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Vecchio 05-14-2011, 11:31 PM   #1
delfina
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MINE VAGANTI di Ferzan Ozpetec, Italia 2010

La famiglia Cantone è proprietaria di uno dei più importanti pastifici del Salento. La nonna aprì l'azienda assieme al cognato, di cui è stata segretamente innamorata per tutta la vita, e ora quegli impulsi sopiti ricadono sulle abitudini di una famiglia schiava del perbenismo alto-borghese. Il rientro a casa del rampollo più giovane Tommaso, trasferitosi a Roma per studiare economia e commercio, è il momento per la famiglia di sancire ufficialmente il passaggio della gestione aziendale ai due figli maschi. Tommaso è pronto a sconvolgere i piani del pater familias dichiarando apertamente la propria omosessualità e il desiderio di seguire aspirazioni letterarie, ma durante la cena ufficiale per festeggiare il nuovo corso aziendale, viene anticipato dal fratello maggiore Antonio che.... (myMovies)

La pellicola delle prime volte...
Il primo film di Ozpetek che vedo
Il primo film in cui tollero Scamarcio (ed è bravissimo!!)
Il primo film in cui ci sarebbe da commuoversi ma non l'ho fatto

Ennesimo film sulla "omossessualità". Profondo e piacevole, con scene ironiche da riderci su per qualche minuto. Mi è piaciuto molto e merita di essere visto.
Finale aperto per il protagonista...

"Le mine vaganti servono a portare disordine, a prendere le cose e metterle nei posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare i piani..."

Se posso segnalarvi una scena...guardate la sequenza dal punto 00.50 che gioco di sguardi e soprattutto di mani, in una banalissima attività com'è quella del mangiare, con i gesti sottolineati dalle parole "le mani" che ricorrono nella canzone "Pensiero stupendo". Semplicemente meraviglioso Ozpetek!!!!

BORKED
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E morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perchè ti voglio. - A.B.
delfina è offline   Rispondi Citando
Vecchio 05-17-2011, 05:29 PM   #2
brasil
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Una lettera struggente scritta da uno dei protagonisti del film " La finestra di fronte " di ferzan Ozpetek al proprio amante, che poi finirà vittima dei nazisti in quanto ebreo:
Mio caro Simone,
dopo di te, il rosso non è più rosso. L'azzurro del cielo non è più azzurro. Gli alberi non sono più verdi.
Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te, rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini.
Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perchè, se avessero visto, saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà.
Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo, non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome.
E tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire ad un albero di essere albero, e all'azzurro... di diventare cielo.
Non so se questo è un mondo migliore... ora che nessuno mi chiama più Davide... ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli, come posso dire che questo è un mondo migliore?
Come posso dirlo senza di te?
__________________
Il pessimista deve inventarsi ogni giorno nuove ragioni di esistere
brasil è offline   Rispondi Citando
Vecchio 05-18-2011, 06:23 AM   #3
Essenza
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Citazione:
Originariamente inviato da brasil Visualizza Messaggio
Una lettera struggente scritta da uno dei protagonisti del film " La finestra di fronte " di ferzan Ozpetek al proprio amante, che poi finirà vittima dei nazisti in quanto ebreo:
Mio caro Simone,
dopo di te, il rosso non è più rosso. L'azzurro del cielo non è più azzurro. Gli alberi non sono più verdi.
Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te, rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini.
Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perchè, se avessero visto, saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà.
Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo, non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome.
E tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire ad un albero di essere albero, e all'azzurro... di diventare cielo.
Non so se questo è un mondo migliore... ora che nessuno mi chiama più Davide... ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli, come posso dire che questo è un mondo migliore?
Come posso dirlo senza di te?
bellissima
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Le cose preziose e fragili hanno bisogno di Mani Speciali..♥

Essenza è offline   Rispondi Citando
Vecchio 05-18-2011, 01:24 PM   #4
antonella1
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...
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