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Vecchio 01-25-2019, 04:57 PM  
enrichetto
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Amore, miti e altre storie: l'arte ispirata da Ovidio alle Scuderie del Quirinale
dal 17 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019

O felice chi si consuma nelle battaglie di Venere! Voglia il cielo
che sia questa la causa della mia morte. (Ovidio)


«Non sorpassarla, con le tue vele al vento/ e non lasciarla andare innanzi a te./ Guadagnatela insieme, quella meta: solo allora/ quando ugualmente vinti giacciono/ la donna e l' uomo, pieno è il piacere»
(Ars amatoria II)

Cosi il poeta nella piu' celebre delle sue opere ( insieme con Le metamorfosi)
Cosa impensabile all' epoca, assicurava che il piacere era maggiore se l' uomo e la donna raggiungevano contemporaneamente l' orgasmo.
L'amore di cui Ovidio intende essere maestro è esclusivamente l'amore sensuale: «lascivi praeceptor amoris».
Facile capire perche' cadde in disgrazia...troppo in contrasto con l'opera moralizzatrice di Augusto, che lo esilio'.

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Nel bimillenario della sua morte,Ovidio, uno dei piu’ amati della latinita’ per i versi che parlano d’amore di miti e di storie di dei, torna a Roma dopo l’esilio ordinato da Augusto.La sede delle scuderie del Quirinale e’ per me garanzia di mostre sempre ben fatte. C'e' parecchia gente , d'altronde e' il penultimo giorno della mostra ed e' sabato. Dallo splendido scalone d’ingresso da cui salivano i cavalli si sale al piano superiore…e si parte.
Tema principale l’Amore e i suoi corollari: eros seduzione e bellezza.Lo spazio espositivo e’ ampio e ben illuminato.
L’audioguida e’ compresa nel prezzo e nell’introduzione la curatrice Francesca Ghedini ci racconta “…del vittorioso ritorno a Roma del poeta”
In effetti Ovidio pago’ a caro prezzo il suo parlare d’amore in maniera anche carnale. Con la sua opera “Amores” entro’ in rotta di collisione con l’imperatore/ restauratore Augusto. «Due», scrive nei "Tristia", «sono le cause che mi hanno perduto: "un carme e un errore/ e di questo secondo debbo io tacere la cagione"».
Il carme, non v'è dubbio, è l'Ars amatoria, sull'inconfessabile «error» studiosi e storici hanno dato diverse interpretazioni.
La mostra ospita pezzi eccellenti e altri meno. Spiccano senza dubbio la Venere Callipigia in marmo bianco
(Callipigia dall’etimologia “kalos” cioe’ bello e “pyge” cioe’ natica….letteralmente “Venere dalle belle natiche”) e la "Venere pudica" di Botticelli.
Sulle pareti ci sono frasi simbolo in latino tradotte solo in inglese e non ho capito il perche’.
Il percorso e’ agevole e si possono scattare foto.Nella parte anteriore non mancano quasi da contraltare all’eros imperante ,le statue di Augusto moralizzatore col capo velato e di Livia sua moglie. C’e poi una video installazione dove l’attore Sebastiano Lo Monaco recita in riva al mare dei passi del poeta scritti quando era in esilio.
Alle “Metamorfosi e’ dedicata la seconda parte…e cosi scopriamo i testi e i dipinti che hanno influenzato la cultura e l’arte occidentale a partire dall’epoca a lui contemporanea sino ai nostri giorni.
Molto belli i preziosissimi manoscritti di eta’ medievale. Sull’ultima parete le parole del poeta con cui la mostra si congeda:

«Ho ormai compiuto un’opera che non potranno cancellare né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo divoratore… e il mio nome resterà indelebile. E dovunque si estende la potenza romana sulle terre domate, sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, vivrò…».


Quando si finisce il percorso si scende da una scala a vetrate da cui si vede dall’alto un bel panorama di Roma che spazia dal Vittoriano alla basilica di San Pietro.
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Io li odio i nazisti dell'Illinois...
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