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#1 |
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Amico*
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Un giorno un uomo molto povero , che mendicava , incontrò un gran signore molto ricco. Il Signorotto decise di aiutare il pover’uomo dandogli una cospicua somma di denaro. L’uomo accettò la bella somma con la quale poté comprare una casa, rifarsi un decente guardaroba, fare pasti sostanziosi. Poi dopo non breve tempo la somma di denaro che aveva messo in banca finì e dovendo pagare le tasse la luce il gas, mangiare e vestire, l’uomo fu costretto a ipotecare la casa e poi a venderla. Insomma in meno che non si dica la bella sommetta che aveva ricevuto in dono fu consumata e l’uomo si ritrovò di nuovo a mendicare sulla strada. Un giorno il signorotto passò vicino al pover’uomo, e vedendo che era di nuovo malconcio si stava per chinare per offrirgli altro aiuto, quando il pover’uomo gli chiese: Dove andate Signore?- e Il Signorotto: Vado a lavorare! E tu perché sei qui?- Il mendicante: non avevo dato valore a ciò che mi avevate dato ed ora non so che cosa fare!- Il signore replicò: Giusto è proprio questo il punto, avresti dovuto cercarti un lavoro prima di goderti la tua fortuna!” Così decise che avrebbe aiutato di nuovo il pover’uomo solo a condizione che egli avesse trovato un lavoro onesto che avesse consentito di mantenersi la fortuna ricevuta. Da allora il pover’uomo non fu più povero, ma lavorando e vivendo dignitosamente, aveva anche compreso quale fosse il valore del denaro e ogni giorno non mancava di donare qualche spicciolo a qualche povero mendicante che incontrava lungo la strada.
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#2 |
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Amico*
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Un giorno una bambina che viveva in una bellissima casa e i cui genitori erano ricchissimi, si ammalò. I genitori poterono, grazie alle loro ricchezze, consultare i migliori medici e somministrare alla piccina le più innovative medicine. Purtroppo tutto ciò non servì a molto perché la piccola stava sempre male e i medici dissero ai genitori che presto la piccolina li avrebbe lasciati. Così i poveretti, a cui non restava niente da fare, si misero pazientemente a pregare. Pregavano giorno e notte al capezzale della bimba e in segreto. Un giorno durante una crisi della piccina, apparve loro una persona, proprio nella loro stessa casa, ma poiché abitavano a piano terra e spesso tenevano le porte aperte per dare aria ai locali, pensarono che fosse un intruso di passaggio, così si rivolsero allo straniero e gli chiesero cosa mai volesse. L’uomo pareva già sapere che lì in quella casa viveva una bambina molto malata. Così disse loro: Se darete via tutto quello che possedete la vostra bambina guarirà. I genitori si guardarono stupiti e stavano per cacciare l’uomo quando la madre disse- Va bene! Lo faremo!. L’uomo scomparve misteriosamente e i due si ritrovarono increduli quando videro con meraviglia che la bimba stava meglio. I due genitori dettero via tutto le loro ricchezze e la bimba dopo poco poté di nuovo giocare e correre libera nei prati. Anche se non avevano più niente però la loro bambina era salva.
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#3 |
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Amico*
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Vostro onore , Gianna era in uno stato vegetativo, non soffriva , così almeno affermano i medici. Ma noi , si che soffrivamo a vederla lì, in quello stato. Lei non voleva morire, ne aveva paura, ma ci disse una volta che se sarebbe successo qualcosa, lei voleva vivere. Vivere anche solo con il corpo, sperando che qualcuno o qualcosa la potesse risvegliare e ridonare al mondo, a noi.
Vostro onore noi soffrivamo a vederla in quello stato, ma lei viveva. Ma noi soffrivamo. Così abbiamo pensato che anche lei soffrisse nel vederci soffrire. Ma come poteva vederci? Se ci vedeva allora non era morta. Ma noi soffrivamo! Ora che sappiamo che è in cielo siamo più tranquilli che lei non soffre più nel vederci soffrire. Ora abbiamo fatto la sua volontà ! Il giudice si mise a piangere e li assolse.
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#4 |
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Amico*
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Era il tempo dei tempi e fu deciso che alcune delle entità, che erano state liberate dal sonno eterno, avessero una vita degna di essere vissuta. Così fu esaminato colui che era stato vittima di soprusi e ingiustamente caduto nel peccato a causa di altre entità. Egli non si era potuto difendere per vari motivi. Uno dei motivi era che il suo animo era dolce e amabile e rifuggiva da qualsiasi forma di vendetta. Un altro motivo era che non aveva mai avuto l’ardore di impugnare armi per usarle contro il nemico. Era estremamente indifeso, non solo per il corpo che gli era stato concesso ma per la sua indole al rispetto altrui che lo costringeva ad eclissare il suo io. Così gli fu concessa una nuova possibilità e fu deciso di fornirgli un soffice pelo che lo scaldasse nei giorni più freddi e lo tenesse fresco nei giorni più caldi; con questo una valvola equilibrante posta sul naso, che tenendolo sempre umido gli consentisse anche di sentire meglio gli odori. Quindi data la sua indole pacifica gli furono concessi degli artigli retrattili in modo che ne potesse fare buon uso; contro chi non apprezza la sua meravigliosa indole pacifica e per fuggire dal più spietato nemico, consentendogli di arrampicarsi sugli alberi. Infine, poiché alcuni di loro avevano particolari attitudini cambiamento, gli fu permesso di diventare compagni della creatura dalla quale il suo spirito proveniva, l’uomo. Così fu il gatto e la leggenda narra che da tempi ormai remoti, il gatto viene apprezzato per il suo carattere di coccolone-indipendente, solo da coloro che hanno una forte empatia con il suo spirito. La sua indole rifugge ombrosa lo sconosciuto e si prostra di fronte a chi ama e verso colui verso cui nutre un profondo rispetto e fiducia. Un amico particolare e solo di alcuni, dunque, perché data la sua natura, egli sa ben riconoscere chi è pacifico e chi no.
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#5 |
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Amico*
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Amore era lì, seduto, come sempre leggeva. Lei gli si avvicinò serenamente e lo salutò, ma dalla sua bocca non uscì che un flebile suono. Così il suo cuore sussultò per quel mancato battito d'ali. Che forse volesse dire che soffriva a causa della sua stessa sofferenza? Così gli andò più vicino e chiese dolcemente, raccontando tutto di sé, di quella mattina già trascorsa e densa di problemi. E lui taceva, e più parlava, più lui taceva e lei sentiva che il cuore si gonfiava ancora di più e percepiva la sua sofferenza. Ma stranamente era felice perché era quello che voleva sentirsi “non dire”, poi chiese davvero spiegazioni. Un raggio di sole entrò nella stanza e si trasformò in musica intorno a loro, mentre parlava lui, spiegando le sue scoperte, mentre taceva lei,stentando a credere che la parola “amore” gli fosse uscita dalle labbra e fosse scivolata sul quel computer. Ma non era per lei e lei lo sapeva, però in cuor suo ne ammirava la trascrizione crittografata e sentiva che qualcosa di simile ondeggiava nei suoi pensieri. Passò quasi un'ora a parlare e a farsi spiegare. Alla fine si lasciarono con la fretta di sempre, ancora una volta con qualcosa da doversi dire: lui la desiderava mentre lei già lo amava.
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#6 |
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Amico*
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C' è qualcosa di misterioso nella vita, ma così affascinante e travolgente da non poter resistere al viverla pienamente. C'è qualcosa di eterno nell'amore che anche il dolore diventa dolce da sopportare.
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