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QUINTA PARTE
Dopo aver trovato l’alberello adatto – lontano da occhi indiscreti – lo posarono salutandolo e si allontanarono con la promessa che dopo alcune ore, sarebbero tornati a dare un occhiata. Infatti, alcune ore dopo fecero un sopralluogo per assicurarsi che tutto andasse bene, ma con rammarico, videro che il nido era vuoto e nascosto tra sotto i cespugli, tra la terra c’era una ammucchiamento di formiche bellicose che attanagliavano con grande famelica attenzione, le spoglie nuovamente inermi del piccolo volatile. “Guarda!” – disse lei a lui – “Sembra un intero formicaio! Non c’è un punto vuoto sul suo povero corpicino dove non ci sia una formica! Di sicuro questo, per quanto ne so è un segno inevitabile che la sua ora che era stata prolungata da DIO, è scaduta. Dobbiamo rassegnarci che non ci sarà più un ritorno!” E con un singhiozzo misto ad un pianto soffocato, si sedette con le spalle appoggiate al fusto dell’albero, lasciando che tutto andasse secondo i piani del normale ciclo naturale, dove la morte di un corpo, può servire per la vita di altri. Mille pensieri accompagnavano il suo sguardo perso nel vuoto. “Non ti preoccupare! – la tranquillizzò lui – “Ciò che è inevitabile per le nostre realtà più amare, è per COLUI che è al di sopra di tutto e di tutti, una pura illusione. Alzati e chiedi di nuovo con tutto il tuo essere. Il dubbio e le incertezze, quando noi agiamo, la fanno da padrona sui nostri propositi. Ma EGLI E’ lo stesso di ieri, di prima, di domani e per sempre! EGLI E’ l’ETERNO! I Suoi disegni, a volte non li accettiamo, perché non vediamo – avendo pochi passi nella nostra vita – il fine per cui quando noi siamo presenti e li incrociamo sulla nostra strada, giudicandoli amari e forse crudeli, rimaniamo allibiti. C’è un momento per la semina e un momento per il raccolto: così positivamente c’è un momento per la nascita e un momento per la morte. Tanta è la nostra ignoranza sui Suoi propositi, quanto lo sono i granelli di sabbia, sparsi nella creazione. Chiediamo di nuovo, come facevamo da bambini coi nostri genitori: EGLI CHE E’ il Padre e la Madre di tutti e dei perchè, se riterrà giusto, darà nuovamente, passi ancora più vigorosi al suo corpo e al suo spirito, oppure Ha ritenuto giusto che la Sua brevissima camminata in questa terra deve avere pace ora.” Detto questo, il giovane nel frattempo - avendo ricevuto il segno celeste, che potevano nuovamente richiedere al GRANDE SPIRITO MISERICORDIOSO - con delicatezza verso il piccolo popolo avvisandoli, che l’ALTISSIMO aveva nuovamente altri propositi per la loro preda, accettarono con un piccolo gesto, di lasciare velocemente e totalmente il corpo. Poi, sollevandolo e appoggiandolo su un letto di foglie, lo porse tra le mani di lei: ”Chiedi nuovamente con tutto il tuo spirito, per questo tuo prossimo a cui tu hai dato le tue attenzioni con tanto amore compassionevole!” Ella come se fosse una madre, lo avvicinò al petto e socchiudendo gli occhi con intensità silenziosa, interiormente, chiese. Non solo questa volta le mani a malapena potevano trattenete l’energia improvvisa dell’uccellino, ma emetteva un cinguettio così rumoroso da sembrarne tanti. Tanta era la vitalità che dovettero subito preparare un nuovo nido più grosso e più compatto. Sta volta non lacrime di gioia ma improvvisi gridi di gioia mista a risate fuori dall’ordinario: ”Mi raccomando” – disse lei –“ questo nuovo alberello è più alto, quindi fai attenzione che sia ben fissato. Sono quasi tre metri e più, difficilmente qualche intruso da terra lo potrà trovare. Speriamo solo che una madre tra questi alberi, lo possa crescere!”. Mentre si allontanarono, lui, le disse che quando sarebbero ritornati a controllarlo, sapendo delle sue insistenze e avendo chiesto nel frattempo, avrebbero dovuto accettare – se mai si fosse ripetuto l’inevitabile – ciò che il piccolo popolo per sua natura stava finendo di fare. Era quasi il tramonto e prima che la luce dell’astro, andasse via, essi tornarono per controllarne gli eventi. Avvicinandosi videro che il nido si trovava posato per terra e nessuna traccia del piccolo popolo nei dintorni… Solo che all’intero non c’era il piccolo uccellino. Cercarono nei paraggi e non lo trovarono. Era un posto molto isolato e non frequentabile da bambini o altro. Disse lei: ”Sono passati forse tre quarti d’ora, ci siamo anche assicurati che nessuno ci vedesse e poi per essere precisi, abbiamo assicurato un altezza così sicura e così ben fissata tra i rami folti e sottili con quelle foglie grandi che a malapena un insetto poteva passarci o un gatto arrivarci per il suo peso. Non so cosa pensare, ma ho la sensazione che qualcosa di anomalo sia accaduto non di male, ma sento di bene. Lo sai? Mi chiedo se veramente era reale il suo corpo. Il nido da quell’altezza, per causa di animali sarebbe stato rovinato sia per esser stato strappato – essendo legato ai rami – e sia per la caduta! Esso giaceva invece, così come l’abbiamo fatto, integro e senza nessuna macchia di sangue. Forse DIO, nella Sua Grandezza o ha steso la Sua Mano per riprenderlo o il piccolo non è mai stato piccolo, non è mai morto e non è mai vissuto, perché era un angelo del SIGNORE. Ed abbracciandosi, lui annuì dicendole che la” gioia unica” che si riceve nello spirito attraverso i segni fuori dall’ordinario, per opera dell’ALTISSIMO, è la vera risposta universale, che conta per noi viventi in questa terra dei tanti perché… FINE |
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