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#1 |
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Moderatore*
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Porte
-------------------------------------------------------------------------------- Spesso mi trovo a pensare alle porte. Porte aperte e porte chiuse. In casa nostra la porta posteriore di solito rimane aperta perché Rupert, il cane, possa entrare o uscire senza abbaiare, o Allen, il giardiniere, possa prendersi un bicchiere d'acqua nei giorni caldi, o quando arriva il postino col suo furgone con un pacco. Ma la porta davanti è quasi sempre chiusa. I visitatori in- attesi devono suonare il campanello. Questo ci dà tempo di sbirciare dalla finestra per vedere chi sono e se vogliamo fargli entrare. Di notte tutte le due porte sono chiuse anche se non ci sono stati furti in paese a memoria d'uomo, ma non si sa mai, con i tempi che corrono in America. Le porte di casa non sono poi molto interessanti. Quel che più importante sono le mie porte Interne: la porta del mio cuore e la piccola botola sul retro del moi cervello da cui passano le poesie. La mia porta del cuore è come una porta girevole, di quelle che si trovano nelle banche o nei grandi alberghi. Questa porta ha continuato regolarmente a girare per quasi sessant'anni. Si aprì la prima volta quando Verna, la ragazzina della casa accanto mi portò nel bosco e mi lasciò giocare coi i suoi capezzoli. Da allora la mia porta del cuore ha girato quasi costantemente. Potrà sembrare scortese ma non riesco più a ricordare tutte le belle, e alcune non tanto belle, che l'hanno fatta sussultare, e girare e girare. Poiché c'è di solito un pezzo di carta rimasto con una poesia, mi è più facile tenere dietro ai movimenti della segreta porta del cervello nella mia testa. Non gira. E' come una botola che sale e scende. Non è molto grande, un topo ci passerebbe appena. La prima volta si aprì quando avevo circa tredici anni, il mio primo anno in collegio. La porta si aprì e ne usci una canzone marinaresca in rima, un soggetto che avevo copiato da John Masefield, che era allora poeta laureato d' Inghilterra. Con l'orgoglio la mostrai al mio insegnante, il signor Briggs. La lesse rapidamente e la stracciò. "Giovanotto" disse, " questa non è una poesia, sono solo versi." La porta nel mio cervello si chiuse di colpo. Da allora la porta nel mio cervello deve essersi aperta cento volte. Il signor Briggs è morto da tanto tempo ma vedo ancora i suoi occhi penetranti e sento la sua condanna categorica. Si apre si chiude, si apre si chiude. E tutte le volte sono solo versi. Quella porticina è la mia ghigliottina. James Laughlin
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Mar 2007
Località: Roma
Messaggi: 1.988
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I versi del cervello possono diventare poesia se è il cuore a dettarli.
Non bisogna soffocare o uccidere il cuore, perché si rischia di chiudere per sempre la porta all'eternità che è in ciascuno di noi.
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Dietro le nuvole c'è sempre il sole.
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#3 |
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Amico*
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Bellissimo
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