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#1 | ||
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Amico*
Data Registrazione: Dec 2007
Località: Cintura di Orione, seconda stella a sinistra (un pò sotto Varese)
Messaggi: 2.500
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Inizialmente questo mio intervento era destinato all'interessante topic di Antonio, poi mi sono reso conto che sarei andato un po' troppo OT così sia per rispetto suo, che ha iniziato una bella discussione, sia dei moderatori che lavorano sempre con solerzia, sia degli utenti che così non vengono disturbati dal tema principale, ho aperto un topic separato
Ci si stava inoltrando, colà, in una deviazione su ignoranza, istruzione e religione, che però nella mia mente lasciava affiorare ricordi di canzoni lontane. La prima è Working Class Hero, nel cui testo si legge Citazione:
la seconda è la Sera di Pasqua (poesia di Montale ma musicata dagli Altera nel 2001), che recità così: Citazione:
Il mio punto di vista è che il libero pensiero sia indipendente dal grado di istruzione e che, analfabeti o laureati, pastori o medici, una persona può o meno porsi domande esistenziali. Qualcuno potrebbe obbiettare che una persona istruita può farsi più idee, ma qualcuno potrebbe rispondergli che si farebbe più idee partendo sulle idee degli altri, quindi con una direzione verso cui far tendere il proprio pensiero (forse non più così libero)
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La forza del dialogo risiete nelle voci fuori dal coro |
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#2 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Ora la domanda: sto meditando circa l'istruzione e mi chiedo se l'aver insegnato a leggere sia equivalente ad aver dato istruzione e intelligenza oppure no. Se uno insegna a leggere ma poi controlla ciò che si legge, si crea un popolo di persone istruite o solo di schiavi alfabetizzati?
Il mio punto di vista è che il libero pensiero sia indipendente dal grado di istruzione e che, analfabeti o laureati, pastori o medici, una persona può o meno porsi domande esistenziali. Qualcuno potrebbe obbiettare che una persona istruita può farsi più idee, ma qualcuno potrebbe rispondergli che si farebbe più idee partendo sulle idee degli altri, quindi con una direzione verso cui far tendere il proprio pensiero (forse non più così libero) Mah... mah... mah... A me è venuta in mente questa frase di Goethe: "Colui che si dichiara libero è in realtà schiavo; colui che invece si dichiara schiavo è in realtà il più libero degli uomini." Che forse la libertà deriva dalla consapevolezza di sapere cosa siamo o di vedere le catene che ci legano? Boh... Comunque, per risposta alla domanda, credo che se qualcuno controlla ciò che si legge si rischia di essere più schiavi alfabetizzati che altro... Poi le idee degli uomini possono combaciare: ad es. io posso esprimere un parere, un' idea uguale, nella sostanza, a qualcuna elaborata da Platone pur senza averlo mai letto ma non per questo sono un Platone... Tuttavia, sotto sotto, aveva forse ragione Wilde ad affermare: "Il brutto e lo sciocco godono il meglio del mondo: possono sedersi a loro agio e godersi lo spettacolo. Se nulla essi sanno della vittoria, è loro risparmiata anche la coscienza della sconfitta. Vivono come tutti dovremmo vivere, tranquilli, indifferenti e senza apprensioni; non fanno male ai loro simili e non ne ricevono dalle mani altrui." L'istruzione è una gran cosa, ma a volte bisogna ricordarsi che non c'è nulla che valga la pena sapere... Volevo dire qualche altra cosa ma.. alla prox |
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#3 | |
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Amico*
Data Registrazione: Aug 2005
Località: Salzburg (AT)
Messaggi: 821
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Tirando in ballo il caro vecchio Orwell col suo 1984, mi vengono in mente due dei tre capisaldi del governo del Grande Fratello:
"la libertà è schiavitù" (che avete già sviscerato nella frase di Goethe) "l'ignoranza è forza" Per rispondere ad alien: insegnando a leggere si creano sia persone istruite, sia schiavi alfabetizzati. Purtroppo i libri scolastici sono altamente pieni di censure (immaginate di leggere Bucowsky in un liceo di "alto borgo"), si studiano sempre le stesse cose (tanto per dirne una, è difficile che in un programma di storia si arrivi più avanti della guerra fredda, totalmente impossibile arrivare agli anni novanta in italia). Quindi tra quello che si può e non si può dire, tra il nozionismo per raggiungere il tanto agognato voto alto e il disinteresse dei più, tanti si ritrovano un titolo di studio in mano, ma pochi riescono a pensare. Siamo in una società in cui a chi ci governa convieeeene che il popolo non pensi. E per questo che ci propina programmi spazzatura, retoriche ammalianti, falsa cultura. Tutto ciò che di buono un professore tenti di costruire è continuamente minato dalla società malata che c'è intorno. Citazione:
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...Io son l'umile ancella del genio creator, ei m'offre la favella, io la diffondo ai cor...
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#4 | |
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Amico*
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Quoto in pieno Demetra
Citazione:
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Chi trova un amico trova un tesoro! That's, I believe in love
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#5 |
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Amico*
Data Registrazione: Oct 2008
Località: Marigliano (NA)
Messaggi: 495
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Scusa una domanda: ma se chi insegna, lo fa su diciamo con dei libri "controllati", sono controllati anche gli insegnanti?? Penso di si.. Di conseguenza se anche gli insegnanti, questo riferimento è molto scolastico, sono "controllati", forse è meglio dire influenzati non sono anche costoro schiavi alfabetizzati e cosa mai potranno far apprendere ai loro scolari se non di diventare schiavi alfabetizzati o una alfabetizzazione schiavizzata???
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