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Vecchio 02-11-2011, 12:24 PM   #1
delfina
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Predefinito B - Lettere da Iwo Jima

LETTERE DA IWO JIMA – USA 2006 – di Clint Eastwood
Da non perdere per chi ama il genere.

Subito dopo avere girato “Flags of our fathers”, Eastwood riprende la vicenda dell’attacco americano su Iwo Jima e ne gira un secondo film rappresentandolo dal punto di vista dei giapponesi, tanto che in originale è interamente in lingua nipponica.
E lo fa partendo dalle lettere scritte sull’isola da alcuni giapponesi durante l’appostamento e mai inviate, e che uno dei soldati si premurò di sotterrare prima dello sbarco americano e, quindi, della disfatta.

Il capitano che umilia e punisce i suoi uomini, la ferrea e spesso incomprensibile disciplina giapponese, l’onore che spinge una parte di loro alla missione suicida pur di non dovere vivere la sconfitta: ci vedevo un discreto coraggio da parte di Eastwood nel presentare l’esercito giapponese in questo modo, senza mezzi termini. Poi ho scoperto che il film è stato sceneggiato da un giapponese, il che rende tutto più comprensibile.

Anche non conoscendo la storia di Iwo Jima, fin dall’inizio se ne intuisce la fine: i giapponesi non avevano alcuna possibilità di vittoria, non venne inviato loro alcun sostegno, erano carne da macello..Dopo che la loro portaerei venne affondata nelle Marianne, infatti, la rimanente forza aerea fu inviata a Tokyo per difendere il continente, e gli uomini sull’isola “..abbandonati dallo Stato Maggiore con richiesta di morire con onore”. A nulla valsero le 18 miglia di tunnel scavati nella roccia vulcanica per la difesa.
Nell’orrore della morte che viene attesa ed accettata con coscienza dalla maggior parte dei giapponesi all’urlo di “Banzai!”, Eastwood dà luce alla speranza attraverso un personaggio che, al pensiero della propria famiglia, antepone alla morte per onore il desiderio per la sopravvivenza, e lotta per essa.

Dopo aver udito le parole delle lettere scritte e ricevute dai soldati nipponici, lo spettatore si trova a confrontarle con quelle scritte dalla madre di un soldato americano caduto, per rendersi conto di come tra di esse non ci sia differenza, così come se ne rendono conto i soldati giapponesi che leggono questa stessa lettera.
“…mi avevano insegnato che gli americani sono dei selvaggi, ma le parole di sua madre sono identiche a quelle di mia madre..:”

“…in Lettere da Iwo Jima il cinema si fa al contempo spettacolo, narrazione storica e monito alle coscienze. Si fa, cioè, Cinema.” (G. Zappoli)
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio. - A.B.
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