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#1 |
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Amico*
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È strano pensare che il rock'n roll, ora tanto usuale da diventare un poco obsoleto, sia stato una musica quasi sovversiva, trasgressiva, avversata dai conservatori specie inglesi per diversi motivi: la sua fisicità, nel rapporto musicista-strumento e musicista-ascoltatori; la sua dimensione provocatoria nei confronti del sentimentalismo tradizionale; il suo derivare dalla musica popolare nera; la sua natura sfrenata e generazionale. Il rock aveva cominciato a piacere negli Stati Uniti alla metà degli anni '50, ma veniva ostacolato in Inghilterra ancora dieci anni dopo: la Bbc non ne trasmetteva più di 120 minuti alla settimana. La richiesta dei pubblico dei ragazzi restava molto più alta e pressante. Così, nel 1966 un gruppo di dj si organizzò: prese una nave un po' scassata, la portò fuori delle acque territoriali inglesi, e di lì cominciò a trasmettere rock e pop 24 su 24. Arrivarono ad avere milioni di ascoltatori: un successo che colpì pure il ministro Kenneth Branagh, deciso a sconfiggere i fuorilegge dell'aria. Ce la fece, naturalmente: ma lo scatto del rock era ormai ineliminabile. Sembra una farsa, invece è cronaca. 'I love radio rock', diretto da Richard Curtis sceneggiatore di 'Quattro matrimoni e un funerale' e di 'Notting Hill', racconta la storia con esattezza e insieme romanzandola: il protagonista che sale sulla nave come avrebbero voluto fare milioni di ragazzini impara rock, vita e amicizia; il gruppo di dj capitanato dall'incantevole The Count, Philip Seymour Hoffman, gli insegna creatività, indipendenza e disobbedienza, oltre a simboleggiare quanto fossero differenti e migliori, nei Sessanta, le persone. La grazia e il divertimento del film sono brillanti, fuori del comune. Da una recensione dell'Espesso ------------------------------------------------------------ Carino piacevole e bella colonna sonora....se amate la musica...e' da vedere!!! una citazione del film: Ma in tutto il mondo ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni… e tradurranno quei sogni in canzoni.
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Nel bel mezzo dell'inverno ho infine imparato che vi era in me un' invincibile estate
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#2 |
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Senior Member
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...sì sì, è davvero divertente!! L' ho visto anch' io e mi è piaciuto parecchio! Ciaooo
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#3 |
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Amico*
Data Registrazione: Jun 2008
Località: bosco degli urogalli
Messaggi: 711
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Non posso che confermare la bontà di questo film , leggero , frizzante , che fa ballare , sognare e fa riflettere.
La musica è spesso un territorio franco , in cui non valgono le leggi della quotidianità . Ho voluto approfittare della visione di questo film per provare a spiegare a mia figlia, cosa sono stati gli anni '60 e tutto quel movimento che poi ne è seguito e che il film descrive forse con qualche ingenuità ma in maniera del tutto pulita. La scena del naufragio sotto le note di "A winter shade of pale" mi è sembrata toccante. Piccolo excursus....a distanza di 30 anni , la libertà di espressione trova sempre il freddo mare del nord per difendersi e se una volta si chiamava radio adesso si chiama internet. Difatti , specialmente a cavallo dei primi anni di diffusione della rete , diversi gruppi di persone non troppo dissimili da quelli del film , hanno occupato abusivamente vecchie stazioni di estrazione del greggio , ormai abbandonate , per ospitare provider e dare spazio pure a siti "scomodi" alle autorità. La situazione si è spesso conclusa con blitz della marina militare e la chiusura , insomma , forse in maniera meno romantica rispetto al film , ma la storia si è ripetuta ancora. |
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