AuroraBlu Forum

Torna Indietro   AuroraBlu Forum > Parole > Racconti

Avvisi

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
Vecchio 01-17-2011, 03:18 PM   #1
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito La festa

Si era allontanata dalla festa per andare a rifarsi il trucco, per quanto non ne avesse alcun bisogno.
" Forse un tocco di rimmel?! E se aggiungessi appena un po' di fard? Ma no! Ecco, forse..."
Ella giocava con i propri dubbi estetici come un esperto giocoliere. Eccoli spiccare un balzo in aria, volteggiare vagabondi, descrivere una parabola e ridiscendere sicuri nelle sue mani.
Oltre una delle porte chiuse un gemito ripetuto e prolungato attrasse la sua attenzione. Seguì un minuto di silenzio. Ne uscì una donna di bell'aspetto, sui trent'anni e dal passo sicuro. Si fermò accanto alla ragazza e trasse un rossetto dalla tasca della gonna. " L'ho prosciugato. E' il quinto ospite che succhio questa notte. " Le parole erano uscite con naturalezza dal suo sorriso a labbra chiuse. La ragazza impietrì.
" Non ce la faccio più. Sono piena fin qui " - continuò la donna toccandosi il limite della gola con il taglio della mano.
Il disgusto invase la ragazza come un esercito nemico. Seguì con lo sguardo l'immagine allo specchio premersi le labbra più volte l'una contro l'altra. Poi si sentì in dovere di rompere il silenzio.
-" E' la prima volta che vengo invitata in questo castello ( e anche l'ultima -pensò )".
Il mondo si fermò.
Il viso della donna si voltò di scatto. Due occhi senza vita trafissero la giovane. Improvvisa, la bocca si aprì, scoprendo i canini acuminati e feroci.
Fu l'ultima immagine che la ragazza percepì in vita sua.
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-17-2011, 07:14 PM   #2
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito La Morte a Tunisi

Un tramonto ramato scendeva silenzioso su Tunisi. A breve, la voce cantilenante del muezzin avrebbe chiamato i fedeli alla preghiera della sera. In una taverna, il mercante Ismahil al Bukhar sorseggiava un tè alla menta, ritemprandosi dalle fatiche del giorno.
"Ne ho quindici da prendere qui a Tunisi" - avvertì una voce dietro di lui. Ismahil si voltò. Un uomo dal viso seminascosto sotto il turbante nero aveva rivolto quelle parole al proprio vicino, intento a fumare il narghilè. Il suo sguardo era fermo e severo, come quello di chi debba compiere il proprio dovere. Dietro le sue spalle Ismahil scorse una falce dal lungo manico, appoggiata alla parete. Un brivido serpeggiò violento lungo la sua schiena. La Morte a Tunisi! Forse era allora giunta la sua ora! Ma perchè? Eppure era stato un buon muslim. Aveva frequentato i sufi, conosceva a memoria gli hadit del Profeta. Nella mente ritornò il versetto del Corano: " Allah vi ha creato, poi vi farà morire!" Dunque era la fine! L'idea di fuggire prese forma rapidamente nella sua mente. Avrebbe noleggiato il cavallo più veloce e l'avrebbe spronato fino a raggiungere Rabat. Lì forse sarebbe stato al sicuro. Uscì in fretta dalla taverna.
Nel frattempo l'uomo dal cappuccio nero parlò di nuovo al vicino. " Per me è arrivato il momento di andare. C'è molto lavoro da svolgere qui a Tunisi e molta strada da percorrere. Tra una settimana esatta devo trovarmi a Rabat. Ho un certo Ismahil da prendere lì! " Si voltò ed afferrò la falce.
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-17-2011, 08:12 PM   #3
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Riferimento: La festa

Amore eterno
Albeggiava. La primavera giocava limpida nell'aria odorosa di maggio, risvegliando la terra a nuova vita.
" Fu in un giorno come questo, ricordi'? " - chiese lui nostalgico - "E' stata la primavera a farci innamorare ".
" D'un tratto i miei pensieri parvero leggeri, - continuò lei - della stessa materia delle nubi. "
Due farfalle sfavillarono felici e si allontanarono danzando.
-" E da allora! Il nostro amore fu simile a un dipinto, cui l'artista, di volta in volta, aggiungesse un tratto, un colore, una linea a renderlo più adorabile".
" Sì - continuò lei, metaforica - Una pennellata il nostro matrimonio, un'altra la villa in campagna. Poi i viaggi, i figli..."
-" Dici il vero! Per noi due è stata un'eterna primavera: vicini per sempre, per sempre felici. Ogni giorno, per tutta la vita! "
Il sole aveva cominciato ad avvolgere col suo tepore i due loculi. Adesso le scritte risaltavano nitide: PAOLO BORGHI (3/2/ 1926-4/7/1985 ) ADELE SCALZI in BORGHI (5/8/ 1934 - 4/7/1985 ).
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere

brasilVisualizza Profilo PubblicoInvia un messaggio privato a brasilTrova Altri Messaggi di brasilAggiungi brasil ai Tuoi Contatti
Ieri, 11:50 PM #2 delfina
Amico*



Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena
Messaggi: 1.150


Riferimento: Amore eterno

__________________
Ma il cuore non smetterà di chiedere mai, finchè respiri anche se non lo vuoi (M.Mollicone)




__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-18-2011, 08:14 PM   #4
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito La confutazione del filosofo

Nello scialbo pomeriggio d'Aprile, profumato di glicine e cielo, Pirrone invecchiava. Da quando i suoi occhi avevano seguito il gimnosofista Calcano impassibile tra le fiamme, tutto gli era apparso distante, simile a quelle ombre, che, complice il chiarore lunare, scivolano mute e inconsistenti lungo i muri. I suoi pensieri, un tempo curiosi e disinvolti nel muoversi tra le ferree trappole della logica, avevano ceduto il passo ad un'ascetica apatheia. Non il miele dell'Imetto, nè il ricordo di Alessandro durante lo sciagurato bagno nell'Idaspe erano più stati in grado di muovere il suo animo. Novella Penelope, la città di Elide aveva salutato il suo ritorno tra i fasti. Eppure da qualche tempo una segreta cura, come il pungolo di un tafano, lo insidiava. Lieve, il passo della sensuale Etalide come un soffio di zefiro percorreva i sogni di Pirrone. E quelle vesti, che lasciavano indovinare forme degne della mano di Apelle, sconvolgevano innocenti ed impudiche le ore della stanchezza. Inattesa pioggia estiva, l'amore era sceso su di lui ed egli ne aveva indegnamente seguito le vie che sapeva aspre e scoscese. Si sentiva un vecchio albero che il vento squassi, scotendolo fino alle radici. In un attimo le sue certezze filosofiche erano crollate, simili alle mura di una città espugnata. Egli era ora solo un ruscello che anelava a congiungersi con il grande fiume della vita. Aduso ad assalire e distruggere le più perigliose e tenaci tra le teorie, egli si trovava affatto disarmato di fronte a quella vita pulsante e calda, contro la quale, finalmente comprendeva, aveva sempre eretto fortificazioni con l'ausilio del pensiero.

Il fiume Alfeo scintillava tra le glorie di Olimpia. Due giorni di cammino avevano condotto il canuto scettico alle sue rive. Il filosofo rivedeva Bucefalo e le armi macedoni lampeggiare nell'alba della piegata Gaugamela. Sotto la furia di Alessandro di nuovo scompariva il temibile impero persiano. Le eburnee mani di Etalide si protesero verso le sue. Qui i suoi pensieri si interruppero Poi fu solo il contatto delle carni vizze con l'acqua inconsapevole e la chiarità del cielo e per l'ultima volta, come il fiume fuggitivi, gli occhi di Etalide, meravigliati di vita.
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-19-2011, 12:32 PM   #5
delfina
Amico*
 
L'avatar di delfina
 
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
Predefinito Riferimento: La festa

Citazione:
Originariamente inviato da brasil Visualizza Messaggio
Si era allontanata dalla festa per andare a rifarsi il trucco, per quanto non ne avesse alcun bisogno.
" Forse un tocco di rimmel?! E se aggiungessi appena un po' di fard? Ma no! Ecco, forse..."
Ella giocava con i propri dubbi estetici simile ad un esperto giocoliere.. Eccoli spiccare un balzo in aria, descrivere una parabola per ridiscendere sicuri nelle sue mani.
Oltre una delle porte chiuse un gemito ripetuto e prolungato attrasse la sua attenzione. Seguì un minuto di silenzio. Ne uscì una donna di bell'aspetto, sui trent'anni e dal passo sicuro. Si fermò accanto alla ragazza e trasse un rossetto dalla tasca della gonna. " L'ho prosciugato. E' il quinto ospite che succhio questa notte. " Le parole erano uscite con naturalezza dal suo sorriso a labbra chiuse. La ragazza impietrì.
" Non ce la faccio più. Sono piena fin qui " - continuò la donna toccandosi il limite della gola con il taglio della mano.
Il disgusto invase la ragazza come un esercito nemico. Seguì con lo sguardo l'immagine allo specchio premersi le labbra più volte l'una contro l'altra.
" Lei è una delle ospiti fisse?"- chiese la donna gentilmente.
" N-No! - balbettò la ragazza - E' la prima volta che vengo invitata in questo castello ( e anche l'ultima -pensò )"
Il viso della donna si voltò di scatto. Due occhi senza vita trafissero la ragazza. Improvvisa, la bocca si aprì, scoprendo i canini acuminati e feroci.
Fu l'ultima immagine che la ragazza percepì in vita sua.
Brasil, l'hai scritto tu, vero?
Te lo chiedo perchè io sono una lettrice di romanzi vampireschi e la cosa mi ha già incuriosito per cui se fa parte di una storia mi piacerebbe sapere cos'è venuto prima e cosa verrà dopo...
__________________
E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio. - A.B.
delfina è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-19-2011, 01:54 PM   #6
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Riferimento: La festa

L'ho scritto io. si tratta di un breve racconto. Non ha seguito. Finisce così: la donna è una vampira che si mangia la ragazza. Ciao
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-19-2011, 03:50 PM   #7
delfina
Amico*
 
L'avatar di delfina
 
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
Predefinito Riferimento: La festa

Citazione:
Originariamente inviato da brasil Visualizza Messaggio
..Finisce così: la donna è una vampira che si mangia la ragazza. Ciao
Sì, beh, questo è chiarissimo, grazie. Ciao
__________________
E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio. - A.B.
delfina è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-19-2011, 10:02 PM   #8
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Nel vecchio maniero

Un sorriso disegnato dalla punta di una matita comparve sulla porta come il primo tepore primaverile. Occhi smeraldo corsero silenziosi sulle pareti fatiscenti del maniero: due raggi di sole in mezzo alla nebbia. Seguii la scia del suo profumo mentre percorreva la stanza, disincarnata ed evanescente come una donna del Boldini. Era Natascia Rostova, era Albertine Bontemps, era Beatrice Portinari e tutte le donne dello Stil Novo a un tempo. Ne ero già invaghito! Feci appello a tutto il mio coraggio. Qualche metro e le ero di fronte. Il sorriso si deformò in una smorfia di terrore. Un grido lancinante e la donna del Boldini scomparve oltre l'ingresso, fondendosi con la notte.
Succede sempre così a noi fantasmi sentimentali che abitiamo i vecchi manieri ogniqualvolta una donna avvenente ne divenga proprietaria! Sempre così, da secoli!
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-21-2011, 02:00 PM   #9
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito La villa ( racconto horror )

Agli occhi dell'ispettore Sartini la vita si presentava come una serie di eventi concatenati. Anche per un libro fuori posto o per un piatto rotto, egli credeva si sarebbe potuta percorrere a ritroso l'intera catena delle cause, tenendo conto di ogni svolta e biforcazione, fino a rinvenire l'anello spezzato, lo strappo da rammendare. Sotto un cielo lanuginoso e accigliato, la sua allampanata figura percorreva il sentiero che segnava la campagna come una ruga. Erano giunte segnalazioni da più persone circa quell'antica villa che si trovava in cima alla collina. Avevano parlato di risate isteriche e di lamenti prolungati nella notte. L'ispettore passava mentalmente in rassegna le informazioni sul caso come un generale il proprio esercito schierato in una piazza d'armi. " Nella notte lamenti, durante il giorno risate. E per giunta isteriche" - rifletteva. Di quante persone si trattava? Su questo punto le testimonianze erano discordi : quattro o cinque, dicevano. La villa affiorò come la testa di un naufrago tra i flutti. Era una di quelle antiche residenze nobiliari del diciottesimo secolo nelle cui mura era rimasto imprigionato l'odore del tempo. Due file d'alberi paralleli la introducevano a mo' di preludio di una vasta sinfonia. Tre scalini e il portone si spalancò sotto la pressione della mano. Gli occhi della " Venere di Urbino", soltanto una riproduzione, incontrarono quelli più vissuti del Sartini. Sulla parete laterale, due cavalli di Gentile da Fabriano nitrirono in silenzio. Ampi tendaggi pesanti oscuravano l'armonia molteplice dell'architettura. La stanza era immersa nella semioscurità. Passarono due minuti che parvero due ore. Improvvisamente una figura comparve dal nulla, una figura fluttuante e minacciosa, dal viso diruto dagli anni e il capo coperto da un velo sinistro. Come sospita da un vento inesistente, indifferente alla forza gravitazionale, si mosse verso l'ospite. L'ispettore riconobbe l'isteria delle risa. Tre colpi di pistola lacerarono l'oscurità.

La luce ancora incerta dell'alba svelò il corpo esanime dell'ispettore Sartini riverso sul sentiero. Poco lontano, come in un quadro di Artemisia Gentileschi, giaceva la testa mozzata. Gli occhi sembravano interrogare la campagna.
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-21-2011, 09:42 PM   #10
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Il trapassato

Non ho mai creduto nell'aldilà. e nemmeno nel padreterno. L' idea non regge proprio. Ricordo una conversazione con il mio professore di filosofia: se uno è onnipotente, allora può togliere il male dal mondo. Ma il male c'è e prolifera. Dunque l'Onnipotente è malvagio, perchè lo vuole. Altri momenti, altre questioni! Piuttosto adesso è il tempo che convoglia su di sè i miei problemi. Immobile in questa posizione scomoda, il luogo angusto e nauseabondo. " Un dormiente assomiglia ad un morto in vita", sentenzia Eraclito da qualche parte. Avessi almeno un libro da leggere! L'inferno per me ha esattamente questa forma: disporre di tempo, tanto, e non sapere come riempirlo. Io che ho dedicato la mia permanenza terrena al sapere, addirittura all'amore per il sapere: la filosofia. Leggendo l'Alighieri mi vedevo dopo morto ad intrattenermi con gli spiriti magni. M'immaginavo a discutere con Heidegger : lui a disquisire sull'Essere in tedesco e io in italiano! E Platone? Magari confessava che tutti quei dialoghi mica li aveva scritti lui. Forse qualche vantaggio ne avrei tratto. Dico, almeno Kant avrebbe potuto dirmi a cosa pensava esattamente quando sguazzava in mezzo alle sue sintesi a priori. Invece adesso eccomi qui ad ascoltare ogni settimana le confessioni della mia terrena consorte, la quale continua a magnificare quel tal Vincenzo e le di lui prodezze erotiche. Smaterializzato come mi trovo ad essere, neanche posso rispondere con un moto di gelosia. Che sorte! Che sorte! Ma adesso senti che silenzio. Il custode ha terminato il turno. Libera uscita, dunque, fino all'alba!
Niente male essere trapassato a causa del morso di un vampiro! Davvero, niente male!
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-23-2011, 06:45 PM   #11
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Quel treno per Urbino

Fu come un indugio di sole sulla corsa dei colli, un' isola improvvisa di cielo tra vapori di nubi. L'avevo conosciuta sul treno diretto ad Urbino. Un sorriso vago e pensoso le germogliava sulle labbra e fuggiva fino all'acqua cerulea delle pupille. Vidi i miei giorni passati come una lunga teoria di candele che il tempo era andato spegnendo con insensibile regolarità. Aveva l'apparenza di una delle tante turiste che sciamano come api a Palazzo Ducale, riempendo di "wunderbar!" e " very nice!" lo studiolo di Federico da Montefeltro. Ma quando lessi il nome dell'autrice del libro su cui i suoi occhi correvano veloci e svogliati, mi sentii un generale che avesse scovato il pertugio da cui penetrare nella città assediata. " Ah! Maria Zambrano! - esclamai. Gli occhi della ragazza divennero un punto interrogativo. " Due anni fa ho tenuto un corso sui "CHIARI DEL BOSCO " - spiegai. " Sono professore a contratto presso la facoltà di Lettere e Filosofia ad Urbino." -aggiunsi presentandomi. Lei precisò: " Sto lavorando ad una tesi sui contributi del pensiero femminile alla filosofia contemporanea. Sa, Jeanne Hersch, Arendt, Zambrano, appunto. " Niente eguagliava la lenta malinconia di quella voce dove i sentimenti si indovinavano placidi come l'acqua di un fiume giunto alla foce. " Le faccio vedere le indicazioni bibliografiche del professor Addi. Si levò nel suo metro e settanta di giovinezza. Immaginai la sua figura muoversi sinuosa tra le fantasmagorie di una discoteca riccionese. Cercò nello zaino proprio sopra il mio capo, vicino alla mia giacca. Per un attimo lunghissimo aspirai il profumo esalante dalla sua camicetta: un paesaggio a scacchi in cui le cose lontane sembravano rendersi visibili per un irraggiare che si prolungava dalle loro forme. Ero un giocatore a cui la sorte avesse concesso una mano fortunata. E giocai, giocai fino alla fine! Alla stazione, nella chiarìa fredda del mattino urbinate, la invitai a venire a trovarmi in dipartimento. Nell'accomiatarci, scambiammo i numeri di cellulare. Il suo sorriso fu un calice di vino che mi rese ebbro. Seguii con gli occhi quel corpo scomparire, inghiottito da una folla anonima di studenti. Sentivo il sangue come alterato da non so quale veleno. Cercai una sigaretta nella tasca interna della giacca. Il respiro si bloccò. Dov'era mai il portafoglio? E i documenti? Frugai velocemente nelle altre tasche: niente! Eppure ricordavo perfettamente quella mattina ...

" Non esiste una ragazza con quel nome. Ho fatto ricerche alla segreteria del dipartimento" - dissi.
" Le crediamo - rispose calmo il poliziotto _ " Su quel tratto ferroviario è il settimo furto in due mesi. Sempre una misteriosa ragazza, che si finge studentessa, mentre in realtà si tratta di un'abile borseggiatrice. Faremo ricerche. Ma per il denaro non vorrei illuderla, capisce? " - Uscii dal commissariato investito dal rigore dell'ora prossima al tramonto. E vidi un'altra candela spegnersi nel mesto sorriso dei miei giorni
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-24-2011, 10:34 PM   #12
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Nella nebbia

Mi muovo nella nebbia fumigante, che cade a somiglianza d' una pioggia sottile e ostinata. Oltre il velo immobile che la fascia, i miei passi ciechi cercano la strada. Gli alberi si innalzano come neri fili di fumo da braci invisibili. Nessuna voce abita le cose. Ovunque è la caligine. Ricordo uno schianto. Poi la strada e il paesaggio farsi immoti come in una foto. I fari fermi a illuminare il vuoto. Ma tutto sembra svanire in un tempo remoto e lontano. Tutto è immateriale al modo di questa nebbia. Solo le ombre si concedono al mio occhio. C'è un sùbito vociare spezzato e sconosciuto. Se lo supero, anch'esso muta in ombra. Tra il lumeggiare dei lampioni riconosco la piazza, vagolante come la materia di un sogno. Là è la panchina dove baciai il respiro di Francesca la prima volta. Dove lei si aggrappò ai miei sogni, acqua tremula e dubbiosa. Più avanti è il campanile insonne e i pinnacoli dileguanti nel nulla. Nuovamente un tinnare di risa mi raggiunge, un parlottio che non intendo. Riconosco la casa, ma è nebbia anch'essa. Nebbia è il giardino che giace nel silenzio. Seguo la chiave attraversare la porta e il mio braccio, che la varca ancora chiusa. Non ho sostanza. Non ho vita. Ora comprendo! C'era un corpo tra le lamiere, come quelle contorto, che non vide i fari fermi nella notte. Che avvertì il dolore e la paura. Che non vide più la strada nè la luna, ma solo nebbia e ombre per sempre.
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-25-2011, 03:04 PM   #13
enrichetto
Moderatore*
 
L'avatar di enrichetto
 
Data Registrazione: Aug 2005
Località: Roma
Messaggi: 6.227
Invia un messaggio via MSN a enrichetto
Predefinito Riferimento: La festa

Nel complesso mi piace lo stile dei tuoi raccontini
bravo Valerio
enrichetto è online   Rispondi Citando
Vecchio 01-26-2011, 06:46 PM   #14
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito Il gocatore

Distese le membra come in un ipogeo. I ricordi recenti salivano nell'animo, queruli e dolenti. Neanche il murmure del mare ne tacitava la voce. Neanche la luce piena d'allegrezza, che l'ora solatia riversava nei suoi occhi. Di fronte a quella vastità cangiante d'acqua le sue labbra rimanevano mute. Sempre per lui era stato un piacere proibito, quello del gioco, un gorgo di desideri e repulsioni insieme, di cui il suo occhio non sapeva saziarsi. A quel piacere egli si era consegnato inerme, seguendo la più cieca voluttà. E notte dopo notte, come il pungolo di un despota che martoriasse le sue carni, quella passione l'aveva sospinto in una terra sempre più cupa e senza luce. Aveva presto spregiato sè stesso e la stolida debolezza del proprio animo remissivo. Il gioco era diventato come una di quelle amanti facili, godute e subito ripudiate. Ogni successo raggiunto era l'inizio di nuovi azzardi, il rinnovellarsi di antichi crucci. Così anche la notte appena chiusa. Aveva seguito il proprio demone puntando dapprima tutto il denaro e infine la villa. Non aveva più dimora. Ora quel momento di sconsiderata leggerezza si rovesciava in un intimo rovello. Ma soprattutto disperava per aver perduto unitamente alla casa anche il matrimonio. Come si sarebbe infatti giustificato, se mai giustificazioni fossero esistite, nei confronti della consorte e dei figli? Le sue mani cercarono la rena. Poi, rapida e precisa, la soluzione balenò alla sua mente. Su quelle acque mobili e fatali gli apparve il proprio corpo, come la bottiglia di un naufrago, ma priva di speranza e sciolta da ogni angoscia, quasi felice in quell'abbraccio estremo della morte.

- Beh, sì. Cosa vuoi che dica?
- Parla pure liberamente.
- Ecco, magari se tu trovassi un diverso finale... Il suicidio è deprimente, narrativamente scontato.
- Dici?
- E anche per quel che concerne lo stile... Lo trovo anacronistico, leccato, capisci? Tu hai un animo decadente e cerchi di abbellire la vita che ti disgusta. D'altra parte, ne abbiamo già discusso. Voglio dire che tu vivi nel duemila e undici!
- Ma appunto questo giustifica lo stile. Di per sè stesso un segno, che esprime la volontà di rifugiarsi nel passato.
- Mah, non so ! Senti, tu prova a pubblicarlo e vedi cosa ti dicono.
- Sì. provo su Aurorablu.it. E se mai, l'idea è stata tua!
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 01-28-2011, 03:32 PM   #15
brasil
Amico*
 
L'avatar di brasil
 
Data Registrazione: Jan 2010
Località: Miramare
Messaggi: 424
Predefinito La minaccia

Il cavallo era immobile di fronte a lui, nero e minaccioso come una nube carica di pioggia. Il silenzio era assoluto. D'improvviso , l'animale fece un balzo e ricomparve di lato. Tornò immobile. Di nuovo minaccioso. Fu allora che accadde il miracolo. Un secondo cavallo si avventò con furia sul primo.
Scacco matto. Il re era salvo
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Rispondi

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT. Adesso sono le 12:45 PM.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.

Home - Cartoline Virtuali - Poesie -  Frasi - Citazioni Libri - Racconti - Amici - Angeli - Fate - Indiani - Bambini - Foto Blog - Link



Importazione e Ottimizzazione a cura di Cionfs