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#1 | |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2007
Località: Roma
Messaggi: 1.989
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Vi propongo questo racconto, che mi è stato inviato da una mia amica e che mi è piaciuto molto,
Lo dedico a Goriziano che Citazione:
Non c’era scritto niente a pagina trentadue. Non c’era scritto neanche "32". Pagina trentadue era completamente bianca. Il capitolo 1 finiva a pagina 31 e siccome l’editore non voleva cominciare il capitolo 2 sulla pagina a sn, lo aveva cominciato a pagina 33 e pagina 32 l’aveva lasciata bianca. Tutti gli altri capitoli finivano sulla pagina a sinistra , così non c’era bisogno di lasciare quella pagina bianca e pagina 32 era l’unica pagina bianca del libro. Non è bello essere l’unica pagina bianca di un libro. Un libro è come un piccolo paese, staccato dal resto del mondo. La maggior parte del tempo se ne sta per conto suo sullo scaffale e solo la copertina ha contatti con l’esterno: con altre copertine, ma anche con il sole e la polvere, e ogni tanto con una mosca loquace che porta notizie da fuori. Se lo si tira giù dallo scaffale, è raro che lo si apra; magari si vuole solo mostrarlo a qualcuno, così è sempre la copertina che si gode il mondo. Anche quando lo si apre, ogni pagina ha diritto a pochi minuti di luce , e nello sforzo di sfruttarli il più possibile capita spesso che cada in confusione e dopo non si ricordi più niente. Stando così le cose, le pagine di un libro parlano soprattutto fra loro. E, non avendo molto da dire, parlano soprattutto l’una dell’altra. Potete immaginare dunque quante se ne debba sentire una pagina bianca.. "Guarda quella:non ha neanche il numero. Se non fosse per la pagina a fianco, non saprebbe neanche chi è. Se ne potrebbe benissimo fare a meno. Serve solo ad aumentare il prezzo. Ecc. ecc. Non che queste cose te le vengano a dire in faccia, ma il posto è piccolo e prima o poi ti capita di sentirle. Pagina 32 aveva tanta pazienza, non protestava mai, ma soffriva molto. Un giorno arrivò il padrone con suo figlio: un bimbo piccolo e irrequieto, che certamente avrebbe fatto danni. Tutte le copertine erano preoccupate. Molte però tirarono un sospiro di sollievo quando il padre disse: "Aspetta, ti do un libro che puoi strappare. Ecco prendi questo. Tanto non serve". Il libro era quello con la pagina bianca e in men che non si dica il bimbo lo ridusse a un mucchio di fogli. Le pagine erano offese e stupefatte, ma le loro avventure non erano finite. A un certo punto il padre si mise a cercare in mezzo ai fogli, prese la pagina bianca e ci fece un aeroplanino. Lo fece lasciando il bianco di fuori, perché gli sembrava + bello, così pagina 31 (che era scritta a metà, essendo la fine del capitolo 1) non poteva vedere niente di quel che succedeva. Poi arrivò la mamma e disse; "Che cosa avete combinato? Mettete in ordine!" Le altre pagine finirono nel camino e le loro preziose parole diventarono cenere. Pagina 32 invece andò a volare in giardino e vide alberi e farfalle ed ebbe tutto il tempo per guardare bene. E questo perché a pagina 32 non c’era scritto niente. Non c’era scritto neanche "32" da "La filosofia in trentadue favole" di Ermanno Bencivenga
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Dietro le nuvole c'è sempre il sole.
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#2 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Nov 2006
Località: milano, più o meno...
Messaggi: 7.764
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MOLTO BELLO!!!!
c'è molto da imparare da questa metafora.... anche chi si sente un signor nessuno può avere i suoi momenti di gloria.......
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L'unda de ieer porta l'unda de incöö l'öcc de un vecc l'era l'öcc de un fiöö giuseppe
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2007
Località: Roma
Messaggi: 1.989
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Proprio così !
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Dietro le nuvole c'è sempre il sole.
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#4 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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Che bello questo racconto ...
Tatty Faby
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#5 |
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Member
Data Registrazione: Sep 2007
Località: terra del sole
Messaggi: 90
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bellissimo il racconto ! anke io mi sento un pò una pagina 32....
ciao!
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Quali parole son sulle tue labbra, chi fu il poeta o quale poesia? Lo sa il falcone nei suoi larghi cerchi o lo sa sol la tua dolce pazzia? |
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#6 |
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Amico*
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Molto bello e profondamente vero...
Il grande Socrate in risposta alla famosa espressione dell'oracolo delfico (che alla domanda su chi fosse l'uomo più saggio del suo tempo aveva indicato lui!) disse: "io so una sola cosa...quella di nn sapere nulla" (e se lo diceva lui!) Senza un po di "vuoto interno" nulla può essere preso dentro di noi...chi presume di sapere tutto, nn va alla ricerca di nulla e rimane nella sua presunta e finta sapienza....nella sua ignoranza! Inoltre il sapere nn è qualcosa di già dato, fisso, immutabile...cambia, è flessibile, va ripreso e rinfrescato di continuo, e di imparare nn si finisce mai. Secondo me tra l'altro, oggi, nn corrisponde neanche ai titoli acquisiti (laurea, specializzazione...).... ma sono un pò polemica su questo! Inoltre la sapienza (la cultura) nn corrisponde necessariamente alla saggezza...
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