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Amico*
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JOYEUX NOELdi Christian Carion - Drammatico -(Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna 2005)
L’ho visto qualche anno fa ma l’ho ancora vivido nella mente per le emozioni che mi ha trasmesso. Nonostante non sia un film tecnicamente grandioso lo consiglio. Racconta un fatto veramente accaduto. Vi propongo una presentazione un po' lunghina ma interessante dal punto di vista storico. Giorno di Natale 1914. Janet, sorella cara, sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale. In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Cominciava così la lettera di un soldato inglese intento a descrivere gli straordinari avvenimenti a cui aveva appena assistito e che ebbero inizio alla vigilia del 25 dicembre 1914. Si trattò di un vero e proprio miracolo secondo i soldati inglesi e tedeschi che, nel corso della prima guerra mondiale, si fronteggiavano dalle rispettive trincee nella regione di Ypres, in Belgio. Era scoppiata la Pace. Improvvisamente. Senza alcun preavviso. Una Pace spontanea scaturita dal cuore degli uomini. Non dalle gerarchie militari. Si trattò, invece, di un vero e proprio disastro secondo gli alti comandi di entrambe le parti. I tedeschi nelle loro trincee avevano addobbato gli alberi con di Natale, una tradizione allora sconosciuta agli inglesi, così come i canti natalizi che giungevano da quel fronte. Così fin quando non si sentì intonare la canzone "Stille Nacht", conosciuta in inglese come "Silent Night" (la nostra Astro del ciel). Da quel momento i soldati delle diverse fazioni uscirono dalle trincee e si unirono in un’unica voce. Nella terra di nessuno, da entrambe le parti, gli uomini arrivavano di corsa per potersi incontrare, per potersi scambiare gli indirizzi e ogni sorta di souvenir, cioccolato, tè, caffè, alcol, sigarette, carne in scatola. Si racconta perfino di una partita di calcio resa possibile grazie ad alcuni stracci e un po’ di spago messi insieme per fabbricare il pallone. La tregua di Natale (così venne chiamata) consentì inoltre il recupero delle salme dei caduti a cui seguirono le cerimonie di sepoltura, dove i soldati di entrambi gli schieramenti parteciparono uniti nel dolore e nella preghiera. Tradimento passibile della corte marziale. Così venne definito dai Generali questo atto di pacificazione. Un atto di pacificazione che avrebbe potuto risparmiare la vita a milioni di persone (al momento dell'armistizio, nel 1918, quindici milioni di persone erano state massacrate). Un atto di pacificazione assai pericoloso. Che come tale doveva essere occultato. Ci penserà una canzone del 1988 a restituire popolarità ai fatti di quell’incancellabile Natale. (dal web) Consiglio di leggere la traduzione sotto perchè ci sono parole, a mio parere, meravigliose ![]() Natale nelle trincee Testo e musica di John McCutcheon Il mio nome è Francis Tolliver, vengo da Liverpool. Due anni fa la guerra mi aspettava dopo la scuola. Nel Belgio e nelle Fiandre, in Germania e qui Ho combattuto per il Re e per il paese che amo. Era Natale nelle trincee, dove il gelo si attanaglia così amaramente, I campi ghiacciati della Francia erano immobili, nessuna Canzone di Natale venne cantata Le nostre famiglie in Inghilterra stavano brindando a noi quel giorno I loro coraggiosi e gloriosi ragazzi così lontani. Stavo disteso con il mio compagno sul terreno freddo e roccioso Quando attraverso le fila della battaglia venne un suono strano Dico io, "Adesso ascoltatemi, ragazzi!" ogni soldato si tese per ascoltare Mentre la voce di un giovane Tedesco cantava limpidamente. "Sta cantando maledettamente bene, sai!" mi dice il mio compagno Subito, una ad una, la voce di ogni Tedesco si unisce alla sua in armonia I cannoni riposarno in silenzio, le nuvole di gas smisero di addensarsi Mentre il Natale ci portava una tregua dalla guerra Non appena ebbero finito e fu passata una pausa di reverenza "Dio ti salvi, Gentiluomo" gridarono alcuni ragazzi del Kent Le successive che cantarono furono "Stille Nacht", "Tis Silent Night", dico io Ed in due lingue una canzone riempiva quel cielo "C'è qualcuno che sta venendo verso di noi!" gridò la sentinella dal fronte Tutti gli sguardi erano fissi su una lunga figura che veniva fuori dal loro fianco La sua truce bandiera, come una stella di Natale, mostrata su quella pianura così luminosa Mentre lui, coraggiosamente, marciava disarmato nella notte Subito ad uno ad uno entrambi i lati camminarono nella Terra di Nessuno Senza né un'arma né una baionetta ci siamo incontrati lì, mano su mano Abbiamo condiviso del brandy segreto e ci siamo scambiati gli auguri l'un altro Ci siamo scambiati cioccolate, sigarette, e fotografie delle nostre case Questi figli e padri lontani dalle loro famiglie Il giovane Sanders suonò la sua fisamonica e loro avevano un violino Questa curiosa e improbabile banda di uomini Presto la luce del giorno irruppe sopra di noi e la Francia fu di nuovo la Francia Con tristi addii ci preparammo a ritornare in guerra Ma la domanda che infestò ogni cuore che visse quella meravigliosa notte "La famiglia di chi ho fissato con i miei occhi?" Era Natale nelle trincee, dove il gelo si attanaglia così amaramente, I campi ghiacciati della Francia erano scaldati mentre canzoni di pace venivano cantate Perché i muri che erano tenuti tra di noi per obbligarci al lavoro della guerra erano crollari e spariti per sempre Il mio nome è Francis Tolliver, vivo a Liverpool Ogni Natale che giunge dalla Prima Guerra Mondiale, Ho imparato bene la lezione Che coloro che invocano gli spari non saranno tra i morti e gli invalidi E alla fine di ogni fucile, siamo sempre gli stessi.
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio.
- A.B. |
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