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Vecchio 06-11-2009, 02:19 PM   #1
iroquoi
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Predefinito Il Regno velato della beatitudine luminosa (prima e seconda parte)

Cari lettori amici e amiche, che dirvi? Tante sono le cose dello spirito, meravigliose, che le parole come noi le conosciamo, non bastano per riempire la nostra vita. Solo attraverso il cuore, in armonia con la Dottrina Vivente - per volere dell'ETERNO, nonchè GRANDE SPIRITO UNICO - possiamo permetterci di scambiare in modo armonico ciò che può essere fonte di gioia, sia per chi da e per chi riceve. Esso, infine, diventa testimonianza: pari ad un seme che cade nella buona terra per germogliare, affinchè crescendo porti il frutto nascosto in sè. E siccome ogni seme deve avere anche la sua stagione (e quindi i suoi ritmi e tempi) in attesa di un nostro "manoscritto" , soprannominato "la Testimonianza del Grande Agnello" vi invito a leggere momentaneamente, quest'altra "perla". Non sappiamo quanto tempo ci vorrà per riuscire a completare questo "manoscritto", ma non appena sarà completo, non mancherò di condividerlo qui con voi.


Il regno velato della beatitudine luminosa (prima parte)


Questa perla, si manifestò in un giorno molto assolato, presso la riva di quel fiume, quando il
giovane, era ancora soprannominato “sciamano”.

“Pino!”- disse all’amico – “Non ce la faccio più a sopportare questo caldo e siccome non posso fare ancora il bagno, vado a cercarmi in questi boschi, un posto in cui restare all’ombra ed in cui riposarmi!”

Così pensando, si introdusse penetrando la boscaglia per non essere disturbato da possibili curiosi.
Egli, era molto affascinato dai colori che cambiavano intensità o diminuivano, in base alla filtrazione dei raggi solari attraverso la vegetazione.
Quando riuscì a trovare quella temperatura fresca e il tappeto di foglie fresche che permetteva di stendere l’asciugamano a mo di letto – avendo anche valutato la possibilità di avere attorno a sé, colori e forme – si distese supino con le gambe larghe per crogiolarsi.
Cercò - come già faceva da un po’ di tempo – di lasciare andare il suo corpo, immaginando di percepire con esso, il respiro del suolo.
Egli, sapeva che per mettersi in sintonia con le cose della natura e col GRANDE SPIRITO, in alcuni frangenti non si doveva usare solo la mente per chiedere. Egli credeva che il corpo fisico – con tutti i suoi cinque sensi – può riuscire a percepire e scoprire infinite meraviglie che l’ALTISSIMO ha nascosto, affinché noi ricercassimo secondo la nostra natura infantile.
Egli, sapeva che per tornare bambini non doveva essere soltanto un atteggiamento di umiltà, nel giudicare le cose della vita, ma era un vero e proprio abbraccio fisico col creato.
Così, si lasciava andare col corpo ed i cinque sensi portando il respiro a percepire ciò che lui chiamava “il respiro della Terra”.
Quando era convinto di sentire che il suo corpo, era su una frequenza di oscillazione da sentirsi spinto in alto e poi in basso - fino a sentire che il suo respiro era in armonia con la terra, quando lo stato di quiete era palese in tutto se stesso - passava alla seconda fase che era nel respiro del cielo. Egli entrava in sintonia tra la terra e il cielo. Tutto questo lo chiamava: il respiro alla Sacra Danza, delle cose del creato.
E proprio in questi frangenti egli chiedeva e meditava sulle risposte che il GRANDE SPIRITO aveva celato nello stato delle cose.
Il giovane, credeva fortemente che il CREATORE creò la luce affinché le sue creature – essendo Sue figlie - dovevano per forza muoversi e agire attraverso essa.
Non nelle tenebre, ma nella luce si doveva crescere e moltiplicarsi.
Non pensava tanto agli astri e alle creature infinite che vi abitano, alle quali, scienziati e narratori di fantascienza immaginano, né a ipotetiche dimensioni spazio temporali a cui l’accedere ad esse è basata sulle capacità dell’astrale.
Egli basava la sua infinita ricerca di riflessione sullo stato delle cose del creato e il giusto metodo d’approccio secondo la più semplice naturalezza.
Avendo sentito parlare dei Regni della Luce attraverso racconti religiosi e fantastici, sentiva dentro di sé, che questi mondi ultraterreni – abitati da creature non corruttibili al corpo fisico, quindi assolutamente pure - non potevano esser ricercati nell’universo materiale con navicelle spaziali o qualsivoglia strumenti umani.
Essi, vivendo nella Luce, non potevano che trovarsi ed essere nascosti in se stessa e da essa.
Queste creature, di sicuro si muovevano non solo alla velocità della luce, ma dovevano avere delle peculiarità così speciali da oltrepassare le leggi fisiche, a cui tutti noi siamo soggetti.
Di sicuro, tutta la loro essenza doveva essere così limpida e pura, da vivere in uno stato di grazia continuo, non soggetto a desideri carnali ed altro.
Perché essendo la luce, scientificamente un energia sottilissima: la loro peculiarità - essendo che vivono in essa - doveva avere, una natura superiore alla luce stessa, non quantificabile secondo i nostri metri di giudizio.

“Esse” pensava il giovane “sono le anime libere, pure, angeliche che rappresentano la simbiosi divina: loro sono il popolo delle anime eterne.
Di sicuro, il loro corpo - ora infante, ora giovane, ora femmina, ora maschio, ora re e regina - avrà e sarà fatto dei sette colori dell’arcobaleno e di quelli infiniti nascosti.
Il loro compito nella vita - essendo vicinissimi a DIO ad immagine e somiglianza - è quello di trasmettere la gioia in questo stato continuo, a tutte le creature che abitano il cosmo buio.
Ora si presentano come visione, ora agiscono sugli elementi della natura e tante altre cose che la mia giovane mente, possa immaginare.”

Così pensando, nella diversità delle ombre, delle foglie che facevano da manto – dando al suo corpo un refrigerio ed un respiro unico – fu attratto da migliaia di brillii che fuoriuscivano da gocce posate sulle foglie, irradiando miriadi di raggi che sembravano tante piccole stelle nel cielo buio.
Affascinato da questo piccolo cosmo in terra, fu attratto da un raggio finissimo che ricadeva in modo dolce e non invasivo, tra i suoi occhi.

Egli, pensava: “SIGNORE! Tutte le creature viventi usano per parecchio tempo, dal momento della loro nascita, i cinque sensi: attraverso essi, il nascituro, non parlando, trasmette in modo semplicissimo i suoi fabbisogni ai genitori. Ora, attraverso questi cinque doni preziosissimi, il cuore degli adulti e quello del nascituro sono in un unico linguaggio universale; riconosciuto ed usato nella sua semplicità più pura da tutte le famiglie viventi. Poi, quest’ampolla benefica della famiglia, si rompe, tralasciando queste cinque porte naturali per amalgamarsi col pensiero ed il giudizio della comunità a cui si appartiene. Essi vengono sostituiti da mezzi artificiali, decantati con tanto orgoglio dal sapere temporale dell’uomo, perché più diretti ai nostri fabbisogni sensoriali e sociali: con la conseguenza, di sicuro, d’aver interrotto le potenzialità meravigliose che questi cinque scrigni racchiudono. Insegnami DIO DELLA SAPIENZA, ad usare anche i miei sensi, affinché possano accedere ad una parte di quelle alte realtà sublimi, che TU hai dato come eredità. Questo, affinché noi, non ci sentissimo soli ed orfani della nostra vanità e fragilità morente, ma eredi unici delle vere ricchezze nonché “portali” che conducono alle gioie della Vita Eterna, da noi tanto anelata.”



Fine prima parte (ps: la seconoda parte la troverete qui di seguito, subito in basso)
iroquoi è offline   Rispondi Citando
Vecchio 06-11-2009, 02:21 PM   #2
iroquoi
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Predefinito Il Regno velato della beatitudine luminosa (secona parte)

Il regno velato della beatitudine luminosa (seconda parte)


Così dialogando, il giovane, come un bambino usò le mani, ora aperte, ora socchiuse, ora chiuse, immaginando con tutta la fantasia che aveva, di catturare le tonalità dei raggi, che come velluto, percepiva attraverso la pelle delle dita:”Mi sembra di essere un suonatore di arpa. Ho davanti a me la tavolozza di colori più inebriante della mia vita; la loro consistenza è infinitamente più soave e più vibrante di un filo di ragnatela. Tutto ciò è danzante per il mio spirito ed il mio corpo: i suoni ed il silenzio di questo tempio improvvisato sotto il grande cielo - con i profumi ed i colori - mi fanno commuovere in modo irragionevole. Sento la gioia della vita del microcosmo e del macrocosmo dischiudersi per farmi entrare ad una realtà più alta, la cui entrata viene bandita ad ogni macchina più sofisticata.”

Avvicinò spontaneamente le mani al viso, quasi volesse sentire la carezza di quei filamenti di luce, per poi socchiuderle con delicatezza, con lo scopo arduo di catturare un piccolo raggio.
Cercò - come accade quando si ha un diamante in mano – di osservarlo in tutte le sue angolazioni.
Per un attimo, un silenzio solenne riempì tutto l’intorno. Tutte le creature del bosco, che cantavano e si muovevano rumorosamente, tacquero come non mai. Esse, percepirono coscientemente, che la Mano del GRANDE SPIRITO era stata posata in quel luogo, affinché il giovane meditabondo avesse una nuova perla.
Una brezza non comune invase il suo essere interiore ed esteriore.
Con stupore, si accorse che il tutto attorno a sé, era immobile più che mai.
Capì senza ombra di dubbio, che il tempo era stato fermato per ordine dell’ALTISSIMO, affinché la luce racchiusa nelle sue giovani mani, potesse fermare la sua potentissima velocità, per essere contemplata.
Non contò se fossero passati secondi o minuti, fatto sta, che una lacrima misteriosa, intervenne come un velo a proteggere la sua pupilla per poi diventare una lente potentissima, più efficace di qualsiasi strumento ottico.
La luce aprì la sua porta - nascosta alle tenebre “dell’ Io separato” - per porgere al giovane spirito, la seconda chiave per poter accedere all’apertura dello spettro nascosto di colori, ora dorati, ora argentati, ora di rame.
Essi, sono le colonne di fuoco sacro nonché guardiane.
Così, quando una parte della “vera comprensione”, nata dall’umiltà di giudizio, salì per volere dell’ALTISSIMO - per appagarlo della sua fede - esse, lo fecero passare, dandogli il tempo per porgergli la terza chiave meritata.
Egli sentì dentro di sé, dei brividi di gioia quando di colpo gli apparve il segno dell’Alleanza che fece l’ETERNO con Noè e l’umanità dopo il diluvio.
Un’ arcobaleno ultraterreno di sconfinata bellezza, vibrava imponente davanti a lui.
Egli comprese, che era una delle Sacre Porte Celesti per accedere ai Regni della Luce.
Tutt’a un tratto, i colori che componevano “il sacro arco”, si allinearono l’uno affianco all’altro, tanto da sembrare un imponente cancello, infondendo in lui la convinzione che fosse l’entrata ai Regni Luminosi.
Aumentò in lui il desiderio di aprirli, perché sentiva il richiamo – nonché la presenza viva – di esseri che vivevano di sicuro in uno “stato di grazia unica”.
Egli pensò, che tutti i racconti sentiti attraverso gli scritti umani – religiosi e non – hanno sempre parlato di angeli, anime o esseri mitologici che vivono nella Luce.
Pensò anche alle frasi del Cristo che diceva. “Io sono la luce, la verità e la vita!”

Disse ancora a se stesso:”Questo è il Regno puro, lo stato di quiete dove tutto non vibra secondo la natura della creazione come i nostri fisici la conoscono, ma danza in DIO; quindi la sua natura non è soggetta a corruzione alcuna, né fisica e né psichica.”

Fu in quel momento, in quel silenzio multicolore, che sentì interiormente aumentare suoni celestiali ed infinite voci, amiche da sempre, gioie di “essere”: dimenticate a causa dei passi incerti fatti dopo la nascita, per la natura malata di questa “terra della dimenticanza”.
Tutto si aprì d’incanto…
I cancelli multicolori si aprirono davanti a lui, facendogli vedere un Cielo talmente immenso e bianco da non vederne l’orizzonte.
Egli, vide che esso pullulava di forme di colori che apparivano e si spostavano a velocità vertiginosa, in una danza così armonica, che dove cadeva il suo sguardo, gli apparivano.
Sembravano nubi, nel loro modo di apparire e scomparire, ma qualcosa di più alto e più nobile era in esse.
Fu in quel momento, che queste essenze aeree che riempivano in modo vertiginoso ogni spazio celeste, si manifestarono avvicinandosi ora a gruppi, ora singolarmente.
Il giovane si trovò davanti, esseri di una bellezza così unica, da lasciarlo senza parole
Ciò che lui immaginò prima di entrare in questo Paradiso Celeste e dei suoi abitanti - grazie al dono della profezia sensoriale che l’ALTISSIMO gli donò poco prima delle sacre colonne - era simile all’immagine e somiglianza del suo pensiero, ma la realtà fu infinitamente superiore.
Sulle loro teste, vi erano corone arcobaleno pulsanti, impreziosite da intarsi simili a nomi e traslucidi come sostanza al diamante e al cristallo più puro messi assieme; dando loro, un'aspetto regale maestoso e puro, che non ha pari in nessun regno conosciuto.
Il loro corpo era trasparente come il cristallo ma attraversato continuamente da fluidi dei colori dell’arcobaleno, quasi sembrasse una circolazione interna, con l’esterno in continuo cambiamento di colore tra l’oro, l’argento e il rame ed altri colori fino ad allora sconosciuti.
Ora, una Forza nonché Presenza Divina li attraversava dando loro continuamente la mano – nell’accompagnamento della loro danza – conferendo a loro, in base ai passi fatti: ora l’aspetto totale di un giovane, ora di un fanciullo, ora di un maschio, ora di una femmina.
Dai loro visi, continuamente scaturivano sorrisi tanto radiosi e pieni di una gioia così unica, da comprendere senza ombra di dubbio, che quello era il loro continuo ringraziamento all’ETERNO, come anime liberate da ogni corruzione.
Esse, con le mani, ogni qualvolta si avvicinavano – quando la danza lo permetteva – lo salutavano, facendogli capire che lo conoscevano da sempre, riempiendolo di un calore famigliare, fatto di ricordi e sensazioni, che solo padri e madri, figli e figlie, fratello e sorella, amico o amica, possono avere.
Il giovane, sentì che esse - oltre ad essere anime pure e gioiose - nel loro servizio di devozione e contemplazione nella continua estasi divina, avevano un compito meraviglioso di testimonianza continua.
Danzando in quel modo, con il loro canto angelico e i loro suoni celestiali, per quanto silenziosi al suo udito terreno, percorrevano ora distanze immense, ora vicinissime.
I loro passi penetrano e danno movimento armonico a tutti i pianeti e le galassie del creato, permettendo loro, attraverso il tocco della Sacra Danza, di ospitare la "Vita".
Poi, il tempo del corpo chiamò il giovane alla realtà e tutto finì, per aprire poi gli occhi sul mondo.
Tutto intorno, il silenzio del tempo ultraterreno che adornava il tempio di quel verde, tornò ai suoi ritmi normali.
La carezza di quella gioia interiore, donatagli dall’ALTISSIMO, si manifestò attraverso un movimento di vita delle creature del bosco e di una brezza, dando in lui la sensazione che tutti erano stati testimoni della sua preghiera meditativa.
Non seppe esattamente quanto tempo passò in quella radura dei boschi.
Ma dopo tanti anni, pensando a queste anime beate, in un giorno di una sua contemplazione, egli, per la prima volta chiese all’ALTISSIMO, un segno di quell’ incontro affinché potesse essere testimonianza per il nostro mondo.
Essi, lo salutarono come sempre, e gli fecero segno di guardare – quando sarebbe tornato dalla contemplazione, al suo mondo – il cielo.
Vide che le nubi, che prima correvano con i loro colori separati, di colpo divennero color arcobaleno, tanto da meravigliare e gioire per l’insolito, se stesso ed i suoi.
Egli, ora padre e avanti con gli anni, ringraziò l’ETERNO in cuor suo, per avergli inviato il segno di pace - nonché Arco dell’Alleanza - che solo LUI ha dato e può dare.
L'ETERNO E’ LO STESSO di ieri, oggi e domani.

FINE
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Vecchio 06-11-2009, 05:54 PM   #3
Caliel
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mi inchino di fronte alla maestosità di quanto hai descritto.
non posso fare altro che ringraziarti per la tua testimonianza.
mi hai aperto il cuore
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Vecchio 06-12-2009, 06:07 AM   #4
Alinor
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Sono semplicemente onorata di camminare con te, e voglio ringraziarti di aver incrociato il tuo cammino con il mio!
Sono estasiata dal tuo racconto, e vedo distintamente dinanzi a me quel bosco, quei raggi luminosi, le tue dita che sfiorano magicamente le corde dellla Luce!
Vedo e respiro la rottura di quell'ampolla, che mescola il suo sacro liquido di conoscenza con quello esterno, ampliando il suo sentire....
Grazie!! Grazie per aver condiviso con noi queste parole usandole come un pennello fatato, capace di dipingere le emozioni. Grazie di averci permesso di visitare quel bosco, il cui profumo di muschio giunge sino a qui...
Grazie. Grazie per serbare e custodire dentro te una Luce tanto grande. Grazie per esserne consapevole.
Ci hai fatto dono di qualcosa di immenso, e ringrazio Caliel infinitamente, per avermi segnalato tutto questo, e avermi permesso così di tuffarmi nella poesia del Creato.
Oggi hai toccato le corde profonde della mia Anima, e anche di questo ti ringrazio.

Alinor

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Vecchio 06-12-2009, 12:15 PM   #5
Caliel
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Data Registrazione: Jun 2009
Messaggi: 29
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leggendoti mi hai fatto di "colpo" riattivare determinate corde che da un pò latitavano e mi hai fatto rendere conto di come a un tratto del mio cammino ho perso tempo divagando in cose non utili.
Grazie di cuore di aver incrociato il mio viaggio
Caliel è offline   Rispondi Citando
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