AuroraBlu Forum

Torna Indietro   AuroraBlu Forum > Parole > Racconti

Avvisi

Rispondi
 
Strumenti Discussione Modalità Visualizzazione
Vecchio 06-11-2009, 04:33 PM   #1
//Dancing Queen//
Junior Member
 
L'avatar di //Dancing Queen//
 
Data Registrazione: May 2009
Località: Phoenicusa
Messaggi: 28
Predefinito La leggenda di Johnny Semedimela

Johnny Appleseed”, all'anagrafe John Chapman (1774 -1845), infermiere e missionario della chiesa Nuova Gerusalemme, fu il pioniere americano che introdusse la coltivazione di mele in vaste aree dell'Ohio, Illinois e Indiana. Divenne una vera e propria leggenda per tutte le persone che allora abitavano gli Stati Uniti, che lo ricordavano soprattutto per i suoi modi gentili e la sua generosità. Solo dopo la sua morte il suo nome venne associato all'importanza simbolica delle mela e della loro conservazione.
John Chapman, secondo di quattro figli, visse sin da bambino in una fattoria, aiutando il padre, che era ufficiale, ma coltivava la propria terra per sostenere la famiglia. La storia ci riporta che la famiglia di John perse due interi raccolti durante la Rivoluzione Americana, e che il padre per poter far fronte alle emergenze familiari mandò John a lavorare come apprendista nelle coltivazioni Crawford - le più importanti di allora.
Nel 1780 il padre di John tornò nell'esercito come ufficiale agli ordini di George Washington. La madre e il fratello più piccolo morirono di tubercolosi, e John e la sorella trovarono rifugio presso alcuni parenti, e una volta finita la Rivoluzione il padre si risposò.
A 18 anni John si diresse verso Susquehanna, nelle terre ancora in rivolta, dove venne arruolato per le sue capacità mediche e dove iniziò a raccogliere i primi semi dai meli che crescevano vicino ai mulini lungo il Potomac. Alcuni racconti dicono che nel 1800, quando il congresso concesse le terre ai veterani di guerra, John si trovasse in Ohio, dove iniziò a piantare i suoi semi. I permessi e le concessioni tardarono circa 2 anni, e nel 1802, quando i veterani entrarono effettivamente in possesso delle loro terre, gli alberi da frutto di John erano grandi abbastanza da poter essere trapiantati. Ben presto il padre e la sua nuova famiglia (ebbe altri 10 figli) lo raggiunsero, ma lui decise di non rimanere, ed iniziò quel viaggio che lo avrebbe fatto ricordare come Giovannino Semedimela”. Navigò il fiume Ohio con un carico di semi di mele, fermandosi di tanto in tanto per prestare cure mediche, professare il suo credo e regalare semi di mela.
L'immagine popolare di Giovannino Semedimela lo vede come un contadino che getta a caso i semi di mela che ha in mano. In effetti egli non costruì mai un vero e proprio frutteto, ma piantò i semi in luoghi che gli sembravano favorevoli, proteggendoli con delle staccionate, e lasciandoli poi alle cure di vicini, cui lui lasciava il ricavato della vendita dei frutti. Lui vi tornava una volta o due l'anno solo per prendersi cura delle piante. Molte di queste “piantagioni” si trovavano nella parte nordorientale dell'area Mohicana , corrispondente alle attuali città di Mansfield, Lucas, Perrysville e Loudonville.
I semi che Johnny portava con sè gli venivano regalati dai proprietari dei mulini in cui si produceva sidro che credevano in lui per poter ampliare i loro giri d'affari. In realtà John viaggiò per quasi tutta la sua vita, fermandosi come ospite presso quelle famiglie che potevano aver bisogno del suo aiuto come missionario o medico. Leggeva storie ai bambini e raccontava agli adulti la storia della Rivoluzione, ricevendo in cambio un giaciglio e un pasto caldo.
John lasciava ai contadini quasi tutto il ricavato della vendita delle mele, chiedendo in cambio ospitalità, cibo, grano o vestiti usati. Non portava scarpe, nemmeno in inverno, e non aveva una fissa dimora. Amava profondamente gli animali.
La sua morte venne annunciata dall' Harper Magazine nel novembre del 1845. Si dice che sia seppellito a Fort Wayne, Indiana. Il suo lascito, oltre che emotivo e spirituale fu anche “terreno” : lasciò in eredità alla sorella circa 500 ettari di terra che, al momento della sua morte ospitavano 15.000 meli.


Ho rivisto questo (è solo uno spezone), oggi pomeriggio..e ho pensato di postarvi l'intera storia, che personalmente mi piace e mi commuove molto.
BORKED
__________________
Voglio essere l'ultimo volto che vedrai in questa vita.
//Dancing Queen// è offline   Rispondi Citando
Vecchio 06-12-2009, 01:28 PM   #2
Antilia
Amico*
 
L'avatar di Antilia
 
Data Registrazione: Sep 2006
Località: Un'anima ferita dalla malvagità
Messaggi: 1.915
Predefinito

Hai ragione Queen, è veramente una bella storia
__________________
Tutte le cose sono collegate.
Tutto ciò che accade alla terra,
accade ai figli e alle figlie della terra.
L'uomo non ha intrecciato il tessuto della vita;
ne è solamente un filo.
Tutto ciò che egli fa al tessuto,
lo fa a se stesso.

Capo Seattle
Antilia è offline   Rispondi Citando
Vecchio 06-13-2009, 09:42 AM   #3
enrichetto
Moderatore*
 
L'avatar di enrichetto
 
Data Registrazione: Aug 2005
Località: Roma
Messaggi: 6.003
Invia un messaggio via MSN a enrichetto
Predefinito

Si molto carina la storia....mi sono documentato su questo pioniere dell'ambientalismo che onestamente non conoscevo...
enrichetto è offline   Rispondi Citando
Rispondi

Strumenti Discussione
Modalità Visualizzazione

Regole di Scrittura
Tu non puoi inviare nuove discussioni
Tu non puoi replicare
Tu non puoi inviare allegati
Tu non puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice BB è Attivato
Le faccine sono Attivato
Il codice [IMG] è Attivato
Il codice HTML è Disattivato

Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT. Adesso sono le 06:54 PM.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.

Home - Cartoline Virtuali - Poesie -  Frasi - Citazioni Libri - Racconti - Amici - Angeli - Fate - Indiani - Bambini - Foto Blog - Link



Importazione e Ottimizzazione a cura di Cionfs