non vorrebbe questo tipo di rapporto con la persona amata?
Penso tutti.
Sara si sente davvero (questa volta) una principessa come la chiamava Alessandro, quel ragazzo pugliese.
La loro storia va a gonfie vele fino a quando, mentre Sara aveva fatto l’esame di diritto venne a sapere che la nonna di Alessandro era grave in ospedale.
Lei, Sara non ci pensò due volte e si mise in viaggio per andare da Alessandro.
Appena la vide Alessandro la presentò a sua madre e a sua zia che erano lì in ospedale. Sara, imbarazzata, risponde educatamente al saluto con una stretta di mano.
Anche questa giornata passò e quando uscirono di nuovo insieme fu dopo la morte della nonna di Alessandro.
Lei gli è stata vicino durante quei giorni bui.
Dopo un paio di mesi anche la nonna di Sara si ammala e viene operata di urgenza in ospedale. Alessandro è molto vicino a Sara e quando la chiama le chiede di lei, della nonna e della piccolina Alessandra.
Sara si sente bene e le dolci attenzione che le dedica Alessandro sono per lei lo spunto per andare avanti e affrontare tutto.
Intanto la nonna di Sara viene riportata a casa e sua madre e le sue zie si dedicano alle sue cure.
Sua nonna è allettata e tutte le mattine arriva l’infermiera che l’accudisce.
Inizialmente lo spirito e la voglia di farcela è ottimo ma, con l’andare del tempo tutte le forze si affievoliscono. La madre di Sara è onnipresente a dare aiuto alla madre e, Sara molto spesso resta a casa da sola e esce con Alessandro solo quando la madre è a casa.
Sara ha paura di restare a casa da sola. Se succede qualcosa?
È dura ma Sara non si arrende.
Il 12 settembre è il compleanno di Alessandro e Sara lo invita a casa. Racconta a sua madre una bugia e lo fa andare a casa sua.
Il pomeriggio pulisce a fondo tutto e prepara la lasagna per il suo cucciolo.
Il giorno prima era andata all’università e, in un negozio di vestiti per uomo aveva comprato una felpa.
Lei era entusiasta.
Arriva la sera sono le 20:00 ed Alessandro arriva, appoggia le chiavi, le sigarette e il telefonino sul tavolo e si siede sul divano.
Sara ha messo nello stereo il cd di Tiziano Ferro e mentre si sente in sottofondo la canzone preferita di Sara Alessandro la prende e la fa ballare. Stretti, stretti Sara sente il cuore di Alessandro battere come un forsennato. Si buttano sul divano e Alessandro la attira a se, avvolgendole il braccio intorno al collo e baciandola.
Sara si sente finalmente appagata e felice.
Nel frattempo Carmen si sente male e viene ricoverata d’urgenza in ospedale. Lì, dopo accurati esami le viene diagnosticato una malformazione ai reni e deve fare la dialisi e aspettare per un trapiantom dell’organo. Sara è disperata, cerca in tutti i modi di stare vicino a Carmen ma lei è sfuggente, la tratta male e non la vuole più intorno a sé.
Intanto la nonna di Sara viene ricoverata di urgenza e viene messa nella camera di rianimazione. Per una settimana resta lì sola. Il settimo giorno Sara va trovare sua nonna. Indossa il camice, le babbucce, e la mascherina ed entra nella stanza. Sua nonna è immobile a letto, con molti fili che si rincorrono per tutto il suo povero corpo lacerato e martoriato da mesi e mesi di dolore.
Le prende la mano e sua nonna gliela stringe. Sua nonna è forte! Questo pensa Sara. Riuscirà a cavarsela, anche questa volta e tornerà a casa. Ma questa volta non è proprio così: questa è l’ultima volta che Sara potrà accarezzare il volto di sua nonna. Il Signore la chiamerà a se: la sera alle 23:00.
Sara allora prendere il telefonino e telefona ad Alessandro, dimenticandosi dell’ora, di tutto quello che era successo.
Alessandro le dice di non preoccuparsi che ci sarebbe stato anche lui a farle forza.
Questo momento è servito ad entrambi per rafforzare il loro rapporto.
Trascorsi tre giorni dal funerale della nonna, Sara decide che è giunto il momento di concentrarsi sulla stesura della sua tesi.
Incomincia, pensando soprattutto a come sarebbe stata orgogliosa sua nonna, se fosse stata ancora lì con lei.
Una settimana prima della seduta di laurea Sara va a consegnare la tesi al suo professore.
Lei è raggiante!
Mentre si avvia verso la villa comunale ripensa a tutte le cose belle e brutte che le sono capitate nel giro di poco tempo.
Nel frattempo arriva alla villa e si siede su una panchina in un piccolo angolo nascosto dove si gode di un panorama stupendo: alberi,laghetto, ponte. Stupendo! E decide in quel momento di inviare un messaggino ad Alessandro in cui gli dice che quel giorno è stato un giorno importante per lei e che era in un posto bellissimo.
Alessandro le risponde che vorrebbe esserci anche lui insieme a lei.
Sara è al settimo cielo per la risposta.
Intanto arriva l’autobus e torna a casa.
La vita, per Sara continua ed è entusiasmante. Ricca di eventi meravigliosi come la sua laurea. Tutto meraviglioso! Tutto fantastico tranne per un piccolo insignificante problema:non c’è Alessandro. Quel giorno, per Sara indimenticabile, Alessandro non era lì con lei a condividere quel risultato raggiunto.
Sara, però è felice perché finalmente i suoi sforzi hanno dato dei risultati.
Passano poche settimane e Sara incontra Marco l’amico di Alessandro.
Lei era con le sue amiche ad un bar in un paese vicino al suo e lui era con un suo amico.
Lei stava prendendo una sedia libera e lui la chiama. Sara, non riconoscendolo, si guardava intorno non capendo chi la stesse chiamando. Alla fine lo riconosce e lo saluta. Lui le chiede di Alessandro e le vorrebbe offrire un caffè. Ma Sara rifiuta e si va a sedere con le sue amiche.
Lei ridendo a crepapelle racconta alle sue amiche come si erano conosciuti e la storia delle mutande. Insieme ridono e si divertono ma Sara non sa che i momenti felici devono lasciare lo spazio ai momenti tristi e dolorosi.
I suoi guai stanno cominciando ora.
Dopo tre giorni dall’ incontro con Marco Arriva un sms da Alessandro che le dice:
“Ciao Sara è inutile girarci intorno io mi sono innamorato di un’altra persona quindi è meglio non vederci né sentirci più. Cancella il mio numero ed anch’io farò lo stesso”.
Sara rimane senza parole! È l’inizio di un incubo.
Sara è da sola, senza nessuno che la possa consolare e le lacrime iniziano a gonfiarle gli occhi e a scendere giù per il suo viso.
Sara indossava gli anelli che lui le aveva regalato:l’ anello con i teschi e la loro fedina. Sara li butta via con un calcio e arrivano vicino ad un tombino e Sara gli spinge dentro. Loro scivolano giù in quell’acqua putrida come quell’uomo che la stava facendo soffrire.
Sara cerca di asciugarsi gli occhi mentre iniziano ad arrivare i ragazzi delle scuole che la vedono e le chiedono cosa sia successo.
Lei risponde che non è successo nulla.
__________________
la strana bellezza del mondo deve di certo fondarsi sulla pura gioia
.......
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