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#31 |
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Amico*
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FIGLIO DELLA LUNA
Meccano Per chi non fraintenda /narra la leggenda/ di quella gitana /che pregò la luna /bianca ed alta nel ciel /mentre sorrideva /lei la supplicava /"fa che torni da me"/ tu riavrai quell'uomo /pelle scura / con il suo perdono /donna impura / però in cambio voglio/che il tuo primo figlio / venga a stare con me"/chi suo figlio immola / per non stare sola /non è degna di un re Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna .... Nacque a primavera /un bambino / da quel padre scuro /come il fumo / con la pelle chiara /gli occhi di laguna / come un figlio di luna /"questo è un tradimento/ lui non è mio figlio/ed io no, non lo voglio" Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna va..... II gitano folle /di dolore / colto proprio al centro /dell'onore / l'afferrò gridando/la baciò piangendo/ poi la lama affondò/corse sopra al monte / col bambino in braccio /e lì lo abbandonò Luna adesso sei madre ma chi fece di te una donna non c'è dimmi luna d'argento come lo cullerai se le braccia non hai figlio della luna va.... Se la luna piena /poi diviene / è perché il bambino /dorme bene / ma se sta piangendo /lei se lo trastulla / cala e poi si fa culla/ ma se sta piangendo /lei se lo trastulla / cala e poi si fa culla Vecchia ed enigmatica canzone dei Meccano, so che è tratta da una leggenda ma non so da quale parte del mondo provenga...
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#32 |
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Amico*
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...adesso che la rileggo mi rendo conto che parla di gitani...forse Ungheria o paesi affini...
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#33 |
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Moderatore*
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![]() Ecco un'antica leggenda d'Irlanda sulla nascita dell'Arpa. "L'Arpa irlandese fu inventata da una dea. Fu una delle più antiche divinità dell'Irlanda e si chiamava Canola. La leggenda dice che un giorno, Canola, litigò con il suo amante e abbandonò il letto per vagare nella notte. Udendo una bella Musica, si fermò e si mise a sedere, e, ben presto si addormentò all'aperto. Svegliatasi al sorgere del giorno, Canola scoprì che era stato il vento a produrre quella Musica soffiando attraverso i tendini putrefatti rimasti attaccati allo scheletro di una balena. Ispirata da questa vista, memore della dolcezza del suono udito, Canola costruì la prima Arpa." (leggenda tratta dal libro: "le Donne nei miti e nelle leggende" di Patricia Monaghan – |
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#34 |
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Moderatore*
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La leggenda dell'ulivo
Una volta erano gli alberi più alti e dritti del bosco.... e invece ora sono piccoli bassi e tutti storti crescono pochissimo... perchè sono tutti storti gli alberi dell'ulivo??? con la mente vedo un uliveto... ogni albero una scultura, bassi pieni di fronde e tutti a godere del calore del sole e le olive nere, tutto quel verde argento punteggiato di nero abbracciato dal cielo azzurro. ......Quando dovevano mettere in croce Gesù, il sommo sacerdote Caifa mandò a cercare due lunghe e robuste travi di legno per la croce del Nazzareno... nel bosco si sparse, col vento, la voce di questa ricerca ... le palme tremavano dalla paura e non volevano essere il legno buono per la croce e persero le lunghe folglie si svuorarono nell'interno... gli incaricati le esaminarono e le scartarono loro erano felicissime di non poter essere utili... allora si diressero verso l'uliveto... gli ulivi alla notizia.... uno per uno furono assaliti da un dolore immenso... non volevano essere loro il legno della croce.... volevano morire... volevano sradicarsi dalla terra e dal dolore si attorcigliarono su se stessi si strappavano le viscere.... volendo sprofondare nascondersi dalla vista degli uomini.... loro non volevano essere complici dell'uccisione del figlio del Creatore e mentre piangevano si ridussero a delle forme rattrappite storte inutili per qualsiasi cosa ... gli uomini....nel vedere quei mostri di alberi ne furono quasi spaventati e si diedero alla fuga dimenticandosi del motivo della ricerca del legno.. gli uilivi furono felici e dalla felicità piansero. le lacrime si tramutarono in piccole goccie, chiamate ulive, buone per ogni cosa per nutrire, per alleviare, per far scivolare ..per abbellire, per dar la benedizione e viatico per i morenti... è il dono a loro fatto dal Padre creatore per essersi rifiutati di diventar complici dell'uccisione del proprio figlio... e quando qualcuno guarda quelle opere d'arte e si sofferma a pensare ne è quasi affascinato senza saperne il motivo ... se qualcuno insensato dice: che brutto che è quel tronco d'albero... l'ulivo sornione e millennario risponde felice "non importa l'esterno...quel che conta è il cuore" Lucia Di Iulio Beldanubioblu
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#35 |
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Amico*
Data Registrazione: Feb 2008
Località: Salerno
Messaggi: 331
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La regina delle api
C'era una volta una coppia che desiderava ardentemente un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito andò in un campo a tagliare del bambù. All'improvviso udì una vocina che lo implorava di non fargli del male. Dove sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo aprì la canna di bambù e trovò un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello. Lo chiamarono Bambù. Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro. Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si parò di fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu! Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito, scappò via. Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando incontrò un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora la regina gli regalò tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà che tu lo desideri! Bambù andò al mercato e concluse i suoi affari. Poi tornò verso casa ed attraversando la foresta rincontrò il leone, ancora più feroce ed affamato. Bambù desiderò di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca. Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi. Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bambù diventò un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrandì fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti. dal Web. |
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#36 |
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Moderatore*
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DUE LEGGENDE DELLE ISOLE FIJI:
L' UCCELLO DI MATAMANOA -------------------------------------------------------------------------------- Il mito riguarda una particolare specie di Procellaria notturna chiamata anche "uccello delle tempeste" o "uccello di S.Pietro", un uccello che magicamente sembra quasi camminare sull'acqua ! Matamanoa e la vicina isola disabitata di Modriki sono le uniche due isole dove si stabilisce il volatile in Dicembre e dove alleva i piccoli, addestrandoli al volo fino alla loro partenza a metà Maggio. Il mito di questo uccello è nato dal fatto che nessuno sa' svelare il mistero di dove migri dopo aver lasciato le due isole. Questi uccelli fieri e regali sono estremamente timidi soprattutto quando si avvicinano gli esseri umani. Gli adulti si cibano di alghe e plancton durante la bassa marea, generalmente di sera, mentre i più giovani integrano l'alimentazione con insetti e larve. Durante le tempeste si riparano o nelle fessure della roccia o intorno al complesso del Resort a Matamanoa, permettendo agli uomini la loro rara vista ed avvisandoli del maltempo in avvicinamento. Gli uccelli sono caratterizzati da un piumaggio nero con la parte sottostante più chiara. Perchè abbiano scelto soltanto le isole di Modriki e di Matamanoa rimane un mistero. Forse considerano queste isole così belle e conformi ai loro bisogni da sentirle sicure per se e soprattutto per i loro piccoli. Gli abitanti dell' isola di Matamanoa sono così fieri e onorati di ospitare queste fantastiche creature da farne il proprio logo ! ---------------------------------------------------------------------------------- C' è una leggenda chiamata " NANANU-I-RA " che narra una antica storia. Adi viveva nel villaggio di Nanukuloa ( il villaggio dalle sabbie nere ) sull'isola di Viti Levu ( la regina delle sabbie ). Adi si innamorò di un giovane affascinate capo della tribù di Bua, a circa venti miglia di mare di distanza. L'isola di Bua era famosa per le foreste di legno di sandalo, un albero dal quale si ricavava un legname molto profumato usato dalla gente marinara di Bua per costruire le canoe. L'amante di Adi, essendo un marinaio esperto, navigò con la sua veloce canoa sino a Viti Levu per incontrarla portandole molti regali fatti intagliando il profumato legno di sandalo della sua isola. Purtroppo, però la tribù di Bua e la tribù di Viti Levu erano nemiche e quindi il rapporto del giovane capo era visto piuttosto male da suo padre e dal capo di Nanukuloa dove viveva Adi. Coraggiosamente i due amanti continuarono ad incontrarsi segretamente, in un'isola a breve distanza dal villaggio dove viveva Adi. Quest'isola fu così chiamata Nananu-i-Ra che significa " il paese dei sogni dell'Ovest ".
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#37 |
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Moderatore*
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La leggenda del mandorlo in fiore - miti greci_
Fillide era una principessa tracia ed amava alla follìa Acamante, figlio di Teseo. Un giorno Teseo partì col suo esercito - e accompagnato da Acamante - alla volta della città di Troia, dove infuriava una colossale guerra di popoli . Fillide correva spesso alla spiaggia, con la segreta e muta speranza di ritrovare un giorno Acamante, specialmente dopo che si diffuse la notizia della caduta della città di Troia. Ma la nave di Acamante ebbe un'avaria: Fillide, aspettandolo inutilmente, ne morì di dolore. La dea Atena si mosse a compassione e la trasformò in un mandorlo , tuttavia spoglio delle verdi fronde. Acamante, passando di là il giorno dopo, potè solo accarezzare il nudo tronco: ecco allora che le carezze, dettate dall'amore, ebbero il potere di far rivestire il mandorlo di fiori, ma non di foglie. Da allora, questa fu la particolarità dei mandorlo: fiorire senza foglie. ![]() FILLIDE E ACAMANTE (immagine tratta dal web)
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