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#31 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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#32 |
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Moderatore*
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Per il papa' di F e L IL TUO MORIRE Niente riusciva a fermarti. Non il giorno più bello. Non la quiete. Non l' ondeggiare dell'oceano. Continuavi a morire. Non gli alberi sotto cui camminavi, non quegli alberi che ti davano ombra. Non il dottore, il giovane dottore dai capelli bianchi che già una volta ti aveva salvato. Continuavi a morire. Niente riusciva a fermarti. Non tuo figlio, Non tua figlia che ti imboccava e ti aveva reso di nuovo bambino. Non tuo figlio che credeva saresti vissuto per sempre. Non il vento che ti strattonava il bavero. Non l'immobilità che si offriva al tuo movimento. Non le scarpe che ti appesantivano. Non gli occhi che si rifiutavano di guardare avanti. Niente riusciva a fermarti. Te ne stavi in camera e guardavi la città e continuavi a morire. Andavi al lavoro e lasciavi che il freddo ti penetrasse i vestiti. Lasciavi trasudare sangue nei calzini. Il volto ti si faceva bianco. La voce ti si spezzava in due. Ti appoggiavi al bastone. Ma niente riusciva a fermarti. Non gli amici che ti consigliavano. Non tuo figlio. Non tua figlia che ti guardava rimpicciolire. Non la stanchezza che viveva nei tuoi sospiri. Non i polmoni che si riempivano d'acqua. Non le maniche che sopportavano il dolore delle braccia. Niente riusciva a fermarti. Continuavi a morire. Quando giocavi con i bambini continuavi a morire. Quando ti accomodavi a pranzo, quando ti svegliavi la notte, bagnato di lacrime, il corpo scosso dai singhiozzi, continuavi a morire. Niente riusciva a fermarti. Non il passato. Non il futuro con il suo bel tempo. Non la vista dalla finestra, la vista del cimitero. Non la città. Non la città orrenda dagli edifici di legno. Non la sconfitta. Non il successo. Non facevi altro che continuare a morire. Avvicinavi l'orologio all'orecchio. Ti sentivi venir meno. Stavi a letto. Ti mettevi a braccia conserte e sognavi il mondo senza te, lo spazio sotto gli alberi, lo spazio in camera tua. gli spazi che si sarebbero fatti vuoti di te, e continuavi a morire. Niente riusciva a fermarti. Non il tuo respiro. Non la tua vita. Non la vita che cercavi. Non la vita che hai avuto. Niente riusciva a fermarti. Mark Strand Ultima modifica di enrichetto; 09-11-2011 alle 05:51 AM |
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#33 |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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#34 |
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Moderatore*
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#35 |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2010
Località: Modena e nel mondo
Messaggi: 4.778
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E ti dirò ti voglio bene
Non sei mai riuscito a dirmi brava, ma ti leggevo dietro gli occhiali una lacrima, un abbraccio trattenuto quando si accendeva il tuo viso di gioia di orgoglio, non sono mai riuscita a buttarti le braccia al collo quando sarei rimasta le ore ad ascoltare i racconti della tua vita, ma ero tua figlia e tu mi avevi capita Figlio di una generazione di piccoli balilla che i figli andavano baciati solo nella culla, ma mi hai sempre dato tutto di te più di quello che hai posseduto, non sono mai riuscita a dirtelo che in te ho sempre creduto, anche a quella promessa che spero un giorno si possa avverare quando quel muro d'ombra diventerà trasparente come gocce di pioggia nelle vene ed io ti correrò incontro e ti butterò le braccia al collo e ti dirò -babbo, ti voglio bene- ![]() ![]() Laura Marchetti
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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#36 |
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Moderatore*
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Dicono che la morte pesi 21 grammi
Che la differenza dell’anima soffiata via sia una piuma in un paese di neve allora spiegami Padre mio perché ha il peso di un incendio questo tuo essere senza corpo appeso al respiro e perché la lontananza di te è il carceriere irremovibile che ogni giorno porta in braccio la mia solitudine. Anna Buoninsegni |
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#37 | |
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Moderatore*
Data Registrazione: Dec 2007
Messaggi: 5.818
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Citazione:
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#38 |
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Moderatore*
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Papà, radice e luce, portami ancora per mano
nell’ottobre dorato del primo giorno di scuola. Le rondini partivano, strillavano: fra cinquant’anni ci ricorderai. Maria Luisa Spaziani |
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#39 |
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Moderatore*
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“Per quanto riguardava mio Padre, forse erano state proprio quelle profonde similitudini, non riscontrabili in nessun altro dei miei fratelli, che lo avevano indotto a pretendere così tanto da me e, viceversa, forse era stata proprio la percezione di questa latente pretesa, da parte Sua che mi aveva spinto a effettuare scelte nella mia vita assolutamente in contrasto con ogni possibile aspettativa sia paterna che, più in generale, familiare.”
da “L’OMBRA PIU’ LUNGA. Tre racconti sul Padre” * Gianfranco Pecchinenda |
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#40 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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Cos'è.
Ascoltami un momento. Ascoltami… Cos’è che ti fa battere il cuore. Cos’è quella luce… si! Quella luce che risplende sul tuo viso. E quel sorriso poi… cos’è. Io, proprio non so, spiegare perché di, quel sognare le stelle, quando nel profondo dei miei occhi… tu non ci sei. Quando distesa vicino alle onde del mare, sotto un cielo di stelle, fingo di sognare, che dolce è la notte che si avvicina, dei miei primi, incerti passi di bambina. Quando durante la notte io sussurravo il tuo nome, se poi vedendoti, eri l’illusione. Tu che ne sai, che da piccina io ti odiavo, quando poi ti cercavo. Cosa ne sai… quando ho capito che grande sono diventata e ti accorgi di non essere mai stata amata. Che ne sai, se sei il triste sorriso che dilania il cuore di chi più non culla il tuo pensiero! Che ne sai, se sei la morte sul mio viso… Tu padre, oh viso di primavera! Naida Santacruz |
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#41 | |
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Senior Member
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 159
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Citazione:
sei così "piccola"...
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#42 |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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#43 |
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Moderatore*
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il padre che non c'era
Al mio primo compleanno lui non c'era quando sorridevo lui non c'era quando mi addormentavo la sera c'era solo un bacio, il suo non c'era. Ho sentito freddo e crampi allo stomaco, paura e battiti impazziti ma lui non c'era, solo mia madre contro ansia e angoscia rassicurazioni e amore hanno ucciso le mie stupide paure ma a vedere la nostra vittoria lui non c'era. Sensibilità insediata nel cuore come una debolezza non riesco a liberarmene, non so neppure odiare! Ho avuto un padre ma era mio nonno lui era sempre presente. Un terribile giorno di sole me lo ha portato via e ho imparato a odiare odiavo ogni raggio di luce che lo vedeva svanire. Quando soffrivo per lui il padre non c'era. Ricordo che a scuola con un invisibile nodo in gola anche io festeggiavo la festa del papà letterine, buffi disegni, cioccolatini tornavo a casa e li lasciavo timidamente sul comodino del mio amato nonno, il mio amore era per lui che non mi hai mai lasciato nemmeno ora che lo rivedo solo nei sogni. Eleonora Carpitelli |
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#44 |
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Moderatore*
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Il silenzio di mio padre.
Come allora, quando non riuscivo nemmeno a piangere, non volevo. Lo sfidavo con gli occhi, e mi nascondevo dietro la prima sigaretta. Quel silenzio, il suo silenzio fra noi, fa male più di allora. Soffri più di allora, perché ora, sono una donna e non più la tua bambina. Il silenzio di mio padre… Chissà se di nascosto, piangi come me, adesso. … Domani, ti appoggerò un bacio sulla guancia. Domani. E mi prendo il tuo silenzio, forse, chi lo sa , anche quello mi ha aiutato a crescere. Sei tu. Fa un po’ male. Lo lascio lì, nel mio profondo. … Domani, ti appoggerò un bacio sulla guancia. Marinetta (...la nostra Marinetta) |
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#45 | |
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Amico*
Data Registrazione: May 2007
Messaggi: 4.033
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Citazione:
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